Da buon appassionato di tecnologia e novità mi sono subito fiondato nell’acquisto e nel download (dopo il dovuto backup ovviamente e ancor prima che comparisse nella pagina principale di Mac App Store :D) dell’ultima versione di OS X, Lion, perché incuriosito dalle novità e da alcune funzionalità potenzialmente ottime per aumentare la mia produttività.
Come ben noto oramai Lion sancisce un primo tentativo di avvicinamento verso iOS di iPhone e iPad, con lo scopo ultimo di rendere il comportamento di entrambi i sistemi operativi simili e permettere alla persone che magari hanno Windows o Linux di passare più facilmente al Mac dopo aver sperimentato un precedente dispositivo mobile di Apple.

Il risultato attuale, dal mio punto di vista, è riuscito a metà ed è passibile di diversi miglioramenti prima di reputare Lion un’evoluzione migliore al 100% di Snow Leopard.

Partiamo dalle note positive, diversi elementi grafici mutuati da iOS sono vincenti, lo stile più sobrio ma non per questo privo di anima rende l’interfaccia più bella da vedere, adorabile poi il fatto che le applicazioni già aggiornate (ad oggi la maggior parte di quelle Apple più qualcuna esterna come Reeder, di gran lunga il migliore lettore di feed RSS disponibile su OS X) non abbiano la barra di scrolling visibile, che appare solo quando si scorre e in maniera molto meno intrusiva, caratteristica che aumenta il focus sul contenuto.
L’autosave dei documenti e le versioni diverse memorizzate sono ottime in chiave produttività, Mail ha subito un grosso restyiling che una volta assimilato è nettamente superiore (magari memorizzando gli shortcut da tastiera, male che vada si può ritornare all’interfaccia classica), Safari è più reattivo e gestisce meglio sicurezza e memoria (attenzione, diverse estensioni non vanno ancora e quindi necessitano di aggiornamento), Mission Control permette di gestire tutte le finestre aperte in maniera molto più coerente ed ordinata, Air Drop è ottimo per passaggio rapido di file.
Dulcis in fundo le gestures associate al trackpad oppure al magic mouse sono ottime per muoversi più velocemente, alcune necessitano di un minimo di configurazione ma alla fine si è molto più veloci che in Snow Leopard.

Ci sono diverse incongruenze e bug derivati dal cambio però, la traduzione in italiano non è sempre impeccabile soprattutto come impaginazione, un paio di volte Mail mi si è chiuso semplicemente accedendo ad un menu secondario e la modifica dei font sembra non funzionare all’interno del programma.
Le diverse novità relative all’interfaccia sono state inoltre accompagnate da qualche “dimenticanza”: l’introduzione delle versioni ha portato in dono la scomparsa del salva con nome. Bene, adesso c’è la voce esporta per creare un nuovo file rinominandolo…peccato che non esista lo shortcut di tastiera per richiamare questa funzione e si debba raggiungerla con il cursore del mouse in maniera molto più lenta!

Il full screen non l’ho trovato utile per come utilizzo io le applicazioni; a parte qualche implementazione fuori da ogni concetto di usabilità -in Mail quando creo una mail in full screen non posso tornare alla lista delle email stesse in maniera del tutto simile a come accade su iPad, senza senso- l’isolamento visivo è eccessivo così come la navigazione tra finestre più lenta; probabilmente chi utilizza molto Spaces oppure ha un schermo piccolo troverà questa funzione più utile, fatto sta che già sul mio Macbook Pro 15″ non mi ha convinto.
Lo scrolling inverso come su iOS invece l’ho disattivato dopo un’oretta di utilizzo, una cosa è utilizzarlo con il touch, dove sembra che tu agisca direttamente sullo scorrimento della pagina, un’altra invece quando utilizzi uno strumento che fa da tramite con il video, dove questo tipo di scorrimento appare molto meno naturale.
Per quanto riguarda le applicazioni bocciate abbiamo iCal, con un colore scelto bruttissimo e la sua poca duttilità se si posseggono calendari multipli, e soprattutto Launchpad, la nuova applicazione per lanciare applicazioni in maniera identica alla dashboard di iOS, che ho prontamente detronizzato.
Posso capire che possa servire come punto di raccordo per chi si avvicina la prima volta ad OS X e magari già possiede un cellulare o tablet Apple, ma con molte applicazioni è praticamente inutile, in generale è lento ed esistono modi nettamente più veloci per lanciare programmi, a partire perfino dal Finder fino ad arrivare a Spotlight, con la soluzione definitiva rappresentata dal programma esterno Launchbar, che consiglio caldamente a chi può spendere una ventina d’euro e che si troverà anche diverse funzioni per raggiungere i file, avere una clipboard più estesa e tante altre cose fighissime.

Questo è quanto per adesso, Lion sicuramente ha dalla sua il prezzo irrisorio e alcune cose che già sono sicuro non mi faranno mai tornare indietro su Snow Leopard. Il consiglio generale è però quello di aspettare il rilascio del primo aggiornamento (10.7.1) che presumibilmente risolverà la maggior parte di questi piccoli bug e incoerenze dell’interfaccia, per adesso direi che il nuovo OS X è indirizzato agli early adopters e agli entusiasti che non ce la fanno proprio ad aspettare.