Scampoli dal Tokyo Game Show 2010

La trasferta di Tokyo si è purtroppo conclusa, dico purtroppo perché è stata come sempre un’esperienza straordinaria piena di cose da ricordare e che mettono un ulteriore tassello ad una parte della mia vita estremamente fortunata e che riesce a mettere in luce i pregi piuttosto che i difetti che seppur ci sono.

La seconda settimana è stata ovviamente dedicata al Tokyo Game Show, la terza fiera in ordine di importanza dedicata ai videogiochi, che ho coperto assieme a Tommaso e Matteo (col supporto di Luca sul posto e di tutti gli altri colleghi dall’Italia) e dalla quale comunque siamo riusciti a scrivere diversi articoli su giochi inediti o giocabili per la prima volta, e quindi direi che sono complessivamente soddisfatto :)

La fiera in se è molto colorata e stracolma di cosplayer nei due giorni aperti al pubblico (che si aggiungono ai due dedicati unicamente alla stampa), tra le tante cose particolari c’è quella che ad inizio e fine giornata tutte le standiste si mettono in fila per ringraziare e farsi fotografare, una cosa quasi alienante e in pieno spirito giapponese :D

L’unica foto mia che vedete in questa pagina è stata fatta con Yoshinori Ono, produttore della serie di Street Fighter e persona estremamente divertita ed espansiva, un po’ in controtendenza con la media giapponese e bravissima nel lavoro che fa. Un’altra persona squisita è stata Peter Molineux, creatore di titoli come Magic Carpet, Populous e al lavoro attualmente su Fable III, appena sono giunto sul luogo dell’intervista uno ad uno abbiamo subito parlato di iPad e ci siamo scambiati alcuni titoli assolutamente da giocare prima di cominciare l’intervista e la presentazione vera e propria :)

Spazio alle foto che vedono personaggi illustri come Yoshinori Ono stesso, Keji Inafune, Hideo Kojima, Tetsuya Mizuguchi, Fumituo Ueda e Kazunori Yamauchi, a questo indirizzo c’è invece tutta la copertura di Multiplayer.it sull’evento:

Tanzen e Yoshinori Ono Devil May Cry Il Gonpachi in Roppongi Tetsuya Mizuguchi Kazunori Yamauchi di Gran Turismo 5 Hideo Kojima Fumito Ueda Scorcio di fieraLe hostess di Yakuza: of the End

Al sole tra Kamakura e l’isola di Enoshima

Si è conclusa la parte “turistica” della mia trasferta giapponese, con grossa soddisfazione e ricca di esperienze come sempre, indelebili…
I miei colleghi sono arrivati domenica e ovviamente si sono dedicati principalmente allo shopping, lunedì sera siamo andati a cena con Massimiliano, un ragazzo di Treviso che vive qui da 14 anni, è sposato con una giapponese e lavora per una ditta vicentina. Tra ottimo pesce e un bel po’ di birra leggera abbiamo trovato tempo di fare tante chiacchiere sulla cultura nipponica, sulla lingua e le difficoltà per un italiano di vivere in un paese così diverso, alla fine ci sono stati tanti spunti interessanti che magari approfondirò in un intervento futuro :)

Oggi (assieme a Tommaso) ho deciso invece di uscire nuovamente dalla città e dirigermi verso Kamakura, che si trova a circa un’ora di treno da Tokyo verso sud e rappresenta parte della costiera sull’oceano, con anche alcune spiagge di sabbia. In realtà la destinazione finale è stata l’isola di Enoshima, raggiunta a piedi grazie ad un ponte collegato a sua volta da un treno elettrico molto caratteristico, in quanto segue la costiera e regala decisamente un bel colpo d’occhio. Questa parte del Giappone rispecchia un po’ più quella antica e naturale, il panorama dal mio punto di vista è molto più peculiare e piacevole, con case basse e dallo stile antico, tanto verde e templi/monumenti sparsi ovunque.
L’isola di Enoshima è poi l’emblema di quanto scritto qui sopra, abbiamo anche in questo caso fatto tantissimi kilometri a piedi per salire in cima e visitare tutto, senza contare la visuale sulla costa stessa.
Sicuramente un altro tenore di vita rispetto alla grande metropoli di Tokyo, anche la gente mi è parsa più rilassata e socievole, con tutti che bene o male cercavano di darci una mano con le indicazioni masticando in diversi casi perfino una base di inglese.

Di sera e di ritorno a Kamakura abbiamo fatto una visita anche al tempio Tsurugaoka Hachimangu, dove ci siamo imbeccati in una celebrazione eseguita con i tamburi, anche in questo caso ho fatto un’istantanea e registrato una breve clip video:

E’ tempo di voltare pagina! Per poi ritornarci a tempo debito…

Yokohama, passando per Odaiba e Roppongi

Gli ultimi tre giorni sono stati piuttosto intensi, dopo lo shopping iniziale ho letteralmente macinato kilometri a piedi e metropolitana per visitare nuovi e vecchi posti, spesso alla cieca o in modalità “passiva” per saggiare di petto quello che poteva accadermi attorno, secondo me è la maniera migliore per vivere un posto e una cultura estranea alla tua…
Detto questo, venerdì è stata una giornata dedicata ad Ikebukuro e in piacevole compagnia, al di là del quartiere sul quale mi sono già dilungato in passato (e che sicuramente è uno di quelli in grado di offrire di tutto e a 360 gradi) ho intrattenuto un bel po’ di conversazioni interessanti sulla cultura giapponese.
Il suo punto di vista mi sembra essere decisamente più aperto della media, non a caso talvolta ho potuto avvertire una certa frustrazione nelle parole, vuoi per i circoli chiusi nelle amicizie, vuoi per quel rispetto così profondo che in talune occasioni è inutile, vuoi perché gran parte delle persone che vivono in Giappone sono chiuse o esprimono poco i propri sentimenti non per scelta ma per educazione, perché è così e bisogna accettarlo. Se non lo fai sei tu lo strano, e quello che ne paga le conseguenze nella vita di tutti i giorni o magari al lavoro, seppur a ragione sei molto più aperto mentalmente.
Nota a margine simpatica, mentre passeggiavamo abbiamo incrociato un negozio che vende tutto a 100 yen, la cosa incredibile è che all’esterno dello stesso c’erano SETTE persone che con megafoni, bandiere o altro pubblicizzavano il negozio stesso sparsi a pochi metri di distanza, una bella ottimizzazione di costi e risorse umane :D

Al ritorno la sera ho beccato all’uscita della stazione Juli Fukatsu, artista (pare) emergente che si esibisce anche in strada, ho realizzato una piccola clip che metto qui di seguito:

Sabato sono tornato invece ad essere solo soletto e a fare due passi prima a Ginza visto che c’erano alcuni festival e strade chiuse di conseguenza, una marmaglia di gente che attraversava il quartiere da fighetti per antonomasia, nel senso che è possibile trovare tutte le grandi firme anche straniere e dove un caffè può costare 10 euro…un posto da visitare una volta, ma sicuramente uno dei meno passionali di Tokyo.

Ginza

Ad Odaiba sono ritornato invece perché la traversata col treno sul Rainbow Bridge è sempre un piacere così come la baia, eccezion fatta per la riproduzione in miniatura della Statua della Libertà, davvero inguardabile :D

Odaiba è anche luogo di alcune stazioni televisive, dell’ultima roccaforte SEGA (Joypolis) e del primo onsen che abbia mai provato in vita mia diversi anni fa, mi ricordo ancora che scritte unicamente in Kanji e non essendomi informato prima ho semplicemente copiato il comportamento delle persone che entravano prima di me, dalla svestizione per arrivare all’uso di vasche, sali e quant’altro :)

Rainbow Bridge Odaiba

La notte (treno a mezzanotte) invece ho deciso di fare una capatina a Roppongi, luogo che ho visitato diverse volte in passato (Roppongi Hills ha il suo perché) e anche la sera per andare a ballare con i colleghi/amici, visto che è il luogo più famoso per trovare musica “occidentale” e un minimo di interazione con persone del posto che parlano inglese.
In realtà la Roppongi notturna rappresenta per buoni tratti la parte degradante sociale e culturale di Tokyo e probabilmente di tutto il Giappone…tra le migliaia di persone che affollano le strade c’è infatti tanta gente di colore o indigena che ti ferma ad ogni angolo per offrirti massaggi o incontri con donnine, alcune addirittura sesso gratuito (voglio vedere dopo che ti succede :D), ci sono tanti gaijin (stranieri) che vanno li perché pensano che le donne asiatiche siano facili, e perché tra le tante ci sono appunto ragazze che masticano bene l’inglese e che vanno li per fare conoscenza con i gaijin di cui sopra, in un luogo per alcuni tratti di perdizione dove però entrambe le parti combaciano. E’ un posto dove al mattino verso le 5 e oltre vedi scene pietose di persone che non si reggono in piedi, si addormentano sul marciapiede, vengono trasportate a fatica, sembra un campo di battaglia che rappresenta uno dei più grossi ossimori della cultura giapponese, tanto casta, piena di pudore e rispetto da “normale”, oltre limiti ai quali nemmeno noi siamo abituati e talvolta perfino sgradevole sotto gli effetti di alcohol che i giapponesi faticano a reggere anche in dosi moderate.

Adesso ho forse calcato un po’ la mano, ma per capirci Roppongi è un luogo dove si va per due precisi scopi, da un lato divertirsi con gli amici (di contraltare ci sono tanti che si divertono e basta, vista la quantità enorme di persone che gira), dall’altro andare dritto al sodo.

Sperando che nessuno faccia uno sbagliato (e al quale risponderei con un bel sticazzi in caso contrario :D) 2+2 nei miei confronti, la serata l’ho passata principalmente in un locale a bere qualche birra ed è stata anche piacevole perché alla fine sono stato “adottato” da alcune persone nel chiacchierare e ballare assieme a loro, tra le cose simpatiche che mi sono capitate ci sono sicuramente i continui “campai!” che i vari gruppetti di giapponesi mi proponevano e quando una coppia di ragazzi un po’ più giovane di me si è avvicinata e mi ha chiesto di dove fossi. Alla risposta di essere Italiano hanno sorriso e chiesto l’età, io ho chiesto a mia volta di indovinare e hanno risposto dopo una consultazione 20 anni (sarà stato l’acohol per loro e il fatto che la luce bassa non mostrava i capelli bianchi :D).
Quando invece ho detto che ne avevo 30 sono rimasti sorpresi e la ragazza prima di andarsene mi ha chiesto di fare una foto assieme a lei, mentre l’amico (o fidanzato) scattava.
Non ho trovato una spiegazione logica per questa cosa, se non il ricordo di quando Asuka mi aveva detto che assomiglio non poco ad un noto comico giapponese :D

Artista di strada

Detto questo, oggi dopo pranzo mi sono diretto a Yokohama, seconda città del Giappone che dista una quarantina di minuti di treno da Tokyo, non l’avevo mai visitata e ho colto quindi l’occasione seppur l’essere partito tardi non mi ha permesso ne di fare un tour della fabbrica della birra Kirin ne di vedere il muso del Ramen, che necessitano quindi di una seconda visita. In realtà la partenza è coincisa con un piccolo giallo, perché ero rimasto con pochi spiccioli e purtroppo non è affatto facile trovare un bancomat che accetti carte di credito internazionali per il prelievo…dopo averne cercato uno inutilmente ho deciso comunque di andare a Yokohama avendo giusto i soldi per il biglietto di andata e ovviamente la carta per mangiare e altro pagando direttamente, che poi avrei nuovamente cercato per il ritorno (o fatto casino al centro informazioni :D).
Destino ha voluto che mentre una volta arrivato stavo per pagare il resto della tratta (avevo fatto il biglietto base, in ogni stazione poi ci sono delle macchinette dove paghi la differenza corretta e ti stampano quello per uscire) e inserire i miei ultimi 500 yen, è arrivato un vecchietto arzillo che ha cominciato a parlare in giapponese senza fermarsi, mi ha annullato la transazione e mi ha dato un biglietto tra quelli che aveva in mano, dal valore di 130 yen e probabilmente proveniente quindi dalla stazione precedente e non dalla lontana Ikebukuro. Se li è fatti dare da me (ci capivamo a senso :D) e mi ha fatto uscire con quello, onestamente dubito sul suo buon cuore nel farmi pagare di meno, ne aveva anche altri in mano e anche se è uscito dalla stazione con me, chissà cosa ci faceva :D Per la cronaca poi un 7eleven aveva un ATM che accettava la mia carta.

Detto questo, Yokohama non mi è dispiaciuta affatto, a parte la sezione dei grattacieli più alti piuttosto asettica sembra una versione più “rilassata” di Tokyo, dove le strade sono ugualmente curate ma negozi e ristoranti non si sviluppano verticalmente in un vortice di colori e confusione ma sono sempre a fronte strada con la parte residenziale in testa.
Magari attraversi un paio di vie molto tranquille e senza negozi ma subito dopo sempre e comunque trovi il fast food, il ristorante, la botique di vestiti e quant’altro, una sorta di “acceso/spento” continuo di vita cittadina che mi ha fatto davvero una bella impressione.
La parte della città che affaccia sul mare segue questa filosofia estremamente calma e suggestiva, restituisce un bellissimo colpo d’occhio e grazie alla disposizione mai aggressiva di luci soffuse, colori e posti da visitare offre un’atmosfera piuttosto unica e piacevole che mi è piaciuta non poco.

Dulcis in fundo e continuando nella lunga camminata sul lato mare, mi sono imbattuto in uno spazio da concerti all’aperto molto grande dove si stava esibendo Otsuko Ai, cantante pop idol che mi hanno detto essere molto famosa da queste parti, e che ogni anno tiene un concerto per celebrare il suo anniversario da quando ha cominciato a cantare.
Seppur a pagamento (70 euro a biglietto) l’audio era perfetto anche all’esterno e c’erano diversi posti dai quali era possibile scorgere i megaschermi presenti sul palco, non a caso c’erano centinaia di persone anche all’esterno della struttura che scroccavano :D

Anche in questo caso ho registrato una breve clip:

Il Tokyo Game Show si avvicina, è quasi tempo di indossare i panni lavorativi :)

Japan, once again

Anche se gli ultimi due anni giapponesi hanno rappresentato tante gioie ma anche dolori successivi, non potevo non prendere qualche giorno di vacanza prima del Tokyo Game Show, che si terrà la prossima settimana e che si preannuncia meglio del previsto, perlomeno dagli appuntamenti presi rivolti a diversi giochi inediti o piuttosto interessanti (e intervisterò di nuovo il grande Tetsuya Mizuguchi).

Quest’anno ho scelto l’hotel Sakura in Ikebukuro, un po’ meno elegante rispetto a quelli del passato ma che mi ha permesso di aumentare il budget per il resto ed è tenuto da ragazzi estremamente simpatici e che parlano parecchie lingue.

Il primo giorno e mezzo l’ho dedicato allo shopping e alla visita di quartieri (Akihabara, Shibuya, Ueno, Okachimachi, Harajuku e lo stesso Ikebukuro) che oramai conosco a memoria dopo 7 anni che ci vengo, nei prossimi cercherò di dirigiermi verso posti attorno che ancora mi mancano (ad esempio Yokohama che colpevolmente non ho mai visitato) e fare qualche uscita con un paio di amici che ho conosciuto in questi anni.

Non mi dilungherò nell’ennesima disamina del Giappone, visto che ci sono decine e decine di post dei precedenti viaggi, piuttosto volevo raccontare di un paio di cose che ho notato girando.

Innanzitutto e ancora una volta riguardo i trasporti, quest’anno ho preso un treno della linea Skyliner al capolinea dove ha invertito la direzione, ho visto in diretta l’automatismo di tutti i sediolini che ruotano a 180 gradi per mettersi a favore di marcia, davvero un ottimo esempio di progettazione. Per quanto riguarda le metro è da notare che il posto favorito dalle persone è quello nell’angolino o dove c’è la fine di una fila con il divisorio, c’è proprio una corsa al posto quando se ne libera uno. A mio modo di vedere per due motivi, il primo dei quali trovare un appoggio per addormentarsi (i giapponesi sono famosi per dormire sempre in metro e avere la capacità innata di svegliarsi alla fermata alla quale devono scendere) il secondo perché così sono un attimino più isolati :D
Dulcis in fundo, quasi tutte le stazioni che si trovano sulla Yamanote Line -quella verde che permette di raggiungere la maggior parte dei quartieri al centro di Tokyo- hanno un jingle musicale dedicato che parte quando le porte si aprono (come quello di Takadanobaba in questo video, verso il quale sono legatissimo dopo tanti anni che sono stato con l’albergo li), ho scoperto finalmente che sono azionati direttamente dall’ufficiale che si trova in coda, il quale esce dal treno, preme un interruttore e dopo tot secondi lo preme di nuovo per interrompere la canzone, che magari serve anche per i dormiglioni di cui sopra.

In città invece ho notato diversi grandi negozi che sono cambiati, soprattutto ad Akihabara, dove ad esempio uno degli storici e incasinati visivamente Softmap è diventato Apple Premium reseller only, con uno stile pulitissimo come si confa ai prodotti della mela morsicata, oppure le sale giochi, che oramai sono sempre di meno, sempre più piene di pachinko e appannaggio di Taito e Sega. Per quanto riguarda i Club Sega, tra i videogiochi “classici” sono a farla da padrone i picchiaduro ad incontri, che hanno letteralmente preso il monopolio. Un intero piano è dedicato a Virtua Fighter 5 Final Showdown con a seguire Tekken 6 Bloodline Revolution, Blaz Blue Continuum Shift e tutti quelli dedicati ad altri anime come Gundam e compagnia.
Anche il 3D ha invaso i negozi di giocattoli ed elettronica con decine di accessori, fotocamere ma anche schermi lcd da 10 pollici che non necessitano di occhialini, da segnalare una sorta di loculo piccolissimo che illustrava la tecnologia e che aveva all’interno un tipo che richiamava l’attenzione dei passanti, bella storia a stare rinchiuso tutto il giorno li dentro e a dire le stesse cose :D

Un ritorno di fiamma invece nei negozi di giocattoli e in quelli di tendenza giovanile che si trovano ad esempio ad Harajuku è rappresentato da One Piece, che ha una bella sezione dedicata praticamente ovunque e che non avevo mai visto così in forze anche sui vestiti.

Una ultima cosa che letteralmente adoro del Giappone sono la miriade di minimarket sempre aperti che è possibile trovare in ogni dove, tra brand famosi qui come Lawson, 7eleven, Ministop, 3F, Family Mart, K-Mart e così via. Questi market sono forniti di tutto il necessario tra miriade di drink, snack, istant food, materiale di primo soccorso e congelati, mi piace troppo l’idea che una persona torni a qualsiasi ora della notte e possa andare in uno qualsiasi di questi market per comprare qualcosa oppure giusto per dare un’occhiata, e rendere quindi la città “viva” in qualsiasi momento :)

Ecco infine il videodiario della GamesCom 2010 da Colonia

La trasferta per la GamesCom 2010 di Colonia si è conclusa da qualche giorno e come sempre sono estremamente soddisfatto per com’è andata, con le 7 dirette, tantissimi articoli e video e il record storico di accessi in una giornata, fissati a 117.000 utenti unici Mercoledì.
Quello che mi piace di più comunque è l’affiatamento che oramai abbiamo raggiunto, sicuramente è una componente importante per divertirci ancora dopo 10 anni che facciamo questo lavoro, lo noto anche perché ho sempre lo stesso entusiasmo di sempre :)

Nei prossimi giorni pubblicherò anche qualche foto e aneddoto molto simpatico che ci è accaduto durante la settimana in terra tedesca, nel frattempo ecco il videodiario, 10 minuti simpatici che riassumono tutto quello che è successo durante e fuori la fiera:

Modelli per un giorno

Qualche settimana fa in redazione abbiamo ragionato su una maglietta col logo di Multiplayer.it in edizione 2010, dove con noncuranza assoluta e in maniera dissacrante abbiamo messo in mano ad una versione pezzotta di Ganesh i controller delle tre console regine del mercato, e con la quarta mano a fare a mò di ok il prezzo è giusto :D

Non solo, abbiamo quindi deciso di mettere queste magliette in vendita, nelle versioni bianca e nera, d’altronde grazie alle numerose rubriche video che produciamo settimanalmente il contatto con i nostri lettori è estremamente elevato, e quindi qualche pazzo sicuramente sarà intenzionato all’acquisto!
Dulcis in fundo, ci siamo improvvisati modelli per un giorno per mostrare ai nostri lettori, in maniera simpatica, come vestono le magliette.

Volevo quindi postare le foto anche sul mio blog, nelle foto che seguono potete ammirare le bellissime Eleonora, Manuela e Marzia e i bruttissimi Alessandro, Andrea, Antonio e Pierpaolo, il tutto sotto la direzione fotografica di Antonio Jodice, che con la sua abilità allo scatto e bravura nell’utilizzare Lightroom ha limato tutte le nostre imperfezioni e ci ha reso dei fighi irresistibili :D

Spazio alle immagini (in una c’è anche un intruso), per gli interessati le magliette sono in vendita a questo indirizzo su Multiplayer.com!

N.B. le gentili donzelle in queste foto NON SONO INCLUSE, perlomeno al prezzo indicato :D

In vendita le magliette di Multiplayer.it

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Podcast Multiplayer.it (Puntata 94 – Itagaki il profeta tamarro)

Per Itagaki l’era dell’evoluzione tecnologica è finita. La fine del supporto fisico è ancora ben lontana. E’ meglio uno spin off, una IP nuova o vince sempre il sequel puro e crudo? Il ritardo inaspettato di Fable 3 PC. Le idiozie della settimana.

Ecco Il Podcast:

La scaletta completa:

Itagaki reso famoso da Ninja Gaiden e Dead or Alive ammette che l’era della ricerca della potenza tecnologica è finita. Siamo pronti non vedere più evoluzione grafica nei videogiochi? 2:32

La fine del supporto fisico è ancora ben lontana. Nel 2009 più dell’80% degli acquisti ha riguardato il gioco pacchettizzato. Dov’è finito tutto questo gran parlare di digital delivery? 16:43

E si continua con gli argomenti generici. Partendo dal lavoro fatto da Sega con Sonic Colors, ci chiediamo: è meglio uno spin off, una IP nuova oppure nessuna delle due perchè vince sempre il sequel puro e crudo? 29:32

Dopo averci fatto sperare Microsoft delude ancora e ritarda la versione PC di Fable 3. Commenti sparsi su questa assurda politica che danneggia in modo indiscriminato un mercato già traballante. 47:05

Le idiozie della settimana. 56:00
L’agghiacciante seconda carriera di Dino Dini. Dai videogiochi alle canzoni: una vera ispirazione per lo Jodice redazionale! Fonte
Move cerca di ricopiare il Wiimote anche con gli accessori. E quindi largo alle cagate! Fonte
Della serie anche i videogiocatori si incazzano. Un sacco di botte in un gaming cafè, perchè potete portarci via tutto ma non il DS. Fonte
Un gioco per insegnare alle adolescenti come resistere alle pulsioni sessuali. Fonte

Gli articoli della prossima settimana 68:06

A cosa stiamo giocando? 70:42

La posta dei lettori 77:38

Per chi invece possiede iTunes, è possibile iscriversi direttamente al podcast (e scaricare le nuove puntate automaticamente ad ogni rilascio) visitando questo indirizzo oppure navigando direttamente all’interno del programma sotto la voce podcast —> giochi ed hobby.