Diamant e un isolotto sperduto in mezzo al mare…

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Quindici giorni sono davvero ideali se si viene in un posto come Martinica, questo perché l’isola è grande e ci sono un bel po’ di spiagge differenti da visitare, fotografare e “abbracciare” per abbronzarsi. Non ci si stanca mai, quindi, e male che vada nell’entroterra ci sono diversi musei e scarpinate da fare, come quella di oltre 8 Km sul monte Pelèe.

I protagonisti di questo post sono Diamant e Le Robert, che abbiamo visitato in due giorni differenti. Il primo è un dipartimento che si estende a sud ovest e comprende diverse spiagge caraibiche molto selvagge, con acqua pulitissima e magari in insenature dove è possibile prendere moto d’acqua, canoe o fare giri in catamarano. Ospita anche il museo delle conchiglie, del quale ho parlato in un precedente post, e merita sicuramente una visita se vi trovate nella parte centro o sud dell’isola.

L’indomani ci siamo diretti verso Le Robert, insenatura enorme che si trova invece sulla costa est atlantica e stracolma di bar e pasticcerie. La cosa interessante è che al largo ci sono diversi isolotti raggiungibili solo con le barche, alcuni con spiagge da sogno bianchissime, altri riserva naturale inaccessibili. Al centro turistico ci siamo fatti dare alcuni numeri di pescatori a disposizione per la traversata, ne abbiamo chiamato uno che al costo di 12 euro per persona (andata e ritorno) ci ha portato a Ilet-Madam, dove abbiamo preso il sole fino al tramonto e fatto il bagno in un mare davvero eccezionale.

Cosa importante, se non si parla francese (e a questo giro ci ha pensato Manu, fortunatamente) diventa un bel problema muoversi e scoprire diverse cose, lasciando tutto alla sperimentazione.

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