TripAdvisor, Yelp e le recensioni inutili

TripAdvisor

Da oramai un po' di tempo ho deciso di utilizzare in maniera più costante TripAdvisor e Yelp per la maggior parte dei posti che scelgo di visitare o nei quali mangio. In questo caso il motivo scatenante non è stato il solito piacere di utilizzare i social e compagnia, ma il fastidio nel leggere tante recensioni fasulle o inutili da parte delle persone, che si limitano a scrivere simposi pieni di paroloni ma senza dettagliare costi e cosa si è mangiato, rendendo impossibile capire ad esempio il tipo di ristorante, la fascia di prezzo oppure a che tipo di pranzo/cena è più adatto.

Alla fine le regole per pubblicare una buona recensione sono poche:

  • Scrivere cosa si è mangiato, magari con un giudizio di qualità su ogni piatto
  • Scrivere quanto si è speso, perlomeno in totale
  • Descrivere l'atmosfera del locale, anche per sommi capi
  • Condividere la propria soddisfazione generale ma anche in relazione al prezzo pagato, aspetto molto importante in una scelta

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Tante recensioni, finte o autentiche, non seguono queste semplici regole, e sono in pratica inutili per indirizzare o meno le persone; anche io quando vado in un posto che non conosco o voglio sperimentare nuovi locali, utilizzo un approccio differente, quasi psicologico, scartando a priori recensioni pompose e senza sostanza, e analizzando quanto scritto per capire se è un giudizio sincero o meno.
Raramente mi dirigo nel locale che si trova al primo posto nella scala di valutazione, a meno che non ci siano un numero schiacciante di voti positivi e poche alternative altrettanto valide…TripAdvisor e Yelp sono davvero degli ottimi strumenti, peccato che in diversi li utilizzino in maniera sbagliata.

Link: Tanzen su TripAdvisor

Link: Tanzen su Yelp

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Dancing to the Beat of el Diego

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Oggi Diego Armando Maradona compie gli anni, ed è doveroso fare un richiamino sul mio blog visto il legame calcistico che ho con questo personaggio, che mi ha fatto innamorare del calcio giocato.
Se volete rifarvi gli occhi con un po' delle sue magie palla al piede, ho condiviso alcuni video qui; ne approfitto per segnalare un articolo molto interessante (in inglese), che racconta del legame indissolubile tra Maradona e la città di Napoli, e che va ben oltre le sue gesta calcistiche.

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Il Press Tour più inquietante al quale abbia mai partecipato

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Ne avevo già parlato, ma volevo ricordare con un pizzico di divertimento quello più inquietante al quale abbia mai partecipato, sempre targato Sony.

Prima l’antefatto, era il settembre 2011 in occasione del Tokyo Game Show, la fiera più importante dedicata ai videogiochi in Giappone. Precisamente il primo giorno di fiera, quello più importante e con maggiori appuntamenti, che si conclude con la scrittura degli articoli e la diretta fino a notte fonda.

Alle 17 però mi sacrifico (perché poi dovrò fare l’alba per le cose di cui sopra) assieme a Tommaso, ci vediamo assieme ad un’altra trentina di giornalisti presso l’Apa Hotel per un appuntamento legato a PlayStation Vita, in dirittura d’arrivo (dicembre) in Giappone, pronti per provare nuovi titoli.
Occasione importante quindi, che si trasforma però presto in un incubo.
Due bus giganti si destreggiano a malo modo nel traffico verso la parte della baia (tempo comunicato 25 minuti, ce ne abbiamo messi 90), ad un certo punto siamo stai trasferiti in alcuni autobus più piccoli per essere trasferiti infine su una barca dai posti strettissimi e dove ad attenderci c’era una cena giapponese. Da qui quasi quattro ore inizialmente piacevoli perché abbiamo socializzato con altri giornalisti, poi infinite perché passava il tempo senza fare nulla e girando tra la baia stessa ed Odaiba.
Premettendo che dall’invito sembrava che avremmo provato una moltitudine di giochi per PlayStation Vita, dopo oltre due ore sono apparsi alcuni PR Sony con ben (!!!) sei console e sei giochi diversi, che avevamo già avuto modo di vedere in passato. Per provarli c’era fila e bisognava provarli seduti sul pavimento, con gioia per i non abituati.
Nel mezzo della traversata, una bella scossa di terremoto che ha generato qualche onda e l’ondeggiare deciso della barca…non ci siamo fatti mancare nulla, insomma :D

Il ritorno è stato egualmente infinito: barca –> autobus piccolo –> autobus grande—> hotel sperduto che nessuno conosceva o aveva richiesto, l’autista era anche parecchio scortese e non ci ha voluto lasciare alla prima fermata dei treni utile.
Siamo arrivati a casa distrutti e ben dopo la mezzanotte, dopo aver visto due giochi in croce e avvelenati oltre ogni misura per il tempo perso.

Mi ricordo le parole di Nick, PR Manager Sony: “Welcome to this funny and unusual night”. Che trollone :D

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Forza Horizon 2, il primo gioco next-gen per console

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Ci stiamo avvicinando velocemente al primo anno di vita di PlayStation 4 ed Xbox One, le quali nonostante una flessione indiscutibile del mercato e previsioni catastrofiche prima dell'arrivo nei negozi, godono di ottima salute e stanno vendendo decisamente bene.
La cosa positiva, se vogliamo, è che c'è ancora tanto da migliorare, sia in termini di servizi che di usabilità e titoli che esprimono il potenziale di queste piattaforme, ben lungi, oggi, da offrire qualcosa di nuovo rispetto al passato.
Next-gen dovrebbero essere, un'accezione che assume molteplici significati per i videogiocatori: c'è a chi basta semplicemente la graficona (1080p/60fps FTW, quasi quasi però i 4K…), c'è chi vorrebbe una fisica decisamente più avanzata dei vari Havok e compagnia, c'è chi aspetta ancora un'intelligenza artificiale più credibile e strutturata, senza dimenticare quelli che vorrebbero sorprendersi con tipologie di giochi ed esperienze inedite.
Più facile a dirsi che a farsi, se poi le semplici evoluzioni di esperienze precedenti vendono molto bene, e lo stesso termine "next-gen" è già di per se usato in maniera estremamente impropria: dovrebbe vivere solamente fino all'arrivo delle nuove console sul mercato, che quindi diventano attuali, ed invece è ancora abusato in parecchie discussioni come se queste fantomatiche macchine continuassero ad operare nel futuro ed offrirci esperienze incredibili e costantemente innovative. Cosa, che alla realtà dei fatti, è ben lungi dall'essere veritiera.

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Di giochi belli e divertenti è sempre pieno il mercato, e siamo contenti per questo, ma se proprio vogliamo attenerci a questa parola e ricercare un'esperienza migliore e improponibile nella passata generazione di console, ad oggi c'è solo un titolo che riesce in questa ardua impresa: Forza Horizon 2 per Xbox One.
Il titolo di Playground Games/Turn 10 incarna il piacere di guida videoludica nella sua accezione più pura, è divertente, ha soluzioni interessanti ed una miriade di contenuti, in grado di risucchiare gli amanti del genere in un vortice fatto di parecchie ore pad alla mano.
Una mappa enorme e senza caricamenti ambientata finalmente in Europa e non negli stra-abusati Stati Uniti, un impianto grafico pieno di chicche, dettagliato e piacevole alla vista, che viene esaltato dalla modalità fotografica e sublimato dalle condizioni atmosferiche e dal ciclo-giorno notte.
Una varietà di eventi e cose da fare che ha davvero dell'incredibile, tra gare classiche, scorci imperdibili a bordo di macchine iconiche, sfide sui generis come quella a bordo di una Ferrari contro le Frecce Tricolore; una miriade di sotto obiettivi e sfide legate ai fondamentali della guida, dal drifting alla velocità alla scia al tempo medio.
Un'integrazione online eccezionale con classifiche legate a qualsiasi aspetto possibile, trasposizione perfetta delle attività offline anche con altri giocatori; i Drivatar e un unico mondo di gioco nel quale sembra esserci sempre qualcosa da fare.
Parlavo di piacere di guida perché laddove ovviamente non ci troviamo davanti al racing più puro e competitivo del mercato, tale aspetto assieme alla varietà sopperiscono e rivoltano l'esperienza come un calzino, per regalare un titolo automobilistico eccellente che è riuscito a convincermi sia dal punto di vista ludico che di quella capacità, sempre più rara, di farti tornare ogni giorno la voglia di passarci qualche momento sopra.

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Tra le altre cose nonostante sia un purista che di solito utilizza la visuale sull'asfalto e disattiva la musica durante la gara, in Forza Horizon 2 ho continuato a saltare da una stazione radio all'altra, e selezionare principalmente la visuale esterna oppure quella al volante, per gustare appieno gare come quella a bordo di una Maserati decappottabile attraverso la zona costiera di Castelletto, con in sottofondo della musica classica.
Davvero un lavoro eccezionale, quindi, non replicabile nella sua interezza sulla passata generazione di console.
Lavoro encomiabile che mi porta a fare e un paio di tiratine di orecchie: ad Evolution Studios, che dopo quasi un anno di ritardo e sbandieramento delle caratteristiche di DRIVECLUB ha lanciato nei negozi un gioco con le funzionalità social compromesse causa server e senza le condizioni metereologiche; per gli stessi Turn 10, perché anche se hanno creato con Forza Motorsport una simulazione automobilistica eccellente dal punto di vista del gameplay, non sono riusciti a spiccare il volo nel panorama delle simulazioni automobilistiche ed anzi col quinto capitolo c'è stato un impoverimento di struttura, e di passione trasmessa alla guida.
L'eccellenza di Forza Horizon 2, per quanto mi riguarda, posiziona questo titolo come esponente di punta e principale rappresentante della serie di Forza.

Se volete aggiungermi, io sono TanXen, cercate invece Multiplayer.it per entrare nel club ufficiale!

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#Sagrantino #Montefalco #TanzenVsWine

Sagrantino

Nome : Sagrantino di Montefalco

Vite: Vino rosso, Sagrantino 100%

Anno: 2007

Cantina: Scacciadiavoli, località Cantinone 06036 Montefalco – Perugia – Sito Web

Costo Medio: 20 euro

Descrizione: Il Sagrantino di Montefalco è un vino DOCG la cui produzione è consentita solo nei comuni di Montefalco per intero, e parte di quelli di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria in provincia di Perugia. Il disciplinare prevede la produzione di Sagrantino di Montefalco secco e passito. Il colore è rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l’invecchiamento, l’odore è delicato caratteristico che ricorda quello delle more di rovo, il sapore è asciutto, armonico, quando il vino è giovane, il tannino è in forte evidenza.

Abbinamenti: Arrosti di carni rosse, cacciagione e formaggi stagionati. Anche con piatti importanti come uno stufato di cinghiale od un arrosto di agnello. Da servire tra i 15 e i 18 gradi.

Giudizio: Sono stato da Scacciadiavoli nel febbraio 2014, per una degustazione di 7 tipi di vini ed al costo di soli 10 euro. Il Sagrantino del 2007 di questa cantina è eccellente, strutturato e con tannini importanti, perfetto per piatti egualmente strutturati che bilancia alla perfezione. Meno famoso di altre cantine, egualmente valido, un vino importante che si può anche degustare per apprezzarne le sue ottime qualità. Non bevetelo come se fosse un vino giovane e beverino.

Le precedenti puntate.

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Macbook Pro Retina 13″, una recensione soggettiva

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Da anni oramai ho eletto il portatile come postazione ideale ed unica di lavoro, senza schermo aggiuntivo quando ad esempio mi trovo in posizione fissa: preferisco avere un'esperienza di utilizzo sempre identica e non differente a seconda della configurazione, e per questo mi sono specializzato negli shortcut di tastiera e nella personalizzazione del sistema operativo, in termini di interfaccia e di programmi che velocizzano l'utilizzo e l'accesso ai dati, quali ad esempio Alfred, 1Password, Evernote, Ulysses e altri.
Proprio a causa di tali presupposti tutto il budget personale ed aziendale è indirizzato verso un unico tipo di computer, di fascia alta; circa dieci mesi fa sono venuto in possesso quindi di un Macbook Pro Retina da 13 pollici late 2013, con processore i5 da 2,6 Ghz, 16 GB di Ram e Hard Disk SSD da 256GB. Il modello "base" con ram e disco fisso dimezzati costa 1329€, una cifra decisamente importante ma nel mio caso giustificata dall'utilizzo enorme che ne faccio sia in termini qualitativi che quantitativi.

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Rispetto ai modelli precedenti che ho usato ci sono parecchie differenze, più o meno visibili: è sparita la scritta Macbook Pro sulla parte bassa della cornice, adesso più piccola; il Superdrive è stato finalmente rimosso (avrò usato il lettore DVD un paio di volte l'anno, al massimo) per garantire uno spessore inferiore ed un peso interessante di 1,57 Kg. Queste piccole differenze danno un look al portatile più piacevole ed ergonomico rispetto ai precedenti Macbook Pro, e seppur le fondamenta costruttive siano le stesse, si notano immediatamente le differenze uno di fianco all'altro.
Al di là delle prestazioni, senza sbavature con OS X in termini di fluidità dell'interfaccia e gestione delle applicazioni – anche grazie all'SSD ed alla generosa quantità di memoria a disposizione – sono due gli aspetti che ho apprezzato maggiormente.
Innanzitutto la batteria, la quale grazie anche alla CPU Haswell dura anche 6-8 ore quando scrivo – al punto da farmi lasciare sempre il caricatore in ufficio e utilizzare il portatile in tranquillità a casa – poi lo schermo Retina, che davvero ha segnato un passo in avanti in termini di leggibilità e definizione del sistema operativo: una manna dal cielo visto che col portatile scrivo e leggo una miriade di articoli, senza dimenticare feed RSS e lavorazione delle immagini. Dopo aver passato un po' di tempo con uno schermo di tale risoluzione su un 13 pollici (2560×1600 con la possibilità di avere un'area di utilizzo come se fosse 1280×800, in maniera del tutto simile a quando accade con gli iPad Retina) è impossibile tornare indietro, ed è quasi disturbante tornare sugli schermi Mac e PC non retina o comunque non di buona qualità e con risoluzione inferiore a 1080p.
In dieci mesi ho fatto 241 cicli di ricarica e in pratica ho utilizzato il portatile con una media di parecchie ore al giorno; lo stato della batteria è ancora superiore al 96% e per l'utilizzo che ne faccio sono parecchio soddisfatto, il Macbook Pro 13" Retina ha sicuramente rosicchiato tempo di utilizzo all'iPad grazie al suo peso, durata e dimensioni non eccessive, che mi permettono di utilizzarlo in mobilità senza troppe preoccupazioni e con uno schermo, tastiera e trackpad che rendono la scrittura e la consultazione davvero un piacere. Adesso poi ci pensa anche Continuity di OS X Yosemite ad integrarlo meglio con Smartphone e Tablet.

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Per spiegare cosa penso dei portatili Mac faccio sempre l'esempio automobilistico, nel caso specifico del Macbook Pro 13" Retina e come se stessimo parlando di BMW o Mercedes: non sempre il rapporto qualità/prezzo è conveniente rispetto a soluzioni meno costose, anzi, e le esigenze devono essere alte ed importanti per giustificare un acquisto del genere. È indubbio altresì che quando si parla unicamente di valore ci troviamo ai vertici assoluti della categoria, per qualità costruttiva, software ed esperienza di utilizzo.

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