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Da poche ore in Giappone PlayStation ha compiuto venti anni dal lancio sul mercato giapponese.
Un ventennio nel quale Sony è riuscita a creare delle console che hanno contribuito all'affermazione dei giochi in tre dimensioni, alla diffusione presso il pubblico di massa, ad ospitare dei veri e propri capolavori che hanno spaziato tra diversi generi, un numero enorme al quale ognuno è legato in maniera differente.
Dopo tanto tempo e quattro console il brand PlayStation può considerarsi indipendente dal proprio produttore e sinonimo di videogiochi alla pari di SEGA e Nintendo – magari non così romantico e con mascotte meno radicate nell'immaginario collettivo – al punto che tanti giocatori sono nati e cresciuti durante questa generazione, per andare magari a ritroso e scoprire le pietre miliari che appartengono alla storia dei videogiochi fin dagli albori.
Personalmente ho un ricordo estremamente agrodolce della prima PlayStation: venivo da anni di PC e console Nintendo/Sega, mi sono avvicinato con molto scetticismo alla prima versione di Sony ma sono stato travolto dalla caterva di titoli (soprattutto picchiaduro e JRPG) che nella mia adolescenza hanno monopolizzato parecchie ore del tempo libero. Ci sono stati diversi momenti non proprio esaltanti che si sono avvicendati durante questi venti anni e personalmente il mio rapporto d'amore videoludico è stato più intenso con Commodore 64, Mega Drive, Dreamcast e Gamecube; le console PlayStation però sono state sempre lì, senza mollare un colpo, offrendomi tanto da giocare e titoli (inutile fare una lista, sarebbe enorme) che considero fondamentali per la mia cultura videoludica.

Domani partirò alla volta di Londra per un evento in grande stile dedicato a questo compleanno e per vedere, presumibilmente, i titoli che saranno annunciati/mostrati al PlayStation Experience di Las Vegas.
Nel frattempo ripropongo il nostro Punto Doc che abbiamo realizzato per il lancio di PlayStation 4, che mai come adesso è perfetto per festeggiare i 20 anni del brand:

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