3D

Japan, once again

Anche se gli ultimi due anni giapponesi hanno rappresentato tante gioie ma anche dolori successivi, non potevo non prendere qualche giorno di vacanza prima del Tokyo Game Show, che si terrà la prossima settimana e che si preannuncia meglio del previsto, perlomeno dagli appuntamenti presi rivolti a diversi giochi inediti o piuttosto interessanti (e intervisterò di nuovo il grande Tetsuya Mizuguchi).

Quest’anno ho scelto l’hotel Sakura in Ikebukuro, un po’ meno elegante rispetto a quelli del passato ma che mi ha permesso di aumentare il budget per il resto ed è tenuto da ragazzi estremamente simpatici e che parlano parecchie lingue.

Il primo giorno e mezzo l’ho dedicato allo shopping e alla visita di quartieri (Akihabara, Shibuya, Ueno, Okachimachi, Harajuku e lo stesso Ikebukuro) che oramai conosco a memoria dopo 7 anni che ci vengo, nei prossimi cercherò di dirigiermi verso posti attorno che ancora mi mancano (ad esempio Yokohama che colpevolmente non ho mai visitato) e fare qualche uscita con un paio di amici che ho conosciuto in questi anni.

Non mi dilungherò nell’ennesima disamina del Giappone, visto che ci sono decine e decine di post dei precedenti viaggi, piuttosto volevo raccontare di un paio di cose che ho notato girando.

Innanzitutto e ancora una volta riguardo i trasporti, quest’anno ho preso un treno della linea Skyliner al capolinea dove ha invertito la direzione, ho visto in diretta l’automatismo di tutti i sediolini che ruotano a 180 gradi per mettersi a favore di marcia, davvero un ottimo esempio di progettazione. Per quanto riguarda le metro è da notare che il posto favorito dalle persone è quello nell’angolino o dove c’è la fine di una fila con il divisorio, c’è proprio una corsa al posto quando se ne libera uno. A mio modo di vedere per due motivi, il primo dei quali trovare un appoggio per addormentarsi (i giapponesi sono famosi per dormire sempre in metro e avere la capacità innata di svegliarsi alla fermata alla quale devono scendere) il secondo perché così sono un attimino più isolati :D
Dulcis in fundo, quasi tutte le stazioni che si trovano sulla Yamanote Line -quella verde che permette di raggiungere la maggior parte dei quartieri al centro di Tokyo- hanno un jingle musicale dedicato che parte quando le porte si aprono (come quello di Takadanobaba in questo video, verso il quale sono legatissimo dopo tanti anni che sono stato con l’albergo li), ho scoperto finalmente che sono azionati direttamente dall’ufficiale che si trova in coda, il quale esce dal treno, preme un interruttore e dopo tot secondi lo preme di nuovo per interrompere la canzone, che magari serve anche per i dormiglioni di cui sopra.

In città invece ho notato diversi grandi negozi che sono cambiati, soprattutto ad Akihabara, dove ad esempio uno degli storici e incasinati visivamente Softmap è diventato Apple Premium reseller only, con uno stile pulitissimo come si confa ai prodotti della mela morsicata, oppure le sale giochi, che oramai sono sempre di meno, sempre più piene di pachinko e appannaggio di Taito e Sega. Per quanto riguarda i Club Sega, tra i videogiochi “classici” sono a farla da padrone i picchiaduro ad incontri, che hanno letteralmente preso il monopolio. Un intero piano è dedicato a Virtua Fighter 5 Final Showdown con a seguire Tekken 6 Bloodline Revolution, Blaz Blue Continuum Shift e tutti quelli dedicati ad altri anime come Gundam e compagnia.
Anche il 3D ha invaso i negozi di giocattoli ed elettronica con decine di accessori, fotocamere ma anche schermi lcd da 10 pollici che non necessitano di occhialini, da segnalare una sorta di loculo piccolissimo che illustrava la tecnologia e che aveva all’interno un tipo che richiamava l’attenzione dei passanti, bella storia a stare rinchiuso tutto il giorno li dentro e a dire le stesse cose :D

Un ritorno di fiamma invece nei negozi di giocattoli e in quelli di tendenza giovanile che si trovano ad esempio ad Harajuku è rappresentato da One Piece, che ha una bella sezione dedicata praticamente ovunque e che non avevo mai visto così in forze anche sui vestiti.

Una ultima cosa che letteralmente adoro del Giappone sono la miriade di minimarket sempre aperti che è possibile trovare in ogni dove, tra brand famosi qui come Lawson, 7eleven, Ministop, 3F, Family Mart, K-Mart e così via. Questi market sono forniti di tutto il necessario tra miriade di drink, snack, istant food, materiale di primo soccorso e congelati, mi piace troppo l’idea che una persona torni a qualsiasi ora della notte e possa andare in uno qualsiasi di questi market per comprare qualcosa oppure giusto per dare un’occhiata, e rendere quindi la città “viva” in qualsiasi momento :)

Avatar 3D, e dico pure la mia

Si, lo so, l’ennesimo parere sul film del momento non serve a nessuno, ma siamo pur sempre sul mio blog, quindi faccio un po’ quel che cazzo mi pare :D

L’ho visto finalmente stasera e faccio una premessa, non capisco davvero i criticoni mai contenti che ne hanno lamentato la trama piena di clichè piuttosto che simile a quella di un Pocahontas di turno, non credo che nessuno si aspettasse una profondità simile a quella del 3D (:D) o una storia d’essay, e mi pare che il cervello elabori ancora qualche pensiero prima di comunicare al resto del corpo di andare al cinema o meno, con le aspettative che vengono contestualizzate di volta in volta.

Detto questo, è stato il primo primo esperimento 3D “serio” e da buon appassionato di tecnologia mi sono informato a priori su come godermelo al massimo. Ci sono quasi riuscito, perché ad aggiungere complicazioni anche ad una semplice visione di un film ci pensa l’esistenza di tre tecnologie e relativi occhialini, che fanno cambiare la qualità della visione stessa in fatto di luminosità, profondità e così via. Qui a Terni sono riuscito a visionare il film con quelli di mezzo, i Real 3D, e complessivamente sono rimasto soddisfatto dopo aver visionato il film proprio al centro della sala. E’ interessante notare come viene applicata la tecnologia, secondo tutta una serie di messe a fuoco e viceversa, che con gli occhialini permettono di avere la migliore profondità vista ad oggi, seppure con il limite fisico dello schermo e degli oggetti in primissimo piano o alcuni sugli sfondi, che sono la causa dei giramenti di testa per qualcuno perché l’occhio non li riesce a mettere a fuoco rapidamente, come può accadere invece su uno schermo piatto dove poi la messa a fuoco è data unicamente dal regista con la cinepresa.

Per il resto il film è tecnicamente incredibile, mi ha sorpreso la qualità delle animazioni, il labbiale sincronizzato perfettamente sull’inglese per il popolo dei Na’vi, la bellezza del pianeta Pandora, la morbidezza dei paesaggi e degli effetti quali esplosioni o altro, il dettaglio di ogni più piccolo oggetto, la presenza bassissima di artefatti e un’ambientazione decisamente colorata e affascinante, che in campo cinematografico mi ha ricordato anche Balla con i Lupi, in quello videoludico, tanto per restare nel mio campo, una tecnica molto simile utilizzata per le sequenze in CG di Final Fantasy XIII.

Non mi sono dimenticato del film vero e proprio, una storia raccontata estremamente bene, che scorre piacevole fino al suo completamento anche senza essere memorabile, supportata dal comparto tecnico di cui sopra e grazie al quale Cameron ci guarda con il miliardo e mezzo di dollari ad oggi guadagnati, mica scemo…

Nota finale per l’antagonista di turno, tale Colonnello Miles Quaritch, di una cattiveria inaudita quando esce col mitra dalla base ossigenata senza respirare e spara per almeno un paio di minuti , è diventato subito un mito :D