L’ultimo viaggio in Giappone è stato contraddistinto, al di là del giro distruttivo per il videodiario, da diverse mete a sfondo decisamente più culturale rispetto al passato, a dimostrazione ancora una volta che prima si vedono le cose belle per gli occhi, poi quelle per il cervello, con il cuore comune denominatore.
Del Museo Studio Ghibli e di quello di Arte Contemporanea ne parlerò prossimamente, in questo vorrei parlare innanzitutto del Museo di Scienza e Natura situato in quel di Meguro, all’interno del quale ci sono diverse tipologie di insetti, uccelli e piante molto interessanti.
Sicuramente è una visita consigliabile per la grande varietà di verde e di specie mostrate, bastano un paio d’ore per visitarlo e ci sono diverse informazioni anche in inglese.

Per quanto riguarda Odaiba, del Toyota Mega Web ne ho già parlato, questa parte di Tokyo è per certi versi la più artificiale ma è anche una delle più belle della città, affaccia sulla baia e propone diversi centri commerciali “filoccidentali” molto carini, palazzi enormi e il famosissimo Rainbow Bridge, che viene attraversato dal treno necessario per raggiungerla.

Il colpo d’occhio è davvero bello, da queste parti c’è anche una replica della Statua della Liberta, creata nel 1998 per una manifestazione dedicata alla Francia e rimasta in pianta stabile a partire dal 2000.
E’ anche la casa da qualche tempo del Gundam gigante che ha fatto il giro del mondo in termini di video/foto, con tanto di shop dedicato e il famoso (per gli appassionati) Gundam Cafè.

Dulcis in fundo Roppongi, il quartiere situato sopra le colline e simbolo della doppia faccia di Tokyo, con la notte popolata da giapponesi che parlano inglese, e da stranieri alla ricerca dell’incontro facile. E’ anche posto della Mori Tower, torre alta 230 metri che permette di avere uno bello scorcio della città, ancora piuttosto interessante anche se lo Skytree ha cambiato parecchie carte in tavola.

Dammi la uno e vai con le foto!