Qualche settimana fa sono sceso a Napoli assieme a Manuela per festeggiare il matrimonio di uno dei miei amici più cari (all’Hotel Vesuvio, vista mozzafiato sulla città e sul lungomare) e ne ho approfittato per fare un weekend lungo nella mia città natia. E’ incredibile come vivendola oramai dall’esterno riesca ad apprezzare ancora di più gli scorci incredibili che ha da offrire, una gastronomia da impazzire e delle cose da fare sempre nuove ed eccitanti.
Abbiamo preso un hotel da 35 euro a testa con vista clamorosa e a Posillipo, siamo andati a mangiare della pasta buonissima in discesa Marechiaro, alle stufe di Nerone per prendere il sole e per dei massaggi tonificanti, allo stadio per vedere la conquista della Champion’s League poi avvenuta due settimane dopo…sono stati tre giorni bellissimi dove non mi sono mai annoiato, ero in continuazione a fare foto ma anche dove avvertivo una rabbia sempre più crescente dentro di me.

Torniamo alla realtà infatti, il rischio di chi non ha mai visitato Napoli e la Campania è quello di avere una visione univoca di queste splendide terre, martoriate da eccessi in ambo i lati secondo una scala ipotetica di Bene e Male, che sembrano convivere qui senza misure intermedie.
Il mio rapporto con la città è molto articolato e paradossalmente più razionale da quando mi sono trasferito a Terni per lavoro. Ho sempre ritenuto Napoli una città straordinaria dal punto di vista estetico, con degli scorci che ho fatto fatica a trovare altrove, pur avendo viaggiato un bel po’ ed essere sempre stato ricettivo alle bellezze di altre città o paesi.
Detto questo, e anche sull’altare del mio amore viscerale per questa città, non mi nascondo certo dietro ad un dito e sono conscio del fatto che ci son tante cose, in una parte delle persone che vive qui, che andrebbero letteralmente spazzate via, che rendono talvolta Napoli un vero schifo, che offuscano tutto quanto altro c’è di buono, e vi assicuro che è davvero tanto, da trovarsi innanzitutto in persone socievoli, divertenti, altruiste, che trasmettono un qualcosa di magico che poi si intuisce quando vedi la passione che ci mettono anche per cose “frivole” come lo sport o la musica, e che tra le altre rendono Napoli famosa in tutto il mondo.
E il dialetto, che io reputo fantastico e alla stregua di una seconda lingua, che in ambito comico non ha uguali se si riesce a comprendere, l’essere svegli, quell’arte di arrangiarsi e duttilità mentale, che se usate con parsimonia e senza prevaricare i confini della legalità, rappresentano qualcosa per la quale bisogna esserne soltanto fieri.

Badate bene, anche io ho vissuto, in parte, un’infanzia tipicamente tribolata e in un quartiere popolare salito anche alla ribalta negativa (Pianura), a cominciare da una scuola elementare frequentata anche da ragazzi sbandati che si picchiavano e picchiavano con catene e altro nel dopo scuola, per passare a diversi furti di motorino, uno dei quali con un bel cazzotto in faccia. Ho sperimentato, non direttamente, il cosiddetto “cavallo di ritorno”, ovvero la pratica da parte dei mariuol (ladri) di rubare solitamente un mezzo di locomozione, e mandare una sorta di emissario con una richiesta di soldi per riaverli indietro, manco fossero di lora proprietà.
Vi ho convissuto, ho imparato a capire come vivere determinate cose, come magari evitarle, e come concentrarmi su quelle positive che ci sono solo qui.
C’è sempre da fare anche un discorso del tutto politico, di istituzioni incapaci di affrontare la situazione e che anzi hanno contribuito in maniera decisiva a peggiorarla.
Sono contento dell’elezione di De Magistris che perlomeno potrebbe dare uno scossone potente a questa situazione, sembra crederci davvero e staremo a vedere quante parole si trasformeranno in fatti e quante persone gli metteranno i bastoni tra le ruote, io, per un po’, voglio essere positivo.
Chiudo come sempre esprimendo un po’ di fastidio per chi è emigrato da Napoli e sputa spesso e volentieri nel piatto dove ha mangiato (e magari depredato) per tanti anni, ognuno è libero di fare quello che vuole, ma ricordate che chi non rinnega le proprie origini ha una nobiltà d’animo mille volte superiore a quella che si può trovare scritta sopra un pezzo di carta.

Quasi come auspicio che cominci davvero questa inversione di tendenza, lascio questo post con un video montato velocemente col cellulare e dedicato alla munnezza (a questo indirizzo qualora non riusciste a vederlo in embed), con la speranza di non vedere mai più queste scene :)