PlayStation 4 vs Xbox One

Pubblicatoil Dic 23, 2013

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E’ passata oramai qualche settimana in compagnia di PlayStation 4 e Xbox One: ho giocato tutti i titoli più importanti di lancio e le esclusive – compresi diversi disponibili sugli store online – e mi sento quindi in dovere anche io di redigere le mie impressioni più dettagliate.

Impressioni ovviamente non universali ma basate unicamente sulla mia esperienza di utilizzo e in relazione alle mie esigenze rispetto a quello che offrono attualmente e che sarà diverso (e si spera migliore) nei mesi a venire.

I dati di vendita sono incoraggianti (oltre due milioni sia per PlayStation 4 che Xbox One) per entrambe le console, in barba ai complottisti e i disfattisti che vedono la fine dell’era classica videoludica, per comodità ho deciso di suddividere il mio giudizio in sezioni per una più facile consultazione.

Estetica, silenziosità, consumi

PlayStation 4 già alla sua prima apparizione è un ottimo esempio di ingegnerizzazione: le forme sono contenute e ben proporzionate, il peso è a metà tra la PS3 Slim e quella Fat mentre il trasformatore integrato favorisce la portabilità e soprattutto l’occupazione ridotta di spazio. Il “baffo” luminoso da un ulteriore tocco di classe mentre la parte lucida si sporca e si graffia troppo facilmente; i tasti di accensione della console ed espulsione del disco sono piccoli ed essendo a sfioramento non danno feedback adeguato.

Xbox One è decisamente più anonima e massiccia nella forma, un vero e proprio carroarmato che grazie al colore cerca di confondersi con il salotto ma le cui dimensioni generose non sono sempre semplici da “accasare”, tanto più che non è possibile metterla in verticale. Davvero discutibile la scelta di avere un trasformatore esterno bello grosso: Microsoft afferma che questa scelta è stata dettata dalla volontà di ridurre il riscaldamento e per motivi di sicurezza, io aggiungo forse dalla circuiteria che gestisce il dispositivo HDMI in ingresso; ad ogni modo il risultato non ammette giustificazioni: Xbox One è decisamente grossa e piuttosto anonima.

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La console di Microsoft si riscatta nella silenziosità: quando si gioca non si avverte alcunché e anche navigando nella dashboard il rumore di sottofondo è praticamente inavvertibile.
PlayStation 4, pur essendo più silenziosa rispetto ai primi due modelli della precedente, si fa sentire di più quando legge il disco o si accendono le ventole.

Per quanto riguarda i consumi devo rivolgermi a siti che hanno strumenti adeguati per misurarli; secondo Ars Technica PlayStation 4 consuma circa 30 watt in più di Xbox One a pieno regime, 7 watt in meno quando si trova in modalità Stand By.

Pad

La base era già importante, ed il nuovo controller di Xbox One rappresenta un ulteriore evoluzione in positivo. L’impugnatura mi è parsa migliore, idem la qualità costruttiva. La croce digitale è finalmente adeguata e la vibrazione super, compresi i grilletti vibranti che però sono leggermente meno ergonomici di quelli precedenti.
Il DualShock 4 è un notevole passo in avanti rispetto al precedente, che in confronto sembra la sua versione rachitica e priva di sostanza: ergonomia, impugnatura, analogici e grilletti sono tutti superiori, e finalmente giochi di guida o sparatutto in prima persona possono essere giocati con i dorsali senza troppi patemi. Non mi fa impazzire la grandezza ed il posizionamento dei tasti Share e Options, il click del touchpad è inoltre piuttosto “cheap”.
Complessivamente reputo il pad di Xbox One ancora superiore, ma il gap è ridotto rispetto al passato.

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Interfaccia ed Applicazioni

Una delle più grosse novità che accompagna le console di Microsoft e Sony è il sistema operativo che le gestisce e che può beneficiare di un quantitativo di RAM e risorse decisamente maggiore.

Quello di Xbox One è molto ambizioso e per larghi tratti segue il paradigma di Windows 8. Alla stessa maniera però mostra il fianco quando la navigazione non è di tipo touch perché muoversi tra le opzioni non è sempre intuitivo ne veloce. La volontà di creare un’applicazione per ogni funzionalità se da un lato permette di aggiornare e aggiungerne di nuove facilmente, dall’altro rende l’usabilità abbastanza macchinosa. Un paio di esempi su tutti, quando si clicca sul proprio avatar per accedere alle informazioni, gli amici ed il resto, bisogna fare diversi passaggi aggiuntivi per raggiungere queste info; per leggere i messaggi deve partire l’applicazione apposita, che richiede qualche secondo e non è legata alla precedente in navigazione.
Lo stesso funzionamento della modalità snap non è sempre chiaro, la gestione degli obiettivi e il confronto con gli amici richiede molti passaggi, addirittura il riavvio dell’app stessa quando ci si arriva da un gioco e si vogliono vedere tutti gli altri obiettivi.
Dulcis in fundo diverse applicazioni sono incomplete e basilari – vedi Skype senza filtri per i contatti o Twitch ancora non disponibile per lo streaming – oppure mancano di funzionalità “standard” come la cattura degli screenshot e la condivisione su social famosi quali Twitter e Facebook.
Microsoft ha deciso di favorire il suo sistema di cloud Skydrive, che però è poco diffuso rispetto ad altri come Dropbox e non è il sistema più immediato per gestire i propri file.
Meglio invece la possibilità di fare streaming via PC Windows per quanto riguarda musica e video, interessante la possibilità di generare clip automatici quando si sblocca un obiettivo o in un particolare momento di gioco. Upload Studio è inoltre un’ottima maniera per montare e creare le proprie clip video, anche commentate a video; peccato per le limitazioni di condivisione di cui sopra e per i cinque minuti di durata massima.

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In contemporanea all’uscita della console la casa di Redmond ha lanciato l’applicazione Smartglass per Android, iOS e Windows Phone, che permette di consultare gli obiettivi, la propria lista amici ed altro. L’usabilità è parecchio buona così come la possibilità di continuare la scrittura dei messaggi anche quando sono stati iniziati sulla console, e viceversa. Manca profondità nella gestione dei giochi stessi e nel confronto degli obiettivi, ma per le cose basilari il risultato è valido.
Un’altra funzionalità interessante è quella di fungere da secondo schermo nei giochi compatibili: in Dead Rising 3, ad esempio, si può visualizzare la mappa, mettere segnaposto, leggere le info sulle armi ed i veicoli e prendere parte ad ulteriori missioni secondarie.
La struttura composta da applicazioni dell’interfaccia di Xbox One apre quindi a diversi scenari futuri e futuribili, che possono espandere la console in maniera considerevole in termini di funzionalità. Ad oggi però funziona “male” ed è piena di buchi di usabilità: quello che Microsoft deve fare adesso è lavorare su una maggiore integrazione tra le applicazioni stesse ed eliminare “colli di bottiglia” come gli aggiornamenti dei giochi che bloccano l’utilizzo della console piuttosto che i tempi di installazione parecchio elevati.

PlayStation 4 ha preso invece una strada abbastanza differente e bada al sodo, l’interfaccia non è memorabile e forse meno stilosa di quella di PlayStation 3, ma tutti i contenuti possono essere raggiunti in maniera rapida e senza troppi fronzoli. Interessante la doppia pressione del tasto PlayStation per navigare tra le ultime due applicazioni aperte, veloce la gestione del confronto dei trofei e in generale di tutte le impostazioni.
La composizione dei messaggi è integrata con conversazioni in stile SMS e quindi permette di consultare velocemente lo storico; la gestione dell’aggiunta degli amici è invece folle, richiede per ognuno almeno un paio di click e non sono presenti azioni multiple (quella di Xbox One è similmente macchinosa). La sezione novità è perfetta in chiave interazione perché permette di consultare rapidamente cosa stanno facendo gli amici, in maniera generale o granulare in calce ad ogni gioco; assolutamente positivi sono i download multipli di patch e giochi, in contemporanea e non bloccanti, così come i tempi di installazione notevolmente ridotti nella maggior parte dei giochi.
Grande attenzione è stata riposta nella condivisione di screenshot e nella possibilità di fare live streaming su Twitch e Ustream: il responso degli utenti è stato enorme e su PlayStation 4 è molto semplice condividere immagini e video dei giochi sui social network. Peccato però che non sia possibile salvare questi ultimi su dispositivi esterni o sulla console stessa, magari per montarli e condividerli su Youtube, come invece possibile su Xbox One.

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La rosa delle applicazioni disponibili è piuttosto scarna, con Music e Video Unlimited e poco altro, PlayStation 3 aveva invece più funzionalità multimediali, dal server DLNA alla gestione di MP3 che ad oggi sono assenti in maniera ingiustificata.
L’applicazione PlayStation disponibile su iOS e Android ha funzionalità di base simili a Smartglass, compreso lo schermo secondario. La sua realizzazione è però meno brillante, la scrittura è farraginosa e il suo utilizzo non va oltre la semplice consultazione di base.

L’interfaccia di PlayStation 4 è quindi meno personalizzabile rispetto a quella di Xbox One, in questa fase iniziale ne beneficia in velocità ed usabilità, ma potrebbe essere più limitata e scalare peggio qualora dovessero esserci più servizi ed applicazioni disponibili.

Funzionalità e caratteristiche Hardware

Xbox One è anche Kinect, presente in ogni confezione e di molto migliorato dal punto di vista tecnologico rispetto al primo modello, seppur ancor poco giustificabile in termini economici. Il riconoscimento vocale in Italia e attualmente limitato, mentre funziona alla grande quello facciale per loggarsi in automatico (altrimenti bisogna inserire sempre la password, stranamente non c’è il login testuale automatico) e la scansione dei QR code per scaricare giochi o contenuti aggiuntivi. Per il resto il suo utilizzo continua ad essere limitato anche nei giochi di lancio, e se in Dead Rising 3 permette di muoversi ad esempio tra i tutti i menu con la voce oppure interagire con i propri comprimari mentre si gioca, in Ryse viene quasi forzato: esclamare “Scoccare” per le frecce è più veloce di premere LB, ma solo perché gli sviluppatori hanno legato il dorsale sinistro ad una barra che dura qualche secondo anziché scaturire l’azione in maniera istantanea.

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Un’altra caratteristica sulla quale Microsoft punta molto è la possibilità per la console di accettare in ingresso un dispositivo con uscita HDMI (Decoder Sky, Mediaset, un’altra console, etc) in maniera tale da essere gestito all’interno dell’interfaccia della console stessa e senza dover cambiare ingresso col telecomando della TV o dell’amplificatore.
Funzionalità interessante ma limitata e rivolta soprattutto a chi possiede un solo altro dispositivo aggiuntivo, perché altrimenti entra in gioco nuovamente la televisione oppure un hub col proprio telecomando, oppure ancora amplificatori in grado di gestire fino a 7 ingressi HDMI. Se aggiungiamo infine un piccolo lag, la mancanza ad oggi in Italia di app integrate per gestire Sky/Mediaset collegate (per quest’ultima è uscita di recente una app stand alone per i contenuti on demand) ed il fatto che il segnale audio gestito in ingresso sia solo stereo (il surround è in beta), è chiaro definire questa funzionalità rivolta ad una fascia di utenza precisa e non troppo esigente, la quale non è detto, sia chiaro, che possa rappresentare una fetta importante di espansione per la console Microsoft.

PlayStation 4 non possiede invece alcuna caratteristica tale da posizionarla potenzialmente al “centro del salotto”. Anzi, adesso si collega solo mediante HDMI con uscita audio ottica opzionale.

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La console Sony propone come caratteristica esclusiva il Remote Play, ovvero la possibilità di utilizzare PlayStation Vita come controller aggiuntivo oppure per giocare i titoli PlayStation 4 sullo schermo della console portatile, un po’ come accade con il Gamepad di Wii U. Le potenzialità sono interessanti e all’interno della stessa rete il lag è avvertibile ma ridotto, considerando però che non si va oltre ai trenta frame al secondo. Giochi come Killzone: Shadow Fall sono quasi ingiocabili per via dell’assenza dei trigger posteriori (demandati a un non preciso touchscreen posteriore), altri titoli come Resogun e Knack si giocano in maniera più che accettabile.
Ottima la possibilità di condividere i salvataggi tra PlayStation Vita e PlayStation 4 nei giochi compatibili, ancora meglio quando è presente il cross buy: acquistando il gioco per una delle due console, si ottiene anche per l’altra.

Salto a piè pari discorsi sulla potenza di calcolo delle console Microsoft e Sony ed altre amenità simili, ci sono siti più competenti tecnicamente in grado di farlo e mai come in questo caso la situazione è in evoluzione e in mano agli sviluppatori più talentuosi.

Giochi di lancio

Il parco dei titoli di lancio di PlayStation 4 si appoggia soprattutto a quelli multipiattaforma, tra i vari Assassin’s Creed IV Black Flag, Battlefield 4, Lego Marvel: Super Heroes, FIFA, NBA 2K è compagnia il piatto è piuttosto vario a patto di non averli già provati sull’uscente generazione di console. Dei titoli esclusivi quelli più belli sono paradossalmente gli scaricabili come Resogun, un gioiellino, o potenziati da PS3 / PlayStation Vita, quali Flower e Sounshape. Knack è dimenticabile e farebbe fatica anche su PlayStation 3 ad essere notato, Killzone va preso soprattutto per il suo comparto grafico sontuoso e chiaramente non gestibile da PlayStation 3.

Su Xbox One la situazione è migliore in termini di esclusive: Dead Rising 3 non è tanto “next gen” come grafica – al di là dei tantissimi zombie su schermo – ma ha tanti contenuti ed è longevo e divertente. Il gameplay di Forza 5 si candida ad essere il riferimento per i giochi realistici di guida su console; peccato per i contenuti ridotti e una carriera senza spunti di interesse. Ryse infine è un grande showcase tecnico che ho trovato divertente in multigiocatore, meno per la dimenticabile storia principale e per un gameplay che non regge il paragone con tanti action disponibili sul mercato.

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Conclusioni

Se dovessi dare un consiglio critico riguardo PlayStation 4 e Xbox One, direi di aspettare: nessun titolo di lancio è una “killer application” a tutti gli effetti ed i multipiattaforma si trovano ovunque compreso il PC, che inoltre gode di un comparto tecnico superiore, di prezzi medi per i giochi più bassi e mai come adesso rappresenta la piattaforma ideale per giocare; a patto di avere budget per sostenere l’hardware ovviamente.

Detto questo sono un videogiocatore appassionato e mi rivolgo a quelli come me; al di là quindi del consiglio scontato di prendere entrambe le console se possibile, l’ideale sarebbe di acquistarne una e poi passare all’altra con estrema calma quando avrà un discreto numero di titoli esclusivi interessanti da giocare. Quale delle due inizialmente? Le discriminanti sono diverse, da un lato il prezzo minore e il fatto che oramai Sony ha creato un pool di sviluppatori interni impressionante, dall’altro Kinect e un’apertura verso il futuro multimediale sulla carta maggiore, senza dimenticare i giochi esclusivi.
PlayStation 4 mi sembra meglio pensata a livello hardware, vedi dimensioni, caratteristiche tecniche e tempi di installazione; Xbox One ha potenzialità software superiori e la cosa si intravede già adesso, bisogna solo capire quali app e servizi saranno utili per davvero e quali no.
Rimango ad ogni modo dell’idea che entrambe le console debbano essere dispositivi verticali orientati soprattutto ai videogiochi, non possono competere in maniera valida negli altri campi e solo e soltanto i videogiochi saranno l’ago della bilanca per decretarne il successo o meno.

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