Proprio oggi ho completato l’acquisto di tutta la discografia dei Daft Punk su iTunes (il miglior album per me è Discovery, seguito a strettissimo giro dal primo, Homework, e da alcune tracce di Human After All, come Make Love e Technologic) e mi sono reso ancora una volta conto di come il digital download stia prendendo sempre più piede, anche se è ancora di molto lontano dalle stratosferiche cifre che fa la pirateria.


caveperson.

Pur possedendo (oramai :D) film, videogiochi e altre proprietà intellettuali originali, non mi nascondo certo come quei bigotti che vogliono far credere che in vita propria si sono serviti solo e unicamente di media regolarmente acquistati o che si scandalizzano per chi scarica…al contempo sono sicuro che il download digitale sia uno dei mezzi principali per arginare un fenomeno impossibile da debellare non solo per colpa degli utenti, ma anche spesso dalle cosiddette major.

Vedendo strumenti come iTunes per la musica oppure i vari Steam, Wii Ware, PSN e XBLA per i videogiochi e ancora (ma per quanto mi riguarda in Italia siamo ancora eoni indietro, indi per cui mi butto ancora su DVD/Blu-ray) le piattaforme per l’acquisto di film, credo proprio che il digital download debba puntare su due concetti molto semplici, semplicità d’uso e prezzi contenuti, almeno nella forma.

Nel primo caso iTunes e derivati insegnano, estrema facilità per trovare e acquistare quello che si vuole, possibilità di pagare istantaneamente con schede prepagate oppure carte di credito, attrattiva dell’interfaccia e servizi a disposizione per valutare meglio cose che magari non si conoscono, tutto in maniera tale da rendere l’acquisto legale più veloce e con meno sbattimento.

Nel secondo caso offrire contenuti a prezzi aggressivi permette di colpire quella fetta di persone che vive nel limbo tra legalità e illegalità, e magari le microtransazioni, come ad esempio la possibilità di scegliere una canzone a 99 centesimi anzichè tutto un album a 12 euro, permettono di effettuare acquisti più a cuor leggero, anche se magari la somma delle parti rimane la stessa.

Certo, è vero, permane il problema del collezionismo, il giustificare ad esempio cosa farsene di una traccia musicale regolarmente acquistata ma priva quasi di identità. Ebbene, io ragiono in questa maniera, quando mi passa sottomano un prodotto di qualsiasi genere, che ritengo degno di essere chiamato tale e che soprattutto apprezzo aldilà di una valutazione superficiale, mi sento in dovere di pagarlo e di premiare quindi chi l’ha concepito, manifestando il mio gradimento proprio con l’acquisto.

Il discorso ad ogni modo è ancora più complesso, e forse proprio per questo non arriverà mai ad una soluzione in un verso o nell’altro, ma a me basta sapere che una persona, nel momento in cui faccia una qualsiasi azione, abbia coscienza e amor proprio di quello che sta facendo, gli sciacalli, invece, sono alquanto fastidiosi :)