Vieni cu’mme

Ultimamente (ri)ascolto tantissimo questa canzone, cantata dai grandi e compianti Roberto Murolo e Mia Martini e scritta da Enzo Gragnaniello, canzone che ho scoperto essere apprezzata molto anche al di fuori delle mura campane e da chi capisce poco il napoletano.

Volevo condividerla quindi anche qui sul blog, in un video che mostra la traduzione in italiano (ricaricate la pagina se non si vede il video):

Dopo centinaia di volte che l’ho ascoltata, mi provoca sempre tanti (bei) brividi :)

Il Napoli è la squadra europea più “Cool”

Chi ogni tanto mi legge avrà già avuto modo di “apprezzare” i miei deliri entusiastici sui vari social network e legati alle ultime prestazioni del Napoli, e sa quanto sia legato a tripla mandata alla squadra di calcio della mia città.

Detto questo, volevo segnalare un articolo scritto su Grantland da un giornalista anglosassone e denominato “The Coolest Soccer Team in Europe, Why you should root for Napoli”, dedicato simbolicamente agli sportivi americani in procinto di scegliere quale squadra europea tifare quest’anno.

L’articolo è molto interessante/divertente, dice perfino grandi verità di una città dove vivono come affermo sempre il Bene, il Male e gli eccessi in entrambe le direzioni, caratteristiche che si riflettono anche sulla squadra di calcio e sul tifo, passionale, sentimentale e difficilmente eguagliato in tutto il mondo. Tifo che non a caso sta facendo “tendenza” presso tutti i tifosi amanti di calcio europei, grazie all’inferno dello stadio San Paolo e a quell’urlo “Champions!!!” alla fine dell’inno ufficiale della competizione; nessuno aveva pensato prima a proporlo con tanta forza e passione.

Di seguito l’articolo per intero tradotto in italiano da il Napolista, con bonus in calce il video dell’inno Champions di Napoli-Chelsea, la parte finale è da brividi:

La sorprendente vittoria per 3-1 sul Napoli del Chelsea in Champions League di martedì scorso sancisce tre cose importanti. Ha segnato formalmente il momento in cui tutti si sono resi conto che la Serie A ha raggiunto il livello della Premier League. Ha lanciato un migliaio di conti alla rovescia sulla fine di Andre Villas-Boas, al punto che hasandrevillasboasbeensackedyet.com (villasoboasèstatogiàlicenziato.com) è diventato una risorsa vitale per i giornalisti di calcio. Ed ha definito una volta per tutte lo status del Napoli come il club più alla moda in Europa e la risposta predefinita alla domanda: “Se sei un americano che cerca di entrare nel calcio europeo, quale squadra dovresti sostenere?”

Scherzi a parte, se sei un fan in cerca di un club, come non puoi considerare il Napoli a questo punto? Non solo gli Azzurri non sono inglesi – il che vuol dire che non ti confonderai nella massa di 40 milioni di ragazzi che scelgono un club di Premier League solo perché è quello che fanno tutti gli altri – e non solo sono una giovane squadra divertente e che va oltre le proprie possibilità, il Napoli è anche, per dirla con un blando eufemismo, una costellazione cosmica degli elementi che rendono lo sport incredibile. Sono gli outsider perenni che possono contare su una storia gloriosa. Sono l’oggetto dell’amore sofferto e continuamente deluso di una base enorme di fedeli tifosi, ma a memoria d’uomo sono anche stati la squadra vincente del più grande calciatore del mondo. Sono una squadra di folli alti e devastanti bassi – praticamente la summa dell’esperienza del tifoso nella sua forma più estrema e lirica, il tutto compresso in un unico club in una città terrificante e affascinante affacciata su un golfo e distesa ai piedi di un vulcano. Davvero, preferireste fare il tifo per l’Arsenal?

Se non sei ancora convinto, allora è per te, mio amico riluttante, che ho compilato il seguente elenco di aspetti della incredibile suggestione del Napoli.

1. Napoli

La maggior parte del potere economico e politico in Italia è concentrato al nord, intorno a Milano e Torino. Napoli è la capitale de facto del sud. Tutto quello che c’è da sapere su questa divisione ai fini calcistici è contenuta nel vecchio e brutto detto “L’Africa comincia a sud di Roma”, cioè, i napoletani non contano quando si tratta di valutare chi deve essere trattato come l’uomo bianco. Il calcio tende a fiorire in prossimità del denaro, il che significa che geograficamente i top club italiani – Milan, Inter, Juventus – sembra che stiano aspettando la sera per indossare uno smoking e cercare di intrufolarsi in Svizzera. Il Napoli incarna le speranze di tutti coloro che stanno dalla parte sbagliata di quella divisione geografico / culturale.

E la stessa Napoli è una città totalmente guasta, bella, lussureggiante, e pericolosa, gestita dalla camorra, con mucchi di rifiuti che bruciano per le strade (perché la camorra controlla la gestione dei rifiuti), branchi di cani selvatici … e, incidentalmente, un sacco di splendida architettura ed una infinita tradizione culturale che risale a prima dell’Impero Romano. Immaginatevi New Orleans, solo con il cattolicesimo alzato a 14 e vendette di sangue al posto dei giri turistici voodoo. Inoltre, c’è questa enorme baia baciata dal sole, con il Vesuvio che si profila in lontananza. Anche, Kiton Brioni. (??? N.d.t.) Questo per le vostre fantasie di calcio europeo è il luogo adatto in cui vivere.

Inoltre, se si visita per una partita, è possibile andare a vedere le rovine di Pompei, che ora includono la maggior parte della difesa del Chelsea.

2. Maradona

Fu a Napoli che Diego Maradona si trasformò da “talentuoso giocatore argentino, ma è difficile che si riesca a farlo rendere in Europa” a “figura di significato quasi religioso la cui sola vista fa sì che le persone sane di mente scoppino in pianto dirotto.” Il Napoli lo acquistò dal Barcellona per l’allora record mondiale (arrotondato alla valuta corrente) di 12 milioni di euro nel 1984. Ha trascinato l’Argentina alla vittoria della Coppa del Mondo nel 1986, ha portato Napoli a vincere il suo primo campionato di Serie A un anno dopo, lo ha fatto di nuovo nel 1990, è diventato un’icona per chiunque sia mai stato ingiustamente preso a calci o si sia sentito senza speranza o si sia ritrovato sul lato sbagliato della vita, e da allora si è lanciato in un’esistenza paragonabile ad un’astronave traballante con propulsione a cocaina, bottiglia di vino in mano.

Onestamente, è quasi impossibile contestualizzare quello che Maradona ha significato per l’Italia meridionale tra il 1984 e il 1991 – questo ragazzo rozzo e attaccabrighe che scioccò il mondo in nome di una regione che era sempre rimasta chiusa fuori dalla gerarchia calcistica del suo paese pazzo per il calcio. Cosa si potrebbe paragonare a tutto ciò? Se Michael Jordan avesse portato i Cubs alle World Series nel mezzo della Beatlemania, ci si sarebbe avvicinati, sebbene anche a un evento simile sarebbero mancate sfumature religiose alla statua lacrimante della Vergine Maria e lo strano motivo costante della Camorra. Maradona è stato punito con 15 mesi di squalifica per uso di stupefacenti nel 1991 e lasciò Napoli con la sua reputazione a pezzi. Ma questo posto, più di ogni altro club o città, è il posto dove accadde Maradona. Questa è l’eredità enorme e ingestibile con cui il club ha dovuto aver a che fare sin da allora.

3. Soldi

Il Napoli è sparito nel 2004, fallito e incapace di mettere in campo una squadra. (Ritenetevi avvisati: questo è il tipo di cose che accadono a Napoli). Il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis ricostruì il club nello stesso anno, ma non fu in grado di riacquistare la sua storia fino al 2006 (!). Da allora, hanno improvvisato con un budget basso – mai una saggia strategia nel calcio – ciononostante sono comunque riusciti a risalire dalla terza divisione (serie C) di nuovo in Serie A, dove sono attualmente, abbastanza sorprendentemente, al sesto posto. E ‘ al tempo stesso appropriato ed esilarante che le due squadre inglesi che hanno sconvolto quest’anno siano il Chelsea e il Manchester City, club di proprietà rispettivamente di un plutocrate russo e uno sceicco petroliere, e due rappresentanti di spicco del movimento che vuole il calcio come giocattolo di lusso dei milionari. Miliardari, non andate a Napoli a meno che non vogliate comprare degli abiti nuovi.

La squadra attuale che il Napoli ha messo insieme è una macchina veloce e fluida costruita per il contropiede che segna reti per puro divertimento. (Solo il Milan ha segnato di più finora in Serie A). E ‘costruita su qualcosa di simile al modello classico di Billy Beane (Brad Pitt in Moneyball, N.d.t.)- ricambi sottovalutati e giocatori giovani che il Napoli si è cresciuto in casa, ma si ha l’impressione che la dirigenza legga sonetti e parli con gli zingari piuttosto che consultare schemi e diagrammi. Nel 2007, hanno acquistato Ezequiel Lavezzi per 6 milioni di euro, circa un decimo di quello che il Chelsea ha sganciato per Fernando Torres, in un momento in cui era un attaccante non proprio di successo nella Premiera Division Argentina con il soprannome di El Pocho. Lavezzi volò in città e immediatamente segnò la prima tripletta del Napoli dopo 14 anni. Martedì scorso ha segnato un gol (DUE gol, N.d.t.) e si è ripetutamente lasciato dietro il terzino destro del Chelsea Branislav Ivanovic. Paffuti signor Nessuno con tatuaggi a forma di pistola che crescono su un grande palcoscenico sono tutto ciò che Napoli rappresenta.

(Inoltre, Aurelio De Laurentiis? E ‘uno scontroso tiranno che indossa occhiali da sole e spesso è soggetto a sfuriate clamorose: una volta disse al suo manager personale “Non ti picchio perché sei un uomo anziano”, ha chiamato Lionel Messi “un cretino” e ha minacciato di tagliare le palle all’agente di Lavezzi se quest’ultimo dovesse pensare di lasciare il club. Un paio di anni fa, quando molti dei giocatori del Napoli furono accostati a possibili trasferimenti in Inghilterra, la tattica di De Laurentiis per convincerli a restare fu quella di avvisarli che le donne inglesi “non si lavano le parti intime.” “Per loro”, disse in un tono paternamente preoccupato, “il bidet è un oggetto misterioso.” Questo è il genere di cose che accadono a Napoli.)

4. Edinson Cavani

Mi ci è voluto un po’ per apprezzare il miglior giocatore del Napoli. Le prime volte che l’ho visto giocare, ho pensato che sembrava un poco troppo languido o casuale, e mentre in Serie A c’è una grande tradizione di giocatori alla Andrea Pirlo mortalmente sonnacchiosi, non riuscivo a capacitarmi che lo stesso stile potesse appartenere ad un grande attaccante destinato a sopraffare i difensori avversari. Poi ho visto la sua tripletta contro la Juventus lo scorso gennaio. L’ultimo gol lo ha segnato con un tiro dello scorpione rasoterra, il tipo di mossa che una volta che l’hai visto, spazza via ogni dubbio sul giocatore capace di metterla in atto.

Cavani è una sorta di incrocio di laboratorio tra Pippo Inzaghi e Zlatan Ibrahimovic, dotato sia di quel misterioso istinto che alcuni giocatori hanno di essere sempre al posto giusto al momento giusto sia della capacità di segnare da qualsiasi angolazione con quello che sembra un repertorio completo di colpi di karate. Quel senso di languore che io pensavo di aver rilevato in un primo momento si è rivelato invece sottile furbizia, un modo di tenersi fuori dal gioco per poi piazzare la mossa vincente, il colpo mortifero. E ‘una gioia per gli occhi, e Cavani, che ha segnato 41 gol in 57 presenze in campionato per il Napoli, è probabilmente il giocatore meno celebrato del mondo del calcio – cosa che è sicuramente destinata a cambiare se decide di correre i suoi rischi con vagine straniere in futuro. Seguitelo prima che la paura salga!

5. Teatro italiano brillante di mascolinità calcistica

Potreste scegliere una squadra inglese. Ce ne sono molte buone. Ma vi perdereste l’estetica irresistibilmente divertente della Serie A fatta di uomini duri, competitivi, e spesso violenti che fanno la ruota come il pavone, che si legano attentamente i capelli in lussureggianti code di cavallo prima di scivolare nelle loro magliette rosa per scendere in campo, per poi celebrare le grandi vittorie piangendo e denudandosi fino a rimanere in mutande. Per gli americani abituati ai loro laconici eroi sportivi in completi giacca e cravatta di pessimo taglio, la favolosità pura della Serie A o risulta imbarazzantemente gay (se sei un bro che si tiene fuori da questo genere di cose), o diventa un’iniezione divertente di teatrino egocentrico in uno sport altrimenti serio. Ad ogni modo, ricordatevi che Mario Balotelli, l’attaccante del Manchester City con la capigliatura stile mohawk, fashion victim dagli elaborati orecchini, è venuto in Inghilterra dall’Inter e acquista significato solo nel contesto del calcio italiano. Tenere per il Napoli significa che invece di guardare coraggiosi centrocampisti inglesi accigliarsi nel freddo una settimana sì e l’altra pure, ve ne starete a guardare auto-indulgenti figurini di grande talento recitare una pubblicità infinita ad un’acqua di colonia. Questa è una vittoria, credetemi. Le loro fidanzate sono anche più belle delle vostre.

Per questo e molti altri motivi, ho eletto il Napoli vostro nuovo club europeo. Presto, innamoratevi ora prima che il Chelsea acquisti tutta la squadra e tutto si inverta di nuovo.
Di Brian Phillips per Grantland (traduzione Donatella Sapone)


XG1 / MADE IN NAPLES / inno Champions League di angeloXG1

Nuvole ruttanti – Te Lo Dice Multiplayer.it

Torna Te lo dice Multiplayer.it , la nostra rubrica video dove in poco meno di 15 minuti cerchiamo di parlare in maniera frivola di diversi argomenti legati ai videogiochi, spesso sotto forma di classifica.

UTorniamo in argomento videogiochi con una puntata dedicata ai titoli ispirati o basati sui fumetti americani. Ovviamente qui dentro ci sono finiti solo i peggiori!

Ecco il filmato:

Serie Z mon amour – Te lo dice Multiplayer.it

Torna Te lo dice Multiplayer.it , la nostra rubrica video dove in poco meno di 15 minuti cerchiamo di parlare in maniera frivola di diversi argomenti legati ai videogiochi, spesso sotto forma di classifica.

Una puntata diversa dal solito, focalizzata su una serie di pellicole cinematografiche di fantascienza di serie Z. Grandi effetti speciali e soprattutto grandi risate!

Ecco il filmato:

Podcast Multiplayer.it (Puntata 140 – Nintendo ha finito la carta moneta!)

E’ stato probabilmente il podcast dove ho riso di più in assoluto, questo perché l’abbiamo registrato live insieme ad oltre 120 utenti che erano sulla chat di Teamspeak, e davvero ci siamo ammazzati dalla risate :D
La qualità per questo è più bassa del solito, visto che senza il contesto un po’ si perde il tutto!

Nintendo non è più una macchina da soldi; intanto però si parla di Wii U. Nuove informazioni su Xbox 720 e sul sistema anti giochi usati. I videogiochi non sono il mezzo migliore per raccontare belle storie. Le idiozie della settimana.

Ecco Il Podcast:

La scaletta completa:

Con la partecipazione di Antonio Fucito, Antonio Jodice, Umberto Moioli.

Le notizie della settimana

Nintendo ha smesso da un pezzo di stampare soldi e intanto arriva la conferma definitiva di un Wii U in uscita per il 2012. 2:04

Ancora informazioni su Xbox 720. No, non saltate oltre perché qui si parla anche di un sistema per imposizione l’uso di giochi usati… via hardware! 27:36

I videogiochi non sono il mezzo migliore per raccontare delle belle storie. Ma ne siamo proprio sicuri? 44:13

Le idiozie della settimana. 61:00
Zynga copia Nimblebit, Nimblebit copia Corporation Inc e tutti copiano SimTower! Fonte
Anche le donne vogliono i loro giochi erotici. Ma con o senza peli? Fonte
Fare l’amore con l’iPad: ecco la soluzione definitiva! Fonte
Se non riuscite a mitigare l’ansia per l’attesa dell’iPhone 5, provate intanto l’iPnoho6. Fonte

Le pubblicazioni della prossima settimana. 70:57

A cosa stiamo giocando? 73:39

La posta dei lettori. 81:16

Per chi invece possiede iTunes, è possibile iscriversi direttamente al podcast (e scaricare le nuove puntate automaticamente ad ogni rilascio) visitando questo indirizzo oppure navigando direttamente all’interno del programma sotto la voce podcast —> giochi ed hobby.

Nasce Una App al Giorno

E’ da tempo che pensavo di aprire un blog del genere, una valvola di sfogo su un argomento che per passione (e in maniera trasversale al lavoro) seguo regolarmente, e sul quale mi confronto spesso con tantissime persone all’interno dei vari social newtwork.
Siccome non ho nessuna intenzione di rendere il tutto un lavoro a tempo pieno o in competizione con qualcosa di già esistente, ho deciso di focalizzarmi sul parlare di applicazioni sia per Mac che iPhone/iPad in maniera stringata ed ordinata, una sorta di diario dove cercare facilmente qualche chicca non ancora in proprio in possesso, e dove paradossalmente il suo aggiornamento sporadico permette di seguirlo anche tramite feed rss, twitter o facebook che siano.

L’idea alle spalle di una App al Giorno è quindi quella di pubblicare ogni giorno (lavorativo! quindi per un massimo di cinque app per settimana ) alle ore 12 un mini articolo personale sull’applicazione di turno con impressioni d’uso senza mettere in piedi un sito di recensioni, coprire tutto lo scibile o trattare anche le applicazioni brutte (tranne casi specifici dove c’era attesa oppure se richiesti), inframezzando ogni tanto con qualche editoriale e articolo su hardware/software, ma assolutamente in maniera sporadica, casuale e quando tempo e ispirazione sono presenti in egual misura.

Qualora in futuro fosse possibile (e questo è l’unico motivo per il quale ho messo un paio di banner ad sense) a livello economico, di tempo o altro, cercherò di estendere lo stesso “concetto” a Windows Phone ed Android (sistemi che seguo già adesso regolarmente, seppur non con lo stesso grado di dettaglio) ma ci tengo ancora una volta a precisare che questo blog potrebbe risultare utile unicamente come spunto di discussione e di confronto (da estendere su Twitter, magari) è che ad immagine e somiglianza di chi vi scrive e dei suoi gusti, senza voler diventare una fonte inossidabile di informazione piena di contenuti ed ennesimo “me too” sull’argomento!

Perchè la scelta dell’indirizzo uaag.it? Potrei fare il figo affermando che rappresenta un omaggio alla User Agent Accessibility Guidelines varata dalle W3C e tesa a rendere il web più accessibile, in realtà è perché uag.it era già preso e non volevo abbandonare il titolo “Una App al Giorno”, nell’ottica di un blog poi, meglio un indirizzo corto che uno memorabile e significativo :)

Detto questo, ecco gli indirizzi vari per seguire il tutto nella maniera che più aggrada, ho pubblicato già cinque applicazioni per dare un’idea di dove andrò a parare con questo “progetto”!