La trasferta in terra Friulana e Croata si è conclusa, con un viaggio mica male (circa 8 ore) in treno, ma tutte sensazioni positive che mi hanno anche permesso di staccare la spina per un po’ e prendere il primo sole di stagione.

Umag

Il posto, ad Umago, era molto bello, con case in pietra, piscina a portata di mano e discoteca a fare da contorno ogni sera/notte.
Si è creato subito feeling con tutti i compagni di avventura, a partire da Andrea, che mi ha voluto fortemente con il gruppo, fino ad arrivare a Luca, amicizia iniziata nell’Expocartoon nell’oramai lontano 2001 e poi portata avanti con una stima che si era creata e rafforzata anche a distanza.
Tutti i ragazzi sono stati squisiti, e il massimo lo abbiamo raggiunto la Domenica sera, con una grande mangiata a base di pesce condita da Malvasia (vino locale buonissimo), continuata con la discoteca e infine festa grande nella casa con musica, balli e altro fino all’alba, per poi concludersi con bagno in piscina.

Per quanto riguarda il torneo, abbiamo giocato in campetti situati di fronte a quelli da Tennis che ospitano il torneo ATP di tennis in Croazia, ed è partito bene per poi finire in disastro e in in diretta proporzione alla quantità di alcool e stanchezza presente nei componenti della squadra.
Il Sabato abbiamo disputato tre partite, concluse con una vittoria, una sconfitta e un pareggio, in particolare la sconfitta è avvenuta con una formazione slava, chiaramente favorita dall’arbitro, che si distraeva (…), fischiava subito fallo contro di noi e lasciava correre fallacci nei nostri confronti, che alla fine hanno portato all’espulsione di uno dei nostri compagni e ad un paio di principi di rissa in seguito ad averne subito l’ultimo, un’esperienza formativa direi…

Nella giornata successiva siamo arrivati fino al quarto turno ad eliminazione, dove c’è stata una completa disfatta (0-6) causata anche dalle condizioni pessime di tutti i giocatori, chi per acciacchi, chi per postumi di sbornia e così via. Ci ho rimesso anche le scarpette, una delle quali completamente divelte all’altezza delle dita, che ho lasciato sul balcone per un eventuale promessa giovane croata che non ha i fondi per iniziare ma che sfonderà nel mondo del calcio.

Nei prossimi giorni foto e filmati, con alcune chicche davvero divertenti o inquietanti, a seconda dei punti di vista :D

E ora spazio alla breve descrizione di ogni componente della squadra, dopo la pausa, consultabile anche sul blog della Stralo Calcio a 5.

La trasferta di Umago si è da poco conclusa, e su tutti i giornali imperversano interviste, pagelle e altro sulla prestazione della Stralo Calcio a 5, che si è difesa con (dis)onore durante tutto il corso del torneo, ma soprattutto nel resto della giornata.

Ecco le pagelle di Antonio “Tanzen Ziliani” Fucito:

Andrea “Sano” Palmisano: Il Presidentissimo, nonchè fautore della mia trasferta in quel di Umag, caricava ogni giorno la squadra con frasi del tipo “Questa la vedo dura”, “Mi sembrano fortissimi gli avversari” e così via, tanto da indurre il resto della squadra a numerose grattate di maroni. Si narra inoltre che abbia venduto l’ultima partita disputata dalla Stralo Calcio a 5, intascando una copiosa quantità di Kune per la sconfitta di 0-6 maturata. Scuola Moggi.

Luca B.: Difensore duttile e generoso, di qualità e bellezza pari a quelle di Franco Baresi, che andava ribadendo a tutte le signore over 50 del posto. Si proponeva spesso anche in avanti, per poi franare nel momento del tiro come i frollini all’uovo o alla panna. Inseparabile compagno di scorribande notturne e alcoliche, provetto cuoco e donna di pulizie mancata, non mollava nemmeno in punto di squaraus. Stakanovista.

Marco B.: Capace di parlare correttamente la lingua indigena, manifestava in ogni occasione utile il proprio amore per gli abitanti del posto, con espressioni colorite e arzigogolate. Decide di cambiare i connotati a Lupin III, trasformandolo in un componente di Occhi di Gatto.
Dribblomane di indubbia fattura, rimarrà negli annali per la sua discesa sulla fascia con bestemmie durante la partita con gli slavi, conclusasi con una baruffa senza eguali, e con calci volanti da parte degli avversari. Molesto.

Golles: Punta di peso e sostanza, è passato in un secondo dalle stelle alle stalle in un seguito ad uno stop di petto magistrale seguito da un altrettanto magistrale liscio nel tiro successivo. Per questo le sue gesta verranno pubblicate su YouTubbbe, dove invitiamo la popolazione Italiana ad insultarlo nei commenti. Ogni notte veniva deliziato dal rito “Tutti su Golles!”, durante il quale ha rischiato di perdere i gioielli di famiglia. Cotoletta.

Fagio: Fratello del Presidentissimo, ha preferito non giocare per lasciare spazio alle stelle della Stralo (?!?!), a lui va il merito di aver ripreso il liscio di Golles dinnanzi alla porta, che come detto apparirà presto su Youtubbbe. Domenica notte, durante un momento d’amore con vari componenti della squadra, compreso il sottoscritto, si è visto protagonista dell’affossamento della parte superiore del proprio letto, per eccessiva foga. Temperato.

Alessio: Anche se ancora molto giovane, ha accumulato già molta esperienza, come hanno testimoniato le numerose storie da lui raccontate, che l’hanno visto protagonista. Regalava sprazzi di genialità in campo seguiti da sprazzi di mal di stomaco che lo costringevano ad uscire dal campo dopo pochi minuti. Il meglio l’ha dato quando si è fatto espellere insultando l’arbitro e sottraendogli il fischietto, dopo l’ennesimo fallo non fischiato a nostro favore nella partita contro la formazione slava. Matto per il gelato.

Bruno aka Cugi: Cugino di tutti i membri della squadra, ha dato via alla sceneggiatura di un nuovo film, ispirata dal film “Non è un paese per vecchi”, e dal nome “Niente birra per donne”, che ha riscosso un notevole successo, tanto da farlo piastrare per l’emozione la notte tra Venerdì e Sabato. E’ appena stato ingaggiato come testimonial della bibita “Drive”, quella presente su tutte le autostrade; d’altronde la birra bisogna saperla bere. Saggio.

Livio aka Livido: Soprannome coniato dal sottoscritto, profetico in quanto il tipo in questione, dopo essersi esibito in una scivolata di due kilometri per salvare una palla, senza tra l’altro riuscirci, si è ustionato vicino al polpaccio, e probabilmente dovrà subire un’amputazione della gamba (sentiamo fin qui il suo sgrat). Compagno di merende di Golles durante le frequenti visite a spiagge FKK. Lividoso.

Roby: Dotato della innaturale capacità di individuare donne di una certa caratura anche a kilometri di distanza, è in possesso inoltre di una vista bionica in grado di scandagliare i prosi delle calciatrici allo scopo di capire se sono in possesso di perizoma o meno. Colpito da uno sconosciuto virus estremamente letale, unica spiegazione per l’emissione costante di odori che hanno mandato all’ospedale mezzo campeggio. Profetico.

Alan: Attaccante abile e veloce, talvolta si esibiva in dribbling ubriacanti che mettevano i propri compagni dinnanzi la porta, talvolta dribblava anche se stesso e si trovava ubriacato nella rete avversaria.
Si narra che abbia intrattenuto una relazione molto stretta con Roby durante la nottata tra Sabato a Domenica, il che spiegherebbe il suo zoppicare in campo durante l’ultima partita. Erotomane.

Ciccio: Si narra sia stato l’ultimo confidente di Tito, assiduo lettore in ogni situazione, camminava con il suo stereo/ipod per le strade del campeggio, canticchiando canzoni di Marrakech. Capace di accampare qualsiasi scusa per giustificare la caduta/scivolata che ha permesso di segnare alla squadra avversaria nella terza partita. L’ultima, in ordine di tempo, indicava il materializzarsi improvviso di un’eclissi solare che gli ha impedito di vedere il pallone. Noir.

Cristiano: Portierone della squadra, si è vestito di arancione allo scopo di distrarre gli attaccanti avversari ma, soprattutto nell’ultima partita, ha distratto invece i suoi difensori, favorendo gli attaccanti che hanno segnato da qualsiasi angolazione, anche dai campetti adiacenti. Silenzioso durante la giornata, apriva bocca solo quando strettamente necessario, e tutti rimanevano stupefatti ad ascoltare. Concreto.

Tanzen: Mentre invita qualcuno della Stralo il compito di scrivere uno sfottò nei suoi confronti, come per il palo preso per un tiro (quasi) a porta vuota, ringrazia innanzitutto Andrea per averlo invitato e aver fatto di tutto per farlo venire, è felicissimo di aver visto dopo tanti anni Luca B. e afferma di essersi divertito un casino con tutti quanti, gentili, simpatici e di grandissima compagnia. Apprezza che si è partiti dal chiamarlo Tanzen all’inizio per arrivare ad un più affettuoso Totò :)

Volevo infine sfatare il mito che al Sud si è più religiosi, in Friuli le persone tendono infatti a nominare nostro Signore quasi in ogni frase, associandolo a svariati aggettivi o animali. Scherzi a parte, nel nord est è (purtroppo) come un intercalare, e dopo aver assorbito una primo sbandamento iniziale, si fa l’orecchio e si lascia passare, anche perché è l’unica soluzione con sti ragazacci :)

Per chiudere, fate cestil ai mona, usate le bagonze anzichè le rugoli e adorate sempre il proso e le moste! :D