24 ore con Apple Music

iPod

Nella giornata di ieri Apple ha reso disponibile il suo servizio di musica in streaming, che va a posizionarsi in un mercato già corposo nel quale i maggiori esponenti sono rappresentati da Pandora, Spotify, Deezer, Google Play Music, Xbox Music e così via.
La casa di Cupertino nel 2001 ha dato una bella sterzata al mercato musicale con l'introduzione di iPod, poi con il catalogo digitale di iTunes, che ancora oggi si trova ai primi posti tra i servizi per l'acquisto di musica. Mercato che sta subendo una flessione proprio a favore degli abbonamenti mensili che permettono di accedere, principalmente in streaming e in maniera indistinta, a tutto il catalogo disponibile, inferiore ad oggi di qualche milione (circa 30 per quasi tutti i servizi, 10 in più ad esempio per iTunes Store) rispetto a quello che permette di acquistare singolarmente le canzoni.
La mela morsicata arriva invece in ritardo in questo particolare segmento, guidato spiritualmente da Spotify (Pandora non è disponibile da noi) e la sua ubiquità su tanti sistemi e in 58 paesi compresa l'Italia, assieme ad i suoi 75 milioni di iscritti dei quali 20 a pagamento: cifre importanti che però denotano ancora spazio di crescita, considerando quanti sono gli utenti potenziali in giro per il mondo.
Personalmente ho sempre considerato la musica come colonna sonora della mia vita, e per questo ascolto una quantità enorme di brani di generi differenti, in base allo stato d'animo e a quello che sto facendo. Sono sostenitore di entrambi i modelli di ascolto ed infatti ho sottoscritto iTunes Match per avere nel Cloud la musica acquistata, quella rippata oppure ottenuta da altri store digitali; Spotify Premium per scoprire nuova musica, ascoltare tutto il catalogo disponibile e realizzare alcune playlist pubbliche condivise con i miei follower.

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Arriviamo nuovamente ad Apple Music: il servizio, disponibile su iOS, OS X e Windows, sarà gratuito (a questo indirizzo c'è la procedura per disattivare il rinnovo a pagamento) i primi tre mesi per gli iscritti, e arriverà in autunno anche su Android, sicuramente con una ulteriore revisione estetica e funzionalità adesso assenti. Music è figlio dell'acquisizione da parte di Apple di Beats Music, servizio che negli Stati Uniti è stato molto apprezzato per il fatto di proporre playlist curate da persone reali, unitamente ad un algoritmo basato sugli input degli utenti. Ed infatti la caratteristica più interessante di Apple Music è la sezione denominata "For You" (nota a margine, gli screenshot sono in inglese perché utilizzo il sistema operativo nella lingua anglosassone), costruita a partire da un piccolo questionario grafico iniziale nel quale vengono richiesti alcuni generi e artisti preferiti.
A questo punto vengono proposte un serie di Playlist curate a mano e basate su questo algoritmo automatico: man mano che si procede all'ascolto e si esprime il gradimento (il classico cuoricino!) verso determinate canzoni, vengono proposte Playlist sempre più vicine ai propri gusti personali, con la possibilità aggiungere la canzone in ascolto nella propria musica e nelle Playlist personali create sotto la sezione My Music, inizialmente importate da quelle di iTunes.
Il sistema funziona decisamente bene da quello che ho provato fino a questo punto, tra le altre cose nel pomeriggio ho fatto una mezz'ora di fitness con l'applicazione FitStar, scegliendo una Playlist dedicata all'allenamento, e successivamente nella sezione Per Te c'era qualche proposta simile creata da Apple.
Un'altra funzionalità interessante è mutuata da iTunes Match (che in pratica viene inglobato), ovvero la possibilità di aggiungere la propria musica presa altrove in iCloud, e ascoltarla su qualsiasi dispositivo sia se è presente nel catalogo di Apple Music, sia no, in quest'ultimo caso scaricandola. E a tal proposito è possibile scaricare tutta la musica e le playlist anche per ascoltare offline, quando la connessione non è disponibile o non si vuole sacrificare il traffico dati a disposizione.

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La parte Radio propone una buona scelta a partire dalla nuova stazione Beats 1 creata da Apple è disponibile 24 ore su 24: per adesso la musica trasmessa mi sta piacendo e anche in questo caso è possibile operare sulla canzone attualmente in ascolto condividendola sui social, aggiungendola alla propria musica, e così via. Ho utilizzato in maniera estensiva anche Air Play per ascoltare i brani sull'impianto stereo Pioneer in mio possesso, e ovviamente il tutto funziona alla perfezione come in passato, se siete in possesso di iOS o OS X.
Dulcis in fundo la chicca di Siri, che accetta ulteriore linguaggio naturale e funziona molto bene quando si è in fase di scoperta: ho provato frasi come "Ho voglia di musica Jazz", "Fammi sentire un po' di musica anni 80" e "Fammi sentire la mia playlist Napoli" e hanno funzionato alla perfezione.
Rimangono Connect, che ricorda l'infausto Social Network Ping e che personalmente non genera interesse perché non vedo l'utilità di seguire lì dentro gli aggiornamenti degli artisti, e My Music, all'interno della quale c'è la propria libreria musicale e le Playlist. E che rappresenta anche la parte meno riuscita dell'interfaccia: generalmente mi piace nella pulizia e nella scelta dei colori, ma in questa particolare sezione porta a fare un tap in più rispetto all'applicazione precedente, e propone una quantità enorme di informazioni racchiuse in poco spazio.
Su iTunes per Mac e Windows il problema del click in più è assente poiché ogni sezione è raggiungibile dalla schermata principale, ma il cambiamento rispetto alla precedente versione è minimo nonché spartano, al punto da sembrare un work in progress.

Dopo 24 ore posso dire che Apple Music si posiziona da subito come uno dei servizi più interessanti per lo streaming musicale tra quelli che ho provato, soprattutto grazie alla parte dedicata alle Playlist curate a mano e quelle proposte in base ai propri gusti musicali. Da tradizione rende al massimo se si è completamente o quasi all'interno dell'ecosistema Apple; arriverà però a sorpresa anche su Android questo autunno ed i tre mesi di prova gratuita permetteranno di provarlo e approfondirlo con tutta la calma di questo mondo, e poi decidere se utilizzare la prima volta un servizio di streaming musicale a pagamento o se addirittura fare il grande salto da Spotify e compagnia.

Pro

  • Le playlist fatte a mano e quelle generate dagli algoritmi hanno una marcia in più rispetto a quelle generate da altri servizi
  • L'esperienza maturata da Apple e l'integrazione con iTunes Match permettono di avere da subito un catalogo in linea con la concorrenza e caratteristiche interessanti come la musica offline e l'importazione su iCloud di brani acquistati/scaricati altrove
  • È disponibile da subito anche su PC Windows
  • Se siete su iOS e OS X c'è il supporto per AirPlay e Siri
  • I tre mesi gratuiti permettono di provarlo senza particolari controindicazioni

Da considerare

  • Il supporto Android arriverà solo quest'autunno
  • Non esistono sistemi per importare facilmente la propria musica e Playlist da Spotify e gli altri servizi, ad eccezione di Beats Music
  • Il prezzo mensile (9,99€) sarà in linea con quello della concorrenza, peggiore nel campo education, uguale in contesti normali, migliore (14,99€) in caso di multi utente, per considerare lo switch bisogna essere completamente rapiti da uno dei Pro elencati

Contro

  • Manca il supporto per i testi delle canzoni, a meno di non utilizzare applicazioni terze parti
  • L'interfaccia è confusionaria nella gestione della propria musica, e richiede qualche tap in più rispetto al passato

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Cortona, tra paese e cantine

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Dopo le fatiche dell'E3 e in occasione del compleanno Manuela mi ha regalato un weekend lungo a Cortona, paese delizioso in provincia di Arezzo, a pochi chilometri dal confine con l'Umbria. A differenza del precedente sulla costiera amalfitana, è stato concentrato interamente sull'enogastronomia, con base nell'ottimo agriturismo Borgo Melone, passando per la visita di alcune cantine, enoteche all'interno del paese e gli immancabili ristoranti tipici. Cortona ha nelle sue corde alcuni scorci che ricordano quelli di un posto di mare, e propone comunque una vista splendida sulle colline verso il lago Trasimeno; è molto curata e godendo della cultura del vino anche piuttosto elegante.
Le cantine che abbiamo visitato sono quelle di Baldetti e Tenimenti Luigi d'Alessandro: la prima è giovane e tecnologica, merita una visita perché è molto interessante, chi la cura esprime decisa passione ed offre una degustazione molto corposa, tra bruschette, affettati e formaggi ad accompagnare i quattro vini proposti; i Tenimenti Luigi d'Alessandro offrono un vino grandioso, il Bosco, e a loro si deve il merito della promozione una decina di anni fa di un Syrah differente da quello siciliano e francese, elegante e armonioso.
A seconda di dove si proviene, Cortona paese e le cantine in zona meritano la visita un paio di giorni, oppure con uno sforzo in più, altrettante notti.

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#TanzenVsFood conquista Los Angeles

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Come tutti sanno Los Angeles e in generale gli Stati Uniti sono popolati da fast food di vario genere: è davvero dura stare attenti alla forma perché il cosiddetto junk food è molto più veloce da mangiare, anche buono se vogliamo, sicuramente la cosa più economica.
Lo scorso anno siamo stati da Fat Burger e ho deciso di provare a mangiare il loro hamburger XXXL (700 grammi di carne farcita) per intero, partecipando a XXX Challange: ovviamente ce l'ho fatta in scioltezza, venendo immortalato in foto e inserito sulla bacheca dei temerari. Un anno dopo, la mia foto è ancora in bella mostra sulla bacheca del Fat Burger sulla Wilshire…Tanzen vs Food domina! :D

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Cartoline giapponesi dello sviluppo nei videogiochi

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Proprio come se fosse un album di figurine a tema verticale, in questo post ci sono tutte le foto che nel corso degli anni ho scattato con alcuni dei più famosi sviluppatori giapponesi di videogiochi.
In realtà, come si vede dalla genuina felicità impressa sul mio volto, sono una parte di quelli a cui devo tanta riconoscenza e gratitudine, poiché artefici del mio continuo amore per i videogiochi e del lavoro che faccio :)

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Mikami

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Miyazaki

Una giornata tipo all’E3 di Los Angeles

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Dopo aver raccontato di una giornata tipo in redazione, mi ero ripromesso di fare altrettanto per l'E3 di Los Angeles, l'evento videoludico più atteso dell'anno da parte dei giocatori e degli addetti ai lavori. Una settimana intensa, divertente, distruttiva, accompagnata da decine di titoli che si mostrano per la prima volta e che definiscono il mercato nei dodici mesi a venire.
In realtà per capire appieno cosa facciamo durante una manifestazione del genere, bisogna dividere la descrizione in due macro categorie: le giornate dedicate alle conferenze e quelle alla fiera vera e propria.

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La base operativa è Casa Multiplayer.it, una villa in grado di ospitare almeno dieci persone che abbiamo scelto per lavorare tutti insieme e confrontarci di volta e in volta, fare gruppo e in realtà anche risparmiare rispetto ad un albergo ed una camera per ciascuno dei presenti (quest'anno siamo tredici, più altri tre colleghi di altri reparti).
Ad ogni modo la sveglia è alle 7.30/7.45, la prima conferenza di affrontare è quella Microsoft: un gruppo composto da almeno due persone più operatore video si dirige poco dopo le 8 nel luogo dell'evento, per seguirlo dal vivo. Gli altri cominciano ad organizzare la diretta a Casa Multiplayer.it, con la regia e due persone davanti la telecamera che tradurranno e commenteranno il keynote in tempo reale. Gli altri rimangono in stand-by solitamente assistendo alla conferenza dietro le quinte, anche perché a tutti interessa sapere quali sono i nuovi annunci e i titoli mostrati. A fine conferenza c'è un intervento telefonico dei presenti sul posto, che prima di tornare alla base si fermano per registrare un commento a caldo e il servizio per il TG che andrà online la sera come sintesi complessiva. Dopo pranzo è il turno delle conferenze Electronic Arts e Ubisoft, che seguono un iter simile con interpreti differenti, tra chi le segue dal vivo e chi si occupa della traduzione in italiano. Nel tardo pomeriggio tocca infine alla conferenza Sony, alla quale solitamente partecipo assieme ad un paio di colleghi e cameramen: al termine dopo cena si torna a casa e si mettono a posto filmati, foto scattate e altro, mentre la serata continua fino alle 22-23 per chi deve seguire gli altri eventi organizzati in giro per Los Angeles, dedicati a singoli giochi oppure ad un insieme di un unico produttore. La giornata termina ben oltre la mezzanotte tra la scrittura degli articoli, l'organizzazione del lavoro e dei Social, il montaggio e la messa online dei video.
Per organizzare a livello logistico tutti gli spostamenti, in genere affittiamo tre macchine con due guidatori designati; qualcuno fa più volte spola, ma in generale si cerca di creare nuclei di lavoro indipendenti, o di ritornare a Casa Multiplayer.it prima di ripartire.

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La giornata di fiera vede la sveglia puntata tra le 7 e le 7.30: la gestione è affidata ad un calendario condiviso su iCloud con tutti gli appuntamenti della giornata, chi sarà a presenziare, se verrà accompagnato da un cameraman o meno. In fiera si arriva attorno alle 9, e fino alle 18 è un susseguirsi di appuntamenti e interviste, almeno tre o quattro a testa, con qualche passaggio nella nostra sala meeting all'interno del Los Angeles Convention Center (siamo media partner dell'eventi), che serve anche da punto di appoggio per cominciare a scrivere qualche pezzo o pubblicare immagini e video sui Social. Al pranzo dedichiamo una mezz'ora al massimo, talvolta lo saltiamo, e comunichiamo soprattutto via cellulare e SMS per eventuali cambiamenti in corsa, spostamento di appuntamenti, notizie particolarmente importanti da pubblicare il prima possibile.
Nella nostra sala meeting abbiamo almeno una persona a fare presenza, c'è sempre qualcuno poi che monta immediatamente i video prodotti sfruttando la connessione veloce disponibile, per una rapida messa online.
In linea generale un appuntamento può essere composto dalla prova di un gioco, da una presentazione a porte chiuse con domande e risposte, da un'intervista, da un mix di queste cose; di concerto il redattore che ha presenziato produce la videoanteprima e poi fa un passaggio in saletta per i commenti a caldo su Twitch. Personalmente nel flusso di lavoro giornaliero mi ritaglio uno spazio per fare il giro degli stand, raccogliere immagini e video da pubblicare sui Social e da quest'anno anche tre-quattro mini dirette su Periscope; per tutti noi, dalle 9 alle 18, è un macinare chilometri tra le cose da fare e gli enormi padiglioni che compongono la manifestazione. Allo scoccare dell'orario di chiusura ci si ritrova in saletta per organizzare le ultime cose e prendere il materiale: si riparte subito per una cena veloce, che salvo casi sporadici è in un fast food da 2000 calorie in tempo zero, poi si ritorna alla base per la seconda fase, quella di scrittura articoli, produzione di ulteriori video, montaggio e pubblicazione di tutto quanto prodotto durante la giornata. Si va a dormire, a seconda delle persone, a seconda della giornata, dalle 1.30 alle 4 di notte, per poi ricominciare il giorno successivo.

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Tirando le somme sull'E3, le conferenze generalmente sono la domenica e il lunedì, magari con una coda il martedì mattina; la fiera vera e proprio dal martedì al giovedì compresi, con il venerdì dedicato alla scrittura e montaggio del materiale rimasto in coda. Il sabato (come quest'anno) o la domenica si riparte per l'Italia, con l'ultima sera e magari metà giornata dedicata ad una cena di "festeggiamento" tutti assieme e un giro per lo shopping o visitare qualcosa di nuovo.
Questa è la nostra copertura tipica, quindi: il luogo è figo, la fiera eccitante perché parliamo di videogiochi e spesso di materiale inedito, ma è davvero un bel tour de force per il fisico e la mente, che non tutti riescono a sostenere contando anche il jet lag e i ritmi così serrati. È una fortuna enorme esserci, ma abbiamo visto tante persone "cadere" nel corso degli anni :)

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Le conferenze E3 e il capolavoro di Sony

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La prima fase dell'E3 è ufficialmente finita, quella delle conferenze prima della fiera vera e propria. È la parte più divertente ed esaltante delle nostre trasferte, perché ci sono ritmi meno serrati ed è possibile assistere dal vivo a tanti nuovi annunci, vivere l'esaltazione dei presenti, avere un quadro completo di cosa uscirà nei mesi (anni) a venire.
Ad aprire le danze ci ha pensato Bethesda, con una conferenza abbastanza ritmata che ha visto in Doom e Fallout 4 i picchi più alti: il primo mi è piaciuto perché abbandona velleità "strane" per riabbracciare le atmosfere originali, ed è cruento come e quanto basta; il terzo capitolo di Fallout mi aveva completamente risucchiato in un vortice fatto di decine di ore, compresi tutti i DLC; il quarto capitolo sembra partire da tali basi per offrire contenuti ancora più completi, un crafting e una personalizzazione decisamente più complessi e la solita incredibile avventura che ha pochi eguali in termini di narrazione e carisma, con l'unica pecca per quanto mi riguarda di una gamma di colori un po' troppo satura per lo stile di gioco.

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Dei produttori di console Microsoft è stata la prima a confrontarsi con il pubblico, con una presentazione che ha lasciato spazio a pochi fronzoli e favorito il susseguirsi di titoli vecchi e nuovi, sotto forma di trailer oppure di gameplay vero e proprio. Rise of Tomb Raider è stato il picco per quanto mi riguarda: ho apprezzato non poco il titolo precedente soprattutto nell'incarnazione Full HD, e il nuovo titolo di Crystal Dynamics sembra migliorare tutto quanto di buono fatto in precedenza, con un design di Lara semplicemente eccezionale. Decisamente meno impressionante Gears 4: sono un fan enorme della saga, ma la scelta dell'ambientazione notturna e del tipo di demo non è stata delle più felici: simile nelle dinamiche ai precedenti capitoli, poco ispirata e non in grado di emozionare. In generale la conferenza della casa di Redmond ha offerto tanti momenti interessanti che hanno catturato l'attenzione del pubblico – vedi la retrocompatibilità con Xbox 360 – ma è mancata quella bomba o accadimento in grado di emozionare durante la visione, rendendo la conferenza piuttosto standard. Bisogna però dire che oramai la console sia sulla strada giusta sia in termini di esclusive, migliori della concorrenza per questa seconda parte dell'anno, sia per quanto riguarda lo sviluppo indipendente, con perle fantastiche come Cup Head, Below e diversi altri.

Electronic Arts ha scelto un'impostazione non proprio eccezionale per la propria conferenza, poco ritmata e con momenti assolutamente evitabili (è arrivato Pelé) che hanno distolto in parte l'attenzione da ottimi titoli come Mirror's Edge Catalyst, Need for Speed e FIFA. Peccato per il nuovo Mass Effect, che avrebbe meritato più spazio e un maggiore approfondimento.

La presentazione di Ubisoft è stata decisamente più ritmata, con un mix di titoli che pone la casa franco-canadese come l'unica vera antagonista allo sviluppo americano: titoli come Ghost Recon, Assassin's Creed Syndicate, South Park: The Fractured but Whole (ho adorato il primo capitolo) e altri sono lì a dimostrarlo.

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Ma arriviamo al piatto forte della giornata, la conferenza Sony di questo E3 2015 è stata una delle migliori che mi sia mai capitato di vedere in tanti anni di onorato servizio, un susseguirsi di emozioni, annunci sperati ma inaspettati, nuovi giochi e tanto gameplay, senza perdersi in fronzoli e allungare la conferenza oltre il necessario.
Quello che mi ha steso letteralmente è stata la tripletta rappresentata da The Last Guardian, il remake di Final Fantasy VII e il supporto da parte di Sony allo sviluppo di Shenmue 3. In pratica tre dei titoli che aspettavo di più in assoluto, col primo arrivato giusto in tempo prima di perdere ogni speranza e fantasticamente ispirato come i primi due giochi di Fumito Ueda; un remake che mi ha risollevato il morale dopo la trollata di Square Enix lo scorso dicembre, una serie verso cui sono estremamente legato e della quale posseggo i primi due titoli in edizione limitata per Dreamcast, nella speranza che il tempo non sia galantuomo in negativo col prossimo. Allo stesso tempo una mossa di marketing e di attenzione verso gli utenti eccezionale, perché il produttore giapponese ha accontentato le richieste di una larga fetta di giocatori, e ne guadagnerà anche come credibilità e affezione al marchio.
Uncharted 4 sembra essere semplicemente di un altro pianeta, Horizon ha un immaginario fantastico e qualche idea interessante, Dreams rappresenta la scommessa di Media Molecule e finalmente No Man's Sky comincia a prendere forma e a far capire di che pasta è fatto…Sony è stata molto abile a "mascherare" a livello di comunicazione la propria debolezza in termini di esclusive da qui a fine anno, con una Xbox One molto più agguerrita; altresì sembra voler puntare sui titoli multipiattaforma come cuscinetto in attesa del 2016, con diversi giochi che sono stati posizionati a livello di percezione e marketing come più vicini a PlayStation 4, nella speranza che vendano di più sulla console di Sony.
Il tutto senza citare né annunciare o mostrare titoli come Wild, Gran Turismo, Rime, l'espansione di Bloodborne, il titolo di Santa Monica o quello di Quantic Dream…il produttore giapponese è davvero riuscito a creare e coccolare una moltitudine di sviluppatori interni che oramai possono essere considerati tra i migliori in assoluto sulla piazza.

Io continuo a piangere di gioia, però, per il trittico che ho citato qualche riga più sopra.

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La fiera prima della tempesta, e la conferenza Bethesda

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Domani comincia ufficialmente l'E3 2015 di Los Angeles, ma ci siamo già appropinquati nel Convention Center per raccogliere i pass stampa e fare qualche foto all'esterno, dove si possono scorgere tra gli altri i banner di Fallout 4, Batman: Arkham Knight, Assassin's Creed Syndicate, Call of Duty: Black Ops 2.
Ieri notte c'è stata invece la prima conferenza, quella di Bethesda, nella quale a fare da mattatori sono stati Doom e soprattutto, per quanto mi riguarda, Fallout 4: dal 10 novembre prenderò le ferie dal lavoro per giocarlo. Alla fine ci hanno regalato tre action figure molto carine, come si può vedere dalla felicità da schiaffi espressa nell'ultima!

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