Champions League

Ce ne andiamo in Champions League!

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Con i tre babà serviti ad un fallosissimo Bologna si è conclusa la bellissima rincorsa del Napoli alla Champions League, ed è sempre un’emozione fortissima!

Una stagione straordinaria, che non si è conclusa ancora meglio solo a causa di una Juventus in stato di grazia e più cattiva nei momenti topici; se penso poi che abbiamo buttato diversi punti come il pareggio col Torino grazie ad un passaggio disgraziato all’indietro al novantesimo minuto o le vittorie buttate contro Bologna, Milan e altri…
C’è poco da recriminare comunque, quest’anno abbiamo ottenuto il record storico di punti, Cavani capocannoniere del campionato, Hamsik miglior uomo assist e vero leader della squadra, il miglior attacco e la seconda difesa del campionato.

L’anno prossimo potrò sentire nuovamente la bellissima musica della Champions League e l’urlo impareggiabile del San Paolo, se poi De Laurentis si deciderà a fare un passo avanti ulteriore, potremo ufficialmente lottare per lo scudetto.

Nel frattempo…SEMPRE E SOLO FORZA NAPOLI!

Una stagione di Napoli Calcio

Ieri sera si è conclusa la lunghissima stagione calcistica del Napoli, probabilmente la più esaltante dopo gli anni di Maradona che ho vissuto ahimé molto piccolo e assorbito nel corso degli anni successivi con videocassette e poi DVD ed Internet.

Altarino Napoli Calcio

DVD, Guerin, Medaglie

Esaltante soprattutto per la Champions League, con la fortuna di aver visto tutte le partite giocate in casa (tre vittorie ed un pareggio) e di essermi emozionato ed aver gioito a partire dall’inno che tutti gli appassionati di calcio vorrebbero sentire, e che abbiamo reinterpretato con un urlo finale in grado di far tremare e rendere increduli tutti i giornalisti e tifosi che hanno assistito alle nostre partite.

Parlando del campionato, posso concordare che le partite di Champions League abbiano rubato energie fisiche e mentali, ma non posso non credere che alcune partite potevano essere gestite meglio, per un terzo posto in scioltezza che invece abbiamo perso da ingenui in quel di Bologna. Fiammate alterne quindi che si sono estese anche nell’umore dei tifosi e dei gicatori, ancora oggi il Napoli è una squadra che vive di entusiasmi e di partite dove riesce a regalare un gioco spettacolare e altre dove è invece abulico, con una panchina estremamente corta che il prossimo anno deve essere rimpolpata assieme a qualche titolare in grado di farci perlomeno sognare di lottare per le primissime posizioni.

La Coppa Italia di ieri infine, sarebbe bello un giorno vederla alla stregua della FA Cup inglese in termini di attenzione, soldi e seguito, magari in mano a SKY e Mediaset come trasmissione televisiva; sicuramente ieri sera è stato un degnissimo spettacolo, con oltre 60.000 spettatori, una grande cornice garantita dallo Stadio Olimpico di Roma e soprattutto dalle due squadre che si sono contese la coppa, in grado di muovere un numero impressionante di tifosi.

Non parlo dei fischi all’inno, secondo me indirizzati soprattutto ad Arisa -visto che poi si sono quietati e tutti uniti nel minuto di silenzio successivo- e da stigmatizzare altrimenti, la partita è andata nella direzione verso la quale speravo, una Juventus che giocava come sempre ma un po’ più spompata e noi che abbiamo giocato molto bene e con la giusta cattiveria che ci ha permesso di ottenere la vittoria. Il primo goal in particolare, con un Lavezzi in procinto di lasciare la squadra dopo cinque anni che mi ha emozionato in quanto le sue lacrime e la gioia a fine partita sono sembrate vere e genuine, e la felicità nel vedere finalmente un trofeo vinto dopo tanti anni dal paradiso e dalla discesa repentina verso l’inferno più profondo.



Felice complessivamente per quest’anno quindi, esaltato per le partite in Champions League e la Coppa Italia, dispiaciuto per non aver centrato di poco la terza posizione e speranzoso di migliorare ancora il prossimo anno.

Il trittico di vittorie contro i campioni di Inghilterra, quelli d’Italia e quelli d’Europa rimarrà qualcosa di indimenticabile e difficilmente replicabile, però.

Il Napoli è la squadra europea più “Cool”

Chi ogni tanto mi legge avrà già avuto modo di “apprezzare” i miei deliri entusiastici sui vari social network e legati alle ultime prestazioni del Napoli, e sa quanto sia legato a tripla mandata alla squadra di calcio della mia città.

Detto questo, volevo segnalare un articolo scritto su Grantland da un giornalista anglosassone e denominato “The Coolest Soccer Team in Europe, Why you should root for Napoli”, dedicato simbolicamente agli sportivi americani in procinto di scegliere quale squadra europea tifare quest’anno.

L’articolo è molto interessante/divertente, dice perfino grandi verità di una città dove vivono come affermo sempre il Bene, il Male e gli eccessi in entrambe le direzioni, caratteristiche che si riflettono anche sulla squadra di calcio e sul tifo, passionale, sentimentale e difficilmente eguagliato in tutto il mondo. Tifo che non a caso sta facendo “tendenza” presso tutti i tifosi amanti di calcio europei, grazie all’inferno dello stadio San Paolo e a quell’urlo “Champions!!!” alla fine dell’inno ufficiale della competizione; nessuno aveva pensato prima a proporlo con tanta forza e passione.

Di seguito l’articolo per intero tradotto in italiano da il Napolista, con bonus in calce il video dell’inno Champions di Napoli-Chelsea, la parte finale è da brividi:

La sorprendente vittoria per 3-1 sul Napoli del Chelsea in Champions League di martedì scorso sancisce tre cose importanti. Ha segnato formalmente il momento in cui tutti si sono resi conto che la Serie A ha raggiunto il livello della Premier League. Ha lanciato un migliaio di conti alla rovescia sulla fine di Andre Villas-Boas, al punto che hasandrevillasboasbeensackedyet.com (villasoboasèstatogiàlicenziato.com) è diventato una risorsa vitale per i giornalisti di calcio. Ed ha definito una volta per tutte lo status del Napoli come il club più alla moda in Europa e la risposta predefinita alla domanda: “Se sei un americano che cerca di entrare nel calcio europeo, quale squadra dovresti sostenere?”

Scherzi a parte, se sei un fan in cerca di un club, come non puoi considerare il Napoli a questo punto? Non solo gli Azzurri non sono inglesi – il che vuol dire che non ti confonderai nella massa di 40 milioni di ragazzi che scelgono un club di Premier League solo perché è quello che fanno tutti gli altri – e non solo sono una giovane squadra divertente e che va oltre le proprie possibilità, il Napoli è anche, per dirla con un blando eufemismo, una costellazione cosmica degli elementi che rendono lo sport incredibile. Sono gli outsider perenni che possono contare su una storia gloriosa. Sono l’oggetto dell’amore sofferto e continuamente deluso di una base enorme di fedeli tifosi, ma a memoria d’uomo sono anche stati la squadra vincente del più grande calciatore del mondo. Sono una squadra di folli alti e devastanti bassi – praticamente la summa dell’esperienza del tifoso nella sua forma più estrema e lirica, il tutto compresso in un unico club in una città terrificante e affascinante affacciata su un golfo e distesa ai piedi di un vulcano. Davvero, preferireste fare il tifo per l’Arsenal?

Se non sei ancora convinto, allora è per te, mio amico riluttante, che ho compilato il seguente elenco di aspetti della incredibile suggestione del Napoli.

1. Napoli

La maggior parte del potere economico e politico in Italia è concentrato al nord, intorno a Milano e Torino. Napoli è la capitale de facto del sud. Tutto quello che c’è da sapere su questa divisione ai fini calcistici è contenuta nel vecchio e brutto detto “L’Africa comincia a sud di Roma”, cioè, i napoletani non contano quando si tratta di valutare chi deve essere trattato come l’uomo bianco. Il calcio tende a fiorire in prossimità del denaro, il che significa che geograficamente i top club italiani – Milan, Inter, Juventus – sembra che stiano aspettando la sera per indossare uno smoking e cercare di intrufolarsi in Svizzera. Il Napoli incarna le speranze di tutti coloro che stanno dalla parte sbagliata di quella divisione geografico / culturale.

E la stessa Napoli è una città totalmente guasta, bella, lussureggiante, e pericolosa, gestita dalla camorra, con mucchi di rifiuti che bruciano per le strade (perché la camorra controlla la gestione dei rifiuti), branchi di cani selvatici … e, incidentalmente, un sacco di splendida architettura ed una infinita tradizione culturale che risale a prima dell’Impero Romano. Immaginatevi New Orleans, solo con il cattolicesimo alzato a 14 e vendette di sangue al posto dei giri turistici voodoo. Inoltre, c’è questa enorme baia baciata dal sole, con il Vesuvio che si profila in lontananza. Anche, Kiton Brioni. (??? N.d.t.) Questo per le vostre fantasie di calcio europeo è il luogo adatto in cui vivere.

Inoltre, se si visita per una partita, è possibile andare a vedere le rovine di Pompei, che ora includono la maggior parte della difesa del Chelsea.

2. Maradona

Fu a Napoli che Diego Maradona si trasformò da “talentuoso giocatore argentino, ma è difficile che si riesca a farlo rendere in Europa” a “figura di significato quasi religioso la cui sola vista fa sì che le persone sane di mente scoppino in pianto dirotto.” Il Napoli lo acquistò dal Barcellona per l’allora record mondiale (arrotondato alla valuta corrente) di 12 milioni di euro nel 1984. Ha trascinato l’Argentina alla vittoria della Coppa del Mondo nel 1986, ha portato Napoli a vincere il suo primo campionato di Serie A un anno dopo, lo ha fatto di nuovo nel 1990, è diventato un’icona per chiunque sia mai stato ingiustamente preso a calci o si sia sentito senza speranza o si sia ritrovato sul lato sbagliato della vita, e da allora si è lanciato in un’esistenza paragonabile ad un’astronave traballante con propulsione a cocaina, bottiglia di vino in mano.

Onestamente, è quasi impossibile contestualizzare quello che Maradona ha significato per l’Italia meridionale tra il 1984 e il 1991 – questo ragazzo rozzo e attaccabrighe che scioccò il mondo in nome di una regione che era sempre rimasta chiusa fuori dalla gerarchia calcistica del suo paese pazzo per il calcio. Cosa si potrebbe paragonare a tutto ciò? Se Michael Jordan avesse portato i Cubs alle World Series nel mezzo della Beatlemania, ci si sarebbe avvicinati, sebbene anche a un evento simile sarebbero mancate sfumature religiose alla statua lacrimante della Vergine Maria e lo strano motivo costante della Camorra. Maradona è stato punito con 15 mesi di squalifica per uso di stupefacenti nel 1991 e lasciò Napoli con la sua reputazione a pezzi. Ma questo posto, più di ogni altro club o città, è il posto dove accadde Maradona. Questa è l’eredità enorme e ingestibile con cui il club ha dovuto aver a che fare sin da allora.

3. Soldi

Il Napoli è sparito nel 2004, fallito e incapace di mettere in campo una squadra. (Ritenetevi avvisati: questo è il tipo di cose che accadono a Napoli). Il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis ricostruì il club nello stesso anno, ma non fu in grado di riacquistare la sua storia fino al 2006 (!). Da allora, hanno improvvisato con un budget basso – mai una saggia strategia nel calcio – ciononostante sono comunque riusciti a risalire dalla terza divisione (serie C) di nuovo in Serie A, dove sono attualmente, abbastanza sorprendentemente, al sesto posto. E ‘ al tempo stesso appropriato ed esilarante che le due squadre inglesi che hanno sconvolto quest’anno siano il Chelsea e il Manchester City, club di proprietà rispettivamente di un plutocrate russo e uno sceicco petroliere, e due rappresentanti di spicco del movimento che vuole il calcio come giocattolo di lusso dei milionari. Miliardari, non andate a Napoli a meno che non vogliate comprare degli abiti nuovi.

La squadra attuale che il Napoli ha messo insieme è una macchina veloce e fluida costruita per il contropiede che segna reti per puro divertimento. (Solo il Milan ha segnato di più finora in Serie A). E ‘costruita su qualcosa di simile al modello classico di Billy Beane (Brad Pitt in Moneyball, N.d.t.)- ricambi sottovalutati e giocatori giovani che il Napoli si è cresciuto in casa, ma si ha l’impressione che la dirigenza legga sonetti e parli con gli zingari piuttosto che consultare schemi e diagrammi. Nel 2007, hanno acquistato Ezequiel Lavezzi per 6 milioni di euro, circa un decimo di quello che il Chelsea ha sganciato per Fernando Torres, in un momento in cui era un attaccante non proprio di successo nella Premiera Division Argentina con il soprannome di El Pocho. Lavezzi volò in città e immediatamente segnò la prima tripletta del Napoli dopo 14 anni. Martedì scorso ha segnato un gol (DUE gol, N.d.t.) e si è ripetutamente lasciato dietro il terzino destro del Chelsea Branislav Ivanovic. Paffuti signor Nessuno con tatuaggi a forma di pistola che crescono su un grande palcoscenico sono tutto ciò che Napoli rappresenta.

(Inoltre, Aurelio De Laurentiis? E ‘uno scontroso tiranno che indossa occhiali da sole e spesso è soggetto a sfuriate clamorose: una volta disse al suo manager personale “Non ti picchio perché sei un uomo anziano”, ha chiamato Lionel Messi “un cretino” e ha minacciato di tagliare le palle all’agente di Lavezzi se quest’ultimo dovesse pensare di lasciare il club. Un paio di anni fa, quando molti dei giocatori del Napoli furono accostati a possibili trasferimenti in Inghilterra, la tattica di De Laurentiis per convincerli a restare fu quella di avvisarli che le donne inglesi “non si lavano le parti intime.” “Per loro”, disse in un tono paternamente preoccupato, “il bidet è un oggetto misterioso.” Questo è il genere di cose che accadono a Napoli.)

4. Edinson Cavani

Mi ci è voluto un po’ per apprezzare il miglior giocatore del Napoli. Le prime volte che l’ho visto giocare, ho pensato che sembrava un poco troppo languido o casuale, e mentre in Serie A c’è una grande tradizione di giocatori alla Andrea Pirlo mortalmente sonnacchiosi, non riuscivo a capacitarmi che lo stesso stile potesse appartenere ad un grande attaccante destinato a sopraffare i difensori avversari. Poi ho visto la sua tripletta contro la Juventus lo scorso gennaio. L’ultimo gol lo ha segnato con un tiro dello scorpione rasoterra, il tipo di mossa che una volta che l’hai visto, spazza via ogni dubbio sul giocatore capace di metterla in atto.

Cavani è una sorta di incrocio di laboratorio tra Pippo Inzaghi e Zlatan Ibrahimovic, dotato sia di quel misterioso istinto che alcuni giocatori hanno di essere sempre al posto giusto al momento giusto sia della capacità di segnare da qualsiasi angolazione con quello che sembra un repertorio completo di colpi di karate. Quel senso di languore che io pensavo di aver rilevato in un primo momento si è rivelato invece sottile furbizia, un modo di tenersi fuori dal gioco per poi piazzare la mossa vincente, il colpo mortifero. E ‘una gioia per gli occhi, e Cavani, che ha segnato 41 gol in 57 presenze in campionato per il Napoli, è probabilmente il giocatore meno celebrato del mondo del calcio – cosa che è sicuramente destinata a cambiare se decide di correre i suoi rischi con vagine straniere in futuro. Seguitelo prima che la paura salga!

5. Teatro italiano brillante di mascolinità calcistica

Potreste scegliere una squadra inglese. Ce ne sono molte buone. Ma vi perdereste l’estetica irresistibilmente divertente della Serie A fatta di uomini duri, competitivi, e spesso violenti che fanno la ruota come il pavone, che si legano attentamente i capelli in lussureggianti code di cavallo prima di scivolare nelle loro magliette rosa per scendere in campo, per poi celebrare le grandi vittorie piangendo e denudandosi fino a rimanere in mutande. Per gli americani abituati ai loro laconici eroi sportivi in completi giacca e cravatta di pessimo taglio, la favolosità pura della Serie A o risulta imbarazzantemente gay (se sei un bro che si tiene fuori da questo genere di cose), o diventa un’iniezione divertente di teatrino egocentrico in uno sport altrimenti serio. Ad ogni modo, ricordatevi che Mario Balotelli, l’attaccante del Manchester City con la capigliatura stile mohawk, fashion victim dagli elaborati orecchini, è venuto in Inghilterra dall’Inter e acquista significato solo nel contesto del calcio italiano. Tenere per il Napoli significa che invece di guardare coraggiosi centrocampisti inglesi accigliarsi nel freddo una settimana sì e l’altra pure, ve ne starete a guardare auto-indulgenti figurini di grande talento recitare una pubblicità infinita ad un’acqua di colonia. Questa è una vittoria, credetemi. Le loro fidanzate sono anche più belle delle vostre.

Per questo e molti altri motivi, ho eletto il Napoli vostro nuovo club europeo. Presto, innamoratevi ora prima che il Chelsea acquisti tutta la squadra e tutto si inverta di nuovo.
Di Brian Phillips per Grantland (traduzione Donatella Sapone)


XG1 / MADE IN NAPLES / inno Champions League di angeloXG1

L’emozione dell’ingresso in campo di Napoli-Bayern Monaco

Un video, fatto da me medesimo in persona, vale più di mille parole:

La notte magica di Champions al San Paolo

Veduta completa dello stadio

Erano più o meno 31 anni che anche inconsciamente (perché sono diventato tifoso grazie al Napoli di Maradona, e quindi ho visto il massimo possibile) ho aspettato la serata di ieri, lo stadio pieno, la musica della Champions League, una giornata di festa dove sono sceso a Napoli e risalito unicamente per vedere tornare la mia squadra del cuore nel grande calcio, e spero restarci negli anni a venire.

Mi sono goduto la prima partita di Champions in maniera ancora più speciale, perché sono stato invitato (e ho portato con me Manu, mio padre ed un paio di amici) da uno degli sponsor della manifestazione (Sony) per assistere alla partita in tribuna, con il parcheggio immediatamente nei pressi dello stadio e l’accesso al Champions Club.
Quest’ultimo era una grossa sala dove c’era da mangiare e bere in grande quantità, a partire da salumi ad affettati passando per mozzarella, pasta, parmigiana e così via. Ognuno dei partner della manifestazione (Sony, Heineken, Unicredit, Ford) aveva un piccolo stand con tanto di gadget in regalo, li potete vedere nelle varie foto tra zainetti, mini palloni Champions, spillette, penne e così via :)
Ci sono state anche un paio di estrazioni a premi, un ragazzo ha vinto 15 minuti in campo durante il riscaldamento, altri due un pallone della manifestazione autografato e la maglia 88 di Inler grigia in versione Champions League…io non mi sono fatto mancare nulla, e ho acquistato la maglia da gioco con gli inserti dorati e le due toppe della Champions, la sfoggerò nelle partite di calcetto serali :D

Champions Club Britos Nel Champions Club col pass Veduta a mare riprodotta Con uno degli sponsor La Coppa nel Champions Club Tutti i gadget del Champions Club Zainetto Ford e Heineken Maglia Napoli Champions League

Arriviamo alla partita, come sempre vederla al San Paolo è un’emozione fortissima, lo stadio è sempre pieno e rumoroso, intimidisce l’avversario (dovevate esserci nel secondo tempo in seguito al possesso di palla prolungato del Villareal, una bordata di fischi davvero incredibile e assordante) ed è uno spettacolo esserci, il primo tempo poi emozionante oltre ogni misura con le due reti e le coreografie, che ho catturato anche in un video qui di seguito:

Ecco le ultime foto, chissà davvero che possiamo lottare per il passaggio di turno fino all’ultimo!

Curva B Curva A Prima di cominciare!

Champions Legue! Champions League!

Qualche tifosotto delle squadre più blasonate dirà che per lui è la normalità, per noi è stata un’apparizione in sole due occasioni e l’ultima ben 21 anni fa, ma finalmente si va in Champions League dalla porta principale!

E’ stato un campionato straordinario, dove tutti i giocatori hanno dato il massimo e dove il pubblico è stato incredibile in quanto a supporto, con lo stadio sempre pieno e città come Bologna e Parma letteralmente invase dai tifosi azzurri.
Anche l’ultima partita al San Paolo con altri 60.000 spettatori, il prossimo anno sicuramente verremo inseriti in un girone con una squadra tra le grandi d’Europa (ovviamente vorrei una tra Manchester United, Barcelona, Real Madrid, Chelsea, Arsenal) non vedo l’ora di andare in trasferta per gustarmi la partita dal vivo, e farmi tutte quelle al San Paolo…

Peccato per la questione Mazzarri…si è rotto qualcosa, ma da anni ho imparato a tifare solo la maglia e al massimo farmi simpatico qualche giocatore, sono ben conscio dei giochi di potere che ci sono dietro…

Per tutti i tifosi veri del Napoli, ascoltate, riascoltate e ascoltate ancora questa canzone, il prossimo anno la sentiremo per almeno sei partite!