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Il titolo è volutamente forte, ma pieno d’amore nostalgico verso un brand col quale sono cresciuto dal punto di vista telefonico, e che a partire da oggi non sarà mai più come prima.
Si è conclusa, infatti, l’acquisizione della divisione hardware e brevetti da parte di Microsoft, per una cifra complessiva superiore ai sette miliardi di dollari, se vogliamo nemmeno troppo alta considerando la grandezza di un tempo del produttore finlandese e che, ad esempio, Facebook ha acquisito Whatsapp per una cifra pari a più del doppio.

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Quando gli smartphone erano solo un miraggio o tentativi più o meno maldestri, Nokia dominava la scena con cellulari affidabili, resistenti e per tutti i gusti; ricordo ancora chiaramente il primo acquisto dei miei genitori, un Nokia 1011 dal costo di oltre un milione di lire e con antenna esterna, poi il 3310 indistruttibile ed economico che mi ha accompagnato davvero per molto tempo.
Da allora ne ho posseduti parecchi, ho vissuto la fase “cool” dei Motorola Startac e quella del primo Samsung a colori (SGH-C100), sempre inframezzati da cellulari Nokia fino alla sere E col sistema operativo Symbian, che allo stesso tempo mi soddisfaceva perché riuscivo a creare cartelle, gestire file e altro, ma sorprendeva in negativo per il fatto di essere macchinoso e così tanto differente come utilizzo rispetto ad un PC o un portatile.

Ricordo che ero affascinato dai metodi di lavoro di questo produttore finlandese, l’estrema libertà per tutti i suoi dipendenti (molti alle 16 già staccavano e si godevano il resto della giornata) e la filosofia vincente in termini di produzione e comunicazione…fino all’arrivo di iPhone e degli altri smartphone.

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Un immobilismo che se vogliamo ha dell’incredibile, la testardaggine di rimanere su Symbian ancora per troppo tempo, mentre iOS e Android diventavano irraggiungibili per potenza di fuoco e in pochi anni anche economica.
Il tutto mentre avveniva la transizione dai cosiddetti “feature phone” agli smartphone, abbracciata in ritardo con i Nokia Lumia, cellulari davvero di buona fattura e vera copertina per il terzo incomodo, Windows Phone.
Già diverso tempo fa auspicavo invero un abbandono da parte di Microsoft degli altri produttori in favore di un’integrazione al 100% tra software e hardware, la maniera migliore per dire la propria in un mercato con due esponenti già molto forti.
Ed infatti evitando di farne una questione di cuore e affezione la mossa della casa di Redmond è perfettamente giustificata e probabilmente la migliore possibile, quella di servirsi di un brand (Lumia) in crescita ed un sistema operativo che seppur ancora molto carente in termini di ecosistema comincia a rappresentare un’alternativa da prendere in considerazione, amplificata appunto da dispositivi hardware di ottima qualità costruttiva e che puntano su buone fotocamere e schermi. Sono curioso a tal proposito di vedere come si comporteranno Samsung, HTC e gli altri che hanno tra le proprie fila smartphone con questo sistema operativo, fossi in Microsoft – ma è una pura idea personale – abbandonerei in toto la concessione in licenza di Windows Phone e mi concentrerei per ottenere il massimo “in casa”.

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Cosa dovrebbe rimanere di Nokia in quanto marchio, invece? La sua infrastruttura di rete, il reparto di licensing e il servizio Mappe/GPS Here, che seppur valido è ben lungi dall’essere famoso e tangibile per la grande massa, senza contare che si trova in un mercato dominato da Google Maps e inseguito anche da altre soluzioni, compresa quella di Apple che si fa forte di centinaia di milioni di dispositivi iOS.

Le sensazioni che ho maturato riguardo questa acquisizione non sono molto dissimili a quelle provate dopo la dipartita di SEGA dal mondo hardware delle console, seppur basate su presupposti diversi…Nokia continuerà a vivere, ma non rappresenterà mai più lo stesso per me, ne un qualcosa di cui interessarmi più di tanto.

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