Che il Giappone e la sua cultura fossero una delle cose che adoro di più in assoluto non è mai stato un mistero. Paradossalmente è molto bassa la mia voglia di viverci, ma se potessi andarci in continuazione per visitarlo, o avere contatto costante con la sua cultura, farei carte false. Il viaggio che ho fatto la settimana scorsa rientra proprio in questa mia attitudine, è servito infatti per raggiungere Asuka, che ho conosciuto in prima battuta durante lo scorso Tokyo Game Show, per approfondire un po’ il suo mondo, compresa la famiglia, e infine tornare con lei in Italia, dove resterà per qualche settimana per capire, assieme a me, se possa esserci un futuro tra di noi.

Il viaggio l’ho fatto con Aeroflot Russia facendo scalo nella innevata Mosca, compagnia assolutamente in linea con le altre più “blasonate” da noi. Curiosità, ogni postazione dotata di schermo LCD per musica, film e altro era gestita da una versione personalizzata di Linux, ad un certo punto infatti hanno riavviato il sistema e sui monitor è apparsa la classica schermata di caricamento delle varie distribuzioni del pinguino :)

Anche se sono stato pochi giorni nel paese di Sol Levante, ne ho approfittato per visitare alcuni luoghi che ancora mi mancavano e che non avevo toccato nelle precedenti cinque visite, vale a dire Narita, la cittadina dell’aeroporto, e parte di Chiba, la grande prefettura che ospita anche il TGS.

La cosa più interessante è stata però quella di immergermi ancora di più nella cultura Giapponese, a partire dalla guida a sinistra, prima volta per me, e soprattutto nell’uscire con gente e in luoghi puramente Giapponesi e senza turisti, sperimentando tradizioni, persone, mangiare che facevo fatica magari da solo a averne conoscenza, come Ad esempio l’Okonomiyaki, davvero ottimo. L’ultimo giorno ho fatto visita alla sua casa, una villetta a due piani ma con ambienti piccolissimi, in puro stile manga con alcune stanze a dir poco confusionarie per la roba sparsa ovunque, dove ho conosciuto le tre sorelle e la madre, e dove sono stato omaggiato di una cena a dir poco sontuosa come quantità, ma che devo dire conferma in pieno che i cibi Giapponesi non sono affatto pesanti (quelli nostrani imbattibili come gusto, ovviamente).
Ho avuto anche modo di visitare il padre all’ospedale (purtroppo alle prese con un cancro) e sono rimasto colpito da come vengono affrontati i rapporti personali, estremamente rispettosi e almeno all’apparenza sinceri, come il discorso fatto sull’essere onorato dalla mia presenza, dispiaciuto per non essere a casa per cena, e riverevole nel chiedere di prendersi cura della figlia.

L’altra parte del viaggio è stata dedicata alla visita del Tokyo Disney Resort, enorme parco tematico comprendente a sua volta Tokyo Disneyland e Tokyo DisneySea, stracolmi di attrazioni, aree tematiche, negozi a tema e di gente, diligente in fila, ordinata nella sua grandissima moltitudine. Senza stilare una classifica delle attrazioni più interessanti, il momento più bello dal punto di vista visivo è stato quello della parata notturna elettrica, dove tanti personaggi Disney (anche Pixar) hanno sfilato in un tripudio di luci e colori, davvero uno spettacolo appagante. Nei due giorni dedicati a questa visita c’è stato tempo anche per il Chef Mickeys, ristorante buffet su prenotazione dove si viene intrattenuti da vari personaggi Disney, carino come atmosfera, ovviamente per le famiglie :D

Ecco il risultato della prenotazione fatta al telefono, adesso ho un nuovo cognome!
Ecco cosa è scaturito dalla prenotazione telefonica :D
Nemo! Buzz Lighear! Quack! Yo Bro! Minnie! Benvenuti a Tokyo Disneyland Albergo proprio attaccato al parco

Un amico che conosce il Giappone mi ha detto che è un passo molto importante, perché le ragazze Giapponesi ci tengono particolarmente a questa visita in compangia…

Spazio a qualche foto, con la galleria fotografica completa presente a questo indirizzo.

Adesso siamo qui, in Italia, con un grande cambio di abitudini per lei (ma con massima disponibilità da parte mia, anche per alternare il cibo), dove è partita questa “scommessa”, nel capire se il resto può abbattere distanze e modi di fare così diversi (ce ne sarebbero tanti da raccontare…), io le ho già preannunciato che già a partire dal nome, non avrà vita affatto facile in Italia :D