Che impatto avrà l’abbandono delle copie fisiche da parte di PlayStation

Pubblicatoil Lug 1, 2026

Dal primo gennaio 2028 i giochi pubblicati sulle console PlayStation saranno solo in formato digitale. Da capire se comunque ci saranno scatole vuote con codice in stile GTA VI oppure scompariranno pure quelle in favore di una semplice card con codice, ad esempio.

Era inevitabile vedendo le statistiche che vedono oltre l’80% delle persone comprare solo digitale anche sulle console Sony, se poi buttiamo un occhio alla situazione PC il quadro è ancora più chiaro. L’unica eccezione anche in relazione alle statistiche è Nintendo, che potrebbe prolungare quindi il periodo prima della morte definitiva del formato fisico.

Questo annuncio ci dice anche che PlayStation 6 potrebbe arrivare proprio nel 2028 e ovviamente senza lettore ottico, ma il periodo potrebbe variare tra prima e dopo in relazione alla crisi derivata dalle RAM e alla gente che usa l’IA anche per scrivere i post più banali su Facebook (e ce ne sono tanti anche tra gli amici che ho :D).

Ad ogni modo, da persona che compra solo titoli in digitale da parecchi anni, avverto un po’ di nostalgia per le copie fisiche che furono, viceversa ho adottato questo metodo di acquisto perché più comodo e ho sempre avuto allergia alle copie fisiche degli ultimi due lustri, fatte di plasticaccia senza manuali, al di là di qualche bella SteelBook.

C’è da dire altresì che i prezzi del digitale su console sono molto più alti rispetto a quelli di Steam, Epic e così via, di conseguenza si sta ammazzando l’usato rendendo l’acquisto su console meno conveniente: con le console che da PS4 sono sempre più simili ai PC come sviluppo e hardware, il rischio è di perdere utenti, non di guadagnarli.

In tal senso auspico che qualcuno si inventi un modo sensato per l’usato digitale, poiché così come le licenze possono essere revocate (Sony docet, di nuovo) sarebbe corretto poterle rivendere (trasferire) tra account, magari anche con un sistema gestito a monte dal produttore, se non si vuole lasciare lo spazio alla libera compravendita.

Non è niente di complesso, basta solo svilupparlo e lavorare anche per i consumatori.