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Per chi non lo sapesse, Apple poche ore fa ha annunciato l‘iPhone 5s, diretto successore dell’attuale iPhone 5, e l’iPhone 5c, nuova gamma di iPhone con scocca in policarbonato che in teoria dovrebbe andare ad aggredire una fascia di mercato più economica. Il perché “in teoria” lo spiegherò fra poco, come sempre la casa di Cupertino si è affidata ad un Keynote per convogliare gli annunci più importanti, presenziato da Tim Cook e poi da Craig Federighi e Phil Schiller.
Ai tempi di Steve Jobs (sob) guardavo queste presentazioni sempre con grande interesse; al di là dei giudizi positivi o negativi che si possono avere sul papà (con Steve Wozniak) di Apple, erano decisamente i più belli dal punto di vista “televisivo”, con un buon ritmo, ottima regia, battute a profusione ed esposizione degli argomenti perfetta.
Adesso parte di questo è andato perso, vuoi per i continui “leak” che subisce la mela morsicata e che rovinano tutti gli annunci a sorpresa, vuoi perché non c’è più quel leader carismatico che sicuramente ha fatto la differenza in passato. Rimangono abbastanza interessanti anche per demeriti altrui, se penso ai musical osceni di Samsung o al mortorio di quelli Google o Facebook, ci vuole poco.

Detto questo, ho sempre considerato Apple alla stregua di BMW e Mercedes nel segmento delle automobili, un produttore “premium” che per quanto riguarda gli smartphone propone una qualità costruttiva tra le migliori (ricaricando anche sui prezzi), un design accattivante ed un ecosistema eccellente, usabile e veloce se si scende a patti col fatto di essere chiuso e con alcune limitazioni.

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iPhone 5C non appartiene a questa definizione, sulla carta doveva essere posizionato in un mercato di fascia media, ma il prezzo di 599 euro per la versione da 16GB (probabilmente 99 euro con i vari abbonamenti da noi) invalida tutti i presupposti di cui sopra.
In pratica è un iPhone 5 con la scocca colorata in policarbonato anziché alluminio, stesse prestazioni e batteria/fotocamera leggermente superiori, venduto ad un prezzo che sarebbe stato forse buono un anno fa, di certo non oggi. Sia ben chiaro, attualmente posseggo proprio un iPhone 5 con iOS 7 ed è ancora una scheggia velocissima, ma dal mio punto di vista il prezzo del 5C è davvero eccessivo per quello che propone e non si posiziona affatto in una fascia di mercato differente; semplicemente Apple ha deciso che sarà questo l’iPhone “mainstream” che venderà di più, ad un prezzo di cento euro inferiore a quello solito che ha caratterizzato gli smartphone della casa di Cupertino fino ad oggi.
I “problemi” sono molteplici, una scocca di plastica ha meno appeal di quella di alluminio, i miglioramenti dopo un anno come detto sono pochi per soli cento euro in meno e conseguentemente c’è un altro iPhone decisamente migliore nelle finiture e nelle caratteristiche hardware.
Poi magari venderà anche bene, perché guardando alle formule in abbonamento, costa il 50% in meno (99 euro contro 199 euro) e le versioni colorate potrebbero avere appeal presso un pubblico più giovanile, meno attento o magari incurante di fattori importanti quali il rappporto qualità/prezzo, che in questo caso è negativo.

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Di tutt’altra pasta, dicevo, è l’iPhone 5S. Al di là della solita qualità costruttiva eccellente, se davvero le prestazioni saranno il doppio di quelle dell’iPhone 5, allora non oso immaginare la velocità dell’interfaccia utente; il coprocessore che monitora le attività di movimento potrebbe dare luogo ad applicazioni eccezionali in termini di fitness e attività sportiva (e il mercato degli smartwatch deve ancora esplodere), l’introduzione inedita dei 64 bit permetterà in prospettiva una gestione migliore di memoria e multitasking, per prestazioni ancora maggiori anche grazie alla componente grafica che da sempre è fiore all’occhiello dei dispositivi Apple e motivo della scelta primaria da parte degli sviluppatori di videogiochi (ah, Infinity Blade III è bello forte).

Le novità legate alla fotocamera sono interessanti, sempre ricordandosi che abbiamo a che fare con sensori per smartphone; lo stabilizzatore digitale, il doppio flash per evitare l’errato bilanciamento del bianco, la qualità maggiore del sensore stesso e la cattura dei video a 120 fotogrammi per secondo sono sicuramente un miglioramento benvoluto se si vuole restare nell’ecosistema iOS e si è fotografi "sul web.

Al di là dei complotti legati al NSA (e mi riferisco a voi, che poi avete un account Facebook), il sensore TouchID infine potrebbe essere una bella svolta e dai primi provati pare funzionare più che bene. Demandando infatti lo sblocco del cellulare al proprio dito con le impronte digitali, così come l’acquisto e l’aggiornamento delle app, proteggere il cellulare ed evitare l’inserimento manuale e tedioso delle password potrebbe essere una discreta figata, e magari le persone finalmente utilizzeranno password lunghe e complesse per il proprio account che tanto dovranno essere inserite manualmente solo quando è necessario il ripristino del sistema.

iPhone 5S quindi sembra rientrare nell’accezione premium di cui sopra, fermo restando che il prezzo per la versione senza contratto è fuori di testa e che sono sempre più convinto che siano i tablet a meritare un esborso maggiore, mentre per gli smartphone una spesa elevata diventa sempre meno necessaria a meno di non essere grandi appassionati di tecnlogia.

Domani è un altro giorno, comunque…e arriverà la mia recensione di iOS 7.

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