Se andate ad Odaiba potete trovare una vera e propria cittadella/showroom dedicato alla Toyota, marchio famoso giapponese che ha creato un complesso spettacolare all’interno del quale è possibile provare le macchine in una pista dedicata, ci sono spazi per i bambini, videogiochi di guida, sezioni per le supercar e perfino musei dove sono spiegate tutte le tecnologie implementate.
E poi una pletora di macchine ibride, elettriche, a basso consumo, davvero una grande attenzione nel prodotto a partire da come viene presentato, si sente il senso di appartenenza, l’orgoglio di essere in madrepatria e la voglia di attirare persone anche solo per una visita, magari inconsciamente convincerle a comprare.

Da noi invece le fabbriche si chiudono o si spostano all’estero, non c’è proprio questo concetto di rendere l’industria più personale e a 360 gradi, sono anche queste cose che aiutano a vendere e creare quel senso di appartenenza.

Certo, uno potrebbe obiettare che il mercato giapponese è decisamente più vasto e ricettivo nell’accogliere tutto quanto scritto qui sopra; questo non toglie che il marchio italiano possa essere egualmente forte, mantenere la produzione in Italia ed essere esportato allo stesso tempo all’estero. Mi chiedo inoltre come sia possibile non prendere spunti guardando in casa di altri, nel mio piccolo ogni qual volta visito un paese mi vengono di getto mille idee su come migliorare questa o quell’altra mancanza del nostro sistema politico, economico, civile, etcetera, etcetera.

Basta osservare, elaborare e prendere spunto, talvolta anche importare, è la curiosità che ci manca.