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Concludo la mia trilogia (le prime due puntate qui e qui) estiva dedicata al lavoro prendendo spunto da un ‘battibecco’ avuto qualche tempo fa con un mio ex compagno delle superiori, con il quale sono rimasto in contatto tramite l’onnipresente Facebook (BREAKING NEWS, pare che il 5 novembre Anonymous lo voglia buttare giù).

Riporto innanzitutto il botta e risposta avuto sul famoso social network, per poi aggiungere un paio di riflessioni:

‎… ma che vite fate? Come fate a fare le vite che fate? a leggervi sui vostri status di Facebook state sempre in giro, weekend fuori, settimane di ferie nei periodi dell’anno più impensabili, aperitivi al mare di mercoledì, shopping, discoteche, locali ultra lusso, viaggi transoceanici tre o quattro volte all’anno. Come potete anche solo dirvi VIVI essendo costretti a tutto questo svago?

Risposta mia:

Ahahahah Massimiliano, che intervento!

Da un lato mi fa piacere il tuo interesse e la critica, dall’altro sei partito per la tangente :D

Dal mio punto di vista, la parte pubblica di Facebook e Twitter è un luogo di gioia, esibizione e di leggerezza, dove le cose vengono filtrate, romanzate e dove poco interessa approfondire certi aspetti piuttosto che altri.

Complice il lavoro che faccio, è anche un modo che vedo per interfacciarmi con i lettori senza passare per la pagina dei fan, che reputo eccessiva.

Da qui non mi sconvolgo se passa un messaggio come quello che hai scritto, dove tutto è bello, senza problemi e agiato: a me semplicemente non interessa scrivere che magari per 1 mese lavoro sette giorni su sette e quindi la settimana successiva mi prendo il lunedì/martedì di vacanza per scendere e riscoprire la mia amata Napoli, oppure quando sono a Los Angeles, dove durante i 5 giorni di fiera dormo 3 ore a notte, ne lavoro 13 al giorno e devo intervistare il presidente Sony con tutte le responsabilità del caso, e che quindi vada nel giorno libero a Las Vegas per festeggiare i 30 anni invece di implodere in me stesso e non godermi le cose.

È così, chi ha reali rapporti con me non si ferma certo su Facebook, ma magari nel caso dei lettori parte da lì per poi instaurare qualcosa di più bello e profondo :)

Siccome hai letto molti degli status che faccio/facciamo ti invito a leggere il mio blog, magari lì trovi cose più interessanti con post su politica, la mia martoriata Napoli, sentimenti, cultura giapponese, donazioni di sangue e di Giovanni, un carissimo nostro lettore affetto da leucemia che anche grazie ai nostri video, al nostro rapporto diretto, ha superato i momenti in cui era in ospedale.

Per rispondere quindi alla tua domanda, mi sento VIVISSIMO, fortunato e contento di aver raggiunto una condizione di vita serena e un lavoro fantastico senza alcun aiuto o altro.

Come sono conscio e pronto ad affrontare eventuali momenti bui e sfortunati che dovessero accadere in futuro (come ne sono accaduti in passato), con una forza però: il 95% dei problemi sono cazzate che possono tranquillamente essere affrontate a viso aperto e senza scoraggiarsi nemmeno un instante ;)

Volevo fissare questo scambio sul mio blog perché nato spontaneamente da entrambi i lati, proprio su queste pagine è possibile trovare tanti momenti diversi della mia vita, non sempre approfonditi perché non sempre viene la voglia di esternarli o di scriverne quando sono ‘freschi’, però hanno contribuito a farmi conoscere tante splendide persone, a maturare esperienza e farmi innamorare del mio lavoro pronto, come detto, ad affrontare magari un ennesimo mutamento, anche in peggio, perché ho potuto sperimentare tanto del bello e del divertente che c’è in giro :)