Si parla tanto dell’utilità o meno dei tablet nella vita di tutti i giorni, in quanto spesso cadono a metà tra gli smartphone e i computer portatili, mancando di portabilità rispetto ai primi e di flessibilità in relazione ai secondi.

Fermo restando che sono giocattoli costosi e non necessari per una buona parte delle persone (completamente d’accordo sul fatto che in tanti buttano soldi nel water solo perché un dispositivo è figo) i tablet hanno degli innegabili vantaggi in termini di schermo, batteria, portabilità rispetto ai computer portatili stessi e usabilità quando si vogliono usufruire di contenuti quali ad esempio musica, libri, video e notizie.

Durante l’anno sono spessissimo in giro per lavoro e in minima parte svago, in questi frangenti l’iPad mi ha svoltato decisamente lo svago durante questi tempi morti ma anche (in misura minore) la produttività durante gli spostamenti.

Un volo intercontinentale di 10 ore rappresenta infattiun momento dove si è ‘costretti’ a poter fare solo determinate cose e si è liberi al contempo da parecchie distrazioni, lavorative e personali.

Nell’ultimo volo per il Giappone, ad esempio, ho scritto tre articoli, guardato qualche serie TV, letto un pezzo di un libro e consultato i feed RSS preventivamente scaricati (quando cavolo si decideranno ad introdurre la connessione WIFi anche per i voli transoceanici?), tutto con la stessa carica di batteria e potendomi concentrare solo su quello che mi piaceva fare.

Certo, c’è sempre la possibilità di dormire, ma questo dipende da fuso orario, adrenalina in circolo e altri mille fattori che cambiano da viaggio a viaggio, mica è sempre facile crollare con quei sediolini del cacchio delle compagnie aeree :D