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Nella Tokyo del dopo Tsunami

Eccomi qui, per la decima volta in Giappone e per il Tokyo Game Show 2011. Quest’anno si temeva una versione in forma ridotta della fiera rafforzata dalla minore presenza di giornalisti italiani, ma almeno sulla carta gli appuntamenti e i titoli presentati sono un bel po’, e complice l’arrivo a fine anno di PlayStation Vita, avremo da scrivere non poco.
Nei prossimi giorni pubblicherò su Multiplayer.it tutta l’organizzazione della copertura e il calendario delle Superdirette, oggi invece appena arrivati e per evitare di essere distrutti dal jet lag (quest’anno sono passato da Vancouver a Tokyo in due giorni per un fuso di +16 ore, vediamo se esplodo :D) abbiamo girato alcuni dei quartieri più turistici e che oramai conosco a memoria, come Akihabara, Ueno e Okachimachi.

E’ passato solo un giorno, ma i postumi della tragedia di marzo sono subito visibile, innanzitutto girando per le stradine della città ho notato la presenza decisamente minore di stranieri, l’aria condizionata non è più sparata a palla in tutti gli edifici come sempre e gli stessi quartieri, di notte, sono meno illuminati che in passato, ci sono diverse insegne spente e macchine distributrici attive ma senza luci perennemente accese.
Una cosa normale ovviamente, ma queste cose mi hanno subito fatto venire in mente cosa è successo solo pochi mesi or sono.

Nota divertente in calce, come forse sapete ogni qualvolta vi recate in un negozio e pagate piuttosto che in altri esercizi commerciali, i commessi pur sapendo che non parlate bene la loro lingua continuano a parlare giapponese infilando qualche parola di inglese, stasera abbiamo toccato il culmine quando ci siamo recati un ristorante e ho indicato che eravamo tre persone…la cameriera prima ha parlato per buoni due minuti in giapponese, con me visibilmente in difficoltà, poi ha detto “Smoking/non smoking” :D

Looking through the plane's window #plane Twins in black #twins More heavy than iPhone itself #iphone4 #powerranger Streets of Tokyo #okachimachi #market Okachimachi #okachimachi Touching the sky #skyscraper Sega! #sega #club Taito Ahoy! #taito #videogames Good smell, good curry #smell #curry Shakey's #pizza #food

Scampoli dal Tokyo Game Show 2010

La trasferta di Tokyo si è purtroppo conclusa, dico purtroppo perché è stata come sempre un’esperienza straordinaria piena di cose da ricordare e che mettono un ulteriore tassello ad una parte della mia vita estremamente fortunata e che riesce a mettere in luce i pregi piuttosto che i difetti che seppur ci sono.

La seconda settimana è stata ovviamente dedicata al Tokyo Game Show, la terza fiera in ordine di importanza dedicata ai videogiochi, che ho coperto assieme a Tommaso e Matteo (col supporto di Luca sul posto e di tutti gli altri colleghi dall’Italia) e dalla quale comunque siamo riusciti a scrivere diversi articoli su giochi inediti o giocabili per la prima volta, e quindi direi che sono complessivamente soddisfatto :)

La fiera in se è molto colorata e stracolma di cosplayer nei due giorni aperti al pubblico (che si aggiungono ai due dedicati unicamente alla stampa), tra le tante cose particolari c’è quella che ad inizio e fine giornata tutte le standiste si mettono in fila per ringraziare e farsi fotografare, una cosa quasi alienante e in pieno spirito giapponese :D

L’unica foto mia che vedete in questa pagina è stata fatta con Yoshinori Ono, produttore della serie di Street Fighter e persona estremamente divertita ed espansiva, un po’ in controtendenza con la media giapponese e bravissima nel lavoro che fa. Un’altra persona squisita è stata Peter Molineux, creatore di titoli come Magic Carpet, Populous e al lavoro attualmente su Fable III, appena sono giunto sul luogo dell’intervista uno ad uno abbiamo subito parlato di iPad e ci siamo scambiati alcuni titoli assolutamente da giocare prima di cominciare l’intervista e la presentazione vera e propria :)

Spazio alle foto che vedono personaggi illustri come Yoshinori Ono stesso, Keji Inafune, Hideo Kojima, Tetsuya Mizuguchi, Fumituo Ueda e Kazunori Yamauchi, a questo indirizzo c’è invece tutta la copertura di Multiplayer.it sull’evento:

Tanzen e Yoshinori Ono Devil May Cry Il Gonpachi in Roppongi Tetsuya Mizuguchi Kazunori Yamauchi di Gran Turismo 5 Hideo Kojima Fumito Ueda Scorcio di fieraLe hostess di Yakuza: of the End

Japan, once again

Anche se gli ultimi due anni giapponesi hanno rappresentato tante gioie ma anche dolori successivi, non potevo non prendere qualche giorno di vacanza prima del Tokyo Game Show, che si terrà la prossima settimana e che si preannuncia meglio del previsto, perlomeno dagli appuntamenti presi rivolti a diversi giochi inediti o piuttosto interessanti (e intervisterò di nuovo il grande Tetsuya Mizuguchi).

Quest’anno ho scelto l’hotel Sakura in Ikebukuro, un po’ meno elegante rispetto a quelli del passato ma che mi ha permesso di aumentare il budget per il resto ed è tenuto da ragazzi estremamente simpatici e che parlano parecchie lingue.

Il primo giorno e mezzo l’ho dedicato allo shopping e alla visita di quartieri (Akihabara, Shibuya, Ueno, Okachimachi, Harajuku e lo stesso Ikebukuro) che oramai conosco a memoria dopo 7 anni che ci vengo, nei prossimi cercherò di dirigiermi verso posti attorno che ancora mi mancano (ad esempio Yokohama che colpevolmente non ho mai visitato) e fare qualche uscita con un paio di amici che ho conosciuto in questi anni.

Non mi dilungherò nell’ennesima disamina del Giappone, visto che ci sono decine e decine di post dei precedenti viaggi, piuttosto volevo raccontare di un paio di cose che ho notato girando.

Innanzitutto e ancora una volta riguardo i trasporti, quest’anno ho preso un treno della linea Skyliner al capolinea dove ha invertito la direzione, ho visto in diretta l’automatismo di tutti i sediolini che ruotano a 180 gradi per mettersi a favore di marcia, davvero un ottimo esempio di progettazione. Per quanto riguarda le metro è da notare che il posto favorito dalle persone è quello nell’angolino o dove c’è la fine di una fila con il divisorio, c’è proprio una corsa al posto quando se ne libera uno. A mio modo di vedere per due motivi, il primo dei quali trovare un appoggio per addormentarsi (i giapponesi sono famosi per dormire sempre in metro e avere la capacità innata di svegliarsi alla fermata alla quale devono scendere) il secondo perché così sono un attimino più isolati :D
Dulcis in fundo, quasi tutte le stazioni che si trovano sulla Yamanote Line -quella verde che permette di raggiungere la maggior parte dei quartieri al centro di Tokyo- hanno un jingle musicale dedicato che parte quando le porte si aprono (come quello di Takadanobaba in questo video, verso il quale sono legatissimo dopo tanti anni che sono stato con l’albergo li), ho scoperto finalmente che sono azionati direttamente dall’ufficiale che si trova in coda, il quale esce dal treno, preme un interruttore e dopo tot secondi lo preme di nuovo per interrompere la canzone, che magari serve anche per i dormiglioni di cui sopra.

In città invece ho notato diversi grandi negozi che sono cambiati, soprattutto ad Akihabara, dove ad esempio uno degli storici e incasinati visivamente Softmap è diventato Apple Premium reseller only, con uno stile pulitissimo come si confa ai prodotti della mela morsicata, oppure le sale giochi, che oramai sono sempre di meno, sempre più piene di pachinko e appannaggio di Taito e Sega. Per quanto riguarda i Club Sega, tra i videogiochi “classici” sono a farla da padrone i picchiaduro ad incontri, che hanno letteralmente preso il monopolio. Un intero piano è dedicato a Virtua Fighter 5 Final Showdown con a seguire Tekken 6 Bloodline Revolution, Blaz Blue Continuum Shift e tutti quelli dedicati ad altri anime come Gundam e compagnia.
Anche il 3D ha invaso i negozi di giocattoli ed elettronica con decine di accessori, fotocamere ma anche schermi lcd da 10 pollici che non necessitano di occhialini, da segnalare una sorta di loculo piccolissimo che illustrava la tecnologia e che aveva all’interno un tipo che richiamava l’attenzione dei passanti, bella storia a stare rinchiuso tutto il giorno li dentro e a dire le stesse cose :D

Un ritorno di fiamma invece nei negozi di giocattoli e in quelli di tendenza giovanile che si trovano ad esempio ad Harajuku è rappresentato da One Piece, che ha una bella sezione dedicata praticamente ovunque e che non avevo mai visto così in forze anche sui vestiti.

Una ultima cosa che letteralmente adoro del Giappone sono la miriade di minimarket sempre aperti che è possibile trovare in ogni dove, tra brand famosi qui come Lawson, 7eleven, Ministop, 3F, Family Mart, K-Mart e così via. Questi market sono forniti di tutto il necessario tra miriade di drink, snack, istant food, materiale di primo soccorso e congelati, mi piace troppo l’idea che una persona torni a qualsiasi ora della notte e possa andare in uno qualsiasi di questi market per comprare qualcosa oppure giusto per dare un’occhiata, e rendere quindi la città “viva” in qualsiasi momento :)

Ecco infine lo speciale sulle standiste del Tokyo Game Show!

Con due mesi di ritardo sulla tabella di marcia (:D), ecco finalmente lo speciale sulle standiste del Tokyo Game Show 2008.

Un po’ più “soft” rispetto a quello di Lipisa ma credo ugualmente simpatico, questa volta il tema è stato il fatto che le ragazze Giapponesi non amano molto il contatto fisico, e quindi ho tastato un po’ il polso in tal senso.
Abbiamo beccato anche la standista col padre Italiano :)

Bando alle ciance, eccolo!

Credits a Pierpaolo per le riprese e Alessandro per il montaggio, direi che questo è un buon regalo di Natale :D