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Nel corso degli anni sono riuscito ad ottenere una certa indipendenza in quello che faccio: tutto quanto mi accade attorno è direttamente influenzato dalle mie azioni, posso decidere come affrontarlo, se una cosa mi sta bene o meno, come reagire in caso di eventi negativi o positivi. Anche nel lavoro, fatte le dovute eccezioni, sono padrone del mio destino, alla stessa maniera nella sfera affettiva cerco di affermare le mie convinzioni, a costo di litigare per ottenerle o scendere perlomeno a compromessi.

Di passioni ne ho tante e riesco sempre a capire come gestirle o farmene una ragione quando questo non è possibile….tranne che per il tifo calcistico.
Sembra una cosa triviale e banale, ma il mio essere tifoso di una squadra di calcio come il Napoli mi porta ad accettare “passivamente” gli accadimenti positivi e soprattutto negativi. Non posso prendermela con nessuno, non posso incidere nelle decisioni ne affermare il mio pensiero, ma solo far passare l'eventuale incazzatura sentendomi impotente.

Per uno abituato a prendere decisioni ed incidere su qualsiasi cosa, nel bene o nel male sia chiaro, è fallimentare non poterlo fare in una sfera così secondaria.

Non è possibile nemmeno decidere di eliminarla dalle mie passioni, e allora mi piace pensare che fa parte del gioco e dell'imprevedibilità delle proprie reazioni.

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