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Il copione era già scritto: si inasprisce la legge sportiva che regola il razzismo e la discriminazione territoriale negli stadi di calcio, questa legge colpisce un club importante quale il Milan; d'improvviso diventa inadeguata, troppo aspra e inefficace. Va rivista, gli stadi a porte chiuse sono brutti, per colpa di quattro stupidi le società sono in ostaggio a discapito di tutte le bravissime persone che li frequentano.
Italia mia, che ogni tanto ti svegli per fare una regola che sarebbe dovuta essere applicata, meglio, anni or sono, mentre quasi tutto il resto del calcio civilizzato ha superato questi problemi da tempo.
Sia ben chiaro, sono d'accordo che fino a quando gli stadi saranno proprietà dei comuni e di esterni, le società non debbano pagare in maniera così forte (Juventus e Udinese tra le altre fanno eccezione). Bisogna colpire per davvero quei gruppi organizzati ignoranti che rappresentano il male del calcio, bannarli a vita dagli stadi e arrivare alla tolleranza zero; spesso e volentieri si chiude un occhio quando si conoscono nomi e cognomi e basta inserire qualche telecamera/poliziotto in più per applicare correttamente la legge.
A me il tifo da calcio piace, gli sfottò ci stanno alla grande e non mi fa impazzire il buonismo eccessivo proprio ad esempio del rugby, la discriminazione territoriale però è come il razzismo e non ammette sconti…credete davvero che gli hooligan siano scomparsi per magia e che negli stadi inglesi siano molto più civili di noi, a priori?

Repressione pura mediante le regole e servizi di alto profilo legati alla vivibilità, così gli stadi sono tornati pieni e templi da ammirare, il coro “Noi non siamo Napoletani” è uno sfottò e ci sta (mi spiace per chi non lo è, comunque) così come i fischi assordanti e la presa in giro su tanti aspetti sportivi e pure delle città, magari fatti con ironia.
“Napoli colera, Vesuvio lavali col fuoco” o “Se saltelli muore Balotelli” non lo sono, e smettiamola di fare finta di non sentirli o di banalizzarli. Non parliamo poi della solidarietà tra le curve su questi argomenti…di nuovo all'asilo, dovrebbero andare.

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Fantastici Galliani, Marotta e tanti altri che giustificano la situazione con “eh beh, esistono da venti anni questi tipi di cori”, che cazzo c'entra? Il problema era da risolvere prima, semmai, come al solito li abbiamo ignorati, caldeggiati in maniera silente e ci siamo piegati a quegli ultrá che di tifosi hanno ben poco.

A questo punto prendiamo i luoghi comuni più o meno veri che vengono indirizzati ai miei conterranei o la gente del sud, quali ad esempio “Tutti passano col rosso, nessuno si mette il casco” e compagnia…sulla stessa falsariga dovrei rispondere “Non si sono mai messi il casco in cinquanta anni…brigadiè, lasciateli stare che si rovinano i capelli!”

Ma per favore, Fratelli d'Italia solo all'occorrenza.

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