Con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia ho finalmente giocato Uncharted: L’Eredità Perduta, titolo che inizialmente doveva essere un contenuto scaricabile di Uncharted 4, poi si è trasformato in una produzione a se stante anche piuttosto corposa.

Sono un grande estimatore della saga di Naughty Dog, ma anche tra quelli che pensano che oramai abbia detto tutto, perlomeno nella forma attuale. Per questo mi sono approcciato a questo capitolo un po’ scettico, ma in gran parte ricreduto grazie al cambio di ambientazione, alcune trovate di gameplay e al rapporto tra Chloe e Nadine.

Nella fattispecie ho notato una varietà di dialoghi se vogliamo ancora superiore a quella di Uncharted 4, soprattutto per come sono stati contestualizzati all’interno dei momenti dell’avventura: le due protagoniste appaiono vive e credibili anche se poi al comando del pad c’è il giocatore. La mappa che ad un certo punto si “apre”, con la possibilità di esplorare i vari avamposti nell’ordine voluto, è una bella trovata, il ritmo poi rimane sostenuto nelle battute finali con il treno che richiama quello del secondo capitolo, in aggiunta all’inseguimento in Jeep.

L’India infine è un’ambientazione affascinante, il motore grafico ancora oggi dopo un anno rimane impressionante, con scorci meravigliosi amplificati dall’utilizzo dell’HDR e della risoluzione leggermente accresciuta su PlayStation 4.

Un vero e proprio piacere per gli occhi, ho apprezzato anche i numerosi filtri aggiuntivi che possono essere utilizzati per rigiocare l’avventura. Qui di seguito ci sono quattro esempi relativi alla stessa scena, 8 bit, ASCII, tricroma e Cel Shading:

Ho finito Uncharted: l’Eredità Perduta in circa 10 ore a livello difficile, Naughty Dog è riuscita ancora una volta a sfornare un’avventura di livello che consiglio senza riserve in relazione al prezzo di 40 euro.

Spazio a tutti gli altri momenti che ho immortalato, purtroppo l’impossibilità di mostrare l’HDR ne mitiga un po’ la bellezza!