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Ho parlato tante volte di come il rapporto con i lettori sia una delle cose più belle del mio lavoro e spinta importante per migliorare. A tal proposito in questi quindici anni ho avuto la fortuna di assitere e condividere momenti bellissimi e indimenticabili, come il bagno di folla durante le fiere, condito da foto e autografi, l’essere riconosciuto per strada o addirittura all’aeroporto, scoprire di Giovanni che durante la sua cura per la leucemia si teneva compagnia con i nostri video, fino a poterlo conoscere dal vivo dopo che ce l’ha fatta in maniera brillante.

Un altro aspetto che mi è sempre piaciuto è l’aver visto crescere letteralmente una parte dei lettori che segue Multiplayer.it. Da adolescenti che pendono dalle tue labbra e che approvano tutto quello che fai, fino a difenderti, per poi diventare ragazzi o adulti che magari cominciano ad essere in disaccordo con quello che scrivi, si dirigono su altri lidi e non si sentono più di un livello diverso dal tuo. Non di rado nello specifico ne sanno più di te, e se li incontri per una partita online, ti fanno un mazzo così :)
Quelli che intraprendono il mio stesso lavoro (per quanto ce ne siano pochi che ci campano, purtroppo) scrivendo per testate più piccole fino alla nostra; quelli che si sposano, mettono su famiglia ma ogni tanto giocano ancora, ti vedono come un buon amico virtuale compagno di tante chiacchiere scritte e scorribande sui vari social. Anche quelli che non si capacitano sul perché sei lì e diventi argomento costante di critica e sfottò.

Davvero è passata tanta acqua sotti i ponti in questi anni; che siano critiche o complimenti non importa, è impossibile pretendere che siano sempre uguali e costanti nel tempo, e sono un bell’incentivo per provare sempre a fare qualcosa di nuovo migliorandosi, pur avendo come punto fermo il proprio lavoro.

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