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Qualche ora fa Apple ha annunciato i sistemi operativi OS X Yosemite per Mac e iOS 8 per iPhone/iPad, entrambi saranno disponibili questo autunno mentre a partire da subito è possibile scaricare le versioni beta per gli sviluppatori.
Proprio verso questi ultimi sono rivolte le novità maggiori, che andranno a creare nei prossimi mesi scenari davvero interessanti.

OS X come previsto diventa una release annuale e completamente gratuita, la prima cosa che si nota è il passaggio ad un look più piatto e moderno in stile iOS 7, con tanti piccoli cambiamenti alcuni dei quali ricordano Windows Vista, ma moderni, ed altri che invece voglio vedere in prima persona, per capire se c'è stato un miglioramento in termini di piacevolezza estetica.
Per quanto riguarda le funzionalità il rilascio annuale ne ha ovviamente diminuito la quantità, ma il Centro Notifiche adesso ospita i Widget di terze parti, che potrei ricominciare a riutilizzare dopo anni di critiche all’applicazione Dashboard, e Spotlight aggiunge nuove funzionalità intelligenti, che per quanto mi riguarda non sono sufficienti a farmi abbandonare Alfred e i suoi grandiosi workflow.

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I punti importanti di questa versione di OS X sono però due, e tutti legati all'integrazione a doppia mandata con iOS.
A differenza ad esempio di Microsoft, che ha deciso di creare un sistema operativo per tutti i dispositivi, Apple sta puntando sulla continuità dell'esperienza su dispositivi differenti, sul fatto di "sentirsi a casa" come interfaccia e funzionalità di base, ma sfruttando le caratteristiche peculiari di ogni hardware col quale si interagisce.
Una differenza importante, OS X rimane il luogo per essere produttivi ai massimi livelli, ma grazie alla caratteristica "Continuity" è possibile continuare il lavoro su iOS e viceversa, rispondere ad SMS e chiamate anche su Mac, inviare documenti con estrema facilità.
Con Airdrop che finalmente (!) diviene compatibile per lo scambio file tra iOS e OS X, iCloud Drive finalmente (!) diventa un file system a tutti gli effetti, con la possibilità di essere consultato esternamente e permettere lo scambio di file tra app differenti. Un chiaro "attacco" diretto a Dropbox, tra l'altro con tariffe per estendere lo spazio a disposizione più vantaggiose.

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Con il Keynote appena concluso, infatti, Apple pare aver preso il meglio di alcune startup di successo, ed averlo integrato a livello di sistema; in aggiunta, ha cominciato a far fruttare le diverse mini-acquisizioni (oltre venti) avvenute negli ultimi anni.
iOS 8 è l'esemplificazione più chiara di questa strategia, i cambiamenti estetici ci sono ma minimi rispetto alla rivoluzione dello scorso anno, iMessage diventa a tutti gli effetti come Whatsapp e Snapchat messi assieme, ma appunto integrato a livello di sistema e con gli SMS; l'applicazione per le foto salva tutto anche su iCloud, che diventa Drive anche qui, le notifiche finalmente permettono interazione maggiore e i widget trovano spazio sulla lockscreen ma non sulla dashboard, per precisa scelta da parte della casa di Cupertino. E poi il timer della fotocamera, esposizione e fuoco separati, i bundle di acquisto delle app e altro.
Tutte novità interessanti in termini di comodità o già viste altrove, quello che è successo però durante il Keynote è un'apertura di Apple verso gli sviluppatori mai vista prima, che per certi versi ha dell'incredibile perché arriva senza sacrificare (sulla carta) la sicurezza che l'ha sempre contraddistinta rispetto ad Android.

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A parte il family sharing super gradito, non mi sarei aspettato ad esempio il supporto alle tastiere terze parti a livello di sistema (adoro Swype su Android).
La possibilità tra le applicazioni di "parlarsi" ed interagire tra loro è stata fatta poi alla maniera di Apple, forse più limitata, ma più comoda ed usabile: se un'applicazione ne chiama in causa un'altra, quest'ultima fornisce direttamente all'interno dello spazio della prima un sottoinsieme di funzionalità; ad esempio l'applicazione foto può invocare i filtri di Instagram, utilizzarli e poi chiuderli, senza dover lanciare fisicamente Instagram stesso.
Le altre applicazioni come estensione, quindi, assieme a due altre grosse novità finali: le nuove librerie 3D per "dialogare" con l'hardware in maniera più efficiente e senza OpenGl, e Swift, un nuovo linguaggio di programmazione che va a sostituire Objective-C ed è più moderno, oltre che facile e potente.

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In cosa si traducono tutti questi annunci? Nella volontà di Apple di portare videogiochi e applicazioni 3D prima o magari solo su iOS, grazie alla maggiore potenza e flessibilità a disposizione; nel caso di Swift questa cosa si estende alle applicazioni, non a caso su Twitter le decine di sviluppatori che seguo sono letteralmente impazziti per novità da un certo punto di vista epocali.
Per gli utilizzatori finali si dovrebbero tradurre in applicazioni future più varie, complesse e flessibili, una nuova era di sviluppo che dovrebbe rendere da un lato iOS più produttivo e utile nella vita di tutti i giorni, dall'altro OS X come la sua naturale estensione quando le cose cominciano a farsi serie dal punto di vista creativo e lavorativo. Per adesso sono supposizioni, ma basteranno pochi mesi per appurare se diventeranno realtà.

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