May 20 2008
Haze (Impressioni Pre-Recensione)
Ho portato a termine il gioco (circa 8 ore) e giocato un po’ in multiplayer e in coop, devo dire che è un titolo molto controverso, perché ha diverse cose carine ma pecca anche di tante ingenuità tecniche e di game design.
Tecnicamente ottime la fluidità, gli effetti di luce, l’aliasing e la profondità visiva; sotto la media o appena sufficienti texture, poligoni, effetti, che in generale donano al titolo un impatto un po’ altalenante, con pochi momenti da ricordare.
Lo sviluppo della trama e del gioco è molto classico, carina l’idea di interpretare inizialmente i soldati e poi ribelli, con diverse abilità a disposizione e quindi gameplay, le sezioni di guida aggiungono un po’ di varietà, ma tendenzialmente finisce abbastanza in fretta.
Il problema è che ha poco mordente, è molto lineare e non offre spunti memorabili, acquista molta più dignità in coop e giocando online, ma quello che gli manca, secondo me, è proprio la personalità (ad eccezione della colonna sonora dei Korn).
In America sono uscite le prime recensioni, compreso il clamoroso 4.5 di Ign, qualche 6 ma anche un paio di esagerati 9.
Come si suol dire, la verità sta nel mezzo per quanto mi riguarda, il titolo scompare un po’ dinnanzi a tanti altri esponenti del genere ma almeno esce in un periodo con poche alternative in tal senso.
Venerdì, ad ogni modo, la recensione su Multiplayer.it, con un analisi più dettagliata e definitiva :)




Napoletano di nascita, di spirito e per l'amore verso le passioni, in barba ai luoghi comuni. Felice di aver raggiunto un equilibrio e una tranquillità che nessuna cosa al mondo può intaccare...Cosa troverete qui dentro? Tutto quello che mi viene in mente, anche se di qualità medio-bassa, ovviamente :D


May 21, 2008 @ 12:59:12
Il problema degli sparatutto è che costano una marea di soldi e tempo, richiedono l’applicazione di qualsiasi materia dello scibile videoludico e soffrono di una concorrenza fatta di Bungie, Valve, Infinity Ward e Irrational Games.
In questo contesto fare un titolo onesto è come fallire agli occhi di chi è chiamato a mettere mano al portafogli, anche se poi, guardando le cose con lucidità, magari ci sono anche spunti interessanti e/o ore di buon intrattenimento.