Verso l’estremo nord caraibico, tra spiagge e Rhum

Il titolo potrebbe essere un po’ fuorviante, non ci siamo ’mbriacati di Rhum ma diretti nell’ultimo giorno di vacanza a Martinica verso l’estremo nord dell’isola, nella parte che affaccia sui Caraibi, visitando inoltre la distilleria di Rhum Depaz.

Quest’ultima è immersa nel verde e ha una vista mozzafiato sul mar dei Caraibi; è dominata da una casa coloniale, ricostruita agli inizi del 1900 dopo l’eruzione del monte Pelèe dall’unico sopravvissuto della famiglia Depaz, che ha fatto ripartire la produzione fino a farla diventare enorme e pronta anche per l’estero. La visita è assolutamente gratuita e composta da un percorso lungo ed interessante, che si conclude con l’immancabile negozio a tema; inutile dire che abbiamo fatto diversi acquisti e regali vari anche per i colleghi di ufficio.

Il viaggio verso nord è proseguito seguendo la costa ovest di Martinica, uno spettacolo eccezionale che ci ha fatto apprezzare un mare piatto e paesini carinissimi fino a quello di Saint Pierre, l’ex capitale distrutta dall’eruzione del vulcano che mantiene ancora oggi un certo fascino ed è sicuramente più a misura d’uomo di Fort de France, l’attuale capitale che a me ha fatto una bruttissima impressione.

Ci siamo spinti infine ancora più a nord, dove la strada finisce e lascia posto ai sentieri per il monte Pelèe, allo scopo di visitare due insenature selvagge e con sabbia nerissima. Per raggiungere l’ultima, Anse Coleuvre, c’è una strada fatta di saliscendi ripidissimi e non proprio asfaltati, qualche brivido lo abbiamo avuto, ma la nostra fida Opel Corsa sgarrupata ce l’ha fatta poco alla volta :)

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Anse Noir e Anse Dufour, spiaggia nera e spiaggia bianca

A pochi chilometri dal nostro appartamento ci sono due insenature attaccate tra loro, che hanno la particolarità di avere una la sabbia nera e l’altra completamente bianca. Entrambe, inutile dirlo, condividono un acqua bellissima, la cosa “figa” è che mentre la prima è super selvaggia e praticamente semideserta, quella di fianco ha diversi baretti sul mare ed è stracolma di gente, una cosa stranissima perché davvero sono vicinissime tra loro.

Ah, da grande voglio essere un Airone, è un uccello davvero bellissimo e sinuoso!

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Diamant e un isolotto sperduto in mezzo al mare…

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Quindici giorni sono davvero ideali se si viene in un posto come Martinica, questo perché l’isola è grande e ci sono un bel po’ di spiagge differenti da visitare, fotografare e “abbracciare” per abbronzarsi. Non ci si stanca mai, quindi, e male che vada nell’entroterra ci sono diversi musei e scarpinate da fare, come quella di oltre 8 Km sul monte Pelèe.

I protagonisti di questo post sono Diamant e Le Robert, che abbiamo visitato in due giorni differenti. Il primo è un dipartimento che si estende a sud ovest e comprende diverse spiagge caraibiche molto selvagge, con acqua pulitissima e magari in insenature dove è possibile prendere moto d’acqua, canoe o fare giri in catamarano. Ospita anche il museo delle conchiglie, del quale ho parlato in un precedente post, e merita sicuramente una visita se vi trovate nella parte centro o sud dell’isola.

L’indomani ci siamo diretti verso Le Robert, insenatura enorme che si trova invece sulla costa est atlantica e stracolma di bar e pasticcerie. La cosa interessante è che al largo ci sono diversi isolotti raggiungibili solo con le barche, alcuni con spiagge da sogno bianchissime, altri riserva naturale inaccessibili. Al centro turistico ci siamo fatti dare alcuni numeri di pescatori a disposizione per la traversata, ne abbiamo chiamato uno che al costo di 12 euro per persona (andata e ritorno) ci ha portato a Ilet-Madam, dove abbiamo preso il sole fino al tramonto e fatto il bagno in un mare davvero eccezionale.

Cosa importante, se non si parla francese (e a questo giro ci ha pensato Manu, fortunatamente) diventa un bel problema muoversi e scoprire diverse cose, lasciando tutto alla sperimentazione.

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ilTanzen.it v5

In tempo di vacanza si dedica anche un po’ più di tempo alle cose puramente personali, e quindi ho applicato un leggero ulteriore restyling al mio blog, aggiornando la piattaforma WordPress alla 3.5.1 ed eliminando un bel po’ di plugin che appesantivano il sito ed erano sostanzialmente accessori…dopo la prima visita il caricamento dovrebbe essere nettamente più veloce.

Ho deciso di cambiare inoltre font e il colore dei link, e soprattutto di abbandonare in via definitiva i commenti classici in calce ad ogni post; venivano utilizzati poco, erano difficili da consultare e non generavano mai discussioni più articolate. Questo anche perché da tempo utilizzo i social per il “proseguo” dei post stessi, sono molto più interattivi ed istantanei, e non è detto che non si possa parlare in maniera più approfondita.

Detto questo, quindi…

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;)