Il Tokyo Game Show è la fiera asiatica più importante dedicata ai videogiochi, con una interessante appendice legata ai cosplay; un tempo si svolgeva due volte l’anno, in primavera ed autunno, e per certi versi era in grado di rivaleggiare addirittura con l’E3 di Los Angeles, nel periodo in cui gli sviluppatori giapponesi erano i veri e propri mattatori della scena videoludica.
Al giorno d’oggi la situazione è parecchio differente, le novità sono in numero inferiore e non di rado dedicate al solo mercato del Sol Levante; rimane intatto però il fascino, il colore e divertimento, con qualche super titolo di interesse anche occidentale che si manifesta prima o durante i giorni di fiera.
Anche il clima settembrino è cambiato rispetto a qualche anno fa: di solito sempre parecchio caldo ed umido, nelle ultime edizioni più fresco come temperatura e piovoso, egualmente umido. Rimane un discreto periodo per visitare il Giappone, anche se i mesi di marzo e aprile sono di gran lunga quelli migliori, anche per il fantastico sbocciare dei ciliegi: per me è sempre buon momento per visitare questo paese, ma probabilmente non faccio testo perché lo vedo un po’ come la mia seconda casa.

2014-09-12 17.14.54 HDR_watermark

2014-09-12 17.51.28-2_watermark

2014-09-13 13.07.00_watermark

IMG_5878_watermark-1

2014-09-12 19.16.39_watermark

La trasferta di Multiplayer.it si dipana solitamente su 7-8 giorni: partenza il sabato con arrivo la domenica, il fuso orario è di sette ore avanti rispetto all’Italia (otto durante l’ora legale); il martedì ci sono i primi appuntamenti, solitamente una conferenza di Sony e magari un evento serale. Il mercoledì da anni c’è il classico giro presso gli studi di sviluppo di Bandai Namco, che presentano in forma giocabile e non un po’ di titoli di sviluppo; ogni tanto a rotazione fanno capolino eventi ed appuntamenti di Square Enix, Tecmo Koei, SEGA e altri, prima dell’arrivo della fiera vera e propria.
Il Tokyo Game Show si dipana su quattro giorni, dal giovedì alla domenica: i primi due sono dedicati al trade e alla stampa, gli altri a tutti, con prezzi attorno ai 10 euro. Le file in realtà ci sono da subito e viene fatta poca distinzione sullo Showfloor tra chi deve lavorare e chi è semplicemente curioso di provare i giochi; quando la fiera è aperta al pubblico diventa puro delirio, all’interno del quale si fa fatica perfino a camminare.
Personalmente è il dodicesimo Tokyo Game Show al quale prendo parte: la base operativa e l’albergo – per tanti anni a Takadanobaba e negli ultimi ad Asakusabashi – e per raggiungere gli eventi e la fiera ci serviamo unicamente di treno e metropolitana, mezzi di trasporto super efficienti in un paese dove la macchina allunga notevolmente i tempi di spostamento, spesso addirittura snervanti.

IMG_0579_watermark

2014-09-17 16.29.03 2_watermark

2014-09-18 10.41.45_watermark

2014-09-18 10.34.26_watermark

2014-09-18 10.20.14-1_watermark

In fiera si arriva attorno alle 9.30/10, e fino alle 17 è un susseguirsi di appuntamenti e, nel caso del TGS, soprattutto peregrinare tra uno stand e l’altro allo scopo di provare giochi e fare videoanteprime, magari pubblicare immagini e video sui Social, fuso permettendo. Il pranzo spesso e volentieri è un optional per non perdere tempo eccessivo, anche perché la fiera dura meno delle altre; quando ci sono gli appuntamenti, sono composti dalla prova di un gioco, da una presentazione a porte chiuse con domande e risposte, da un’intervista, da un mix di queste cose. Anche qui è un macinare chilometri tra le cose da fare e i padiglioni che compongono la manifestazione. Immancabili le dirette su Periscope, un unico grande giro a video tra gli stand e lo speciale dedicato alle standiste della fiera, che hanno una simpatia, imbarazzo e percezione completamente differente da quelle occidentali.
Allo scoccare dell’orario di chiusura ci si ritrova all’esterno per fare il punto della situazione e tornare a Tokyo per un rapido pranzo a base di sushi, pollo, hamburgher, ramen: la fiera in realtà si trova nella prefettura di Chiba presso il Makuhari Messe, raggiungerla da Tokyo abbisogna di almeno un’ora di treno e quindi un po’ del guadagno relativo alla durata ridotta si perde nei trasferimenti.
Ad ogni modo giovedì e venerdì si va in fiera, il sabato all’occorrenza e comunque si scrive, la domenica un po’ di relax prima della partenza il lunedì verso l’Italia, dove si arriva in giornata; sembra incredibile ma anche da queste parti ci è capitato di incontrare lettori partiti dal Bel Paese o che vivono in Giappone, senza contare che nel corso di tutti questi anni ho creato amicizie vere con chi vive in Giappone per amore o per lavoro :)

Se Facebook ti provoca l’orticaria, scrivimi su Twitter: @Tanzen.