Nella realtà virtuale di Project Morpheus

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A distanza di un anno ho provato nuovamente Project Morpheus, il visore di realtà virtuale di Sony che arriverà nella prima metà del 2016 come periferica di PlayStation 4. Rispetto al prototipo precedente ho ravvisato decisi miglioramenti sia in termini di qualità dell'hardware che di quella dell'immagine, gli unici dubbi permangono sul prezzo e su quali titoli arriveranno a supporto di questo dispositivo.
A questo indirizzo potete trovare l'articolo, a quest'altro la videoanteprima, in quest'ultimo la prova delle demo; nel frattempo spazio a qualche foto!

I commenti classici sono superati, se vuoi continuare la discussione scrivimi su Twitter: @Tanzen.

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San Francisco Bay Bridge da iPhone 3GS ad iPhone 6

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Sono parecchi anni che visito San Francisco in occasione della Game Developers Conference, e prevedibilmente ci sono posti che continuo a visitare ogni qual volta ne ho la possibilità, perché semplicemente mi piacciono. Casualità ha voluto che mi sono ritrovato su Hard Disk una foto simile scattata con diversi modelli di iPhone, che immortala il Bay Bridge, e quindi ho pensato fosse carino metterle a confronto, per apprezzare il miglioramento delle fotocamere degli smartphone avvenuto nel corso degli anni.

Ecco le foto nel dettaglio, scattate nell'ordine da iPhone 3GS, iPhone 4s e iPhone 6 (cliccate per visionarle a risoluzione intera):

iPhone 3GS Bay Bridge tutto

iPhone 4s Bay Bridge tutto

iPhone 6 Bay Bridge tutto

Lo stacco maggiore si nota tra iPhone 3GS, uscito nel 2009 e primo smartphone a spopolare su Flickr in termini di numero di foto condivise, e iPhone 4s, datato 2011: il dettaglio ottenuto da quest'ultimo è di molto superiore, con colori decisamente più aderenti alla realtà. Analizzando iPhone 6 si notano egualmente miglioramenti nei colori, nel dettaglio degli oggetti che compongono la scena e in una riduzione del rumore; nelle condizioni ideali di luce però lo stacco è minore e le differenze più sostanziali si hanno in condizioni di illuminazione impegnative, anche se parlando alle foto notturne continuo a preferire l'utilizzo di una fotocamera "specializzata".

Per gli amanti delle statistiche, ecco i dettagli Exif principali di ognuna delle tre foto:

Foto scattata con iPhone 3GS:

Aperture Value: 2,971
Color Space: sRGB
Exposure Time: 1/2327
FNumber: 2,8
Focal Length: 3,85
ISO Speed Ratings: 64
Metering Mode: Average
Pixel X Dimension: 2.048
Pixel Y Dimension: 1.536
Scene Capture Type: Standard
Sensing Method: One-chip color area sensor
Sharpness: Soft
Shutter Speed Value: 1/2327
Subject Area: 1.023, 767, 614, 614

Foto scattata con iPhone 4s:

Aperture Value: 2,526
Brightness Value: 10,354
Color Space: sRGB
Exposure Time: 1/2123
FNumber: 2,4
Focal Length: 4,28
Focal Length In 35mm Film: 35
ISO Speed Ratings: 64
Metering Mode: Pattern
Pixel X Dimension: 3.264
Pixel Y Dimension: 2.448
Scene Capture Type: Standard
Sensing Method: One-chip color area sensor
Sharpness: Normal
Shutter Speed Value: 1/2123
Subject Area: 1.631, 1.223, 881, 881

Foto scattata con iPhone 6:

Aperture Value: 2,275
Brightness Value: 11,116
Color Space: sRGB
Exposure Bias Value: -0,017
Exposure Time: 1/3049
FNumber: 2,2
Focal Length: 4,15
Focal Length In 35mm Film: 29
ISO Speed Ratings: 32
Lens Specification: 4,15, 4,15, 2,2, 2,2
Metering Mode: Pattern
Pixel X Dimension: 3.264
Pixel Y Dimension: 2.448
Scene Capture Type: Standard
Scene Type: A directly photographed image
Sensing Method: One-chip color area sensor
Shutter Speed Value: 1/3048
Subject Area: 1.631, 1.223, 1.795, 1.077
Sub-second Time Digitized: 706
Sub-second Time Original: 706

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Tra San Francisco e Tokyo

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La prima metà di marzo si prospetta piuttosto intensa: da domani e per poco più di una settimana sarò a San Francisco per seguire la Game Developers Conference assieme ad Umberto e l'altro Antonio, un giorno dopo il rientro partirò per Tokyo per un evento del quale non posso ancora parlare.
La manifestazione statunitense sarà probabilmente focalizzata sui visori di realtà virtuale, tra Oculus, Morpheus, Steam (?) e altro; tra tutte le fiere alle quali partecipiamo la GDC è quella più "riflessiva", grazie a conferenze ed approfondimenti che magari non hanno lo stesso ritorno sul sito in termini di accessi, ma sono estremamente interessanti per gli appassionati e gli addetti ai lavori presenti sul posto. Con il plus di essere a San Francisco, una delle poche città americane che mi piace (quasi) in toto.
Poi il Giappone, che più volte ho definito la mia seconda casa e che anche dopo quindici volte mi suscita sempre gioia e soddisfazione.
Quattro voli intercontinentali, quindi, che per essere affrontati al meglio (quello di domani senza neanche dormire, causa partenza all'alba da Roma) necessitano di un buon "equipaggiamento" per passare il tempo, sfruttando anche l'assenza di connessione ad Internet per organizzare il lavoro e lo studio di questi tempi.

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Di seguito nel dettaglio quello che porterò per questo nobile scopo:

  • iPad con un po' di libri e Serie TV, consigliate dai miei follower su Twitter: Penny Dreadful, Utopia e Banshee, più le puntate che mi sono rimaste di Boardwalk Empire
  • Spotify su smartphone con tutte le playlist scaricate in locale
  • New Nintendo 3DS XL con Monster Hunter 4 Ultimate, Fantasy Life e Theatrythm Final Fantasy Curtain Call
  • Batteria da 5500mha per caricare d'emergenza qualsiasi dispositivo con presa USB in mio possesso
  • Portatile e vari accessori per lavorare sul posto e organizzare un po' di business plan sui voli senza distrazioni
  • Un libro cartaceo sulla deontologia del giornalista da studiare
  • Un libro cartaceo sulla figura del Sommelier da studiare, in vista del corso che comincio a fine marzo

Direi che di roba per tenermi impegnato il tempo ce n'è, al netto di qualche crollo di sonno che spero di avere durante i viaggi :)

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Ragazzino scappa da Bolzano per visitare Multiplayer.it e videogiocare!!1111

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Volevo raccontare nuovamente una cosa simpatica successa il 3 giugno 2013, che se vogliamo ha anche dell’incredibile, un ragazzo di 14 anni lettore di Multiplayer.it, TESTATA GIORNALISTICA CHE SI OCCUPA DI VIDEOGIOCHI per la quale scrivo (l’ho scritto di proposito così per chi ignora questa cosa, poi capirete perché), è partito con i suoi risparmi da Bolzano per raggiungere la nostra redazione a Terni – marinando la scuola e non avvisando i genitori – dopo oltre sette ore di treno e cinque chilometri a piedi dalla stazione fino a dove ci troviamo.
Lui è un nostro super fan, ci conosce a memoria anche grazie ai video che facciamo giornalmente e al fatto che oramai Multiplayer.it è una realtà molto affermata e con quasi un milione e mezzo di lettori; lo scorso mese era venuto a trovarci con i genitori ma era stato solo tre ore, ci aveva portato dei piccoli regali culinari e noi lo avevamo riempito di gadget.

La dinamica è stata che si è presentato in redazione un po’ sudato, lo abbiamo accolto ovviamente sorpresi e chiedendogli come mai era li, ha chiesto di andare in bagno per rinfrescarsi e nel frattempo è arrivata la Polizia, allertata ore prima dai genitori che immaginavano dove potesse essere.

Per fortuna è andato tutto bene, ho parlato successivamente sia con lui che con il padre per apprendere che era stata una semplice “bravata” per noia e incoscienza giovanile, anche perché il ragazzino si era fatto tutto l’itinerario con i treni e l’autobus, mentre i genitori conoscevano bene l’amore che ha per Multiplayer.it.

Cosa assolutamente lusinghiera per noi, quella di aver creato una schiera di fan che ci segue così da vicino, magari si poteva evitare tutta la parte di scappare all’insaputa dei genitori :D

Ma passiamo alla rassegna stampa dell’inevitabile notizia che si è generata, che fa capire ancora una volta come basta pochissimo per modificare il senso di un accadimento con il dolo di aggiungere proprie valutazioni completamente inesatte o sbagliate.
Tutto è nato dalla notizia riportata erroneamente da Umbria 24, che ha parlato di ragazzino scappato dai genitori e trovato dalla Polizia a giocare ai videogiochi in un “mondo magico”. Ho contattato la redazione del giornale per una sorta di smentita e dichiarazione ufficiale (tra le altre cose era venuto a trovare noi, non abbiamo una sala giochi ma solo prodotti da testare per recensione), ma oramai la frittata era fatta:

http://www.umbria24.it/terni-videogiochi-troppo-appassionanti-la-polizia-rintraccia–15-enne-di-bolzano-scappato-da-casa/180273.html

A questo punto è stata ricopiata da una miriade di siti locali, regionali e nazionali, che non solo hanno riportato le inesattezze parola per parola, ma ci hanno aggiunto del proprio in testa o in coda.

Il Messaggero fa una bella copia carbone di tutte le inesattezze:

Scappa da Bolzano a Terni per i videogiochi

Per Tuttoggi Multiplayer.it è una sala giochi (:D), un mondo magico e i genitori avevano paura per il proprio figlio:

http://tuttoggi.info/articolo/55439/

A Terni e Provincia invece parte il qualunquismo, secondo loro della questione se ne occuperanno psicologi e sociologi. E non potrebbe essere altrimenti:

http://www.ternieprovincia.com/index.php?act=news&id=12425

La Goccia invece paragona la vicenda ad un moderno Pinocchio di Collodi, che preferì recarsi al Paese dei balocchi invece di andare a scuola. E non solo! Multiplayer.it è un luogo di adolescenti appassionati, mica lavoriamo con uno stipendio:

http://www.lagoccia.eu/cronaca/13010-moderno-qpinocchioq-a–15-invece-di-andare-a-scuola-a-bolzano-arriva-a-terni-per-giocare-ai-videogame.html

Se questo è il tenore di una notizia così semplice, immaginate cosa siti e quotidiani anche importanti scrivono su cronaca, politica e il resto.

Ad ogni modo benvenuti su Multiplayer.it, il ritrovo di tutti gli adolescenti appassionati di videogiochi, dove non si fa un cazzo dalla mattina alla sera e la gente fa follie per giocare con noi invece di farlo a casa propria :D

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Maradona, e una maglietta 6 vs 10

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Nella giornata di oggi abbiamo pubblicato la nuova puntata di Zona PlayStation all'interno della nostra applicazione ufficiale per PlayStation 3, PlayStation 4 e PlayStation Vita, e per l'occasione ho sfoggiato una maglietta che ho comprato sul sito Art of Football, raffigurante Maradona contro SEI giocatori del Belgio durante la partita dei gironi nei mondiali del 1982.
La foto originale ha fatto la storia storia nel mondo del calcio, sembra infatti che il giocatore più forte di tutti i tempi stia per affrontare un reggimento composto da sei giocatori del Belgio, in un'occasione così come quella dei mondiali di calcio.

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In realtà la foto è un falso storico semplicemente eccezionale, immortalata dal fotografo Steve Powell in seguito alla battuta di una punizione a favore dell'Argentina, dopo la quale Ardiles passa la palla a Maradona che poi crosserà mentre la barriera del Belgio si sta "sfaldando". Sembra quasi essere una scena di Holly & Benjy (per gli amici Captain Tsubasa), e al di là di tutto, è una foto che rappresenta alla perfezione quello che Maradona ha dato al calcio mondiale e al mio Napoli.

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Un weekend di lavoro con iPad

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Qualche settimana fa ho parlato dell'uso lavorativo di iPad e di altri tablet rispetto al classico computer, argomento che ha suscitato un po' di dibattito sia su Twitter che Facebook riguardo la fattibilità o meno di tale pratica, non solo in casi di emergenza ma anche nel quotidiano. Nello scorso weekend ho deciso di fare a tal proposito un ulteriore piccolo esperimento, utilizzando unicamente il dispositivo di Apple per svolgere alcune attività lavorative, senza necessariamente avere fretta in termini di tempo.

Nel dettaglio:

  • Ho comprato una card PSN su un sito americano, pagandola con Paypal. Mi sono quindi collegato al mio account PSN americano e comprato un paio di giochi.
  • Ho trasferito alcune foto da iPhone via iCloud, le ho lavorate con un programma di grafica e applicato il watermark. Ho pubblicato poi il post domenica sul blog.
  • Ho aggiornato mediante backoffice di Multiplayer.it i video presenti all'interno della nostra applicazione ufficiale su PlayStation 3, PlayStation 4 e PlayStation Vita.
  • Ho risposto ad un po' di mail e utilizzato Hangouts per parlare e organizzare alcune cose con i colleghi.
  • Ho aggiornato il calendario con gli appuntamenti per la GDC di San Francisco che avevo ottenuto via mail.
  • Ho utilizzato la piattaforma Basecamp per l'assegnazione di alcuni articoli alla redazione PlayStation e la scelta delle Sale Giochi della settimana, inserendole poi in calendario.
  • Ho utilizzato Evernote per organizzare dei punti per future riunioni, oltre che scrivermi una lista di cose da fare.
  • Ho realizzato delle mappe mentali per alcuni articoli da scrivere e business plan lavorativi.
  • Ho scritto questo post :)

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Sono riuscito quindi a portare a termine diverse questioni lavorative; ma ovviamente, mi sembra scontato, con una velocità decisamente ridotta rispetto all'utilizzo che faccio del computer. Alla stessa maniera mi rendo conto che utilizzo una serie di shortcut, automazioni e programmi che probabilmente la stragrande maggioranza di persone non conosce, ma è chiaro che la comodità di uno schermo più grande (fosse anche di 13"), di una tastiera fisica, del trackpad e la maggiore potenza di calcolo sono impareggiabili. Ad appannaggio dei tablet c'è un vantaggio rappresentato magari dalla comodità, dal paradigma “una app alla volta”, dalla portabilità e dalla batteria; in linea generale però, al netto di quanto scritto qui sopra e nella sfera lavorativa, per me c'è un bel distacco.

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Markdown, come migliorare la propria esperienza di scrittura

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Fino a qualche anno fa i programmi di scrittura e le esigenze di chi scriveva in digitale erano molto più ridotti, bastava un foglio bianco dove mettere qualche grassetto, italico e poco altro. Tra le applicazioni più diffuse c’era Microsoft Word, che appartenendo ad un pacchetto molto costoso, Office, veniva e spesso e volentieri piratato per essere utilizzato e perché tanto era quello più conosciuto.
Non solo, pur essendo un programma valido, ha sempre sofferto di una compatibilità verso l’esterno che dava parecchi grattacapi a meno di non utilizzare la stessa versione del programma, senza considerare che spesso era sovradimensionato rispetto al reale utilizzo.

Le esigenze odierne di scrittura sono ben più variegate, c’è chi scrive articoli per riviste/giornali, chi compone libri o impagina testi, chi pubblica sui blog ed utilizza un minimo di codice HTML per presentare al meglio il testo assieme alle immagini.
Io rientro bene o male in queste ultime categorie, e continuo a reputare Office eccessivo per gli scopi di cui sopra: si può essere molto più produttivi con programmi di scrittura minimalista, che pongono l’attenzione sui font e che magari utilizzano servizi di sincronizzazione quali Dropbox (soprattutto, ma anche Google Drive e OneDrive) per gestire formati più compatibili tra diversi sistemi operativi.

Ebbene si, il formato più comune, leggero e intercambiabile rimane ancora oggi il vecchio file di testo .txt, utilizzabile su qualsiasi dispositivo esistente.
Non siamo però negli anni novanta, quando bisognava scrivere a mano tutto il codice HTML oppure era impossibile inserire grassetti o liste senza utilizzare Office e programmi simili.
Il linguaggio Markdown esiste proprio per questo e mediante una semplice sintassi riesce a generare questi tipi di formattazione mediante esportazione in codice HTML, senza utilizzare formati di file complessi o che inseriscono di loro pugno spazi o altre diavolerie simili che rendono tra le altre cose pesante la lettura di chi scrive e deve ricontrollare i testi.

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L’idea di base è quella di inserire all’interno del testo dei caratteri non formattati che possono essere tradotti in codice HTML senza insozzare il testo e senza conoscere il codice stesso.

Ad esempio il grassetto si ottiene inserendo la frase tra due coppie di asterischi:

**Scemo chi legge** 

diventa in HTML:

<strong>Scemo chi legge</strong>

ed infine sul proprio blog, sito o programma che interpreta il Markdown:

Scemo chi legge

Oppure ancora, per inserire un link si mette il testo tra parentesi quadre, e il link stesso tra quelle tonde adiacenti.

[Questo è il mio blog](http://iltanzen.it)

Diventa in HTML

<a href="http://iltanzen.it">Questo è il mio blog</a>

Ed infine pubblicato:

Questo è il mio blog

Se si vuole inserire una lista non numerata, è semplice:

- Una cosa da fare
- Un'altra cosa da fare
- Una cosa da non fare

Questo è l’HTML generato:

<ul>
<li>Una cosa da fare</li>
<li>Un'altra cosa da fare</li>
<li>Una cosa da non fare</li>
</ul>

Ed infine pubblicato:

  • Una cosa da fare
  • Un’altra cosa da fare
  • Una cosa da non fare

Non è necessaria quindi la conoscenza di HTML o derivati, la sintassi si impara in poco tempo, il testo è più pulito e si può scrivere all’interno di semplici file di testo, senza doversi preoccupare di compatibilità, peso eccessivo degli stessi e formattazione fuori standard.

Ad inizio di questo post ho parlato inoltre di programmi minimalisti di scrittura integrati con i servizi di condivisione, sono i migliori perché permettono meno distrazioni mentre si scrive, offrono una rosa di font eccezionali, gestione delle spaziature e tutta una serie di scorciatoie di tastiera per applicare la sintassi Markdown senza nemmeno scriverla[1].
Non solo, permettono magari di esportare in PDF o direttamente HTML, di pubblicare in automatico il contenuto sul proprio blog o salvare i file in servizi Cloud come Dropbox, Google Drive o iCloud.

Pensate ad esempio a scrivere il vostro articolo all’interno di una cartella del proprio computer collegata a Dropbox: il contenuto viene salvato in automatico su questo servizio e quando siete in mobilità con smartphone e tablet troverete gli stessi file pronti per l’uso.
Viceversa, siete in aereo con solo il vostro tablet a disposizione, non appena atterrati e agganciati ad una connessione i file verranno aggiornati su Dropbox per essere consultati o modificati su altri dispositivi.

Per OS X probabilmente il miglior programma in rapporto qualità/prezzo che supporta Markdown è Byword, per gli smanettoni Sublime Text è ancora più avanti e supporta moduli aggiuntivi, Ulysses infine è perfetto se si sta scrivendo un libro perché raggruppa tutti i file di uno stesso progetto o directory.

Su iPad, Editorial è il non plus ultra dei programmi di scrittura, grazie anche ad automazioni e altro, in alternativa ci sono Write, Byword e Daedalus Touch, tutti compatibili anche per iPhone.

Su Windows c’è un po’ meno cultura per quanto riguarda questo tipo di scrittura in relazione alla base installata, ma ad ogni modo mi sono trovato bene con WriteMonkey, MarkdownPad e Texts.

Su Android infine la situazione è simile a Windows ma in rapida ascesa, qualche programma molto interessante in ordine di preferenza è JotterPad X, seguito da Writebox e Draft.

Se questo mio post vi ha stuzzicato e voleste approfondire nel dettaglio la scrittura Markdown, rimando al sito di riferimento in lingua inglese di John Gruber, l’inventore di questa fantastica sintassi.
In futuro potrei pensare di scrivere un libro/manuale molto più dettagliato spiegando Markdown nei minimi particolari, assieme ad esempi specifici su come integrare i dispositivi tra loro mediante i servizi di cloud, in aggiunta ad un’analisi più profonda dei programmi che ho citato.

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Ovviamente questo post l’ho scritto in Markdown, mediante Editorial per iPad.

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  1. Ad esempio, su OS X, Command + B per il grassetto, Command + I per l’italico e Command + L per i link, dopo aver selezionato il testo interessato.  ↩