banner Napoletano di nascita, di spirito e per l'amore verso le passioni, in barba ai luoghi comuni. Felice di aver raggiunto un equilibrio e una tranquillità che nessuna cosa al mondo può intaccare...Cosa troverete qui dentro? Tutto quello che mi viene in mente, anche se di qualità medio-bassa, ovviamente :D Nella pagina Qualcosa su di me troverete un profilo molto più dettagliato, condito da un po' di scemenze.
Mar
9

Golden Gate, Alcatraz e di tutto un po’

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 17:00 | Categorie: Indice, Stati Uniti

Con oggi si è chiusa la parte di vacanza della trasferta a San Francisco ed è stata come sempre una bellissima esperienza, fatta di tante piccole cose che sono accadute e di posti meravigliosi che abbiamo visitato, da conservare in maniera indissolubile :)

Gli ultimi due giorni li abbiamo dedicati alla parte del Presidio e quindi della spiaggia che si trova ai piedi del Golden Gate, che è davvero uno spettacolo incredibile soprattutto di notte e che non ho fotografato perché con una compatta digitale è inutile…ci ha pensato Antonio con la sua reflex ad ogni modo, ma le sue foto sono intoccabili :D

E’ stato poi il turno di Alcatraz, tour molto interessante anche perché accompagnato da una guida audio di ottima fattura, che mi ha permesso di apprezzare meglio tutta la storia affascinante di questa prigione e ricollegarmi mentalmente ai numerosi film dedicati che ho visto in passato.

Nota in calce, ho portato a termine anche la “questione” con il venditore di macchine fotografiche del quale parlavo nel precedente intervento, mi sono presentato nuovamente infatti in negozio chiedendo la Canon 500D al prezzo pattuito il giorno prima, il venditore ha cercato nuovamente di rifilarmi un obbiettivo/macro improponibile a prezzo elevato per rientrare con lo sconto eccessivo della reflex, per poi fare di nuovo la farsa della telefonata al magazzino (con tanto di frase “segreta” al socio per fargli capire cosa avrebbe dovuto dire) e dispiacersi di non averla e di tornare l’indomani.

A questo punto c’è stato un piccolo giallo, perché non me ne sono stato a guardare e ho cominciato a spiegare loro che avevo capito il giochetto che sistematicamente usavano con i turisti, che se fossi tornato l’indomani sarebbe stato uguale, che era inutile far perdere tempo alle persone prendendole in giro. E ancora, ho chiesto perché non potevo comprare la camera in esposizione, ricevendo in risposta che era senza scatola. A quel punto ho ribadito che mi interessava uguale ma che non me l’avrebbe mai data a quel prezzo, il tipo ha infine ammesso a denti stretti quello che sospettavo, irritandosi visibilmente. Non a caso quando ce ne siamo andati e abbiamo girato l’angolo, uno dei due ci ha seguito un po’ per poi guardarci dalla distanza, magari paventava di mandare qualcuno per menarci :D

Ecco le foto, l’ultima è dedicata ad un tramonto bellissimo che mi sono ritrovato al rientro in albergo:

Giardino delle belle arti Il Golden Gate verso il tramonto Verso Alcatraz

Postazione di controllo Cella
Alcune delle celle migliori Al Capone Celle di massima sicurezza Dominando Alcatraz Tramonto dall'albergo

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Mar
7

Di Adobe, Ocean Beach e il “pacco” all’Americana

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 17:27 | Categorie: Indice, Stati Uniti

L’inizio della fiera si avvicina, ma nel frattempo sono stati due giorni piuttosto pieni e intensi, in giro a fare foto e la sera per locali, con diversi aneddoti da raccontare e Kilometri macinati a piedi, tra parchi e scogliere soprattutto.

Avere la fortuna di avere amici che vivono in città permette di goderti anche la vita notturna non turistica, nel particolare grazie a Krish, ingegnere Indiano conosciuto da Antonio qualche tempo fa in Spagna (eh si, gli straordinari accadimenti di quando si viaggia) siamo andati a cena in un ristorante di cucina mista Indiana dove si mangiava davvero bene, e poi in diversi locali dove abbiamo potuto vivere l’atmosfera più genuina di San Francisco e divertirci fino al mattino, ben oltre le 2 di notte che rappresenta l’orario di chiusura della maggior parte dei locali Californiani.

Nel girare diurno invece siamo capitati, per caso, dinnanzi alla sede di Adobe e, altrettanto per caso, in quel momento ritornava da un caffè un ragazzo Italiano che lavorava lì, e con il quale abbiamo scambiato due chiacchiere al riguardo. Ci ha spiegato che questa era la sede di Macromedia, e che quindi questo distaccamento si occupa proprio del flash. I dipendenti sono ben 1200, lavorano in un ambiente Open Space e ci sono 3 Italiani: oltre a lui di Roma e che si trova qui da 12 anni ci sono infatti un Napoletano e un Perugino.

La sede di Adobe Flash (ex Macromedia)

Altre mete sono state South Beach, dove c’è anche lo stadio di baseball dei San Francisco Giants e ci sono tante piccole case sul mare che fanno panini e birra in pieno stile Americano, Ocean Beach, splendida da guardare e fotografare ma un po’ decadente nella cura generale, e il Golden Gate Park, parco davvero gigante con diversi giardini in stile all’interno, e meta preferita per chi fa sport oppure vuole semplicemente rilassarsi.

Howard Mays J. Barry Bonde Recordman AT&T Stadium

L’ultima cosa che volevo raccontare, assolutamente la più divertente, è relativa alla versione Americana del “pacco” nostrano o se vogliamo anche del gioco delle tre campane: come detto in un precedente post sono alla ricerca di una reflex per cominciare, e quindi nel pomeriggio di Venerdì abbiamo dedicato un’oretta abbondante a girare una serie di negozi di fotografia nei pressi del Pier 39. Avevamo bene in mente il modello tra due Canon, modelli 450D e 500D. Benissimo, queste due fotocamere rappresentano il perfetto specchietto per le allodole e per propinarti modelli differenti e più costosi, nonché oggetti praticamente inutili.
Scenario numero 1, chiediamo il costo del modello della prima, ed è nettamente più basso di quello Europeo ma anche di Amazon Americano, a questo punto arriva l’espertone della situazione, che cerca di affibiarci tutto il tempo una Nikon dal costo triplo, facendo delle foto comparative dove chiaramente nella Canon utilizzava settaggi di base, mentre in quella più costosa i vari filtri per migliorare l’immagine. Ogni due per tre diceva “My friend”, faceva un prezzo più basso o cercava di propinarci una lente dal costo di listino, a suo modo di dire, pari a 1700 dollari, con una serie di scontistiche successive che l’hanno portata fino a 199 dollari (:D), e perfino a mostrarci recensioni improbabili di utenti e una presunta lettera ricevuta da un acquirente britannico che lo ringraziava per avergli consigliato la lente. E poi ancora spacciando una lente stabilizzata come in grado di fare foto perfette anche con movimenti estremi, e quindi scattando la foto dimostrativa chiaramente quando aveva finito il movimento, proprio a prenderci per il sedere più estremo. Dulcis in fundo, e dopo essere stato abbastanza divertito dal tutto, ho confermato la Canon 450D che aveva un prezzo molto interessante, con il venditore visibilmente infastidito dal non essere riuscito a vendere quello che voleva. Accade che il tipo fa finta di non averla in negozio, chiama qualcuno e gli dicono al telefono che attualmente non è disponibile, e di riprovare la fine della settimana prossima :D

Scenario 2, altro negozio, stessa modalità, prima cercano di venderci lenti e macchine completamente fuori budget, poi accettano la mia controfferta per il modello superiore di Canon, con tanto di SD inclusa. Si va per concludere, anche qui chiamata al magazzino o presunto tale e mancanza di disponibilità, va ordinata e non può darmi quella in esposizione :D

Spazio alle altre foto adesso!

Frutta troppo perfetta Pier 27 Ocean Beach (2) Cliff House (2) Cliff House (4) Cliff House (6)

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Mar
5

San Francisco à nouveau

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 11:20 | Categorie: Indice, Stati Uniti

Per il terzo anno consecutivo sono tornato con estremo piacere nella bella San Francisco, una delle città Americane che apprezzo di più per conformazione e per l’approccio delle persone al quotidiano. La motivazione principale è la GDC 10, fiera dedicata allo sviluppo di videogiochi che si tiene al Moscone Center, ma ne ho approfittato anche con il mio amico/collega Antonio per fare qualche giorno di ferie e incontrare gli amici d’oltreoceano Vlad e Joe.

Il viaggio fatto con Alitalia fino a Parigi e poi Air France è stato più che tranquillo, nonostante qualche controllo di troppo e l’ondata di paura che costantemente tiene in allerta gli ufficiali Americani verso tutti i visitatori degli Stati Uniti. Giustificabile anche se vogliamo, ma come al solito sono i mezzi ad essere secondo me poco efficaci o talvolta ridondanti, che tra le altre cose spesso e volentieri creano disagi solo ai passeggeri “normali”. Fino a quando poi mi chiederanno sul visto di ingresso se trasporto frutta o se sono un terrorista, non potrò esimermi da prendere il tutto con estrema goliardia :D

Ho visto fare anche l’apparizione di diversi Body Scanner in vari punti degli aeroporti visitati, attualmente però il loro utilizzo è facoltativo, probabilmente per testare l’effettiva bontà di questo sistema e perché come fatto intendere dalla corte britannica, potrebbero andare a ledere diversi diritti dei passeggeri stessi.

La città invece per certi versi riflette un po’ la situazione di crisi e stallo attuale, ho notato infatti, rispetto allo scorso anno, diversi negozi in via di chiusura o completamente spariti, ma quando abbiamo preso il cable bus, lo storico tram aperto ai lati che permette di andare su e giù per la città, mi ha rincuorato vedere che la condizione e l’attitudine delle persone è sempre positiva.

Per il resto abbiamo fatto un po’ di giri vicino porto e al Pier 39, consumato il primo (e si spera ultimo, suggerisce lo stomaco) mega panino da Johnny Rocket e fatto giri per negozi di fotografia, sto pensando di passare allo step successivo e prendere una reflex, campo dove il mio amico Antonio si è già avventurato da un po’ con ottimi risultati anche in notturna.

Spazio a qualche foto iniziale, compresa la vista dall’albergo, il quarantesimo piano dell’Hilton vicino Union Square:

Vista diurna dall'hotel Fisherman Wharf Vicino al Pier 39 Vista notturna dall'Hotel

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Feb
25

Le mie mani su God of War III

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 18:48 | Categorie: Articoli, Indice, Videogiochi

A me gli action (e derivati) piacciono una cifra, poco da fare. In questa generazione di console li ho giocati praticamente tutti, perfino quel Ninja Blade che però, avendolo affrontato poco dopo Ninja Gaiden 2, mi è sembrato il suo pezzotto (tarocco) in tutto e per tutto, non ultima l’ambientazione.

Questo 2010 è cominciato col botto, mi sono sparato in sequenza God of War Collection, Darksiders, Bayonetta e Dante’s Inferno senza accusare alcun colpo e anzi aspettando con impazienza la chiusura del cerchio e di una trilogia cominciata su PlayStation 2 e che sta per arrivare su PlayStation 3 con aspettative ancora più alte; alla fine l’ex dio della guerra ha una concorrenza mica da ridere e la gente si aspetta che SPAKKI (rigorosamente con le k) anche graficamente, oltre ad essere un gran titolo.

Il bello/brutto del nostro lavoro è quello di provare i videogiochi spesso e volentieri di gran lunga prima della loro uscita nei negozi; il bello è facilmente intuibile, il brutto è rappresentato dal fatto che spesso e volentieri bisogna mangiarseli letteralmente in poco tempo, non si possono esternare considerazioni su quanto provato e magari ci si sente un po’ fuori contesto quando amici e conoscenti sono tutti li a giocarlo e a scambiarsi opinioni, mentre per te sono già ampiamente archiviati.

Torniamo a God of War 3, solo vedere quel faccione di Kratos ancora più incazzato e dettagliato nel menu principale ti porta a pregustare qual è stato l’andazzo che i programmatori hanno scelto e ottenuto nello sviluppo del gioco.
L’unica cosa che ho fatto prima di fiondarmi sul tasto Nuova Partita è stata quella di pasticciare nel menu audio tra doppiaggio e sottotitoli, anche perché quello Americano con il labiale perfettamente in sincrono non riesce ad essere eguagliato da nessun altro in questi casi. Durante il gioco ho alternato comunque spesso tra questo e quello Italiano, rassicurando tutti che nella versione Europea ci sono presenti ben 9 lingue.

Avevo anche ben scolpito nella memoria il finale del secondo capitolo, dove Kratos sta risalendo l’Olimpo insieme ai Titani e pronto a fare il sedere a Zeus.
God of War III comincia esattamente dove finisce il secondo, ma proprio al millimetro, e quello che succede ha dell’incredibile. Dopo la prima ora (e mezza) i miei occhi hanno fatto fatica a realizzare quello che hanno visto e che è accaduto su schermo, senza alcun caricamento come da sempre Sony Santa Monica ci ha abituato, nonostante sia il loro primo esperimento su PlayStation 3.
Come i primi due episodi il gioco ti spara in faccia subito una pletora di cose, dal punto di vista grafico, sonoro e di gameplay e punta tutto sulla spettacolarità, la cattiveria del personaggio principale (mamma mia quanto è incazzato a questo giro…) ma anche su un gameplay più dinamico e fluido.

In realtà, da quando ho cominciato a scrivere queste due righe ho già portato a termine una prima volta il titolo e potuto assistere alla non scontata chiusura di questa trilogia, e quindi vorrei esternare qualche altra considerazione aggiuntiva…driiiin! “Pronto? Sony? Mi fate un mazzo così se continuo?”

Peccato, appuntamento per l’8 Marzo dunque, tra una mimosa e l’altra parleremo anche di come abbiamo staccato la testa agli dei dell’Olimpo.

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Feb
22

Dannato Umorismo

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 19:40 | Categorie: Indice

Tra una pausa e l’altra (oppure è il contrario? :D) a lavoro è sempre un piacere spulciare le immagini che fanno parte dei vari album dedicati alle foto (e fotomontaggi) tra i più divertenti sulla rete, soprattutto a causa delle didascalie dedicate, alcune delle quali assolutamente fuori di testa.

Ho fatto una piccola selezione tra quelle che mi sono piaciute di più, prendendole dai gruppi di Facebook DeMotivational in inglese e la sua versione Italiana tradotta.
Segnalo anche Dannato Umorismo del’amico Fabio, con altre immagini fuori di testa.












Bellissime, un buon aiuto nei momenti di tristezza o eccessiva serietà :D

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Feb
18

Podcast Multiplayer.it (Puntata 76 – L’usato, questo sconosciuto)

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 20:53 | Categorie: Indice, Videogiochi

Si parla di mercato dell’usato, console war con gli ultimi attacchi PS3 vs 360, Nintendo e le ultime indiscrezioni sul DS 2, Yamauchi spara a zero contro gli altri titoli di guida, le idiozie della settimana.

Ecco Il Podcast:

La scaletta completa:

Il mercato dell’usato: analisi e riflessioni per un fare il punto di una situazione poco chiara e limpida. 1:17

Spazio alla console war. Ogni tanto ci vuole approfittando delle ultime dichiarazioni di Sony che spara ad alzo zero contro Microsoft. 25:40

E in tutto questo come rientra Nintendo? Voci di corridoio tra un DS 2 in dirittura d’annuncio e un Wii alla ricerca di un nuovo taglio di prezzo. 39:55

Invece di dedicarsi allo sviluppo anche Yamauchi si diletta nel denigrare gli altri. “Gli altri giochi di guida mi annoiano”, dichiara il creatore di Gran Turismo 5. 56:26

Le idiozie della settimana 70:11
Alan Wake va giocato sul divano! E’ per questo che Remedy cancella la versione PC.
Dalla Korea arriva l’idea geniale per giocare all’iPhone nel freddo e nel gelo: una salsiccia snack! Fonte
La tastiera definitiva per i bambini è piena di LOL, THX, ASAP, BRB e tutti gli orrori immaginabili. Fonte
In Australia i giocatori sono peggio delle gang di motociclisti. E giù di censura!

Gli articoli della prossima settimana 82:52

A cosa stiamo giocando? 88:44

La posta dei lettori 104:51

Per chi invece possiede iTunes, è possibile iscriversi direttamente al podcast (e scaricare le nuove puntate automaticamente ad ogni rilascio) visitando questo indirizzo oppure navigando direttamente all’interno del programma sotto la voce podcast —> giochi ed hobby.

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Feb
17

Le casualità straordinarie

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 19:14 | Categorie: Indice

C’è chi dice che il destino pensa per noi, c’è chi prega a’ maronn, c’è chi organizza e pianifica in ogni minimo dettaglio la propria vita, anche situazioni a distanza di mesi nel tempo e con precisione certosina (e avendo a che fare con il Giappone in più di una sfaccettatura, l’ho sperimentato direttamente in prima persona), c’è chi vive alla giornata per forzatura o per reale convinzione.

Nella mia storia personale ho provato bene o male ad impersonare tutti questi momenti e a fase alterna, complice la situazione lavorativa, quella amorosa, quella puramente personale, ma sono rimasto pienamente soddisfatto solo quando ad intervenire è stata la casualità, quello che non mi aspettavo minimamente o che addirittura credevo impossibile, che nel bene o nel male mi ha esaltato e fatto abbracciare la vita con piena forza e non in maniera passiva.

Chi poteva pensare che mi sarei trasferito da un giorno all’altro e con forza, che avrei avuto la fortuna di girare così tanto per il mondo e abbracciare un lavoro che da piccolo vedevo con piacere ma che ritenevo non nelle mie corde anche per gli studi intrapresi, chi poteva pensare che le convinzioni su me stesso e le esperienze sarebbero state messe a dura prova e in discussione da situazioni incredibili o impensabili…

Ricordo sempre con estremo piacere tutte quelle casualità straordinarie che mi sono successe, con la speranza e convinzione che ne accadranno sempre di nuove, soprattutto quando investono un po’ di tutto, magari una relazione tra due culture profondamente differenti, dove hai a possibilità di viverle entrambe e scornarti per farle collimare, ma dopo le quali, comunque vada, ne esci arricchito.

Un esempio leggero e generalista per esemplificare il concetto: diversi anni fa, ai miei albori come giornalista videoludico, avevo conosciuto tramite il nostro forum un ragazzo di Roma che stava studiando il Giapponese e che è stato tra i primi a farmi accendere la lampadina verso questa cultura. Ci siamo poi conosciuti all’Expocartoon di Roma e mantenuti in contatto per un po’, le classiche chiacchierate estemporanee ogni tanto e roba così. Da molti anni avevo perso qualsiasi tipo di contatto, quando qualche mese fa mi trovavo in uno dei tanti (tra centinaia in una metropoli con 12 milioni di abitanti) club di Tokyo in dolce compagnia, e intravedo tra le persone un ragazzo dai capelli rossi, ed era proprio lui :D

Aldilà di questo accadimento che in partenza aveva una probabilità prossima allo zero, questo genere di cose mi esaltano non poco, e in questa fase della mia vita le vivo un po’ per tutto, dando spazio all’istinto e alla esaltazione di cui sopra, che qualcuno può tradurre banalmente nei classici alti e bassi e nella mancanza di sicurezza.

Probabilmente arriverà un momento dove la progettazione a lungo termine sarà l’unica opzione disponibile per evitare di trasformare la casualità straordinaria in una frana a causa della mancanza di fondamenta, però se sono innamorato della vita è anche perché non mi piace essere inquadrato in qualcosa, ma stupirmi dinnanzi a quel qualcosa stesso…rifuggire dalle banalità e dalle routine scontate, ma non per questo evitare di affrontare i problemi che giornalmente possono esserci, mai confondere le due cose :)

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Feb
16

A Carnevale ogni maschera vale, giusto?

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 19:56 | Categorie: Indice

Oggi si chiude il carnevale con un Martedì Grasso piuttosto piovoso, ma di certo non meno pieno zeppo di dolci, lasagne e alcohol vario.

In molti questa sera si vestiranno da qualcuno o in qualcosa, ho già visto certe cose bellissime (o inquietanti, a seconda del punto di vista).

Ho deciso quindi di sputtanarmi definitivamente con una foto d’epoca che ricordo con estremo piacere, soprattutto perchè ho dato spettacolo alla festa alla quale ho partecipato in quelle condizioni:

A richiesta il batch completo :D

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Feb
12

Podcast Multiplayer.it (Puntata 75 – RIP Xbox (1) Live)

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 12:34 | Categorie: Indice, Videogiochi

Si parla di Xbox Live per la prima console Microsoft, Final Fantasy XIII e i problemi di sviluppo, Project Ten Dollar, la creatura di Riccitiello, un pirata messo all’angolo da Nintendo, le idiozie della settimana.

Ecco Il Podcast:

La scaletta completa:

Microsoft si prepara a chiudere il servizio Xbox (1) Live e in piena operazione nostalgia anche noi, come Bungie, facciamo le condoglianze. 1:25

Mai più un altro Final Fantasy come il 13. E per fortuna, aggiungiamo noi! 16:32

Project Ten Dollar: il perfetto progetto mafioso di Riccitiello per aggirare il fenomeno dell’usato. Ma potrà funzionare veramente? 30:41

Colpirne uno per educarne 100. L’amico di Fucito che ha messo in rete New Super Mario Bros Wii dovrà pagare 1 milione e mezzo di dollari a Nintendo; è questo il modo giusto per combattere la pirateria? 49:54

Le idiozie della settimana 60:40
Uno studio particolarmente intelligente dimostra che 20 minuti di videogiochi violenti ti fanno diventare meno gentili di 20 minuti di videogiochi sportivi. Della serie quando chiunque può dire qualsiasi cosa.
Estratti di vita redazionale: le migliori comunicazioni dagli utilizzatori del nostro shopping online.

Gli articoli della prossima settimana 73:21

A cosa stiamo giocando? 77:04

La posta dei lettori 95:23

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Feb
9

Routine e Rituali (Reloaded)

Scritto da TanZeN nel 2010 @ 18:05 | Categorie: Indice

Entrambe queste parole possono sovrapporsi spesso e volentieri, a significare il ripetersi di una particolare azione o susseguirsi di situazioni, ma nel primo caso spesso si ha un’accezione negativa, alla stregua della monotonia, nella secondo invece no.
Secondo me la loro diversificazione dipende proprio dal sentimento che le accompagna, Routine è quando devi svolgere un lavoro che non ti piace, quando sei costretto a ripetere all’infinito una cosa controvoglia, quando non hai la forza di opporti a qualcosa che pare già scritto.
Rituale è quando al mattino ti svegli allo stesso orario, cammini a piedi nudi sul parquet, metti la solita musica e ti prepari il caffè, con tutta la calma di questo mondo. E’ quando accompagni il tutto con entusiasmo, non vedi l’ora che quella cosa accada al solito orario e al solito posto, ti emozioni quasi nei momenti immediatamente precedenti…
Il rituale diventa routine quando ad esempio un rapporto d’amore non si rinnova, non viene coltivato e viene dato tutto per scontato, quando non si ha più l’entusiasmo per certe cose, e allora è giunto il momento di trovare un nuovo rituale, spesso con una prova di forza o un deciso cambiamento.
Odiare la routine, amare i rituali, si deve essere sempre attenti a scindere le due cose.

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