New York, New York

Mancava clamorosamente all’appello dei posti che ho visitato, perché è stata sempre un mio pallino e mi ero ripromesso di andarci già diverse volte, senza mai riuscirci e poterlo fare.
In questi giorni è capitato a fagiolo un press tour organizzato per UFC 2010, videogioco basato sull’omonima disciplina di arti marziali miste che è estremamente popolare negli Stati Uniti, e che si stà cominciando a diffondere anche in Europa. Fortuna ha voluto che questo press tour si tenesse proprio a New York, e così ne sto approfittando per farmi una prima idea della città e scattare qualche foto nei momenti liberi.

In realtà volevo raccontare anche del volo, partito dal Terminal 5 di Fiumicino che ospita una buona parte delle compagnie Americane…non sembra un terminal classico, è davvero scarno e poco accogliente, sembra quasi di partire per fare altro anzichè un viaggio più o meno di piacere…

Ad ogni modo al controllo passaporti e carta di immigrazione nella metropoli Americana già “pregustavo” un lungo interrogatorio sul perché fossi di nuovo negli Stati Uniti dopo esserci rimasto fino a nemmeno 10 giorni fa, sull’altra costa. Ed invece, complice il fatto che le due persone che mi precedevano avevano un po’ infastidito l’ufficiale perché non avevano compilato completamente il modulo apposito di immigrazione, ci siamo messi a discutere sul fatto che non è una cosa opzionale il rispondere a tutte le domande poste nel modulo di ingresso sul suolo Americano, suggerendogli la parola “mandatory”, a quel punto il tizio mi ha preso in simpatia e mentre faceva il controllo di rito del passaporto e delle impronte digitali mi ha subito congedato con un “You can go, my friend!”, senza nemmeno chiedermi il motivo generale dell’arrivo a New York.

Per il resto (siamo arrivati subito dopo pranzo, io, Angela, la pr manager di THQ, Alessandro e Andrea, colleghi di Everyeye e Nextgame) siamo stati ospitati a Manhattan nel lussuoso albergo London NYC, composto solo da suite molto accoglienti e spaziose, ed ho girato un paio d’ore li attorno per Times Square, il Rockefeller Center fino a raggiungere i margini del Central Park e il negozio di Apple sulla quinta strada, quello famoso a forma di cubo di cristallo con i “contenuti” posti al di sotto del livello della strada.

In particolare Times Square mi è piaciuta un casino, a parte il richiamo immediato a Io Sono Leggenda che ho rivisto recentemente, nei suoi colori, nella moltitudine di gente e in generale per come è fatta, mi ha fatto respirare un po’ l’aria di New York e capirne le differenze rispetto alle altre visitate. Un’altra cosa che ho notato subito è la presenza enorme di Taxi, che fanno più della metà del traffico e sono guidati da persone che lottano con zig zag per completare la corsa nel più breve tempo possibile e farne un’altra, davvero un dispiegamento infinito e continuo di forze in tal senso, giustificate dal fatto che in pochi hanno la macchina di proprietà e soprattutto la utilizzano.

Spazio alle foto, che il tempo stringe!

Ingresso
Camera da letto Scorcio cittadino Mega Spot M&M's Times Square da lontano Tanzen a Times Square, dopo il volo Particolari La famosa pista del Rockefeller Center Apple Store 5th Avenue Dall'interno dell'Apple Store