Pixar

The Toys are back in Town (aka Toy Story 3)

Toy Story 3 sta per arrivare finalmente in Italia, e volevo dire la mia in maniera un po’ più estesa sul film, che ho avuto modo di vedere ad inizio Giugno in versione americana e in 3D.

Premetto che avrò visto i primi due Toy Story perlomeno una ventina di volte, però è successo anche 11 anni fa nel caso del secondo capitolo, tempi diversi, tecnologie differenti e meno acqua sotto i ponti, ero quindi abbastanza preoccupato per questo terzo episodio, seppure la fiducia in Pixar fosse totale.

E’ doveroso infatti notare come questo studio, nel corso degli anni, sia cresciuto costantemente non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello della sceneggiatura, cosa assolutamente non scontata, e che tendenzialmente pone tutte le sue produzioni, compresi i corti, su livelli piuttosto alti.

Toy Story 3 è maturato insieme a me, è cresciuto il punto di riferimento dei giocattoli, Andy, così come la maniera di narrare le cose, la sceneggiatura stessa e il tipo di approccio al tema trattato, che rimane quello dell’amicizia e che diventa più forte e “toccante” in chiusura del film. Anche oggi quindi non mi ha dato l’idea di essere bambinesco nell’accezione negativa del termine, ma è invece un’esplosione di ritmo, umorismo e se vogliamo in taluni casi luoghi comuni (il binomio Barbie/Ken è clamoroso da questo punto di vista) che fanno ridere e sorridere dall’inizio alla fine, un seguito davvero riuscito che riesce tranquillamente a sostenere la qualità alta dei suoi illustri predecessori, aumentando la componente umoristica a sostenere il tempo passato e regalando come sempre diversi tocchi di classe.

Inutile dire che tecnicamente, soprattutto all’inizio e alla fine dove si fa largo uso di effetti particellari e quindi eplosioni, il film è mostruoso, per dettaglio, morbidezza del tratto e animazioni. Anche il 3D, sul quale rimango piuttosto scettico, gode di una tra le migliori implementazioni in assoluto, e la colonna sonora riprende il tema principale dei primi due episodi con qualche riarrangiamento e un doppiaggio inglese eccezionale.

Due parole le voglio spendere anche sul corto inedito presentato prima del film, Day & Night, che è assolutamente folle e geniale dal punto di vista tecnico e di riflesso narrativo, è incredibile come dopo tanti anni John Lasseter e soci abbiano ancora idee così fresche e originali.

Piccola nota finale anche sul videogioco dedicato prima della recensione, a fronte della modalità storia che riesce a catturare solo in minima parte l’atmosfera del film, c’è una componente libera free roaming davvero sorprendente e divertente, ben bilanciata e con un mucchio di cose da fare, riprende in pieno lo spirito del film ed è dotata di un comparto tecnico di buon livello, colorato e molto pulito.

Tornando a Toy Story 3 il film, Inutile dire che lo andrò a vedere nuovamente anche in versione Italiana, sia per cogliere qualche sfumatura che magari ho perso nella versione in lingua inglese, sia per farmi nuovamente quattro risate per l’ennesimo film dove Pixar, dal mio punto di vista, ha fatto centro :)

Wall-E, genio e Pixar

Sono appena tornato dalla visione del film in oggetto, per quanto mi riguarda ennesima pietra miliare di Pixar nel genere dell’animazione 3D.
Davvero un film bellissimo, riesce a trasmettere tante emozioni con poche frasi, ha un ritmo perfetto, tante trovate geniali e trasuda un carisma eccezionale unicamente dai gesti, dalle situazioni, da quell’humor di fondo sempre presente ma mai eccessivo, e che non va a coprire la potenza espressiva ed emozionale di cui sopra.

Se poi tocchiamo il lato puramente tecnico, siamo davanti a qualcosa di incredibile, con un dettaglio minuzioso, una morbidezza certosina dei contorni, una pulizia grafica perfetta e un impatto devastante, alcuni scorci della Terra, soprattutto all’inizio, sono assolutamente mozzafiato…

E’ doveroso inoltre notare come Pixar, nel corso degli anni, sia cresciuta costantemente non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello della sceneggiatura, cosa assolutamente non scontata, e che tendenzialmente pone tutte le sue produzioni, compresi i corti, su livelli piuttosto alti.

Merito di John Lasseter, geniale Chief Creative Office, e di tutta la sua squadra, compreso il regista Andrew Stanton che ha firmato anche Alla Ricerca di Nemo. Un team davvero con le palle, comprato a fine anni 80 per pochi spiccioli (= pochi milioni di dollari :D) da Steve Jobs ed entrato nella squadra Disney dal 2006, colosso che si è affidato completamente alle gesta di questi talenti.

Wall-e

Hanno davvero la mia ammirazione, tanto che ho comprato tutti i loro corti su Itunes Store Italiano e Americano :)