Maradona

Maradona e i suoi dribbling

In un periodo in cui il Napoli Calcio non gira affatto bene, meglio consolarsi col passato, e quindi dopo il video dedicato ai passaggi di Maradona, è il turno di quello dei suoi dribbling, ovviamente una minima parte di quelli che ha fatto:

Alcuni sono incredibili, come è eccezionale vedere le situazioni nelle quali veniva marcato da quattro, cinque giocatori, quasi fosse un attacco ad un fortino :)

Maradona e i suoi passaggi

Di Maradona, ovviamente, si conoscono vita, morte e miracoli, soprattutto in chiave goal e vicissitudini dentro e fuori al campo. Ma un giocatore incredibile come lui è fatto anche di passaggi eccezionali, come quelli proposti in questo video:

E mancano praticamente tutti quelli fatti nei suoi 7 anni straordinari a Napoli…

Tutti in ginocchio come segno di riverenza hail.gif

Socmel stu Babà

C’erano oltre 1000 tifosi del Napoli residenti in Emilia Romagna a vedere la partita degli spalti del Dall’Ara (afammocc Osservatorio), per una nuova vittoria molto sofferta ma emozionante, con Denis che si sblocca anche in campionato :)

Nonostante l’ampio turnover (7 titolari differenti) la squadra ha dato dimostrazione di essere solidissima e forte, come quando il possesso palla è passato da -3 minuti del primo tempo fino ai +4 del secondo, con controllo fino all’affondo finale, grazie anche all’ingresso di Russotto, che potrebbe diventare un campioncino in futuro e che già oggi in 15 minuti ha dribblato e fatto passaggi illuminanti.

Denis in Goal

Sono soddisfattissimo di questa squadra comunque, a parte il secondo posto attuale (che giocoforza diventerà, spero almeno, sesto/settimo a fine campionato), per il gioco e per il progetto di lunge vedute di De Laurentis e Marino, sono finalmente passati gli anni bui che abbiamo attraversato per tanti anni del dopo Maradona…

Giovedì adesso il Benfica, partita difficilissima perché giocheremo in uno stadio infuocato (e bellissimo) e con un risultato molto pericoloso, ma ci credo e ho tanta voglia di Coppe, io c’ero allo stadio quel due Dicembre del 1994, quando abbiamo disputato l’ultima partita contro l’Eintracht Francoforte ed è cominciato l’oblio…

Chiudo con un simpatico sfottò riguardo ad una famosa parola Bolognese e forse in risposta allo storico d’arte Riccomini, come sempre siamo maestri in queste cose :D

Socmel

Della Passione per il Napoli Calcio e di un altarino

Ho già espresso più volte su queste pagine il fatto che le passioni sono alla base della mia vita, e tra le più forti sicuramente quella per il Napoli calcio, che condivido con tanti amici andando allo stadio, vedendo le partite in generale e giocando ogni settimana per puro divertimento.

Questa settimana ho “arricchito” l’arredamento del mio soggiorno costruendo insieme a Fabrizio, amico/collega di lunga data, un altarino dedicato a Maradona e al Napoli, che è venuto pure piuttosto bene…

Ecco qualche foto, a cominciare con quella globale con tanto di sciarpa, gagliardetto, spumante commemorativo e due libri, il primo dedicato ai 7 anni magici, conditi da 2 Scudetti, Coppa Italia, Supercoppa d’Italia e Coppa Uefa, il secondo che racconta di tutta la storia del Napoli Calcio dalla fondazione ad oggi, con tanto di almanacco pieno di statistiche per ogni stagione:

Altarino Napoli Calcio

Questa è invece la maglia con cucito in petto il primo scudetto:
Maglia primo scudetto Napoli Calcio

Maglia commemorativa ufficiale e firmata da Maradona dopo il suo addio al calcio in Argentina:
Addio di Maradona

TUTTE le figurine degli album Panini dei 7 anni di Maradona a Napoli, più quella di Mexico 86 dove ha vinto il mondiale:
Figurine Maradona

Medaglia ufficiale della zecca dello stato per celebrare il primo scudetto, 10 DVD su Maradona usciti con la Gazzetta, medaglie commemorative del mondiale di Mexico 86 e tutti i Guerin Sportivi dell’epoca, quello dopo l’arrivo di Maradona a Napoli, dopo il primo Scudetto, dopo la Coppa Uefa e dopo il secondo Scudetto:
DVD, Guerin, Medaglie

Accetto eventuali pellegrinaggi da parte di tifosi del Napoli :D

Questo altarino lo dedico a GIUSEPPE, anche se adesso non c’è più era un grandissimo tifoso quanto e più di me :)

28 Anni (e non sentirli)

Il 25 Giugno del 1980 nasce Antonio in quel di Napoli, primogenito di quattro figli, e subito, nel Novembre dello stesso anno, assiste in macchina, e probabilmente provoca, il famoso terremoto che ancora oggi viene ricordato.

I primi passi li muove sul girello, schiantandosi a più riprese sulle ringhiere del balcone di casa propria e provocandosi diversi bernoccoli che ancora oggi ne dirigono le questionabili capacità cerebrali.

Prendendo parte alla primina, si vede affibiare valutazioni a dir poco eccentriche, come “benone” “bravo” e soprattutto “Super Campione”, frase bandita dopo essere stata adottata dalla sua maestra.

Verso i 7 anni vede in TV la pubblicità delle gomme Brooklyn, dove due persone, dopo averle masticate, si baciano. Ebbene, per diverso tempo non vorrà masticare gomme, per la paura di dover baciare per forza qualcuna.

Pur essendo molto piccolo, viene iniziato dal padre e dal nonno al fenomeno Napoli Calcio e Maradona, viene pittato e vestito di azzuro dopo la vittoria dello scudetto e viene acculturato settimanalmente con 90° Minuto. Da qui è nata l’estrema passione per il Napoli Calcio, che per fortuna non comprende (con questa intensità) il calcio in toto o le stupide interviste che spesso lo circondano. Tra le altre cose è stato per diverso tempo il vicepresidente del Club Napoli Internet, club riconosciuto con diverse migliaia di iscritti in tutto il mondo e con raduni e incontri dal vivo, tra i quali ricorda in particolare uno con un inglese tifoso anche dei Queens Park Rangers, con tanto di scambio di gardaglietto.

In pieno tam tam dei magnifici anni 80, con le splendide canzoni, cartoni animati e film che caratterizzavano quell’epoca, è costretto a mettersi anzitempo gli occhiali da vista, con montature improbabili che ne hanno limitato, in parte, il successo con le controparti femminili in quel periodo. Meno male che ne distruggeva con discreta frequenza, fino ad indossarne di decenti.

Durante le medie fa conoscenza con alcune persone che diventeranno amici storici per anni e anni, e comincia ad avere le prime pulsazioni e sbandate per l’altra barricata. Durante le feste spadroneggiavano canzoni come Because the Night e I Will Always Love You, foriere dei migliori (e peggiori dal punto di vista sentimentale) momenti del periodo.

Comincia il suo rapporto a stretto contatto con la casa a mare di Baia Felice, teatro di tantissime estati. E’ un luogo di di tranquillità, di ricordi indelebili, un porto sicuro nel quale approdare anche oggi, anche solo per qualche giorno.

Cerca di coltivare alcuni hobby e attività sportive, con ai primi posti proprio il calcetto, basket, ping pong e videogiochi, al tempo ancora questione per pochi e di certo non visti benissimo, ne dai compagni ne dai genitori.

Con gli altri tre fratelli, maschietti e più piccoli, spesso organizzava incontri 2 contro 2 di vario genere e natura, non si contano ovviamente i vetri distrutti, i letti disintegrati ma anche qualche cicatrice procurata o botta ricevuta.

Comincia il liceo scientifico, in un istituto che, quando andava bene, era raggiungibile in “soli” 50 minuti di autobus, in questi cinque anni dirà per la prima volta “Ti amo”, si beccherà la prima nota, diventerà rappresentate di classe, farà il primo viaggio all’estero, condividerà le prime esperienze di un certo peso, farà talvolta a botte con qualcuno.

Arriva ad avere un astio profondo per la categoria dei “mariuoli”, dopo il furto dello scooter avvenuto mentre ne era alla guida con un amico, con tanto di pugno in faccia a dir poco violento. Va sempre ripetendo che se mai dovesse incrociare sulla propria strada un ladro nel momento del misfatto, purtroppo potrebbe mettere a serio repentaglio la propria vita, per l’odio di cui sopra.

Si iscrive alla facoltà scienze per la laurea in informatica, appena inaugurata a Napoli, e subito si attiva per aprire una prima società quasi per gioco, che però dura più di due anni, nel frattempo comincia anche a scrivere per un sito amatoriale di videogiochi, Alternative-Reality.com, che rapidamente diventa uno dei due punti di riferimento in Italia sull’argomento. Nel frattempo diventa prima senior editor e poi caporedattore della sezione PC, nata da poco e della quale ha il compito di portare agli stessi livelli di quella console. Il primo 10 lo da a Sacrifice di Dave Parry, capolavoro.

Il nick Tanzen è scelto, è una canzone di Gigi d’Agostino, significa (ma l’ha scoperto successivamente) ballare in Tedesco e Kimono del Sole in Giapponese, gli piace come suona e quindi decide di adottarlo.

A 20 anni fa un esame di reti e si rende conto che è il primo che legge e da con piacere, si ributta a capofitto quindi nell’ambito lavorativo, studia e segue alcuni corsi specifici ottenendo un paio di certificazioni Cisco Systems e altre CompTia, diventa quindi istruttore e comincia ad esercitare in alcune Local Academy, ma anche a ragazzi di scuole superiori e corsi della regione per disoccupati cronici ed ex carcerati, indubbiamente un’esperienza importante e toccante.

Negli ultimi anni di vita del nonno paterno, che ha sempre avuto una considerazione particolare per lui, riesce a capirne qualche aspetto umano come non aveva mai fatto prima, rimane affascinato dalle sue storie del periodo della guerra, dove tra le altre cose aveva percorso mezza Italia a piedi o quasi ed era stato anche arrestato per volantinaggio partigiano. Si rammarica di avergli trasmesso poco quanto gli volesse bene.

Contestualmente il lavoro part time di scrittura aumenta nelle responsabilità e nelle soddisfazioni, e comincia a diventare semiprofessionale nel Dicembre 2002, quando Alternative-Reality.com passa sotto l’egidia di Multiplayer.it, testata giornalistica a tutti gli effetti. Già da un paio di anni era cominciato poi il ciclo fantastico dei viaggi in giro per il mondo per presenziare a press tour e fiere videoludiche, che nel corso degli anni lo porteranno a visitare posti negli Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania ma anche in Italia, esperienze di lavoro che hanno contribuito alle sue scelte di vita attuali.

A 23 anni apre insieme ad un’altra persona una società di informatica (Netprime), e dopo estenuanti mesi di business plan, ottiene con la società un finanziamento di 180.000 euro, la cui metà andrà restituita negli anni a seguire. L’ufficio è ubicato ad Aversa e le attività della società spaziano tra corsi di formazione ed installazioni di rete, regalando un bel po’ di soddisfazioni. Ad oggi ne è ancora socio al 50%, ma oramai gli interessi e le mire sono altrove, e non ci sono soldi e opportunità che tengono, al primo posto c’è la felicità personale.

A 25 anni finisce una storia importante (ma non la prima) durata quasi 5 anni. La conclusione, seppur inevitabile a causa di entrambi, è immediata e non facile, tanto da portarlo a decidere di partire diversi giorni prima di una fiera, in Giappone, completamente da solo, per visitare Tokyo e dintorni. Mai situazione fu più propizia per assorbire il colpo.

Da oltre un anno si è trasferito a Terni per lavorare full time con Multiplayer.it e vive da solo, una scelta drastica di vita derivata dal fatto che adora il suo lavoro (nonostante tutto), si diverte, ed è riuscito a trovare i propri spazi giusti in ogni frangente della sua vita. Rimane attaccatissimo alla sua città e a tutto quello che ne fa parte (beh, tranne certe cose evidenti).

Probabilmente non cambierebbe nulla, se non la mancanza del suo grande amico Giuseppe, venuto a mancare il 30 Ottobre per un tumore, che gli ha provocato profonda amarezza per come è avvenuta.

Sulla soglia dei 28 anni si sente bene a livello fisico, mentale e si trova in una condizione personale serena nonostante l’ultima storia importante (la terza) sia finita con diversi strascichi che ne hanno condizionato parzialmente anche le molto più brevi successive. Può contare su una famiglia che gli vuole bene (affetto ricambiato, anche se talvolta non sembra), su (alcuni) amici sinceri e guardare avanti (mai dimenticando il passato), allo scopo di far perdurare questa situazione e fare esperienza, sempre e comunque, di tutte le cose positive, negative o nelle quali sbaglierà, in fondo fanno parte di ognuno di noi.

Auguri! :D

Diego Armando Maradona

Indiscutibilmente il giocatore più forte di tutti i tempi, un artista del calcio, uno dei pochi a fare praticamente sempre la differenza in campo e anche prima, caricando i compagni, stemperando la tensione, rendendo forti dei perfetti sconosciuti.
Seppur con una vita personale tribolata e con la grossa tegola della cocaina, ha sempre fatto del male solo a se stesso e mai agli altri, promuovendo anzi tante opere di bene e dimostrando sempre lealtà verso chi gli stava attorno.

Qualche giorno fa è scattato l’istinto compulsivo di rivedere tanti dei suoi filmati su YouTube, e recuperare il cofanetto con 10 DVD condotto da Gianni Minà, con tutti i suoi goal a Napoli, nei mondiali, le interviste e un’analisi approfondita su quello che ha rappresentato per il calcio.
Ma non solo, ho recuperato anche diverse magliette, compresa quella della partita d’addio in Argentina, per creare un angolo nel soggiorno che fotograferò appena pronto nella sua interezza.

Un grande, sicuramente il suo periodo ha contribuito a rendere viscerale l’amore per il Napoli e per il calcio anche vissuto in prima persona.
In fondo tante cose nella vita sono collegate alle passioni, impiegare parte del proprio tempo libero per evadere da tutto il resto e concentrarsi anima e cuore unicamente su una cosa, a differenza di non averne ed essere razionali in qualsiasi atteggiamento, scontrandosi più duramente con la noia e con i problemi che possono capitare.

:Hail:

Cofanetto DVD

Maradona Buitoni

Maradona Partita di Addio

I Magnifici Anni 80

Prendendo spunto da questo sito che ho trovato in giro per la rete ed è super completo, ho deciso di celebrare anche io questi anni bellissimi, innanzitutto perché sono nato proprio nell’80 e quindi i miei primi anni di vita sono stati segnati da tutti gli accadimenti e le espressioni artistiche di quegli anni, dove ho vissuto anche il tremendo terremoto del 23 Novembre in macchina e dopo pochi mesi da quando ero nato, il che probabilmente spiega il perché di qualche rotella fuori posto da parte mia :D

Mi limito solo a citare le cose per la maggior parte delle volte, lo scopo è quelle di farle tornare alla memoria, se dovessi esplodere i concetti ci vorrebbero pagine e pagine su questo blog :)

Eventi

Ero abbastanza piccolino per ricordare con spirito critico o in maniera adeguata determinati eventi, ma sicuramente la caduta del muro di Berlino, nel 1989, è stata abbastanza forte anche nella mia mente, comprese le immagini precedenti delle persone che cercavano di scavalcarlo per fuggire dalla Germania dell’Est. Negli anni successivi ho poi approfondito il concetto e mi sono fatto un’idea più precisa, oltre a scoprire di essere abbastanza appassionato di Storia e derivati :)
Un’altra cosa che ricordo, sono le proteste Cinesi e la famosa e toccante manifestazione di Tien A Men contro i carrarmati, in un anno che ha visto la fine di tanti regimi, fuorchè proprio quello Cinese…

Cina

Film

Gli Anni 80 sono stati pieni di film memorabili che hanno in qualche modo accompagnato la mia crescita, alcuni dei quali ho recuperato anche negli anni successivi e magari ho apprezzato maggiormente perchè ero più grandicello.
Perfetti per quella età erano i Goonies (e i sogni delle prime ragazzine e dei primi baci…), e poi tutta una pletora di film che mi limito a segnalare:

Ritorno al Futuro, Ghostbuster, Platoon, E.T., Top Gun, Indiana Jones, L’impero colpisce ancora, Die Hard, Beverly Hills Cop, La Storia Infinita, Rambo, Blade Runner, Terminator, Gremlins, Aliens, Fuga da New York, Il Nome della Rosa, Shining, L’Aereo più pazzo del mondo, Nightmare, Senti chi Parla, Corto Circuito, Una Poltrona per due, Una pallottola Spuntata, Non Ci resta che piangere, Scuola di Polizia, Il tempo delle mele, Blues Brother, L’allenatore nel pallone (:D), Fracchia la Belva Umana, Fuga per la Vittoria, Karate Kid.

Ghostbuster

Telefilm

Sulla stessa falsariga ci sono i Telefilm, alcuni davvero eccezionali e che riguardo ancora adesso con piacere, sono invecchiati decisamente bene, in assoluto forse preferisco Miami Vice.

A-Team, Arnold, Hazzard, I Jefferson, I Robinson, Mc Gyver, Zorro, Strega per Amore, M.A.S.H., Tre Cuori in affitto, Saranno Famosi, La Casa nella Prateria, Happy Days, Casa Keaton, Super Vicky, La famiglia Addams, Genitori in Blue Jeans, Supercar, L’uomo da sei milioni di dollari, La Donna Bionica, Colombo, I ragazzi della terza c, Classe di Ferro, Love Me Licia, Starsky e Hutch, Miami Vice, Chips, T.J. Hooker, Hunter, Star Trek, Visitors, Alf.

Starsky e Hutch

Programmi

Col Supertelegattone sempre sullo sfondo, c’era il Pranzo e Servito piuttosto che Giochi Senza Frontiere e la voglia di imitare i contendenti, Ok il Prezzo e Giusto, l’intramontabile 90° minuto, Bim Bum Bam e Telefono Giallo, che mi spaventava al tempo ma lo guardavo.

Supertelegattone

Sport

Sono cresciuto a pane e Maradona, pur essendo piccolo, e negli anni successivi ho collezionato di tutto su questo incredibile giocatore, con tante macchie sul proprio curriculum personale, ma in grado di incantare ad ogni partita e generare una passione forse mai più raggiunta…

Mi ricordo poi marginalmente i mondiali dell’86 e lo straordinario torneo del Pibe De Oro, e i mondiali del 90, dove qui a Napoli eravamo combattuti tra il tifare Italia e Argentina :D
Qualche sparuto ricordo ce l’ho anche di Carl Lewis e delle sue tantissime medaglie, e dei mitici fratelli Abbagnale.

Maradona

Musica

Anche la musica ha vissuto dei picchi straordinari, e ci sono particolarmente legato ancora adesso, con il mio iPod pieno di musica di quegli anni.

A partire dai Pink Floyd con The Wall, l’ulteriore consacrazione dei Queen, Battiato sugli scudi, il vero pop (non la merda attuale) con Micheal Jackson, con capolavori come Billie jean e Beat It.
E ancora, Purple Rain di Prince, la bellissima Sultans of Swing dei Dire Straits, i successi di Madonna, Witney Houston (e i balli di classe alle medie…), The Final Countdown, Gente di mare, Si può dare di più, Gli U2, i Wham…

La lista sarebbe infinita, in realtà.

Queen

Cartoni

Altro settore con il quale sono cresciuto alla grandissima, per me non più raggiunto negli anni successivi.

Hokuto No Ken (il migliore), Sant Seya, Gigi la Trottola, Starzinger, Cyborg 009, Kyashan, Daitarn III, Holly e Benjy, Lamu, Tutti in Campo con Lotti, Lupin III, Supercar Gattiger, Jeeg, Astro Robot, Jetta Robot, ken Falco, Occhi di Gatto, Polimar!, Devilman, Sampei, Fantaman, Capitan Futuro, Galaxy Express, Dr. Slump, Doraemon, Yattaman, Carletto, Lady Oscar, Hello Spank, Wacky Racers.

Adesso si è creato un altro filone, quello degli Anime Giapponesi, che pure non mi dispiace, anche se è abbastanza differente…

A proposito, settimana prossima un primo Te Lo Dice Multiplayer.it sull’argomento :)

Hurricane Polimar

Videogiochi

Ho iniziato abbastanza presto anche qui con il Commodore 64 dei miei genitori e lo Spectrum ZX, soprattutto grazie al primo, con le cassettine da 20 e più giochi in edicola, la paura di premere un tasto durante gli infiniti caricamenti dei giochi, il mio primo programma in Basic, che dopo centinaia di righe di codice per emettere una nota, non funzionava :D

Super Mario, New Zeland Story, Boubble Boubble, Burger Time, Wonder Boy, Super Volleyball, Prince of Persia, Ghouls and Ghost, Out Run, Mexico 86, Championship Sprint, Gals Panic (:D), Arkanoid, 1942, Pacman, Lemmings, Track and Field.

Tanti altri capolavori su computer e in sala giochi che poi hanno fatto da preludio alla magnifica accoppiata Megadrive-Super Nintendo di fine anni 80, e alle ultime cartucce sparate dall’indimenticabile Amiga 500…:)

The New Zeland Story

Chissà quante cose mi sono dimenticato, ma direi che c’è abbastanza materiale per un sano e piacevole momento di nostalgia :)

La mano de dios, atto secondo

Nell’ultima vittoria del Napoli che ho visto allo stadio, quella di ieri contro l’Atalanta, c’è stato un goal di mano dell’argentino Lavezzi, che a livello ideale è collegato a quello ben più famoso di quel Diego Armando Maradona che qui ha lasciato davvero un segno indelebile. Pur non potendo raggiungere nemmeno lontanamente tanta magnificenza, il “pocho”, così come viene definito, è già sulla buona strada per diventare beniamino indiscusso dei tifosi per i prossimi anni.
Dotato tecnicamente, lotta su ogni pallone, irriverisce gli avversari con continui dribbling, è veloce ed esalta spesso ad ogni sua giocata, un punto di partenza importante, insieme ad un altro gioiello come Hamsik, per un Napoli finalmente ad alti livelli dopo anni di purgatorio e inferno, e di questo non posso che essere felice, visto che è una delle mie passioni più forti :)

Lavezzi
Lavezzi
Lavezzi

Giappone, primo giorno: Arrivo e Kyoto

E’ così una nuova avventura in Giappone è cominciata, ho deciso di scrivere qualche riga (a puntate, ma che probabilmente andrà riducendosi nei prossimi giorni, quando comincerà la fiera), condita da foto, per raccontare e, devo dire la verità, fissare in pianta stabile alcune delle emozioni che ho vissuto, anche se ci penserà già il cervello a renderle indelebili…

La compagnia scelta per il viaggio, complice il miglior prezzo, è stata Air France, e il volo è filato liscissimo, con scalo a Parigi, poca attesa e ottimi film durante il tragitto, doppiati anche in Italiano. Ho dormito anche diverse ore, cosa strana perchè solitamente nei viaggi d’andata fatti in passato ero sempre sveglio e arzillo, per poi crollare nel ritorno. La stazione di destinazione è stata comunque Tokyo Narita, e la prima cosa che ho fatto è stata quella di prelevare il Japan Rail Pass, una sorta di abbonamento ferroviario che ad un costo decisamente inferiore al pagamento complessivo delle tratte singole, permette di girare per un numero fissato di giorni (nel mio caso 14) gratuitamente tra la maggior parte delle linee ferroviarie del paese. Con molta cortesia il dipendente che mi ha fornito il pass, ha prenotato anche per me i posti sui due treni che avrei preso da li a poco. Non prima però di passare dall’amato Starbucks Coffee e prendere il Mocha Frappuccino (è una delle cose che mi manca realmente quando ritorno in Italia, scherzo :–D) e notare come la signorina della cassa, al mio pagamento con un taglio grosso di yen (10.000), li ha fatti vedere alla sua collega, e nuovamente alla consegna del resto, quasi a crearsi un “alibi” in caso di eventuale perdita o richiesta dal parte del principale.
Soddisfatto per il Frappuccino, mi sono diretto in un’altra zona dell’aereoporto in attesa del Narita Express: circa 50 minuti di treno per giungere a Tokyo Station, nel centro di Tokyo. Durante l’attesa, ho “adocchiato” una ragazza Giapponese che stava già sul mio stesso volo. Destino ha voluto che tra le centinaia di posti a disposizione, avesse prenotato proprio quello accanto al mio e che parlasse inglese, i cinquanta minuti così sono passati in un lampo, tra quattro chiacchiere sui propri posti di provenienza e così via. Arrivati a Tokyo è stato subito il tempo di ripartire, i primi giorni infatti sono destinati a Kyoto, che non avevo mai visitato. Il treno si chiama Hikari e, dopo ben 2 ore e 50 minuti, sono arrivato a Kyoto Station. La stazione è qualcosa di imponente, immensa per grandezza e con a corredo un numero davvero elevato di negozi, pronti ad accogliere la manica di turisti e di persone che vi transitano. Un misto di moderno e di antico, che sul lato nord spunta al cospetto Kyoto Tower, un osservatorio alto poco più di 100 metri che permette una vista molto affascinante della città, che ovviamente non mi sono lasciato sfuggire. Camminando si trovano negozi di tutti i tipi e si raggiunge il cuore pulsante del business, fatto di palazzoni però non così soffocanti come quelli della capitale.
Il letto sul Tatami
Il mio Ryokan si trova invece nel distretto di Inari, e una volta arrivato alla stazione omonima, mi si è mostrato davanti uno spettacolo eccezionale. Inari infatti è un quartiere di quelli vecchio stile, con stradine antiche, gente in bicicletta, case minute e basse, si respira un’aria quasi diversa. Se avete visto un qualsiasi cartone animato Giapponese, non faticherete a capire di cosa sto parlando, è perfino identico il rumore che annuncia l’abbassamento delle sbarre per un imminente passaggio del treno, davvero una gioia immergersi in questa atmosfera.
Non poteva quindi essere diverso il Ryokan che ho scelto, il Karatachi. Ad accogliermi sono state due signore affabilissime, madre e figlia, che si sono dimostrate subito molto disponibili e piacevoli nei discorsi (pur masticando un inglese più che stentato) mettendomi subito a mio agio, e offrendomi del te verde.
La mia stanza è uno spettacolo: tavolino basso per la colazione, letto a terra con coperta ricamata a mano, stanza curata nei minimi particolari e fatta tutta di legno. Il bagno è condiviso, la doccia si trova al piano inferiore ed è ovviamente privata. Maiko, la più giovane delle due, ha una splendida bambina di cinque anni, Karen; la sera, quando sono tornato dal mio giro, le ho portato delle patatine e della cioccolata, ma purtroppo stava già dormendo, inutile dire che la madre mi ha ringraziato tantissimo…
Salendo verso il tempio Podista con la maglia del Napoli :D
Gran parte della giornata l’ho dedicata comunque alla visita di Inari Shrine, un tempio, circondato da vari altari su più livelli, a dir poco enorme: per raggiungere la sua estremità superiore bisogna fare, letteralmente, migliaia di scalini, ma ne vale sicuramente la pena, lo spettacolo è di quelli da ricordare, visto che il tutto si trova immerso nel verde e che ogni più piccolo particolare è curato nei minimi dettagli. E’ sempre bello vedere come ogni persona che passavo nella scalinata (sia in discesa che in salita) mi salutava o si inchinava (segno sempre dell’estrema gentilezza di questo popolo), tra le tante ce n’erano diverse che facevano jogging avanti e indietro, e qui mi sono imbattuto in un signore moderatamente anziano che vestiva una maglia del Napoli, dell’epoca di Maradona. Tifoso del calcio Italiano o più semplicemente gli piaceva com’era fatta la maglia? :–D

Ho messo nella galleria di Kyoto le “prime” 199 foto :–)