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Il titolo è volutamente fuorviante, perché a me il cantante neo melodico non piace né lo ascolto. Siccome però durante la cena per il veglione di capodanno sono stato "costretto" ad ascoltare il suo spettacolo da Piazza del Plebiscito e in diretta su Canale 5 e RTL 102.5, non posso che ammettere che, per una volta, ho apprezzato.
Durante la diretta sono state scoccate diverse frecciatine ad una serie di luoghi comuni e problematiche che attanagliano la città di Napoli e la Campania: la mozzarella a rischio, i furti, la terra dei fuochi, la criminalità. Frecciatine chiaramente orchestrate da qualcun altro e lette in maniera fin troppo scolastica da Gigi D'Alessio, ma in un contesto di incredibile visibilità, grazie alla TV nazionale e ad una radio tra le più ascoltate (quattro milioni la prima, altri potenziali la seconda), allo scopo di far passare un messaggio positivo o di chiarimento che troppo spesso non viene ripreso dai TG e dai mezzi di informazione nazionali. Senza dimenticare il tributo a Mango e il messaggio della madre di Ciro Esposito, alla quale hanno ucciso il figlio e non si è mai lamentata, mai chiesto vendetta e sempre inneggiato con forza alla fratellanza italiana e tra le tifoserie estreme che rappresentano il male nel calcio.

Un esempio su tutti, quello della mozzarella di bufala campana: in seguito allo scandalo della diossina trovata all'interno di alcuni esemplari, la notizia è stata ripresa con gran forza dai TG e giornali, scatenando un "panico" gastronomico che ha intaccato gran parte dei produttori onesti e ha ridotto di molto gli approvvigionamenti nel resto di Italia, con danni gravi all'indotto economico. Ebbene, a dicembre 2013 alcuni laboratori tedeschi hanno dimostrato che tutti i 20 campioni casuali di mozzarella DOP inviati da altrettanti produttori sono risultati puliti, perfetti e genuini, e NESSUN mezzo di informazione nazionale, ad eccezione di un piccolo spazio su Mediaset, ha riportato questa notizia scongiurando una problematica economica e rassicurando la massa guidata dal qualunquismo e da chi fa informazione puntando sul sensazionalismo e lo scandalo per fare più numeri. In pochi sanno che c'è anche un produttore casertano, Roberto Battaglia, sotto scorta da dieci anni perché ha denunciato chi continuava ad esigere il "pizzo", e che produce una mozzarella, una ricotta ed una provola affumicata nella paglia (pratica ormai rara) BUONISSIME, che più volte ho avuto modo di assaggiare e far assaggiare.
Di esempi del genere ce ne sarebbero da fare a decine se non a centinaia, e da quando non vivo a Napoli è una cosa che avverto ancora di più, assieme ai preconcetti di persone insospettabili che anche dall'alto della loro intelligenza vengono influenzate da un certo tipo di notizie, quelle che si fanno passare di solito perché pare che a nessuno interessi mettere in risalto le eccellenze del nostro paese.
Persone che arrivano a visitare la città con paure non giustificate, che si ricredono una volta che hanno la fortuna di viverle da turisti, quando si rendono conto che la città sprizza cultura e tradizione da numerosi punti di vista.

Sia ben chiaro, non chiudo gli occhi dinnanzi alle indubbie problematiche della mia città, che partono dalla burocrazia, passando per il traffico, il sotto strato di criminalità fino ad arrivare alla poca valorizzazione da parte di alcuni (troppi?) napoletani; spesso comuni a quelle di altre metropoli e capitali che, a seconda dei casi, riescono ad avere un immagine più o meno "pulita" all'esterno grazie alla valorizzazione delle proprie qualità e magari al supporto mediatico.

Napoli è una città difficile da vivere per i non napoletani, a causa dei suoi ritmi e delle sue incongruenze, ma riguardo questo fattore esclamerei "sticazzi", alla romana. È una città con storia, cultura e paesaggio eccezionali; una tradizione musicale, artistica e gastronomica tra le prime al mondo; è dei napoletani che la sanno apprezzare e DEVE vivere sul turismo e la valorizzazione di questi aspetti. In tale contesto politico, culturale campano e italiano la strada è ardua e tortuosa, se non ci fosse però un tale qualunquismo mediatico, la spinta anche solo economica sarebbe decisamente maggiore.

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