Il campionato del Napoli calcio si è concluso ieri sera con la vittoria sul Frosinone, che ha sancito il secondo posto definitivo e soprattutto l’accesso diretto ai gironi di Champions League, dopo un paio di anni.
Una stagione decisamente straordinaria, data la qualità complessiva della rosa sulla carta inferiore rispetto alla Juventus e ad altre squadre. In un contesto nel quale il calciomercato è stato incompleto, come ho espresso ad inizio settembre: da un lato il merito della riconferma di Higuain, l’arrivo di Allan e il ritorno di Reina; dall’altro diverse mancanze in difesa e soprattutto in panchina, fino al caso eclatante – a livello mediatico – della firma di Soriano non arrivata in tempo.
Deficienze mitigate in larga parte dalla bravura di Sarri nel far rendere al massimo i giocatori all’interno del modulo 4-3-3, con Jorginho e Koulibaly in grado di offrire prestazioni eccellenti e riscattare la stagione precedente con Benitez.
Al di là della sconfitta iniziale col Sassuolo, figlia di schemi ancora non rodati e di un modulo con trequartista poco adatto alle caratteristiche dei calciatori, dal mio punto di vista il Napoli ha sbagliato per davvero solo due partite. Quella col Bologna, persa per 3-2 (3-0 fino a pochi minuti dalla fine) e affrontata col piglio psicologico sbagliato, nella giornata in cui si difendeva la prima volta la vetta; e quella contro l’Udinese, che di fatto ha fermato l’ultimo tentativo di rincorsa allo scudetto.
Nel mezzo la partita a Torino con la Juventus, il punto di svolta del campionato: giocata in maniera molto timida ma in assoluto controllo difensivo, persa anche a causa di un pizzico di sfortuna. Se fosse finita in pareggio forse il Napoli avrebbe affrontato la partita successiva col Milan con maggiore consapevolezza, magari portando a quattro le lunghezze di vantaggio sulla squadra bianconera.
Una Juventus ad ogni modo schiaccia-sassi e in god mode di stampo videoludico, imbattibile dopo l’inizio stentato e in grado di inanellare 26 vittorie in 28 partite, non subire goal fino a conseguire il record di minuti consecutivi con Buffon, essere sempre cinica e anche fortunata in talune occasioni, come a Carpi o nei due derby col Torino.

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Ci sarebbe voluta un’impresa forse non ancora nelle corde della squadra di Sarri, che comunque ha siglato diversi record nella storia del Napoli:

  • Maggior numero di goal in una stagione: 106
  • Maggior numero di vittorie in campionato: 25
  • Maggior numero di punti: 82
  • Maggior numero di vittorie in trasferta: 9
  • Maggior numero di vittorie consecutive: 8

È chiaro che tali conseguimenti sono di un ordine inferiore rispetto a quelli di squadre più blasonate, ma questo non delegittima un campionato di grande qualità e una rosa che con i ritocchi giusti può continuare a lottare per lo scudetto e fare bella figura nella massima competizione europea. Quest’anno oltre ai già citati Jorginho e Koulibaly c’è stato un Allan estremamente efficace al netto di qualche calo, un Callejon insostituibile che ha giocato TUTTE le partite di campionato, un Insigne finalmente decisivo in zona goal, il capitano Hamsik sempre più maturo e assist-man, senza citare il resto dei titolari in grande spolvero.

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E poi Higuain, un mostro, un fuoriclasse in grado di frantumare il primato di goal in Serie A che resisteva da 60 e passa anni, mettendo a segno 36 reti in 35 partite. L’ultima con una rovesciata eccezionale quasi fosse sceneggiata dal dio del calcio, al punto da emozionare i telecronisti di Sky, come da video qui sotto:

Un attaccante incredibile e fondamentale, che ha beneficiato anche delle trame offensive di qualità imbastite da Sarri, per una squadra sempre orientata al gioco, al possesso palla, agli scambi di prima e al piacere di giocare al calcio.
La mia speranza è che la prossima sessione di calciomercato venga affrontata con idee chiare ed efficaci, confermando magari la maggior parte della rosa e aggiungendo nuove pedine in grado di essere funzionali al progetto e garantire qualità in panchina, oltre ad un po’ di fisicità in più che non guasta mai.
Insomma, mi ritengo estremamente soddisfatto della stagione, al netto di una normale delusione nel periodo in cui lo scudetto sembrava davvero fattibile. Dopo la partita ieri sono arrivati gli inevitabili sfottò bianconeri, e non solo, relativi al secondo posto da perdenti: se dovessero esultare solamente i tifosi di squadre costantemente vincenti ad alti livelli, allora il concetto stesso di tifoso e la passione per questo sport dovrebbero essere messe in discussione, ad appannaggio di pochi intimi pronti ad affermare la propria superiorità in una sorta di invidia del pene generalizzata.
Quanto successo ieri sera a me ha sinceramente emozionato: il goal in rovesciata sotto la pioggia, il ritorno in Champions dopo un anno fatto di tante partite spettacolari, l’esultanza di uno stadio intero e della squadra sotto la curva…vivo di queste cose e anche dei singoli, piccoli, momenti: lo sfottò naturalmente ci sta, ma la passione genuina è quella che conta per davvero.

FORZA NAPOLI SEMPRE!