La prima fase dell'E3 è ufficialmente finita, quella delle conferenze prima della fiera vera e propria. È la parte più divertente ed esaltante delle nostre trasferte, perché ci sono ritmi meno serrati ed è possibile assistere dal vivo a tanti nuovi annunci, vivere l'esaltazione dei presenti, avere un quadro completo di cosa uscirà nei mesi (anni) a venire.
Ad aprire le danze ci ha pensato Bethesda, con una conferenza abbastanza ritmata che ha visto in Doom e Fallout 4 i picchi più alti: il primo mi è piaciuto perché abbandona velleità "strane" per riabbracciare le atmosfere originali, ed è cruento come e quanto basta; il terzo capitolo di Fallout mi aveva completamente risucchiato in un vortice fatto di decine di ore, compresi tutti i DLC; il quarto capitolo sembra partire da tali basi per offrire contenuti ancora più completi, un crafting e una personalizzazione decisamente più complessi e la solita incredibile avventura che ha pochi eguali in termini di narrazione e carisma, con l'unica pecca per quanto mi riguarda di una gamma di colori un po' troppo satura per lo stile di gioco.

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Dei produttori di console Microsoft è stata la prima a confrontarsi con il pubblico, con una presentazione che ha lasciato spazio a pochi fronzoli e favorito il susseguirsi di titoli vecchi e nuovi, sotto forma di trailer oppure di gameplay vero e proprio. Rise of Tomb Raider è stato il picco per quanto mi riguarda: ho apprezzato non poco il titolo precedente soprattutto nell'incarnazione Full HD, e il nuovo titolo di Crystal Dynamics sembra migliorare tutto quanto di buono fatto in precedenza, con un design di Lara semplicemente eccezionale. Decisamente meno impressionante Gears 4: sono un fan enorme della saga, ma la scelta dell'ambientazione notturna e del tipo di demo non è stata delle più felici: simile nelle dinamiche ai precedenti capitoli, poco ispirata e non in grado di emozionare. In generale la conferenza della casa di Redmond ha offerto tanti momenti interessanti che hanno catturato l'attenzione del pubblico – vedi la retrocompatibilità con Xbox 360 – ma è mancata quella bomba o accadimento in grado di emozionare durante la visione, rendendo la conferenza piuttosto standard. Bisogna però dire che oramai la console sia sulla strada giusta sia in termini di esclusive, migliori della concorrenza per questa seconda parte dell'anno, sia per quanto riguarda lo sviluppo indipendente, con perle fantastiche come Cup Head, Below e diversi altri.

Electronic Arts ha scelto un'impostazione non proprio eccezionale per la propria conferenza, poco ritmata e con momenti assolutamente evitabili (è arrivato Pelé) che hanno distolto in parte l'attenzione da ottimi titoli come Mirror's Edge Catalyst, Need for Speed e FIFA. Peccato per il nuovo Mass Effect, che avrebbe meritato più spazio e un maggiore approfondimento.

La presentazione di Ubisoft è stata decisamente più ritmata, con un mix di titoli che pone la casa franco-canadese come l'unica vera antagonista allo sviluppo americano: titoli come Ghost Recon, Assassin's Creed Syndicate, South Park: The Fractured but Whole (ho adorato il primo capitolo) e altri sono lì a dimostrarlo.

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Ma arriviamo al piatto forte della giornata, la conferenza Sony di questo E3 2015 è stata una delle migliori che mi sia mai capitato di vedere in tanti anni di onorato servizio, un susseguirsi di emozioni, annunci sperati ma inaspettati, nuovi giochi e tanto gameplay, senza perdersi in fronzoli e allungare la conferenza oltre il necessario.
Quello che mi ha steso letteralmente è stata la tripletta rappresentata da The Last Guardian, il remake di Final Fantasy VII e il supporto da parte di Sony allo sviluppo di Shenmue 3. In pratica tre dei titoli che aspettavo di più in assoluto, col primo arrivato giusto in tempo prima di perdere ogni speranza e fantasticamente ispirato come i primi due giochi di Fumito Ueda; un remake che mi ha risollevato il morale dopo la trollata di Square Enix lo scorso dicembre, una serie verso cui sono estremamente legato e della quale posseggo i primi due titoli in edizione limitata per Dreamcast, nella speranza che il tempo non sia galantuomo in negativo col prossimo. Allo stesso tempo una mossa di marketing e di attenzione verso gli utenti eccezionale, perché il produttore giapponese ha accontentato le richieste di una larga fetta di giocatori, e ne guadagnerà anche come credibilità e affezione al marchio.
Uncharted 4 sembra essere semplicemente di un altro pianeta, Horizon ha un immaginario fantastico e qualche idea interessante, Dreams rappresenta la scommessa di Media Molecule e finalmente No Man's Sky comincia a prendere forma e a far capire di che pasta è fatto…Sony è stata molto abile a "mascherare" a livello di comunicazione la propria debolezza in termini di esclusive da qui a fine anno, con una Xbox One molto più agguerrita; altresì sembra voler puntare sui titoli multipiattaforma come cuscinetto in attesa del 2016, con diversi giochi che sono stati posizionati a livello di percezione e marketing come più vicini a PlayStation 4, nella speranza che vendano di più sulla console di Sony.
Il tutto senza citare né annunciare o mostrare titoli come Wild, Gran Turismo, Rime, l'espansione di Bloodborne, il titolo di Santa Monica o quello di Quantic Dream…il produttore giapponese è davvero riuscito a creare e coccolare una moltitudine di sviluppatori interni che oramai possono essere considerati tra i migliori in assoluto sulla piazza.

Io continuo a piangere di gioia, però, per il trittico che ho citato qualche riga più sopra.

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