Stati Uniti

E3 2011 Los Angeles, the day after

E’ anche questa è andata sarebbe da dire, l’E3 2011 ha portato in dono come sempre una bellissima esperienza e ottimi risultati dal punto di vista professionale in termini di giochi visti, seguito dei nostri utenti e accessi.
Sono molto contento anche per la diretta, dove abbiamo frantumato per due volte il record di presenze uniche (vicine alle 2000 per ognuna delle prime due) e dove ci siamo divertiti un bel po’ migliorando al contempo i tempi e il taglio della trasmissione.

Una fiera come l’E3 rimane sempre una cosa da ricordare, ci sono le conferenze dei tre produttori dove ti aspetti annunci memorabili e un atmosfera da stadio, c’è la rincorsa contro il tempo per presenziare a tutti gli appuntamenti e vedere giochi incredibili o schifezze altrettanto incredibili, c’è l’intervista importantissima da fare perché magari è al presidente di Nintendo o perché è con lo sviluppatore che da sempre apprezzi.
Ci sono i giorni consecutivi dove dormi 3 ore a notte e lavori per le altre 21, che vedi i mostri quando devi scrivere l’ennesimo pezzo e la tastiera ti è nemica, quando ti fai forza a botta di caffè e gag veloci con i tuoi compagni d’avventura, il tutto con uni sfondo e un’ambientazione fatta di cose e persone che ti fanno pensare che in fondo ne è valsa la pena.

Inutile dilungarmi nello specifico giochi più interessanti e che mi sono piaciuti di più (ad ogni modo a questa pagina c’è la copertura completa su Multiplayer.it) ma volevo raccontare di un paio di cose simpatiche, innanzitutto l’aperitivo che abbiamo organizzato l’8 giugno all’ESPN Zone e al quale hanno partecipato PR del settore, addetti vari alle vendite/marketing e giornalisti (solo della cartacea, non capirò mai come i colleghi della stampa online siano sempre così restii…), molto carino e un bel momento per sbevazzare e mangiare assieme; poi l’idea credo inedita qui da noi di fare delle coccarde adesive da applicare negli stand dei giochi candidati per il titolo come migliore gioco di questo E3 2011, che è stata accolta più che bene dagli sviluppatori. Spesso poi sono state fotografate da loro direttamente e postate in giro per Twitter et simila :)

Unica ‘lamentale’ è rivolta all’extra fiera, dove siamo stati un po’ moscietti e meno brillanti del solito sia nella voglia di fare che in eventuali situazioni da videodiario. C’è La Superdiretta che ti toglie tante energie in tal senso e forse dopo tanti anni è normale che ci sia un po’ di stanca visto che il posto è sempre lo stesso…proprio per questo però non sopporto lo shopping ad oltranza e l’immobilità concettuale per tutti e due giorni e mezzo che siamo stati liberi. Oramai conosciamo Los Angeles a memoria, non sarebbe più bello andare in giro (anche fuori città) per visitare e fare un po’ di cose inedite? La routine ammazza l’animo e mina la coesione del gruppo!

Detto questo, spazio alle ultime immagini, in attesa dello speciale che un po’ di voi aspettano ;D

IMG_0979 IMG_0977 IMG_0976 IMG_0970 Over 20 award nominations for #uncharted3 at #E3!! Congrats to the Dogs! Couldn't be more flattered or excited!

La quiete PRIMA della tempesta

Oggi comincia la tempesta, l’E3 2011 con le super conferenze Microsoft, Electronic Arts, Ubisoft ed infine Sony, e come da tradizione il primo giorno “pieno” dall’arrivo lo abbiamo dedicato al recupero dal jet lag e ad un po’ di giri comprensivi di shopping, in maniera tale da concentrarsi poi unicamente sul lavoro e su una località da visitare prima della partenza per l’Italia.
 
Per il terzo anno consecutivo abbiamo affittato una villetta sulle colline di Hollywood invece del classico hotel, perché al di là dell’ambiente decisamente migliore, è anche la soluzione ideale per lavorare in gruppo e farsi forza a vicenda per affrontare la scrittura fino a notte inoltrata, condividendo tutti i momenti belli e non. L’abbiamo ribattezzata “Casa Multiplayer.it” lo scorso anno in onore di Casa Azzurri (e abbiamo portato tantissima sfortuna alla nazionale italiana :D) e ovviamente ci siamo fiondati immediatamente in un grosso supermercato per fare la spesa con tutto il necessario per tirare avanti in questi giorni.
 
I risultati li vedete nella foto del frigorifero più in basso, tra galloni di latte, succo d’arancia e birra, ma anche biscotti di ogni genere (i Cookies!) e qualcosa di salutare ben nascosto da occhi indiscreti :D
Ho messo due foto esplicative di quanto sia difficile qui negli Stati Uniti mangiare bene spendendo il giusto, la cocacola da un litro e i Chili Cheese Fries (buonissimi, una volta ogni sei mesi però) ne sono un chiaro esempio, in una nazione dove sei palestrato e in forma oppure sei quasi sempre obeso e con chissà quali valori del sangue…
A tal proposito volevo segnalare un simpatico aneddoto avvenuto al Juicy Burger quando ho ordinato le patatine fritte in versione large: mi è stata consegnata una confezione grande ad occhio e croce come una cassetta di frutta di almeno 1 KG, una cosa mai vista :D
 
Del tour di shopping volevo segnalare invece solamente il parcheggio appena costruito all’interno del nuovo mall di Santa Monica, il quale è dotato di sensori con telecamera che emette un colore verde o rosso a seconda se su uno dei due lati ci sia un posto libero per parcheggiare o meno. Ebbene, di fianco alla cassa automatica c’è un touchscreen con il quale è possibile inserire il numero di targa della propria macchina e ricevere l’esatta ubicazione della stessa,  una cosa decisamente futuristica e utile vista l’estensione verticale e orizzontale di queste mega strutture.
 
Dulcis in fundo abbiamo fatto anche un salto al Los Angeles Convention per prendere i pass stampa ed espositore, come scritto in un post precedente siamo media partner dell’evento e abbiamo una meeting room presente in fiera che ci permetterà di lavorare in maniera ancora più rapida e soprattutto sul posto con connessione dedicata. Nelle foto potete vedere qualche bel bannerone posto all’esterno e all’interno della fiera, così come la saletta e lo sfondo che sarà delle prossime Superdirette :)
 
Spazio alle foto in sequenza!
 

E3 2011 di Los Angeles, si parte per la decima volta!

Ci siamo, la settimana prossima è il momento dell’E3 2011, la fiera più importante al mondo dedicata ai videogiochi dove quest’anno ci sarà anche la presentazione ufficiale di Project Cafè, il successore di Nintendo Wii, e PlayStation Vita (ex NGP), la nuova console portatile di Sony, assieme ad una miriade di nuovi titoli e giochi che si mostreranno la prima volta.

Quest’anno è poi particolarmente significativo per me, si tratta della decima volta che partecipo a questa manifestazione (la prima nell’oramai 2001 a 20 anni, ricordo che la notte prima non dormii nemmeno un secondo…) ed ogni edizione rappresenta un ricordo differente e assolutamente impresso nella mia memoria, sono contento perché dopo tutto questo tempo l’entusiasmo è rimasto intatto e c’è sempre spazio per nuovi stimoli nonostante il succo non cambi di molto :)

La nostra copertura su Multiplayer.it si preannuncia mastodontica, con 5 dirette dal posto e ben 10 persone che cercheranno di coprire alla grandissima tutto l’evento, la pe pagine giuste per seguire il tutto sono le seguenti:

Pagina coverage E3 2011 su Multiplayer.it

Calendario Superdiretta E3 2011

Per quanto riguarda il mio blog faccio una promessa definitiva, al ritorno ci saranno maggiori aggiornamenti, ho una pletora di articoli e pensieri da pubblicare (e da qualche mese c’è una Manu nella mia vita…), ma ultimamente mi manca proprio il tempo, la voglia e l’ispirazione di metterli giù :)

Nel frattempo, ci vediamo da Los Angeles soprattutto su Twitter e Facebook!

San Francisco – Edizione 2011

Ed eccoci qui, quarto anno consecutivo in quel di San Francisco per la Games Developer Conference, fiera dedicata allo sviluppo dei videogiochi con tanti approfondimenti, forse quella più di nicchia ma anche maggiormente interessante tra quelle che si svolgono durante l’anno, con tante conferenze dedicate ad aspetti specifici della programmazione, direzione artistica e tutto quanto concerne il mondo che ruota attorno i videogiochi stessi. Il 2 marzo ci sarà inoltre il keynote di Apple per presentare iPad 2 (e magari iOS 5), giusto davanti al Moscone Center, vediamo se riesco a vederne uno per la prima volta :)
La città di San Francisco è poi un grande plus per la percezione di cui sopra, un posto splendido e multietnico dove si sprecano i posti da visitare e gli scorci mozzafiato, sia all’interno della città che nelle immediate vicinanze.
Niente a che vedere con Los Angeles, che dal mio punto di vista le prende un po’ su tutti i fronti se non per quell’alone di mito che la contraddistingue.

Come al solito e prima dell’inizio delle danze ho avuto un paio di giorni per girare e la prima tappa non poteva non essere la parte est della città con lo scorcio di east bay e l’immancabile doppio cheesburger (e i Chili Cheese Fries che vedete in foto, una bomba atomica di calorie :D) della Red Java’s House, una baracca sul mare economica e in pieno stile americano che si trova quasi all’altezza dello stadio di baseball dei San Francisco Giant. La sera invece siamo andati a trovare Joe e Glenda e a visitare la loro nuova casa che si trova su una collina vicino Berkley. Inutile dire che è davvero bellissima, tutta in legno e con un soggiorno dotato di vetrata “a tutto schermo” sulla baia della città, il che si traduce in alba/tramonto bellissimi ogni giorno…

Per quanto riguarda la gita fuori porta quest’anno ho optato per visitare insieme all’altro Antonio e Vlad (amico/collega giornalista olandese che ho conosciuto proprio qui 4 anni fa) la Muir Woods, foresta con alberi secolari molto bella, all’interno della quale ci siamo avventurati in una scalata e discesa di almeno 10 km, sicuramente ottima per smaltire tutte le schifezze che stiamo mangiando :D
Di ritorno verso la città ci siamo diretti al tramonto all’altezza del Golden Gate e quindi fermati su un’altura per scattare qualche foto, è dura descrivere a parole lo scorcio che restituisce il ponte con questa luce e la città in sottofondo, e probabilmente nemmeno le foto rendono giustizia…

Spazio alle foto, in attesa della partenza della fiera e dei vari appuntamenti, tra le conferenze e i vari Crysis 2, Battlefiled 3, The Darkness 2, Dead Island, Prototype 2 e compagnia, qualcosina di carino mi sembra che ci sia :)

Da Los Angeles a Las Vegas, passando per l’E3

Mi ricordo ancora perfettamente la prima volta che sono venuto a Los Angeles, era il 2001 e avevo 20 anni, ero così eccitato che la notte prima di partire non ho dormito e avevo un’adrenalina dentro indescrivibile, con la quale ho affrontato l’E3 -la fiera più importante al mondo sui videogiochi, nella quale è possibile veder e testare in anticipo tutte le produzioni e l’hardware che usciranno nei mesi/anni a venire- al massimo delle mie possibilità.

Quest’anno ci sono andato per la nona volta e sempre con lo stesso entusiasmo, ne vado fiero perché non è semplice avere gli stessi stimoli, si cresce, tendenzialmente si fanno ciclicamente cose identiche e la città per te non è più una novità, ti sei stufato di fare shopping nel tempo libero e riesci a muoverti in macchina e tra i km di strade senza l’ausilio di mappa o navigatore.

Dal punto di vista lavorativo sono però cambiate tante cose, 10 anni fa lavoravo part time per un sito amatoriale col quale eravamo se vogliamo tra i pionieri dell’informazione online sui videogiochi, oggi sono in una testata giornalistica sull’argomento, la più visitata in Italia tra le specializzate, dove ho un lavoro full time, diverse responsabilità e anche tante soddisfazioni. Quest’anno avevamo sponsor da diverse migliaia di euro e una meeting room direttamente in fiera che ci ha permesso di lavorare nettamente meglio con i video e in generale con una copertura eccezionale in fatto di articoli, tanto da superare il record di sempre in fatto di utenti unici mensili, ben oltre il milione e mezzo.
Tra i vari eventi extra fiera ma connessi alla stessa mi sono piaciuti il party di Dead Rising 2, dove ha suonato l’ottimo gruppo svedese dei “The Sounds” e c’era sushi in gran quantità, e l’anteprima di Toy Story 3 di Pixar. Un film davvero eccezionale che è cresciuto in maturità rispetto ai primi due ma che comunque mi ha fatto ridere dall’inizio alla fine, supportato da un comparto visivo sontuoso.

Dopo essermele un po’ cantate e suonate (a questa pagina l’immensa copertura completa dell’evento su Multiplayer.it) volevo sfatare ancora una volta il mito di Los Angeles come città incredibilmente bella e da visitare assolutamente prima di tante altre.
Al di là del fatto che dopo 10 anni l’ho trovata un po’ in decadenza (non a caso ha rischiato la bancarotta qualche tempo fa), è una città costruita male, divisa in ghetti, con troppi distretti squallidi come raramente si vedono altrove in Europa o in altre parti degli Stati Uniti, assolutamente incoerente per come segue le regole e leggi senza alcuno spirito critico o di interpretazione, dove bisogna regolarizzare fino all’ultimo capello onde evitare di mandare in palla il sistema.

Sia ben chiaro, vivere alcuni posti e abbracciare luoghi vivi nell’immaginario collettivo (Venice, Westwood, Bel Air e così via, piuttosto che la vera movida americana non turistica) e magari in condizioni economiche agiate rappresentano sicuramente un motivo di esaltazione, ma senza uscire dagli Stati Uniti esistono città decisamente più vivibili, amalgamate e complessivamente belle.

Quest’anno, con la scusa ufficiale che compio 30 anni (che poi in realtà faccio il prossimo 25 Giugno :D) mi sono diretto insieme a 5 amici/colleghi alla volta di Las Vegas in modalità distruzione diretta, perlopiù dopo una settimana più che intensa di lavoro: siamo partiti Venerdì dopo pranzo in aereo (il volo dura un’ora) per stare in giro fino al mattino dopo e tornar prima di pranzo e prima che la temperatura da forno a microonde del Nevada ci avesse ridotto ulteriormente in stracci.

Non me l’aspettavo così senza senso e folle, una sorta di mondo immaginario in mezzo al deserto, eccessiva in ogni suo aspetto e tenuta estremamente bene, dove la Venezia col cielo finto piuttosto che la Roma antica innestate in vari alberghi sono così insensate e pacchiane che alla fine non provocano disgusto, ma divertito stupore.

È una città nella quale gira una quantità di soldi impressionante, che non dorme mai, che ti piazza le roulette anche all’uscita del varco all’aeroporto, dove ci sono tante celebrità e una quantità impressionante di locali.

Nota per i maschi singoli e non, girando per i locali a caso, XS piuttosto che Beach Pool tanto per fare due nomi, troverete una quantità e bellezza di donne mai vista in nessuna parte del mondo, senza paura di essere smentito. Sulla loro natura, accessibilità e provenienza sociale non mi è dato disquisire in questa sede :D

Nota finale, all’interno di uno di questi locali ad un certo punto mi sono trovato Paris Hilton che ballava a mezzo metro di distanza, controllata da diversi buttafuori. Ad un certo punto una persona ha provato a farle una foto, ed è stata inghiottita dai buttafuori stessi, probabilmente in un buco nero.

La sua serata si è protratta bevendo sempre di più e ballando sui tavoli e divani, fino a quando mentre stavo lasciando il locale l’ho vista uscire dal bagno biascicando qualcosa, per poi venire coperta con un cappotto da parte dei buttafuori, che l’hanno accompagnata mentre barcollava presumibilmente verso la macchina.

Una scena abbastanza pietosa, ma decisamente coerente nel contesto :D

Di Ground Zero, libertà, affari e mazzate

La trasferta newyorkese si è appena conclusa con altri due giorni dedicati alla parte lavorativa, o meglio di immedesimazione nel mondo UFC, e quella “libera” dove insieme ad Andrea e Alessandro abbiamo visitato gli ultimi posti, non certo in ordine di suggestione e importanza.

L'anteprima del memoriale dell'11 Settembre 2001 Ground Zero sotto ricostruzione

Non pensavo sinceramente che Ground Zero potesse farmi un effetto così marcato, un magone nella pancia mentre avvertivo un’aria decisamente differente dal resto, un vuoto che pian piano sta venendo colmato dalle gru imponenti che sono intente a costruire il memoriale della tragedia dell’11 Settembre 2001. Di fianco alle costruzioni c’è un’esposizione che mostra in anteprima come sarà ricostruita questa parte della città, con due grosse fontane quadrate al posto delle due basi dei grattacieli crollati, e un’altra struttura immersa nel verde a simboleggiare il ricordo e la rinascita di qualcosa che evidentemente per gli americani è solo qualcosa di lontanamente immaginabile per noi…

Wall Street Cartello Particolare

La passeggiata è continuata per Wall Street, la parte principale dedicata agli affari della città e della borsa mondiale, per proseguire sul traghetto che ci ha portato a Staten Island e che ci ha permesso anche di vedere la Statua della Libertà molto da vicino (impensabile da visitare a causa del poco tempo a disposizione e delle file kilometriche a corredo). Devo dire che proprio questo simbolo è stato la mia più grossa delusione della trasferta di New York, non so perché ma me l’aspettavo diverso, più imponente e che mi trasmettesse qualcosa di diverso, seppur non ho nulla a che fare con le vicende che lo riguardano…

La Statua della Libertà Skyline da Staten Island

Sull’isola di Staten abbiamo invece trovato una partita di lega minore di baseball in corso d’opera, ed è stato divertente quando abbiamo tentato di scattare le foto attraverso le recinzioni in ogni modo, per poi scoprire che l’ingresso superiore era aperto a tutti :D
Lo stadio degli Staten Yankee è molto carino, e seppur l’incontro era minore e con pochi spettatori, mi ha permesso di guardare qualche inning praticamente a bordocampo, e capire ancora meglio alcune regole di questo sport e il ruolo di tutti i componenti della squadra.

Visuale completa del campo Pronto a battere

L’evento clou del tardo pomeriggio e della serata è stato invece l’UFC 111, manifestazione organizzata al Prudential Center di Newark che ha dato luogo a diversi incontri di classifica, fino a vedere il suo culmine nell’assegnazione del titolo dei Welter tra George St-Pierre e Dan Hardy, e quello ad interim dei pesi massimi tra Frank Mir e Shane Carwin, in attesa del ritorno di Brock Lesnar, magari più conosciuto da noi perché ha avuto trascorsi nel Wrestling.

Ingresso vip, vista dall’alto con ristorante a buffet gratuito e poltrone comode, tutto perfetto se non ci fosse stato un piccolo contrattempo che mi ha coinvolto: al controllo degli oggetti metallici una delle ispettrici ha notato che avevo con me un microfono, e quindi ha cominciato ad asserire che non sarei potuto passare perché il suo utilizzo non era permesso. A questo punto mi ha chiesto di aspettare per una nuova risoluzione, mentre passavano altre persone con telecamere giganti, macchine fotografiche che facevano anche i video e quant’altro, e mentre la mia pazienza diminuiva in maniera direttamente proporzionale.
A questo punto ho cominciato a fare polemica (My Friend di Frisco docet :D) facendo notare come oramai ogni apparecchio elettronico può registrare audio e di come in fase di briefing non sia stata segnalato il completo divieto di portare microfoni e affini. A questo punto è venuta fuori la ben nota rigidità mentale (non certo illuminata) degli Americani, dove nel caso specifico non sono stati in grado di trovare una soluzione che poteva essere ad esempio nell’indicare uno spazio dove lasciare il microfono piuttosto che prendere i miei dati in caso ci fossero stati problemi in tal senso.
Dopo l’ennesima risposta uguale e la mia insofferenza sempre maggiore (ovviamente condita da spiegazione apposita dinnanzi a tanta inutile fermezza) è cominciata la sfilata del responsabile di turno, con il secondo che continuava a ripetere che capiva la mia situazione ma che ci sono restrizioni, per poi arrivare un terzo che dinnanzi alla mia insistenza mi ha portato dal boss dei boss della sicurezza, che dopo l’ennesima cantilena ha finalmente attivato il cervello, ovviamente su mio suggerimento, segnandosi il posto sul quale mi sarei seduto e “minacciandomi” di azioni legali nel caso in cui avessi usato il microfono e fossi stato notato, assa fa :D

Ad ogni modo l’evento ha visto manco a dirlo il tutto esaurito (17.000 persone) dove la folla si è esaltata per gli scontri più spettacolari e coinvolgenti, ma non ha mancato di fischiare quelli dove prese continue e senza particolari sussulti la facevano da padrone, abbassando un po’ il ritmo. Personalmente devo dire che gli scontri tra i lottatori più famosi e bravi sono stati piuttosto piacevoli, mentre c’è ancora abbastanza da lavorare nel ritmo e nella “presentazione” per i restanti, per un evento che dal suo inizio alla fine è durato ben 5 ore e oltre, e che ho retto soprattutto grazie alla birra :D

Ecco le ultime foto, per la carrellata completa c’è l’apposita galleria fotografica.

Prudential Center gremito per l'UFC 111
Combattimento nell'Octagon

Approfondendo la Grande Mela

La trasferta a New York procede in maniera abbastanza sostenuta, tra appuntamenti di lavoro (in fondo siamo qui per questo :D) e lo sfruttamento fino all’ultimo secondo del tempo libero a disposizione.
Giovedì è stato dedicato interamente ad UFC 2010 Undisputed, gioco che uscirà il prossimo 28 Maggio dedicato all’omonima disciplina di arti marziali miste, a partire dalla mattina, dove ho assistito in una palestra ad alcuni allenamenti dei lottatori che si contenderanno il titolo dei pesi massimi e quello dei welter Sabato sera. Ho fatto diversi video interessanti (quello di Frank Mir che si allena nella boxe è impressionante) e due simpatiche scenette con Ron Hardy e Shane Carwin, ma rimando all’articolo e al videospeciale dedicato tutti gli approfondimenti.
Il pomeriggio e la sera abbiamo invece assistito alla presentazione del gioco, per poi spostarci alla M2 ultralounge per la prova su strada, tanto cibo ad accompagnarla e la presenza di altri lottatori, compreso Brock Lesnar che è uno dei pochi conosciuti in Italia grazie al suo passato nel Wrestling.

Venerdì c’è stato tempo anche per fare un bel giro grazie alla sveglia puntata poco dopo l’alba, e quindi via di Rockefeller Center, Nintendo World (che mi aspettavo più “allegro” onestamente, anche se roba interessante ce n’era, anche storica) per spostarci ai confini di Manhattan per attraversare all’andata il ponte di Brooklyn, al ritorno quello di Manhattan stesso. Il primo è davvero molto bello da vedere e attraversare, con la passeggiata fatta di legno e la possibilità di scattare diverse foto interessanti. Il secondo ha una struttura più imponente e sembra essere più frequentato, grazie anche ai treni che vi passano in continuazione al livello inferiore.
Il giro si è chiuso con una capatina a Chinatown, che non mi ha entusiasmato, e Little Italy, che ha ben visibili i segni della decadenza nei locali, nella presenza di pochi Italiani e nell’estensione, che dalla regia mi dicono essere molto ristretta rispetto al passato.
La zona di Times Square in compenso anche di notte è spettacolare, con tanta gente a qualsiasi ora e un tripudio di colori e luci.

Nella mattinata ho avuto anche modo di fare un collegamento con Radio Kiss Kiss e relativa scenetta nella quale ho fermato un paio di passanti per far pronunciare loro una frase per telefono e in diretta, mentre a pranzo ho pranzato con Luigi, ragazzo salentino che avevo conosciuto ben 10 anni fa al primo Expocartoon quando lavoravo per Alternative Reality, e che si è trasferito a New York da qualche anno, facendo gavetta nel campo finanziario fino a diventare CEO di Wall Street Italia, che ha sede a Manhattan.
Un pranzo condito da tante chiacchiere interessanti all’Empire Diner, lo stesso che è apparso in tanti film come Mamma ho riperso l’aereo piuttosto che Man in Black II.
Il poter conoscere tante persone e mantenere contatti e amicizie anche in giro per il mondo rappresentano alcune delle cose che adoro di più del mio lavoro…

Spazio consueto alle foto!

Dan Hardy con un Tanzen che sembra fatto :D Frank Mir in allenamento

GNAM!
Stelle e Monete Gameboy sopravvisuto alla Guerra del Golfo DSC09954 Il Manhattan Bridge da quello di Brooklyn Manhattan Bridge Brooklyn Bridge L'ingresso di Little Italy Caffè Napoli

New York, New York

Mancava clamorosamente all’appello dei posti che ho visitato, perché è stata sempre un mio pallino e mi ero ripromesso di andarci già diverse volte, senza mai riuscirci e poterlo fare.
In questi giorni è capitato a fagiolo un press tour organizzato per UFC 2010, videogioco basato sull’omonima disciplina di arti marziali miste che è estremamente popolare negli Stati Uniti, e che si stà cominciando a diffondere anche in Europa. Fortuna ha voluto che questo press tour si tenesse proprio a New York, e così ne sto approfittando per farmi una prima idea della città e scattare qualche foto nei momenti liberi.

In realtà volevo raccontare anche del volo, partito dal Terminal 5 di Fiumicino che ospita una buona parte delle compagnie Americane…non sembra un terminal classico, è davvero scarno e poco accogliente, sembra quasi di partire per fare altro anzichè un viaggio più o meno di piacere…

Ad ogni modo al controllo passaporti e carta di immigrazione nella metropoli Americana già “pregustavo” un lungo interrogatorio sul perché fossi di nuovo negli Stati Uniti dopo esserci rimasto fino a nemmeno 10 giorni fa, sull’altra costa. Ed invece, complice il fatto che le due persone che mi precedevano avevano un po’ infastidito l’ufficiale perché non avevano compilato completamente il modulo apposito di immigrazione, ci siamo messi a discutere sul fatto che non è una cosa opzionale il rispondere a tutte le domande poste nel modulo di ingresso sul suolo Americano, suggerendogli la parola “mandatory”, a quel punto il tizio mi ha preso in simpatia e mentre faceva il controllo di rito del passaporto e delle impronte digitali mi ha subito congedato con un “You can go, my friend!”, senza nemmeno chiedermi il motivo generale dell’arrivo a New York.

Per il resto (siamo arrivati subito dopo pranzo, io, Angela, la pr manager di THQ, Alessandro e Andrea, colleghi di Everyeye e Nextgame) siamo stati ospitati a Manhattan nel lussuoso albergo London NYC, composto solo da suite molto accoglienti e spaziose, ed ho girato un paio d’ore li attorno per Times Square, il Rockefeller Center fino a raggiungere i margini del Central Park e il negozio di Apple sulla quinta strada, quello famoso a forma di cubo di cristallo con i “contenuti” posti al di sotto del livello della strada.

In particolare Times Square mi è piaciuta un casino, a parte il richiamo immediato a Io Sono Leggenda che ho rivisto recentemente, nei suoi colori, nella moltitudine di gente e in generale per come è fatta, mi ha fatto respirare un po’ l’aria di New York e capirne le differenze rispetto alle altre visitate. Un’altra cosa che ho notato subito è la presenza enorme di Taxi, che fanno più della metà del traffico e sono guidati da persone che lottano con zig zag per completare la corsa nel più breve tempo possibile e farne un’altra, davvero un dispiegamento infinito e continuo di forze in tal senso, giustificate dal fatto che in pochi hanno la macchina di proprietà e soprattutto la utilizzano.

Spazio alle foto, che il tempo stringe!

Ingresso
Camera da letto Scorcio cittadino Mega Spot M&M's Times Square da lontano Tanzen a Times Square, dopo il volo Particolari La famosa pista del Rockefeller Center Apple Store 5th Avenue Dall'interno dell'Apple Store

GDC 10 San Francisco e ritorno

Dopo la prima ondata di post e foto da San Francisco sono stato un po’ assente da queste pagine perché, ebbene si, ho lavorato (e scritto) un bel po’ e nel restante tempo libero ho preferito ovviamente fare altro.
Dormire direi di no, perché anche se tra i colleghi e gli amici c’è sempre un po’ lo sfottò per il fatto che vado spesso in giro in posti “da sogno”, durante i giorni di fiera è un vero e proprio delirio, con sveglia alle 7, in giro tutto il giorno tra appuntamenti e interviste, e fino alle 2-4 del mattino a scrivere, dove non sono rari i “drittoni” fino al giorno successivo.
Detto questo, mi ritengo sempre estremamente fortunato per il mio lavoro, e non a caso spesso e volentieri aggiungo qualche giorno in più di vacanza per sfruttare la trasferta, e visitare luoghi davvero bellissimi.

La GDC 10 è una fiera se vogliamo di nicchia, in quanto è dedicata soprattutto agli addetti ai lavori più che ai consumatori, con diverse sessioni dedicate allo sviluppo dei videogiochi dal lato di programmazione, tecnico e artistico (quello da me preferito), ma anche alcuni keynote e presentazioni che ci interessano più da vicino, come quelle che ci sono state per Mafia 2, PlayStation Move e Fable III, piuttosto che i giochi iPhone negli uffici Gameloft.
La fiera si tiene al Moscone Center e in diversi hotel li attorno, mentre non mancano ogni sera diversi eventi notturni, tra quelli puramente dedicati allo svago, e dove si beve e mangia a sbafo e si è ospiti dei distributori, o quelli che vengono utilizzati anche per presentare i giochi in un’atmosfera giovanile e divertente, come nel caso di Green Day: Rock Band.

Per quanto riguarda i primi, quello vincente è stato fatto da Disney, che ci ha invitato al Disney Museum sulle colline di San Francisco: tanta bella musica, mangiare e bere in quantità industriale, visita a tutto il museo gratuita (non era possibile fotografare purtroppo). Dulcis in fundo, in chiusura ci hanno regalato una busta con all’interno una maglia di Tron, un ciondolo Disney, un mouse griffato Disney senza fili e un orologio automatico della Elgin e anch’esso griffato, dal valore di 150$, direi che ci è andata piuttosto bene :D

San Francisco è una città che mi piace molto, soffre del classico problema Americano che vede la presenza di zone estremamente povere attaccate a quelle ricche e la presenza di una classe media davvero ridotta, ma è bellissima come conformazione, dispone di tanti posti assolutamente da visitare e una buona parte della gente vive in assoluto relax per la vita, lo noti in tanti piccoli particolari che invece non fanno parte di altre città come la stessa Los Angeles.

Ho avuto modo anche di passare del tempo con alcuni cari amici, Vlad, esplosivo ragazzo Olandese che ho incontrato qualche anno fa proprio alla GDC e con il quale ci incontriamo ad ogni conferenza in giro per il mondo, e Joe, squisito ragazzo che vive a San Francisco ed è sposato con una ragazza Italiana. Ci ha invitato ad una cena a casa sua a Richmond, insieme a Sterling (collega di G4 a Los Angeles) ed Elisa, altra coppia mista, per una serata passata all’insegna di buon cibo e tante risate. Ad un certo punto Joe ha cacciato una rivista che aveva comprato in Italia, che ci ha fatto letteralmente ammazzare dalle risate:

PC Pirata?!?!?! All’interno c’è anche la guida su come masterizzare i CD-ARRRR :D

Devo essere sincero, è sempre una bella botta quando si torna a casa…esperienze del genere ti fanno crescere sempre di più e rendere conto di quanto sei fortunato, ma anche capire di come talvolta fermarsi in un posto sia così duro e limitante, e cresce la voglia di subire sempre meno la routine e sperimentare sempre…

Spazio alle restanti foto, solitamente ne faccio poche di me stesso, in questo caso ho sfruttato la bravura di Antonio e la sua reflex, che fa spesso e volentieri miracoli :D
Tramonto (3) Tramonto (2) Il comune di San Francisco Tanzen (4) Tanzen (3) Tanzen (2) Tanzen (1)
Tanzen al Golden Gate Tanzen al Golden Gate (2) Tanzen ad Alcatraz

Golden Gate, Alcatraz e di tutto un po’

Con oggi si è chiusa la parte di vacanza della trasferta a San Francisco ed è stata come sempre una bellissima esperienza, fatta di tante piccole cose che sono accadute e di posti meravigliosi che abbiamo visitato, da conservare in maniera indissolubile :)

Gli ultimi due giorni li abbiamo dedicati alla parte del Presidio e quindi della spiaggia che si trova ai piedi del Golden Gate, che è davvero uno spettacolo incredibile soprattutto di notte e che non ho fotografato perché con una compatta digitale è inutile…ci ha pensato Antonio con la sua reflex ad ogni modo, ma le sue foto sono intoccabili :D

E’ stato poi il turno di Alcatraz, tour molto interessante anche perché accompagnato da una guida audio di ottima fattura, che mi ha permesso di apprezzare meglio tutta la storia affascinante di questa prigione e ricollegarmi mentalmente ai numerosi film dedicati che ho visto in passato.

Nota in calce, ho portato a termine anche la “questione” con il venditore di macchine fotografiche del quale parlavo nel precedente intervento, mi sono presentato nuovamente infatti in negozio chiedendo la Canon 500D al prezzo pattuito il giorno prima, il venditore ha cercato nuovamente di rifilarmi un obbiettivo/macro improponibile a prezzo elevato per rientrare con lo sconto eccessivo della reflex, per poi fare di nuovo la farsa della telefonata al magazzino (con tanto di frase “segreta” al socio per fargli capire cosa avrebbe dovuto dire) e dispiacersi di non averla e di tornare l’indomani.

A questo punto c’è stato un piccolo giallo, perché non me ne sono stato a guardare e ho cominciato a spiegare loro che avevo capito il giochetto che sistematicamente usavano con i turisti, che se fossi tornato l’indomani sarebbe stato uguale, che era inutile far perdere tempo alle persone prendendole in giro. E ancora, ho chiesto perché non potevo comprare la camera in esposizione, ricevendo in risposta che era senza scatola. A quel punto ho ribadito che mi interessava uguale ma che non me l’avrebbe mai data a quel prezzo, il tipo ha infine ammesso a denti stretti quello che sospettavo, irritandosi visibilmente. Non a caso quando ce ne siamo andati e abbiamo girato l’angolo, uno dei due ci ha seguito un po’ per poi guardarci dalla distanza, magari paventava di mandare qualcuno per menarci :D

Ecco le foto, l’ultima è dedicata ad un tramonto bellissimo che mi sono ritrovato al rientro in albergo:

Giardino delle belle arti Il Golden Gate verso il tramonto Verso Alcatraz

Postazione di controllo Cella
Alcune delle celle migliori Al Capone Celle di massima sicurezza Dominando Alcatraz Tramonto dall'albergo