Da qualche anno Apple ha deciso di rendere il proprio sistema operativo “desktop” gratuito, aggiornandolo a cadenza annuale con funzionalità più o meno importanti. Scelta che condivido appieno nell’ottica di rimanere al passo con i tempi, e seppure tante nuove leve si stiano spostando pesantemente su tablet e smartphone, ritengo questo segmento di mercato ancora importante. Per le prestazioni, la tastiera fisica e per gli schermi di dimensione e qualità maggiori. Personalmente ho trovato il giusto compromesso in un portatile da 13″ sufficientemente leggero, con un ottimo schermo e tanta Ram; sono grande fan degli shortcut di tastiera e quando scrivo / mi diletto in lavori leggeri di editing, non c’è paragone rispetto al resto, seppure da appassionato di tecnologia utilizzo pesantemente anche smartphone, tablet ed altri dispositivi tecnologici.
Fatte queste dovute premesse, da qualche settimana sto provando la beta pubblica di macOS Sierra, nuova iterazione del sistema operativo Apple che ha visto il cambio di nomenclatura da OS X. Si tratta della beta numero quattro, e tutti possono scaricarla iscrivendosi al sito dedicato creato dalla casa di Cupertino.

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Come fatto per iOS 10 e watchOS 3, ecco le caratteristiche che mi sono piaciute maggiormente:

  • Tutte le finestre multiple delle applicazioni che le supportano possono essere convertite in tab all’interno di un’unica schermata, per un’organizzazione e un ordine migliori.
  • Il Picture in Picture dei video è disponibile per gran parte dei siti che si navigano in Safari.
  • Con Continuity adesso è possibile sincronizzare il testo in memoria tra iPhone, iPad e Mac nelle vicinanze: si copia da una parte, si incolla dall’altra.
  • Apple Music ha un’interfaccia decisamente più chiara e leggibile, con la propria libreria consultabile da subito, e ad esempio Playlist e musica scaricata ad un tap di distanza.
  • Finalmente è possibile condividere le note con altre persone, la cosa capita a fagiolo perché ho interrotto l’utilizzo di Evernote dopo l’aumento di prezzo e riduzione del numero di dispositivi nella versione gratuita.
  • Safari è ancora più efficiente nel gestire i tab e i processi che consumano troppa batteria e risorse della CPU.
  • È possibile sbloccare il Mac semplicemente avvicinando Apple Watch con lo stesso account iCloud impostato.
  • iMessage si è adeguato alle ultime tendenze dei programmi di messaggistica e molto bene, con Emoji più grandi, la possibilità di mandare messaggi animati e scritti “a mano”. Ci sono anche le gif da cercare e inviare, ovviamente.
  • L’applicazione Foto ha un algoritmo interessante per riconoscere oggetti e animali nelle foto, è più veloce e propone una sezione dedicata agli album di alcuni viaggi intrapresi, sfruttando le informazioni GPS. Attualmente la utilizzo per archiviare e catalogare oltre 12.000 foto.
  • La velocità e la reattività nelle attività quotidiane sono sempre ottime, anche sul mio portatile di oramai 3 anni fa.

Mancanze clamorose non ce ne sono, a me macOS piace tanto come sistema operativo e per questo è il mio sistema operativo principale rispetto ad esempio a Windows 10; ovviamente ho demandato la parte videogiochi a quest’ultimo e mi sono rassegnato all’assenza di alcuni programmi specifici presenti solo sul software della casa di Redomond.

Se i commenti classici non ti piacciono, scrivimi su Twitter: @Tanzen.