Son passati i primi due giorni e mi sono “accasato” per adesso nel quartiere di Ikebukuro, a poche fermate da Takadanobaba, dove sarà il prossimo albergo, e dalle vene cosmopolitane di Shibuya e Shinjuku.

Anche se praticamente non ho dormito la sera prima di partire, il volo è filato liscio come l’olio, 12 ore in compagnia di iPod, portatili, cuscino (:D) e quattro chiacchiere con le persone che mi erano vicino. Quella più interessante è stata sicuramente Mattew, prete cattolico del Massachusset, un po’ avanti negli anni e che adesso vive in un paesino sperduto in Giappone, e parla perfettamente la lingua del Sol Levante. Era anch’esso di ritorno da Roma dopo un mesetto al Vaticano, e ovviamente gli ho chiesto un sacco di cose sul posto dove vive e su come avesse imparato la lingua…
Durante la conversazione mi ha detto un paio di volte almeno che il mio Inglese era molto buono ma, pur sapendo perfettamente che quando lo parlo in tranquillità con le persone mi faccio sempre capire alla perfezione, secondo me stava mbriaco oppure proveniva da conversazioni con Italiani che a stento conoscevano due parole in croce oppure da Giapponesi messi ancora peggio in tal senso :D

Detto questo, l’albergo è nella norma, pulito e ordinato, niente di memorabile se non fosse per la connessione stratosferica (ho tirato giù alcuni file a 3 MEGABYTE al secondo) e la posizione strategica, non molto distante dalla stazione e dai vari locali. Ikebukuro è un quartiere che mi piace, al pari di Shibuya e Shinjuku è pieno di giovani ma molto meno esasperato e senza la ressa tipica dei primi due quartieri, davvero carina è poi la presenza di diversi negozi e ristoranti aperti fino a tardi, con alcuni come i fastfood (Mc Donalds ma non solo) aperti 24 ore su 24.
Ho avuto modo di mangiare Ramen al banco in un locale dove nessuno conosceva l’inglese (meno male che c’erano i numeri per ordinare e per capire l’importo da pagare) nonché visitare Ikebukuro stessa, l’Università di St.Paul e altri posti qui attorno. Stasera invece c’è stato il solito giro a Roppongi e cena Giapponese a Shinjuku, dei quali però parlerò successivamente.

Qualche fotina!

Ikebukuro:
Scorcio di Ikebukuro

Museo di Arte Metropolitana:
Museo di arte metropolitana

Università di St. Paul:
L'università St. Paul

La cosa che più mi piace di dove sto adesso, magari può sembrare strano, è che oramai ho il supermercato di fiducia (Family Mart) dal quale andare ogni giorno a notte fonda, per comprare qualche biscotto da sperimentare e uno dei diversi tipi di latte che hanno, in maniera da fare colazione l’indomani…