Chi mi conosce oppure legge con un po’ di frequenza queste pagine sa benissimo quanto sia profondo il mio attaccamento al Giappone dal punto di vista culturale e umano, una connessione a doppia mandata sancita dalle dieci volte che ho visitato questo paese, dai numerosi amici che mi sono costruito nel corso degli anni e dal fatto di aver avuto una relazione per quasi due anni con Asuka, tutti fattori che mi hanno permesso di vivere questi posti in maniera genuina, profonda e non da turista; esperienze che mi hanno portato a carpirne l’essenza e le numerose contraddizioni che nel bene o nel male fanno parte di questa cultura, che avrebbe tante cose da insegnare ma anche da imparare, e che ha la fortuna di porre le sue radici in posti visivamente straordinari.

Non a caso ho scritto decine di post sull’argomento durante i miei viaggi, e gli eventi incredibili che stanno accadendo in questi giorni li sento probabilmente di più di altre persone, ma in un modo molto personale e senza chissà quale esternazione.

Inutile ripetere quanto sia disastrosa la situazione e come dinnanzi ad eventi naturali il genere umano sia assolutamente impotente, è da notare invece la compostezza e l’organizzazione di un popolo che anche in una occorrenza così drammatica riesce ad affrontare le cose con compostezza e con speranza, sono sicuro che se fosse successo altrove avremmo probabilmente assistito ad un caos maggiormente vistoso che avrebbe portato a conseguenze ancora più negative.

Ma proprio seguendo in maniera così stringente le contraddizioni delle quali parlavo qualche riga più su, c’è anche da dire che il governo e i siti di informazione tendono a minimizzare un po’ troppo le problematiche di una così grande catastrofe, in tv (ma accade da sempre) si cerca di evitare di far vedere scene troppo “realistiche” e di abbassare i toni sulle radiazioni invece di annunciare con forza le misure che andrebbero prese per evitare un peggioramento, non a caso la stessa TEPCO della centrale nucleare di Fukushima rilascia ben poche informazioni…

Rainbow Bridge Odaiba

In questi giorni sono ovviamente in contatto con parecchi amici italiani e giapponesi che vivono lì, e al di là della contentezza di sapere che stanno tutti bene (perlomeno a livello fisico) e che si stanno riorganizzando, alcune loro considerazioni mi hanno parecchio colpito, e in parte rispecchiano quanto ho detto poco sopra.

Alcuni degli italiani sono tornati in paltria, altri insieme ai giapponesi si sono diretti più ad ovest verso Osaka, giapponesi che però per gran parte sono rimasti a Tokyo o nelle prefetture vicine in attesa di sapere come si evolve la situazione.

Vorrei riportare in maniera dura e cruda quanto alcuni di loro mi hanno scritto, hanno colpito me e vorrei quindi condividere:

Very bad, so many people still missing, so bad. talian news is faster than Japanese news. Japanese politicians wanna hide the truth, Japanese politicians are so sack! You know, la gente sta morendo! Pero nn vuole dire la verità! Nn ci posso credere.

I’m totally stacked! Trains are not moving regularly, radiation is coming with rain. So bad!! Im not sure that I can take Shinkansen but I will try. I will go to my hometown! The food is almost sold-out no toilette paper, Internet is bad connection…

My town: Iga is safe. 
But about 2000 people died of an earthquake and tsunami at Tohoku area.
I watched the man who lost his wife by the tsunami on television.
I also watched a child who doesn’t find out his/her parents.
A man who was seeing his wife and a child were taken by tsunami at front of him.
I’m seeing that and am grieving.
I’m also wishing that many people survive by even a little.
It is a terrible tragedy.

Preferisco non andare oltre nei giudizi o nei miei pensieri, ma vorrei concentrarmi su come fare per aiutare nel nostro piccolo una popolazione che comunque più di tante ha i mezzi per riprendersi e ripartire immediatamente.
Lo scenario un po’ complottista dell’inutilità delle donazioni dei singoli può anche essere vero in certi frangenti, ma alla fine anche sparando nel mucchio qualche cosa si riesce a tirare fuori, così come l’egoismo personale che però colpisce in maniera positiva anche gli altri è sempre un qualcosa superiore allo zero assoluto.
Lungi da me fare del buonismo gratuito, che anzi mi sta sulle palle in maniera abbastanza pesante, però in questo caso le chiacchiere e le giustificazioni stanno a zero :)

Ecco qualche metodo su come fare in maniera veloce e anche con poco tempo a disposizione, ce ne sono anche tanti altri e legati ai videogiochi, come il famoso Farmville di Facebook, eccone ad ogni modo qualcuno:

1) Se in possesso di account iTunes con relativa carta di credito, donazione diretta di soldi che va alla Croce Rossa Internazionale: Clicca qui
2) Donazione mediante Croce Rossa italiana, online e selezionando la causale “Pro Emergenza Giappone”. Clicca qui
3) Donazione mediante Unicef, online e selezionando “Emergenza Giappone”. Clicca qui
4) Bonifico bancario, Iban IT 19 P 01005 03382 000000200208 (causale ‘Pro emergenza Giappone’).
5) Conto corrente postale n. 300004 intestato a Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma (causale ‘Pro emergenza Giappone’)

In fondo buttate nel cesso tanti soldi dalla mattina alla sera, qualcosina in più non cambia nulla, no? ;)