Di Sonic Boom e del rapporto tra giornalisti e PR

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Nella giornata di ieri ho partecipato ad una diretta assieme a Farenz e i suoi colleghi dell'angolo: il motivo è stato la domanda che si sono posti sul rapporto tra PR e giornalisti, e sul perché in seguito all'invio in ritardo del codice stampa di Sonic Boom (dopo Generations, il vuoto cosmico qualitativo…) siti come Multiplayer.it e altri non abbiano comprato il gioco di proprio pugno invece di aspettare.
In più di un'occasione (i 10 errori comuni dei PR, Embarghi e pressioni dei PR) ho espresso quali dovrebbero essere i ruoli tra le parti, cosa significa fare una recensione e come non potendo garantire che tutte le persone di un determinato campo siano integerrime, la credibilità si perda quando si hanno dimostrazioni chiare e inequivocabili, oppure ci sia un differente punto di vista. In entrambi i casi se a qualcuno non sta bene, può rivolgersi altrove verso persone o realtà che ritiene migliori, senza sfociare nei generalismi.
Non mi dilungherò ulteriormente; di seguito c'è il video integrale, all'interno del quale abbiamo fatto chiarezza ed ognuno ha espresso le proprie opinioni:

I commenti classici sono superati, se vuoi continuare la discussione scrivimi su Twitter: @Tanzen.

Pubblicata su Instagram

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Sono passati oramai quasi tre anni e mezzo da quando ho cominciato ad usare Instagram, il social network ora di Facebook che permette di sentirsi un po' più bravi con la composizione delle foto, grazie ai filtri e strumenti di modifica che sono stati aggiunti nel corso dei mesi.
Passata la sbornia dei primi mesi e la rincorsa a far diventare la propria foto popular (mi è capitato in tre occasioni), ancora oggi continuo ad usare Instagram con una certa regolarità: qualche foto al mese se trovo soggetti carini, un po' di consultazione di quelle altrui e quindi nessun abbandono che invece diversi che conosco hanno abbracciato, passando dall'esagerazione da un lato verso quella dell'altro.
Di mancanze ce ne sono ovviamente, la vera condivisione delle foto avviene all'esterno dell'applicazione ed anzi è incredibile che ad oggi non ci sia ancora una versione nativa dell'applicazione per iPad e tablet, così come le foto prodotte abbiano una risoluzione così bassa.

Detto questo, il mio account Instagram è questo, se siete attivi condividete pure il vostro su Twitter, aggiungerò con piacere persone che continuano a condividere momenti e paesaggi, rappresentano sempre cibo per gli occhi.

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#LordsOfTheFallen #ScreenshotMania

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Questo action/rpg ispirato a Dark Souls aveva un grande potenziale, forte di un’ambientazione affascinante e del fatto che alle spalle c’è Thomas Gop, visto all’opera su The Witcher. Purtroppo il bilanciamento della difficoltà, la sua durata e scarsa grandezza della mappa lo hanno relegato ad essere solo un discreto gioco per chi è in astinenza, pur avendo qualche spunto interessante.
Detto questo, beccatevi un po’ di screenshot che ho scattato durante la fase di recensione.

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#Panuozzo #Salsicce #Friarielli #TanzenVsFood

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Nome del piatto: Panuozzo salsicce e friarielli

Luogo: Gold Blond, Centro Campania Marcianise, Caserta – Sito Web

Descrizione: Il Panuozzo è un panino composto generalmente da pane pizza, quello della foto contiene salsicce e friarielli, mix incredibile (e pesante) della tradizione campana. Quello di Gold Blond non è male e gli ingredienti sono buoni, ma ovviamente se volete mangiare un Panuozzo incredibile, bisogna dirigersi verso Gragnano, in provincia di Napoli.

Le precedenti puntate.

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1000 posts, and counting

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Da poco tempo ho superato la fatidica soglia dei 1000 post scritti sul blog, un numero enorme che ha accompagnato diverse fasi personali, quando ho voluto condividere quello che mi stava accadendo e interessava.
Giocoforza ci sono state diverse evoluzioni nello stile di scrittura e negli argomenti trattati: qualche anno fa parlavo maggiormente del mio stato d'animo (in un paio di occasioni ho pure sbroccato, tutto ancora alla luce del sole), adesso di quello che faccio e degli argomenti che mi interessano, soprattutto legati a tecnologia, enogastronomia e videogiochi.
Ci sono stati periodi di scarsi aggiornamenti e vuoti anche di settimane, ma non ho mai perso la voglia di mantenere una pagina che mi sta accompagnando durante tutte le fasi della mia vita, indipendentemente da quello che mi accade attorno.
Anche oggi in piena epoca Twitter e Facebook, durante la quale è molto più semplice e veloce condividere una foto oppure uno status senza colpo ferire; rimango dell'idea che scrivere su un blog sia qualcosa di differente, permette di esprimere concetti impossibili altrove e regala un rapporto più profondo con i lettori, tanti o pochi che siano, verso i quali ti apri maggiormente e trovi il giusto compromesso tra sincerità e quell'esibizionismo che fa un po' parte di tutti.

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Gli errori comuni dei giornalisti con i PR

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Qualche tempo fa ho pubblicato sul blog un decalogo dedicato agli errori comuni che i PR commettono nei confronti dei giornalisti di videogiochi, e che possono essere tranquillamente estesi ad altri media di intrattenimento. Il post è stato parecchio apprezzato ed alla fine invitava i PR a fare altrettanto: mettere alla luce quali sono le nostre mancanze nel rapportarci con loro.
La risposta è finalmente arrivata, la pubblico per intero e lascio la fonte anonima, come da richiesta. Dopo averli letti posso dire di essere piuttosto bravo, anche se potrei essere uno dei destinatari della ramanzina finale :D

Ciao Antonio,
ho visto che anche quest’anno hai pensato di creare la tua lista di errori che noi PR facciamo nei confronti dei nostri giornalisti e, hai fatto bene: un po’ di autocritica costruttiva non guasta mai.
Ed è per questo motivo che ho deciso di cogliere la tua provocazione e darti la visione dall’altra parte della barricata, ovvero cosa succede a noi PR quando dobbiamo relazionarci con la categoria: giornalisti videoludici!

Eccoti quindi gli errori comuni dei giornalisti con i PR:

1. Sbagliare il nome del PR quando inviano una mail: “Ciao Giuseppe, ho pensato proprio a te per questa cosa” – Giuseppe??!? – si, succede anche a noi

2. Sbagliare i nomi dei prodotti: “mi mandi Assassin Crud per 3DS Vita Go?”

3. Sbagliare i nomi dei publisher: “mi mandi The Last of Us per Xbox One?” – Scusa, cos’è che vuoi? A chi stai scrivendo a PlayStation o a Microsoft?

4. Scrivere mail completamente sgrammaticate: non dico la punteggiatura, ma le concordanze (maschile/femminile, refusi, singolari/plurali). Significa che tu la mail non l’hai nemmeno riletta, ma ti aspetti lo stesso che io presti attenzione a una cosa alla quale nemmeno tu sembri particolarmente interessato?

5. Abbandonare le normali abitudini di buona educazione: non salutare, non ringraziare e, soprattutto, scrivere “mi mandi…” o “mandami” – cosa siamo, dei juke box che a domanda rispondono? E poi il condizionale, questo sconosciuto: non ti assicuro affatto che tu riceverai una promo, al massimo, potrei mandarti qualcosa…

6. Scrivere la stessa email e re-inviarla ogni 30 minuti perché ti aspetti un feedback. Peccato che nella tua mail mi hai appena richiesto 4.575 asset diversi, ci vuole tempo per recuperarli e, come ti ho già risposto alla prima mail, sono in trasferta.

7. Telefonare per chiedere: “Perché non ho ricevuto la promo?” E tu li a rispondere che va fatto un ragionamento su chi deve riceverla perché in base al prodotto devi differenziare il target di riferimento…E lui: “Ma scusa, non mi mandi tutto in automatico?” E chi sei? Il Megadirettore Galattico, il potentissimo e subdolo Duca Conte Balabam?

8. Richiedere 3 – 4 promo dello stesso gioco per lo stesso sito perché la recensione la deve fare il redattore, il responsabile video, il collaboratore dall’altro capo della penisola per vedere come si comporta a un’altra latitudine… – e se io do tre promo a te, agli altri cosa do?

9. Avanzare richieste tipo lista della spesa (sempre senza salutare e/o ringraziare): “mi mandi:
a) Gioco 1
b) Gioco 2
c) Gioco 3
d) Gioco 4”

10. La triangolazione: a prima risposta negativa, il giornalista medio si rivolge al tuo pari livello, a quel punto, visto che non ci inventiamo balle quando diamo determinati tipi di feedback e anche il tuo pari dà risposta negativa, si rivolge al tuo diretto responsabile (o direttamente all’azienda nel caso di un’agenzia) che darà esattamente la stessa risposta fino alla scalata per il direttore marketing. I più ambiziosi arrivano addirittura al General Manager o ai responsabili delle sedi europee.

11. Richiedere in continuazione i gadget – come se fosse la presenza del gadget al giornalista a dare valore aggiunto al gioco

12. Pubblicare la mail ricevuta comprensiva di: “questo il link per scaricare gli asset”

13. Richiedere prodotti e servizi che non esistono. Invio del comunicato: “Al via Milan Games Week 2014”. Mail di risposta: “mi mandi la versione per Wii U?”

14. Pubblicare il comunicato stampa o la recensione senza mai provare nemmeno a dare un’interpretazione personale, ma limitarsi a fare il minimo indispensabile

15. Rifiutare/lamentarsi dei Press Tour perché sono stati invitati anche i giornalisti di altri siti – ho tre posti a disposizione e mando solo una testata per evitare gelosie?

Ovviamente anche nel mio caso si tratta di una generalizzazione senza alcun riferimento a qualcuno in particolare e spero che, casomai qualcuno dovesse prenderla sul personale, non si offenda.

Concludo con una piccola riflessione sulle persone e sui professionisti.
In quest’analisi ho volutamente escluso ogni riferimento alla “grandezza” delle testate e ai rispettivi “numeri”. È vero che migliori sono i numeri, maggiori saranno le attenzioni da parte dei PR, ma qui stiamo parlando, come dice la parola stessa, di relazione tra più persone ed è bene non dimenticare che dietro ogni email, ogni telefonata, ogni messaggio su whatsapp c’è sempre una persona che sta facendo il suo lavoro e, come tale, va trattata.
E, infine, vorrei sfatare il mito della “simpatia”: non è vero che i PR sono più disponibili verso i giornalisti simpatici, mentre ostacolano quelli antipatici. Un PR oltre a essere una persona è anche un professionista che è stato chiamato a fare gli interessi di un’azienda che lo paga per questo. Dire che abbiamo preferenze per l’uno o l’altro sito, mette in dubbio la qualità del lavoro che facciamo ogni giorno dimenticandoci di orari, impegni personali o giorni liberi. E lo facciamo sempre con il sorriso sulle labbra e la massima disponibilità, anche se non stiamo salvando il mondo…

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The Dark Side – Te lo dice Multiplayer.it

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Passate le sbonze di Games Week e Lucca Comics & Games è tempo di tornare a ridere con la nuova puntata del Te Lo Dice Multiplayer.it. Questa volta si parla, come di consueto, di giochi brutti, sporchi e dimenticabili ma con un unico comune denominatore: Guerre Stellari!

Ecco il video:

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