Mentre rovistavo virtualmente tra i vari Social mi sono accorto che sono passati oltre 18 anni da quando ho scritto il mio primo articolo sui videogiochi, trovando casa su Alternative-Reality.com: se volete sapere cos’era, basta consultare questo post di qualche mese fa.
È stato poi il turno del blog, riviste cartacee di secondo piano, qualche quotidiano campano e umbro, soprattutto Multiplayer.it, testata giornalistica sulla quale ho costruito la mia carriera da quasi 15 anni.

Indubbiamente il lavoro ha inciso in maniera determinante sulla formazione del mio carattere e sulla crescita personale, mi ha permesso di migliorarmi a livello professionale, aumentare la confidenza nei video, la padronanza di scrittura, allenare il mio balbettante inglese, viaggiare in giro per il mondo tra Brasile, Stati Uniti, Canada, Giappone e una pletora di altri posti.

Fino a regalarmi parecchie soddisfazioni, più o meno superficiali come l’essere andato su Sky TG 24 o fermato per una foto addirittura all’aeroporto.
Molto più importante, l’aver conosciuto persone che mi hanno insegnato qualcosa, costruito nuove amicizie, incontrato individui di bassa levatura che pur servono per aprire gli occhi e capire verso chi dedicare il proprio tempo.

In tutti questi anni, inoltre, c’è stata sempre una costante, quella dei lettori, che hanno accompagnato tali momenti di crescita. La loro “evoluzione”, alla stessa maniera, è stata fantastica: da adolescenti che pendono dalle tue labbra fino a diventare ragazzi o adulti che magari cominciano ad essere in disaccordo con ciò che scrivi, si dirigono su altri lidi e non si sentono più di un “livello” diverso dal tuo.

Quelli che hanno intrapreso il mio stesso lavoro (per quanto ce ne siano pochi che ci campano, purtroppo) scrivendo per testate più piccole fino alla nostra, oppure in altri campi; quelli che mettono su famiglia ma ogni tanto giocano ancora, ti vedono come un buon amico virtuale compagno di tante chiacchiere scritte e scorribande sui vari social.

Negli ultimi tempi, inoltre, sono cambiate parecchie cose dal punto di vista lavorativo, una parte sotto traccia e non sempre per il meglio, un’altra più evidente come l’aver aumentato la presenza sul cibo grazie a Dissapore, o l’essere diventato Sommelier occupandomi tra le altre cose della comunicazione online di AIS Umbria.

Sono ancora abbastanza giovane (37 anni domenica!) ma davvero è passata tanta acqua sotto i ponti, con la costante di voler sempre imparare qualcosa: nel frattempo è cambiato tutto intorno a me, ed in fondo sono cambiato tanto anche io.