Come ho scritto la recensione di The Last of Us

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Ogni tanto mi piace parlare di come ho scritto una recensione piuttosto importante ed attesa, l’ultima volta l’ho fatto per Ni no Kuni, adesso è il turno di The Last of Us, che si è beccato un bel 9.7 e mi ha convinto appieno, estasiato, esaltato….e fatto incazzare perché l’ho dovuto finire in pochi giorni.

Il titolo è arrivato infatti venerdì mattina, ho passato quindi il weekend a giocarlo, finirlo e provare i livelli di difficoltà più alti, inframezzando il tutto con un matrimonio e una donazione di sangue.
Lunedì ho provato il multiplayer e martedì ho scritto l’articolo, in un turbinio di emozioni e considerazioni da metabolizzare in così poco tempo, anche durante la notte.

D’altronde sono le cose belle e brutte del nostro lavoro, da un lato il trattare un argomento “frivolo”, la possibilità di viaggiare tanto e l’accesso ad una miriade di giochi prima del lancio, dall’altro il non goderseli sempre appieno, le responsabilità che ne derivano quando diventa appunto un lavoro e i tempi spesso strettissimi, quando non si contano le nottate passate a scrivere e i weekend bloccati per garantire che tutto vada bene.

Perché non ho dato 10 al gioco? L’intelligenza artificiale non è ai livelli altissimi come tutto il resto, i compagni del protagonista principale in particolar modo vengono ignorati completamente o quasi dagli avversari, cosa che in un paio di occasioni mi ha proprio infastidito perché ha spezzato l’atmosfera. Sia ben chiaro, per me un gioco non deve essere perfetto per avere il 10 ma in questo caso c’è spazio per migliorare con un eventuale seguito.

Come programma per prendere appunti ho utilizzato Write for Dropbox, che ha un’ottima interfaccia e soprattutto integrazione automatica con Dropbox, anche offline.
In questa maniera, quando ho cominciato a scrivere il pezzo su Mac mediante Byword, mi sono ritrovato in automatico tutto quanto scritto, e seguendo lo stesso concetto ho aggiunto piccoli pezzi anche in mobilità (o nel letto, il commento!) su iPad Mini, senza perdere tempo nella sincronizzazione.

Per scrivere il pezzo ho utilizzato il linguaggio di markup denominato Markdown, che permette di inserire grassetti, liste, paragrafi e altro con semplici scorciatoie di tastiera; alla fine del processo è possibile esportare tutto in html e inserire il codice ad esempio nel motore articoli di Multiplayer.it.

La stesura della prima bozza è venuta circa 22.000 caratteri, con le successive correzioni/aggiustamenti sono sceso a 20.000 caratteri secchi.

Anche in questo caso mi sono messo ad ascoltare la colonna sonora del gioco durante la recensione, in maniera tale da trovare un’ispirazione ed una concentrazione ancora maggiori.

Ad ogni modo questa è la recensione:

http://multiplayer.it/recensioni/119452-the-last-of-us-chi-sopravvivera-di-noi.html

E questa è la videorecensione:

Per me acquisto imprescindibile!

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