Sono sempre stato affascinato dalla domotica, ovvero dalla possibilità di automatizzare alcune delle operazioni che si compiono abitualmente in casa.
L’ho sempre vista, però, come una roba per ricchi, da prevedere magari in fase di ristrutturazione di una casa, a costi elevati. Nel corso del tempo questa idea, magari parzialmente rivista, è divenuta molto più accessibile, grazie a tecnologie quali Bluetooth, Wi-Fi, AirPlay, GoogleCast e chi più ne ha ne metta. È possibile guardare video e giocare in streaming tra dispositivi di casa o riprodurre la musica contemporaneamente in più stanze – eccomi! – comandare a distanza telecamere, termostato e rilevatore di qualità dell’area, addirittura controllare in remoto la porta di ingresso. Nel mio caso ho cominciato ad interessarmi alla parte di illuminazione, individuando per la realizzazione ideale del progetto la tecnologia di Apple denominata HomeKit, che permette di controllare a distanza dispositivi certificati ed è integrata nelle ultime versioni di iOS; Philips Hue per quanto riguarda l’hardware, sotto forma di lampadine varie, telecomando senza fili e bridge di controllo.

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Spiegazione veloce: il bridge Philips rappresenta la centralina di controllo per gestire le lampade installate, mediante la tecnologia senza fili denominata ZigBee; con l’applicazione Philips Hue (disponibile per iOS e Android) si possono gestire il colore, la luminosità, l’accensione/spegnimento e alcuni scenari da una rosa predefinita o personalizzata, sotto forma di diverse combinazioni di colori e intensità delle lampade. Iscrivendosi al sito ufficiale si riesce anche ad utilizzare, in maniera un po’ farraginosa, il controllo in remoto mediante Internet, con la possibilità di utilizzare il sensore GPS per accendere e spegnere in automatico le luci quando si arriva a casa.
Per chi si trova all’interno dell’ecosistema Apple, la situazione si fa ancora più interessante: si collega il Bridge ad HomeKit, poi con l’applicazione Casa (Home in inglese) si possono fare le stesse identiche cose di cui sopra, compreso il controllo remoto mediante Apple TV oppure iPad che si lascia a casa collegato alla rete elettrica e Wi-FI: basta inserire lo stesso account iCloud.
Perché HomeKit? La risposta generale è che risulta decisamente più integrato col sistema operativo, l’applicazione Casa funziona meglio e tutti i dispositivi e scenari compaiono anche nel Centro di Controllo, per un rapido utilizzo di quelli favoriti. Il supporto di Siri è completo, con la possibilità di attivare dispositivi e scenari mediante comandi vocali; se si hanno poi altri dispositivi compatibili HomeKit quali termostato, telecamera e così via, è possibile creare ad esempio uno scenario che accende due lampade su tre, una rossa e una verde, e contemporaneamente registrare dalla telecamera e abbassare la temperatura dei termosifoni. Se in possesso anche di Apple Watch – attualmente Hue non dispone di un’app per la seconda generazione – anche sullo Smartwatch della casa di Cupertino si hanno gli stessi comandi touch e vocali. Piccolo vezzo aggiuntivo, mediante uno dei due telecomandi Hue disponibili è possibile associare a ciascun tasto una scena o lampadina, risultando utile quando ci sono ospiti oppure parenti poco avvezzi alla tecnologia.

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Spiegazione dettagliata, buona lettura!

Partiamo dalla configurazione hardware, i cui componenti sono stati acquistati durante l’Amazon Day pagando tra il 40% il 50% in meno rispetto al prezzo di listino:

  • Philips Hue Starter Kit, con il Bridge Hue 2.0 (da connettere via cavo) e tre lampadine multicolore con attacco standard E27, che possono sostituire quelle delle proprie lampade. Le ho posizionate nel soggiorno, si possono acquistare qui.
  • Due lampade Hue GO multicolore che si collegano al Bridge Hue, le ho posizionate in camera da letto e dispongono anche di una batteria per utilizzarle in mobilità, con una durata di circa tre ore ciascuna. Si possono acquistare qui.
  • Telecomando Hue Tap, si collega al Bridge Hue e dispone di quattro tasti configurabili con qualsiasi scenario o dispositivo. Non ha batteria, si ricarica ad energia cinetica e può essere acquistato qui.

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Questa invece la configurazione software che ho utilizzato:

  • iOS 10.
  • Apple TV con tvOS 10.
  • Apple Watch con watchOS 3.

Qualche nota in relazione a questa parte del progetto:

  • Apple Watch è assolutamente facoltativo, ma permette di controllare anche sul polso i dispositivi associati.
  • L’applicazione Casa è disponibile a partire da iOS 10, su iOS 9 e 8 si fa tutto mediante Siri e applicazioni terze parti.
  • Apple TV è ugualmente facoltativa, ma necessaria per il controllo remoto da Internet. In alternativa va bene un iPad (con iOS 10) residente in casa e collegato al Wi-Fi e alla rete elettrica.

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Di seguito, infine, il procedimento che ho messo insieme per ottenere i risultati che vedete in foto:

1) Ho associato il Bridge Hue all’applicazione Philips Hue, poi aggiunto le tre lampadine, le lampade e il telecomando.
2) Ho creato una stanza denominata “Soggiorno” ed una “Zona Notte”, nella prima ho inserito virtualmente le tre lampadine, nella seconda le due portatili.
3) Ho impostato diversi scenari a partire dai pre-set disponibili, ad esempio uno per cenare, uno per rilassarsi con colori blu e verde, uno soffuso per la visione TV, uno per leggere a letto e così via.
4) Ho attivato il supporto di Siri, associato il Bridge ad HomeKit, poi sono passato all’applicazione Casa, che si è ritrovata tutta la configurazione precedentemente impostata. Questa è la maniera migliore per trovarsi tutto pronto, visto che HomeKit non ha scenari predefiniti e bisogna crearli ex-novo in maniera granurale.
5) Ho selenzionato gli scenari preferiti: i primi 8 compaiono nel Centro di Controllo su iPhone, i primi 10 su iPad.
6) Ho condiviso tutta la configurazione HomeKit con Manuela, invitandola a utilizzare i dispositivi e scenari col suo iPhone e account iCloud. Volendo è possibile dare autorizzazioni di modifica/aggiunta.

Qualche nota finale:

  • Per questioni di sensore fotografico del cellulare e di messa a fuoco, la luminosità che traspare nelle foto è più bassa di quella reale: con tre lampadine sono riuscito a illuminare in maniera soddisfacente il soggiorno, e con le due lampade a leggere tranquillamente in camera da letto.
  • Il controllo remoto mediante Apple TV o iPad in casa funziona se si è impostato lo stesso account iCloud.
  • Il controllo con Siri funziona sia nella stessa rete che in remoto, se uno scenario ha un nome che fa conflitto con
    altri comandi vocali di sistema (tipo la temperatura), basta aggiungere “scena” o “scenario” alla frase pronunciata.

Questo è quanto, le foto sono piuttosto esplicative e sicuramente estenderò la guida con ulteriori spiegazioni e dispositivi che ho provato.
Se vi va, condividete pure questo post del blog, per certificare tutti i caratteri scritti :)

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