La scorsa settimana ho deciso di staccare cellulare e dati per tre giorni consecutivi, allo scopo di ricaricarmi e vedere l'effetto che fa dopo anni sempre disponibile e connesso. In realtà l'esperimento è durato più del previsto, da mercoledì sera fino a domenica dopo pranzo, e ha portato in dono alcuni spunti interessanti, almeno per quanto mi riguarda.

Il primo giorno la sveglia è stata ben oltre mezzogiorno, senza questioni lavorative/personali da controllare; una dormita se vogliamo diversa dal solito perché sono rimasto nel letto e un po' "spaesato" dall'assenza della classica routine, che prevede lettura di mail, notizie e la risoluzione delle cose più urgenti.
Assenza che si è tramutata in una spesa immediata da oltre 12 euro per comprare l'unico giornale ancora presente in edicola ed un altro paio di periodici, in previsione di ammazzare il tempo in maniera differente.
Mentre leggevo c'è stato un primo sussulto: l'arrivo di una notifica, perché quelle bastarde si presentano anche offline nei giochi o nelle applicazioni, peccato che poi non servano ad una mazza se non sei online, invitandoti a riattivare quella malefica connessione.
Chiudendo il cellulare ho scorto inoltre un numeretto sull'icona delle mail, quella dannata applicazione avrà scaricato le ultime prima di chiudere tutto ma non mi sono fatto fregare, anche se la tentazione di dare una controllatina un'ultima volta c'è stata.
Inutile dire che leggendo il quotidiano c'erano parecchie notizie che avrebbero meritato un ulteriore approfondimento online, perché quando una cosa mi interessa o ne sono ignorante, comincia una ricerca estenuante a base di link.

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Tutti a mare senza cellulare, poi; tra le chiacchiere di spiaggia con amici, fratelli e conoscenti sono emerse due mete interessanti: proprio vicino a Baia Felice c'è una delle cantine di vino più rinomate della zona e di grande esportazione; a pochi chilometri è presente un Krusty Burger, un fast food con licenza più o meno ufficiale dell'omonima catena fittizia presente all'interno dei Simpson.
E così dopo qualche ora di sole ecco che si è messa in moto la macchina dell'efficienza, abbiamo recuperato il numero di Villa Matilde e poco prima del tramonto ci siamo diretti verso il vigneto per una visita in Jeep e poi per una degustazione di qualche vino rosso assieme a cibarie varie: il Falerno del Massico è uno dei vini più antichi della storia, viene vendemmiato alle falde del vulcano spento di Roccamonfina e veniva bevuto anche dai romani duemila anni fa, che lo decandavano come di qualità superiore.
La degustazione si è rivelata spettacolare in orario aperitivo, e siamo (con Manu) tornati a casa con 54 euro di vino rosso, tra i quali uno riserva del 2006. È stato poi il turno del Krusty Burger a MONDRAGONE, che ha un po' stonato dopo il giro per vigne: l'idea è carina e l'impatto piacevole, la realizzazione insipida e il servizio sembra essere una copia carbone del MC Donald, anche nella tipologia dei panini con nomi legati alla famosa serie di cartoni animati. Durante il giro successivo abbiamo incontrato anche un bar con la scritta Algida vecchia ad occhio e croce di decine di anni.
Sia ben chiaro: la scoperta dopo tanti anni di villeggiatura della cantina Villa Matilde e una giornata così intensa sono state una piacevole casualità, ma gli amanti dei gomblotti potrebbero non pensarla così.

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Il secondo giorno l'ho affrontato con maggiore consapevolezza dell'assenza di qualsivoglia interazione telefonica ed online, ed è trascorsa con una tranquillità disarmante e senza gli assilli costanti che possono essere derivati dal voler controllare come è andata la pubblicazione di un articolo, la condivisione di uno status oppure un messaggio ricevuto su Facebook/Twitter/Whatsapp/Line/Mail/Stocazzo Social Network.
Parlando dei nostri lettori, due ragazzi che già conoscevo in precedenza, Nicola e Pasquale, sono venuti a trovarmi in spiaggia per una birra assieme, alle 18. Come ci siamo accordati, vi chiederete? Beh, Nicola mi aveva scritto mercoledì per la disponibilità, gli ho risposto che sarei stato sul lido della mia spiaggia venerdì alle 18, e che ci potevamo incontrare lì…poi ho chiuso tutto senza aspettare la risposta: tra uomini d'onore la parola data conta e viene, per l'appunto, onorata.
Per quanto riguarda i nostri fan su Facebook la statistica dice che la seconda città per provenienza è Napoli, mi piace pensare di aver contribuito anche io.

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Il terzo giorno è stato dedicato allo spostamento prima a casa dei genitori di Manu, con una connessione Wi-Fi veloce e tentatrice a disposizione, ma ignorata, poi al rientro a Terni con gatti al seguito, per una cena prevedibilmente accompagnata da chiacchiere e tanto buon vino. Il router di casa non l'ho nemmeno acceso, ma ne abbiamo approfittato per finire di vedere Silicon Valley: è una nuova Serie TV di sole otto puntate (la seconda stagione è stata appena confermata) leggera e divertente: l'ultima puntata è assolutamente fuori di testa, con una parte dedicata a quante seghe possono essere fatte in contemporanea sfruttando alcune regole scientifiche. Si, avete capito bene.

Siamo giunti infine al quarto giorno, quello del ritorno alla vita digitale. Ebbene, la voglia di accendere tutto era prossima allo zero, ed è stata positicipata di qualche ora fino alla prevedibile inondazione composta da mail, notifiche e messaggi.

Per amore delle statistiche, ecco cosa ho trovato al ritorno online:

  • E-mail: 510
  • Feed RSS da leggere: 4680
  • Follower Twitter guadagnati senza postare: 20
  • Richieste amicizia su Facebook: 31
  • Notifiche ricevute su Facebook: 150
  • SMS ricevuti: nessuno, ma forse sono scaduti dopo tot ore :D
  • Applicazioni iOS da aggiornare: iPhone 25, iPad 27
  • Aggiornamenti Windows 8.1 (dal 2 agosto): 19
  • Aggiornamenti OS X: 1

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Tre giorni sono pochini per trarre conclusioni oggettive e definitive, ma un paio di spunti posso sicuramente condividerli: non ho avuto nessun problema a staccare il cordone digitale o curare maggiormente la parte pratica del tempo libero a disposizione, così come non ho ravvisato traumi particolari nella normalità: finché le cose si fanno con voglia e con passione non diventano mai un peso, e la cosa più importante è quella di avere controllo del proprio tempo, non avere paura di reclamarlo ed essere sempre consapevoli di cosa si sta rinunciando o meno.
Sicuramente la consapevolezza di questo ultimo aspetto è stata amplificata da questi tre giorni senza notifiche, e l'umore ha subito meno "sbalzi" perché non legato al fatto di dover essere sempre sul pezzo e prendersi carico immediatamente di tutte le urgenze e le rotture.
Quando sono tornato online ho notato una certa avversione per alcuni personaggi o situazioni legati unicamente all'interazione online, ma la soluzione sta proprio nel gestire queste cose col giusto piglio e priorità, dando il tempo che meritano di volta in volta.
Di certo dispositivi quali cellulare, smartphone e computer hanno utilità estremamente ridotta senza connettività alla rete (se non per scrivere un post come questo!), ed è quindi facile disfarsene in assenza di connessione.

Detto questo, se una passione o un hobby diventano un lavoro, è il momento di riporli in un cassetto, in attesa magari di ributtarli fuori con rinnovato vigore.

I commenti classici sono superati, se vuoi continuare la discussione scrivimi su Twitter: @Tanzen.