Alle 23, finalmente, si è conclusa la sessione estiva del calciomercato 2016/2017.
Dico finalmente perché, mai come quest’anno, l’ondata mediatica che ha accompagnato le trattative è stata pesante, petulante e costellata da notizie diffuse solamente per creare argomenti di discussione, catturare click e guadagnare un po’ di visibilità nella ricerca dell’ultimo scoop fittizio. Ai tempi della sola carta stampata (e TV di servizio) gli accordi inventati o ingigantiti abbondavano comunque, ma perlomeno erano confinati alla pubblicazione quotidiana del giornale, concentrati in una sana lettura di qualche minuto che magari veniva approfondita disquisendo amabilmente con altre persone, fino al giorno successivo. Senza voler fare per forza i nostalgici, posso dire che la situazione attuale ha distrutto un po’ questa magia, tra migliaia di post sui Social Network, notizie bomba immediatamente smentite, soffiate di amici e conoscenti sull’ultimo colpo, confessioni di calciatori, procuratori eretti a protagonisti assoluti delle trattative.
In tale contesto ci sguazza perfettamente la Società Sportiva Calcio Napoli e le trattative talvolta estenuanti che ha portato avanti in questa sessione di calciomercato. Vuoi per presidenti “avversari” spigolosi, vuoi per tira e molla dal punto di vista economico, vuoi per le idee non proprio chiare su cosa andare a migliorare, condite da qualche dietrofront clamoroso come quello di Tolisso del Lione. Tutto scaturito o perlomeno cominciato in seguito all’affaire Higuain, che ha messo a disposizione un bel gruzzolo di soldi, ma attirato procuratori avidi, critiche dei tifosi e un’attenzione mediatica che, ancora una volta, ha messo in luce le enormi deficienze del reparto di comunicazione del Napoli. Una società dotata di una gestione quasi (?) patriarcale, col proprio presidente, Aurelio De Laurentiis, sempre primo ad annunciare i nuovi acquisti mediante Twitter, prima di essere ripreso dall’account ufficiale del Napoli. Una presidente che ha utilizzato la prima persona quando ha annunciato la volontà di devolvere parte dell’incasso di Napoli-Milan alle vittime del terremoto di Amatrice, che decide chi deve parlare e chi no…avete mai sentito il direttore sportivo Giuntoli o altri esponenti dell’organigramma?
L’area comunicazione è davvero ben lontana da essere quella ideale per permettere al Napoli di fare l’ultimo passo verso i vertici del calcio europeo e quindi mondiale, il quale, volente o nolente, si gioca anche sul piano mediatico e di appetibilità della piazza, senza dover scaricare per forza tutte le responsabilità su tifoseria o città meravigliosa e tormentata.

DisappointedTanzen

Detto questo, vorrei parlare finalmente del calciomercato in termini pratici, partendo dal settore nel quale si è lavorato meglio, quello di centrocampo.
L’anno scorso brillante ma col fiato corto in termini di qualità in panchina: questa volta il grandioso trittico Hamsik-Jorginho-Allan avrà alle proprie spalle Rog-Diawara-Zielinski, tre giocatori giovani, potenzialmente ottimi e già bravi adesso, che presumibilmente diventeranno fondamentali col passare dei mesi. Senza dimenticare la possibilità per El Kadduri e Giaccherini di arretrare e le dipartite di Valdifiori e Lopez: ottimi professionisti e ragazzi, per carità, ma forse con ricambi migliori la scorsa stagione avrebbe potuto prendere una piega diversa sia in campionato che in Europa League, quando c’è stato un calo fisico e una maggiore consapevolezza da parte degli avversari degli schemi del Napoli.
Lo scorso anno la difesa è stata il reparto che ha beneficiato dei progressi migliori, quest’anno ci sono tutti i titolari della passata stagione, con l’aggiunta di Tonelli, affidabile, e Maksimovic, sulla carta molto forte. Le prime due giornate di campionato in realtà un po’ di preoccupazione l’hanno destata – mi aspettavo da subito sicurezza vista la stagione di rodaggio già disputata – ma indubbiamente il Napoli ha fatto passi in avanti in termini di ricambi e qualità in panchina, al netto dei problemi fisici che attanagliano l’ex difensore dell’Empoli. Non mi convince appieno la situazione sulle fasce, con Strinic e Maggio (Maksimovic) una spanna e mezzo sotto rispetto ai titolari; sono inoltre tra quelli che di Reina apprezzano molto le qualità caratteriali, meno quelle calcistiche, come testimonia il numero di goal incassati rispetto ai pochi tiri subiti. Sarebbe un peccato perdere punti per strada a causa di imprecisioni tra i pali, e dal mio punto di vista Giuntoli dovrà mettere tra le priorità in agenda quella di cercare un portiere forte e affidabile per gli anni (tanti) a venire.
Dulcis in fundo l’attacco, croce e delizia non solo mediatica dopo la dipartita di Higuain. E proprio parlando di questo argomento, in un precedente post ho affermato da subito come in realtà l’efficacia realizzativa potrebbe essere un non problema, perché il Napoli la scorsa stagione ha creato un numero spropositato di azioni da goal poi finalizzate dal fuoriclasse argentino, ma potranno essere replicate e dovranno essere sfruttate da più calciatori all’interno della squadra. Sugli esterni siamo messi come sempre molto bene, grazie a super Mertens e al talentuoso sbruffone Insigne da un lato, l’insostituibile Callejon e al duttile Giaccherini dall’altro; senza dimenticare El Kadduri. L’eredità di Higuain viene raccolta innanzitutto da Milik, bravo, potenzialmente forte ma incognita in chiave continuità per tutto il suo primo campionato di Serie A, e Gabbiadini, talento indiscusso ma con poco carattere e fuori ruolo.
Ecco, magari si poteva gestire meglio la situazione di quest’ultimo, separandosi con un po’ di dispiacere a favore di un calciatore bravo e soprattutto più adatto agli schemi di Sarri.

sechesi_2016-Aug-31

Tirando le somme mi reputo soddisfatto del calciomercato del Napoli, seppur c’è qualche sbavatura; quello sontuoso della Juventus purtroppo non sembra lasciare spazio a possibilità di scudetto, ma è pur vero che mancano ancora 36 partire da giocare. Il calcio è bello anche perché il pallone è rotondo, metti che ogni tanto gira verso una direzione differente.

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