Ci pensavo non appena sono arrivato qui per le prime due settimane di vacanza, quando mi sono dimenticato TUTTI i costumi che ho a Terni, dopo aver preparato una valigia certosina con tutto quello che serviva, quello che avevano richiesto i miei e con alcune cose già per la trasferta successiva di Lipsia. Quasi perfetta quindi, con una cosa specifica mancante. Una costante che accompagna spesso quello che faccio nel lavoro e nella vita, dove magari raggiungo l’eccellenza (niente megalomania, mi riferisco alle cose in cui sono bravo e che cerco di fare, per le restanti la bravura sta nell’arrangiarsi o evitarle) ma non la perfezione.

Tipo quando fai l’esame della patente guida ad occhi chiusi e in pochissimo tempo, e lo passi con un errore solo (stupido), oppure al calcetto, partita dove fai un mucchio di goal, e poi prendi il palo all’ultimo secondo sul risultato di parità (:D), oppure in altre decine di esempi di meno futili che hanno caratterizzato la mia vita in questi 28 anni.
Non a caso, all’Università (2 to go.. cit.), ero chiamato MR 29 (ai Campani: fate poco i simpatici con la cabala Napoletana :D) grazie a ben quattro esami superati con questa votazione, e sempre per qualche sciocchezza superabile fatta allo scritto o in risposta alle domande.

Sia ben chiaro, questo è un non problema perché fortunatamente in quello che mi piace la base è molto alta, ma talvolta mi rendo conto che basta davvero poco, un po’ più di attenzione, precisione (chiamatela come volete) per ottenere il tanto agognato “perfect score”.

Perché ho scritto queste quattro righe? Pour parler sul mio blog, e perché sarà derivato dal fatto che la vita, per quanto responsabilmente, non riesco a prenderla in maniera eccessivamente seria, mannaggia sti giochini :)

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