snap034_jpg_640x360_upscale_q85

Articolo pubblicato e scritto in origine per Multiplayer.it a questo indirizzo.

Nelle sue ultime iterazioni iOS è stato bollato come sistema operativo noioso, sempre uguale a se stesso dopo tanti anni. E’ indubbio però che se si accetta qualche limitazione e si rimane ancorati principalmente all’ecosistema Apple, magari con uno o più computer/dispositivi della mela morsicata, l’esperienza d’uso diventa imbattibile grazie ad un’interfaccia estremamente coerente, fluidità di navigazione e applicazioni/giochi di qualità enorme, con i pregi e i difetti che un sistema “controllato” comporta.
iOS 7 arriverà il 18 settembre per i dispositivi a partire da iPhone 4, iPad 2 e iPod Touch di quinta generazione, da quasi tre mesi però è disponibile sotto forma di beta per gli sviluppatori e gli addetti ai lavori. Dopo qualche settimana in sua compagnia e in seguito al rilascio delle varie beta fino alla Golden Master, la versione che sarà disponibile a breve per tutti, possiamo affermare che di primo impatto, a causa delle numerose modifiche estetiche, sembrerà di trovarsi dinnanzi ad un dispositivo completamente nuovo, con diverse aggiunte tese a rendere la navigazione più integrata e veloce. C’è stato un gran chiacchierare nelle scorse settimane riguardo le nuove scelte stilistiche adottate, a partire dalle icone fino all’abbandono del cosiddetto Skeumorfismo. Le cause di un cambiamento così radicale sono dovute alla dipartita di Scott Forstall – criticato aspramente fin dal lancio delle mappe Apple che mai hanno funzionato come ci si sarebbe aspettato – in favore di Sir Jonathan Ive, iconico designer che ha dato vita ad autentiche perle come l’iMac a candela fino a quello super piatto dei giorni nostri, passando per tanti altri prodotti hardware di Apple.

shared_controlcenter_lastframe_2x_jpg_0x0_q85Per questo motivo, iOS 7 rappresenta un taglio netto dal punto di vista estetico rispetto al passato, il quale sorprende di primo acchito, fino a cambiare la percezione in positivo dopo il dovuto periodo di adattamento. Quello che salta subito all’occhio è il tanto utilizzo del bianco, spaziature perfette tra testi ed icone, font estremamente leggibili e piacevoli da vedere, elementi dell’interfaccia piatti e meno confusionari, coerenza di comportamento nel passaggio da una funzionalità all’altra, che permettono un utilizzo naturale del dispositivo.
Un grosso sforzo è stato fatto inoltre nel creare animazioni che rendono la navigazione piacevole e non macchinosa, Apple ha speso infatti del tempo prezioso nel donare ad iOS 7 un feeling moderno e simile ad un sistema operativo per computer fissi e portatili, che dispongono di molta più potenza di calcolo. Le transizioni sono belle dal punto di vista estetico, veloci e molto fluide, ad esempio quando si torna alla Home le icone si muovono in maniera indipendente da “fuori” dallo schermo, quando si accede al pannello notifiche rimane una trasparenza per far capire cosa c’è sotto, i tasti e la lock screen si adattano nei colori al proprio sfondo/icone. In tutto quello che si fa viene applicata della fisica a mo’ di videogioco e mai fuori posto, tanto che se si prova a tornare ad iOS 6 oppure a qualsiasi altro dispositivo con sistema operativo differente, da questo punto di vista (lo ribadiamo per evitare le solite discussioni da bar) sembra di trovarsi in due generazioni differenti.

Passando al lato puramente funzionale, non ci sono rivoluzioni come nella parte estetica, ma tutte le aggiunte migliorano l’esperienza d’utilizzo e consolidano il sistema, con qualche concessione inedita (per un sistema chiuso quale iOS) come il supporto ai controller da gioco di terze parti oppure l’accelerazione hardware anche per formati video/audio non supportati direttamente da Apple. Non scriveremo tra queste righe l’ennesima lista di tutte le funzionalità che offre iOS 7, ma è chiaro che la casa di Cupertino abbia studiato i feedback degli utenti e al contempo guardato in casa Android e Windows Phone per implementare a suo modo, ovvero con massima semplicità anche a scapito della personalizzazione, funzionalità tanto attese quanto ben volute. Tra un browser estremamente più veloce, Mail che supporta finalmente le smart folder e le etichette, una ricerca alla quale è possibile accedere da tutte le pagine, la wishlist delle app e così via, vogliamo concentrarci su quelle più eclatanti e immediatamente visibili.index_airdrop_posterframe_2x_jpg_0x0_q85
In primis il Control Center, pannello al quale si accede facendo slide dal basso e da qualunque applicazione o schermata. Al suo interno ci sono i comodi selettori per Bluetooth, Wi-Fi, modalità aereo, blocco schermata, luminosità e musica, ma anche Airplay, la condivisione e quattro comode applicazioni per un accesso immediato e senza passaggi intermedi. Il Centro Notifiche è stato suddiviso in tre pannelli, nel primo c’è un riassunto ala Google Now con le info del calendario, meteo, appuntamenti e distanza da casa/lavoro, nel secondo tutte le notifiche e nel terzo quelle perse. Il multitasking prevede finalmente l’anteprima delle app aperte mentre se si possiede almeno due dispositivi Apple, anche un Mac, Airdrop permette di condividere foto e file nella maniera più rapida ed intuitiva possibile.
Dulcis in fundo, la sincronizzazione di tutte le notifiche tra più dispositivi e l’update automatico delle app evitano parecchi passaggi ridondanti, senza contare la comodissima schermata che mostra in successione tutte le app aggiornate e le novità per ognuna di esse, in maniera chiara e leggibile. Niente di completamente inedito quindi, ma implementato alla perfezione sia in termini di accessibilità che di velocità di esecuzione, in una maniera che è possibile apprezzare solo provandole in prima persona. Non ci siamo dimenticati delle novità “sotto il cofano”, ma i benefici delle nuove librerie di programmazione, di iBeacons e il resto li vedremo in un prossimo futuro con applicazioni sempre più complesse e in grado di rendere il proprio dispositivo in grado di fare “compiti” una volta ad appannaggio dei soli computer.

index_mail_posterframe_2x_jpg_1400x0_q85La nostra prova si è sviluppata su iPhone 5 e iPad Mini, nel primo caso il risultato è stato perfetto sia in termini di fluidità e velocità, con il sistema operativo che appare ancora più reattivo di iOS 6 e “brilla” sullo schermo Retina del dispositivo Apple, sia in termini di stabilità, con bug praticamente nulli a partire dall’ultimissima beta. Per quanto riguarda il piccolo tablet le prestazioni sono su buoni livelli e sempre fluide, anche se la velocità su un hardware che è in realtà quello di iPad 2 non è comparabile a quella dei dispositivi più recenti, ed esiste qualche bug aggiuntivo che dovrà essere risolto con un aggiornamento futuro. Detto questo il design più ordinato e piatto del sistema operativo rende molto bene su iPad Mini in termini puramente visivi.

iOS 7 rappresenta quindi una rivoluzione dal punto di vista estetico e un’evoluzione da quello funzionale, migliorando e semplificando diversi passaggi grazie a scorciatoie, ottimizzazioni e supporto migliore per il gaming. Non fuoriesce dai paradigmi di Apple e non farà cambiare idea a chi preferisce altri sistemi più aperti ma che giocoforza sono meno immediati, ma è un indubbio passo in avanti rispetto al passato. Quello che è sicuro è che iOS 7 rappresenta un passaggio importante in termini di interfacce grafiche dedicate agli smartphone ed ai tablet. Le animazioni, lo studio delle trasparenze e dei colori, l’attenzione enorme per i font e i dettagli, inseriti in una navigazione così fluida e veloce rappresentano quel passo avanti in modernità che tutti i possessori di iOS si aspettavano, e anche diversi utenti appartenenti ad altri lidi. Può un sistema operativo dare una nuova linfa allo stesso pezzo di hardware? Ci sentiamo di rispondere di si, dopo aver provato iOS 7.

I commenti classici sono superati, se vuoi continuare la discussione scrivimi su Twitter: @Tanzen.