Getty Center, un barlume di luce a Los Angeles

Qualcuno potrà gridare allo scandolo, ma reputo Los Angeles una delle città più brutte che abbia mai visitato (e ne ho viste tante…), che riesce a sopravvivere grazie al suo mito, alcuni posti iconici e al fatto di dare adrenalina la prima volta che la si visita, per poi venire affossata per le sue estreme contraddizioni, per essere l’esemplificazione della ghettizzazione e della mancanza di una classe media, per essere così dispersiva che non ti ci puoi muovere se non con la macchina.

Rimane ovviamente una città con una vita notturna straordinaria e tanti posti eccezionali da godere, oltre che permetterti di goderti la vita se sei pieno di soli, ma in generale ci sono decine e decine di città americane decisamente migliori.

Detto questo, sulle colline sopra Malibu è presente il Getty Center assieme al Getty Museum, che colleziona disegni, sculture, manoscritti, e fotografie provenienti, non a caso, dall’Europa. Assolutamente un posto da visitare se vi trovate nella citta degli angeli, una divagazione sul tema per credere che ci sia ancora speranza per questa città :D

Poche chiacchiere comunque, spazio al resto delle foto:

E3 2012, Casa Multiplayer.it e tutte le novità del sito

Sono arrivato come ogni anno di questo periodo a Los Angeles per l’E3 2012, la fiera più importante al mondo di videogiochi con una miriade di anteprime su console e videogiochi che usciranno da qui ai prossimi due anni.

Questa volta siamo in dieci con ben tre operatori per provare a fare ancora più contenuti video, e come sempre abbiamo preso una casa che permette allo stesso tempo di risparmiare rispetto ad un albergo e offrire un ambiente di lavoro decisamente più rilassato e di gruppo. Dopo diversi anni sulle colline di Hollywood ci siamo spostati in un quartiere più vicino alla fiera (e con tasso di criminalità più alto :D) in maniera tale da evitare di doversi svegliare alle sei ogni giorno, e guadagnare un’oretta di sonno anche perché ogni mattina alle nove, in fiera, c’è la Superdiretta :)
A tal proposito quest’anno ce ne saranno sei classiche più le conferenze Sony, Microsoft, Nintendo, Ubisoft ed EA in streaming e doppiate/commentate in italiano.

Dulcis in fundo, approfitto di questo post per segnalare anche le tantissime novità che hanno caratterizzato il sito in questi ultimi giorni: nuova Area Video, feature Social come Obiettivi, Status e Notifiche e la versione mobile per iOS, Android e Windows Phone.

Link: Tutta la Copertura di Multiplayer.it all’E3 2012
Link: Le novità di Multiplayer.it: Area Video e funzionalità Social
Link: La versione mobile di Multiplayer.it

Spazio alle foto di Casa Multiplayer.it!

Andata e ritorno dal Brasile

Pur con tutte le sue problematiche, le critiche legate al calcio scommesse e la quantità impressionante di soldi che ne guidano gli intessi, il calcio è uno sport che incarna la passione di milioni di persone ed è un linguaggio universale che trascende le diversità culturali di chi lo abbraccia completamente. Il Brasile è uno degli ambasciatori più forti e genuini di questo sport, è un paese che vive e respira calcio e non poteva che essere luogo ideale per il mio primo incontro ravvicinato e in esclusiva con Pro Evolution Soccer 2013. Del titolo sviluppato da Konami ne parlerò in un articolo dedicato e dettagliato su Multiplayer.it, in questo cercherò invece di condividere alcune delle cose che mi hanno colpito del paese sudamericano.

San Paolo del Brasile è una città che ricorda quelle europee, ma di diversi anni fa, si alternano infatti grattacieli imponenti con case fatiscenti, propone come ci si aspetterebbe quartieri più o meno verdi e più o meno lussuosi, che si trovano soprattutto nella parte alta della metropoli. Il mio albergo si trovava vicino alla Avenida Paulista, strada famosa per lo shopping e per le numerose banche che si alternano con ristoranti di ogni genere e centri commerciali. Il traffico, soprattutto nelle ore di punta, è clamoroso: ci abbiamo messo quasi due ore per fare trenta chilometri con migliaia di macchine incolonnate in ogni direzione. A rendere il tutto ancora più surreale c’erano decine (letteralmente) di poliziotti in motocicletta che si muovevano in continuazione a sirene spiegate, si fermavano ai lati della strada intimando gli automobilisti di non accostare, oppure parcheggiavano la moto in mezzo alla strada in prossimità delle immissioni nelle strade secondarie. Un modo aggressivo e non comune di gestire e incanalare l’enorme traffico presente. Vi raccontavo di questa alternanza vecchio/nuovo spesso presente, nel primo caso ricadono i mezzi di trasporto, perlomeno a San Paolo. Tantissime macchine FIAT ad esempio, ma stiamo parlando della Palio, Mille, Tipo e così via. L’atmosfera che si respira è genuina però, il cibo molto buono e con largo uso di frutta e riso in diverse maniere, soprattutto abbinato ai fagioli. Particolare menzione va fatta per le steak house brasiliane: il prezzo per il mangiare è fisso e ogni persona ha a disposizione una sorta di bollino a doppia faccia con sopra scritto “si, per favore” e “no, grazie”; non appena si aprono le danze si viene letteralmente assaliti da camerieri che arrivano in maniera costante e trasportano diversi tipi di carne e pollo, pronti per essere tagliati sul posto e serviti. La qualità è molto buona, la varietà pure, lo stomaco potrebbe non essere d’accordo e issare bandiera bianca dopo un paio d’ore. Detto questo, nella città di San Paolo c’è anche un’ottima tradizione di cucina italiana e mi è stato raccontato che risiede la più grande comunità di giapponesi trapiantati da alcune generazioni o magari nati da matrimoni misti con i brasiliani. I prezzi in generale sono piuttosto bassi, anche se questa cosa non sempre si applica alla tecnologia e soprattutto ai videogiochi. Un titolo appena uscito può costare infatti anche 90 euro, seppur la situazione sta migliorando perché Microsoft in primis e poi gli altri a seguire stanno cercando di spostare la produzione direttamente in loco, abbattendo alcune voci di costo.

L’agenda del press tour ha previsto una lunga presentazione su Pro Evolution Soccer 2013, un paio d’ore di prova col gioco e l’intervista con gli sviluppatori, per immergerci poi completamente nel gioco del calcio, sotto diverse sfaccettature. Innanzitutto con la capatina allo stadio comunale di San Paolo, denominato Pacaembu e in grado di ospitare poco meno di 40.000 spettatori, poi con la visita al Museo del Calcio situato di fianco lo stadio. Una vera e propria mecca per gli appassionati, con tutta la storia di quello brasiliano fatta di goal, di immagini, di un calcio all’inizio borghese dove i portieri avevano casacca bianca, pantaloncini e addirittura la cinta; di palloni che all’inizio avevano i ricami visibili e non avevano superficie uniforme, di scarpe che erano tutto fuorché comode. La guida ci ha accompagnato attraverso diverse sezioni e spiegato come per i brasiliani Pelé e Garrincha ricoprano la stessa importanza e non a caso hanno lo stesso spazio dedicato all’interno del museo. Forse Garrincha non tutti lo ricordano, ma è stato uno dei migliori dribblomani di tutti i tempi, un’ala destra fortissima che ha vinto due mondiali e che nonostante i numerosi problemi fisici, tra i quali una gamba più lunga dell’altra, ha lasciato ricordi indelebili nel cuore di tutti i tifosi. Un’altra sezione interessante è stata quella composta da schermi LCD giganti che vedevano scorrere immagini di tifo brasiliano, coreografico, rumoroso e passionale. Ed è stato lì che c’è stata comunione d’intenti con la guida dopo aver condiviso il fatto di essere tifosi del Napoli e di capire alla perfezione la passione per questo sport. Il viaggio è proseguito verso Santos e mi ha permesso di scorgere un paesaggio naturalistico di incredibile bellezza. Dopo la deviazione dalla superstrada e l’apertura del paesaggio ai lati mi sono reso conto infatti di essere su un altopiano enorme dove ai lati si vedevano in lontananza fiumi, strade e ponti a decine di metri più in basso, il tutto immerso in un verde rigoglioso che donava un impatto eccezionale. Santos è stata la meta per assistere al ritorno degli ottavi di finale della Copa Libertadores (la Champions League dell’America Latina) tra Santos e Bolivar, conclusasi all’andata per uno a due. Ebbene, non ho mai visto a questi livelli una squadra così scarsa come quella boliviana. La partita è finita otto a zero per la squadra degli astri nascenti Neymar e Ganso, che ha demolito letteralmente ogni velleità avversaria fino a prendersene gioco quando l’attaccante del Santos ha cominciato a stoppare la palla di spalla oppure alzarsela col tacco.

A tal proposito ci sono due episodi meritevoli di essere raccontati. Innanzitutto quando i malcapitati tifosi boliviani, in seguito all’ennesimo sfottò degli avversari hanno cominciato a tifare per il Barcellona, che le ha suonate di sana pianta al Santos nella finale dell’ultimo Mondiale per Club. Poi quando dopo il primo goal del Santos un tifoso della squadra brasiliana si è affacciato dal punto di ripresa televisiva in alto e, indirizzandosi ai tifosi del Bolivar, ha cominciato a gesticolare ed urlare “CHUPA! CHUPA!”. La scena ci ha strappato numerose risate.
Le ultime note finali sono dedicate ai giornalisti americani presenti assieme al sottoscritto per l’evento. Alcuni sono stati squisiti e compagni di avventura più degli stessi europei che parlavano nella loro lingua madre, ma uno in particolare ha racchiuso in tutto e per tutto alcuni lati oscuri della cultura statunitense e il rapporto difficile con i giochi di calcio. Nel primo caso pretendendo che tutti parlino la lingua inglese anche in Brasile, lamentandosi per l’assenza di Wi-Fi aperto in un locale rustico brasiliano, inneggiando ad hamburger e alette di pollo dopo una mangiata salutare come non farà mai più nella sua vita. Nel secondo caso il non conoscere alcune regola del calcio, il prendere sonore sconfitte a Pro Evolution Soccer 2013 e il chiedere cosa sia successo quando l’arbitro ha fischiato l’intervallo durante la partita di Copa Libertadores.
Con tutte queste premesse non posso che concludere con un WTF, mate?

Una stagione di Napoli Calcio

Ieri sera si è conclusa la lunghissima stagione calcistica del Napoli, probabilmente la più esaltante dopo gli anni di Maradona che ho vissuto ahimé molto piccolo e assorbito nel corso degli anni successivi con videocassette e poi DVD ed Internet.

Altarino Napoli Calcio

DVD, Guerin, Medaglie

Esaltante soprattutto per la Champions League, con la fortuna di aver visto tutte le partite giocate in casa (tre vittorie ed un pareggio) e di essermi emozionato ed aver gioito a partire dall’inno che tutti gli appassionati di calcio vorrebbero sentire, e che abbiamo reinterpretato con un urlo finale in grado di far tremare e rendere increduli tutti i giornalisti e tifosi che hanno assistito alle nostre partite.

Parlando del campionato, posso concordare che le partite di Champions League abbiano rubato energie fisiche e mentali, ma non posso non credere che alcune partite potevano essere gestite meglio, per un terzo posto in scioltezza che invece abbiamo perso da ingenui in quel di Bologna. Fiammate alterne quindi che si sono estese anche nell’umore dei tifosi e dei gicatori, ancora oggi il Napoli è una squadra che vive di entusiasmi e di partite dove riesce a regalare un gioco spettacolare e altre dove è invece abulico, con una panchina estremamente corta che il prossimo anno deve essere rimpolpata assieme a qualche titolare in grado di farci perlomeno sognare di lottare per le primissime posizioni.

La Coppa Italia di ieri infine, sarebbe bello un giorno vederla alla stregua della FA Cup inglese in termini di attenzione, soldi e seguito, magari in mano a SKY e Mediaset come trasmissione televisiva; sicuramente ieri sera è stato un degnissimo spettacolo, con oltre 60.000 spettatori, una grande cornice garantita dallo Stadio Olimpico di Roma e soprattutto dalle due squadre che si sono contese la coppa, in grado di muovere un numero impressionante di tifosi.

Non parlo dei fischi all’inno, secondo me indirizzati soprattutto ad Arisa -visto che poi si sono quietati e tutti uniti nel minuto di silenzio successivo- e da stigmatizzare altrimenti, la partita è andata nella direzione verso la quale speravo, una Juventus che giocava come sempre ma un po’ più spompata e noi che abbiamo giocato molto bene e con la giusta cattiveria che ci ha permesso di ottenere la vittoria. Il primo goal in particolare, con un Lavezzi in procinto di lasciare la squadra dopo cinque anni che mi ha emozionato in quanto le sue lacrime e la gioia a fine partita sono sembrate vere e genuine, e la felicità nel vedere finalmente un trofeo vinto dopo tanti anni dal paradiso e dalla discesa repentina verso l’inferno più profondo.



Felice complessivamente per quest’anno quindi, esaltato per le partite in Champions League e la Coppa Italia, dispiaciuto per non aver centrato di poco la terza posizione e speranzoso di migliorare ancora il prossimo anno.

Il trittico di vittorie contro i campioni di Inghilterra, quelli d’Italia e quelli d’Europa rimarrà qualcosa di indimenticabile e difficilmente replicabile, però.

MSN e tipologie di utenti

Invero ho già dedicato un post al riguardo un po’ di tempo fa, ma mi piaceva riprendere le varie tipologie di persone con le quali ho a che fare giornalmente su MSN (ma il discorso si può applicare anche agli altri social network più moderni come Facebook), anche perché, tra lavoro e contatti sparsi oramai le varie liste hanno raggiunto cifre enormi :)

Eccole, aggiungendo un po’ di ironia sparsa che spero non faccia stizzire nessuno che si ritrovi in una di queste:

Gli amici: Sono i primi che solitamente si aggiungono e spesso sono compagni di scorribande nella vita reale. Su msn si accorciano le distanze con quelli lontani, ci si tiene in contatto e spesso ci si scambiano battute veloci o taglienti per fare due risate. Bellissimo quando non li senti per molto tempo e da un lato o dall’altro cominciano dei racconti lunghissimi su cosa si è fatto negli ultimi tempi, magari qualcuno ha cambiato anche sesso.

Gli opportunisti: Son quelli che magari non ti contattano per settimane o mesi (ma capita anche anni) e lo fanno unicamente per uno scopo, volere qualcosa da te, a livello mentale, fisico o altro. Ci può stare eh, però è bello poi vederli scomparire d’improvviso così come sono apparsi.

I colleghi: Interagire con i colleghi su MSN rappresenta un ottimo viatico per ridurre i tempi di realizzazione di progetti comuni, scambiarsi link e coordinarsi a livello lavorativo. Spesso e volentieri si arriva a divagare su discorsi personali o su “inciuci” da ufficio, bastano pochi attimi perché si diffondano a macchia d’olio, manco il tempo di alzare la testa e tutti sanno tutto.

Le Pulzelle: Rappresentate soprattutto (ma non solo) da persone conosciute in qualche sperduto social network di incontri, potenziali spasimanti (e viceversa), amiche o ex di lunga data. Pretendono che loro siano le uniche persone con le quali stai conversando in quel momento, si arrabbiano se non rispondi subito, se non proponi argomenti, se almeno ogni cinque minuti non esterni un complimento o ti preoccupi del loro stato d’animo.

Quelli che ti aggiungono e ci provano: Collegato in qualche maniera alla categoria precedente, capita spesso e volentieri di essere aggiunti su MSN, magari perché il tuo contatto (che non indica chiaramente il sesso) è finito su qualche mailing list, sito o bagno pubblico, e di essere contattato immediatamente, senza un saluto, per sapere se sei “M o F”. E’ divertente rispondere “G” oppure fare la parte di essere “F”, e vedere riceversi frasi del genere “Di dv sei?” “Ci conosciamo?” “Anni?” “Piacere, xxx, hai la webcam?” …

Le vittime di Spam/Virus: La categoria più sveglia di tutte, clicca su qualsiasi link gli viene mandato e apre qualsiasi file (magari zip o ancora meglio exe) ricevuto. Crede che esistano siti in grado di dirti se sei bloccato o meno dagli utenti della tua lista contatti. Finiscono quindi per vedersi fregato l’account, importunare con messaggi automatici la propria lista amici e infine essere, giustamente, derisi da tutti.

Gli adulatori/fan: Sempre a causa del lavoro di cui sopra, riusciamo a vivere in scala uno a cento (se non mille) la popolarità che contraddistingue un personaggio del mondo dello spettacolo e quindi capita ogni tanto di essere aggiunti da persone che ti leggono o vedono in video e per le quali rappresenti un punto da raggiungere per il tipo di lavoro che fai, una persona fortunata, talvolta (e non mento) un mito indiscusso. Diventa ancora più strano dal vivo, quando capita di incontrare gruppetti di persone che chiedono di farsi una foto con te oppure che esclamano la propria soddisfazione nell’averti finalmente incontrato dal vivo, al punto di stringerti la mano e professare una sequela infinita di complimenti, mentre non sai più dove guardare per l’imbarazzo. Seguono tre sottocategorie…

I rompiballe: Credono che tu sia il depositario del sapere assoluto, ti tempestano di domande di qualsivoglia genere, ti chiedono il perché della vita, ti contattano ogni volta che affacci la tua testolina su MSN, condiscono le loro domande con K varie, trilli e richieste di aiuto drammatiche nel caso in cui non dovessi rispondergli immediatamente. La soluzione è una, educarli a botta di bastonate verbali, mai bloccarli o cancellarli per farli convogliare altrove, la piaga va curata e fermata subito!

I rompiballe paraculo: Sono quelli che, nel cominciare la discussione, fanno finta di sapere che stai lavorando e quindi fanno doverosa premessa e sembrano non volerti disturbare…ma guardate una discussione tipo:
Rompi X: Ciao Antonio
Rompi X: So che stai lavorando e non vorrei disturbarti…
Rompi X ha inviato richiesta di attenzione!
Rompi X ha inviato richiesta di attenzione!
Rompi X ha inviato richiesta di attenzione!
Rompi X ha inviato richiesta di attenzione!

Quelli timorosi e altamente rispettosi: Questa tipologia di utente mi fa letteralmente morire, perché va contro quella precedente e la mia facoltà di ignorare qualcuno a cui non voglio rispondere. Ecco una conversazione tipo: “Ciao Tanzen, sono stato due ore a pensare se fosse giusto contattarti o meno, ma avrei bisogno di rubare due minuti del tuo preziosissimo tempo, posso disturbarti oppure stai facendo qualcosa di estremamente importante?” – “Vai tranquillo, dimmi” – Domanda – Risposta – “Ti ringrazio infinitamente per la tua risposta rapida, cortese, competente, articolata, adesso mi eclisso e ti lascio al tuo lavoro, ti ricontatterò, se non ti darà troppo disturbo, tra un paio d’anni. Complimenti ancora per quello che fai, continuate così.”

Passo e chiudo.

Superdiretta in salsa di maratona con Diablo III

Spesso ho utilizzato questo blog per fissare il punto sull’evoluzione della Superdiretta di Multiplayer.it, ovvero quella che facciamo per mostrare, spesso in anteprima, i videogiochi prima che escano nei negozi e mediante interazione con i nostri lettori.

Un paio di sere fa c’è stata un’altra evoluzione, ovvero quella della maratona notturna dove per la prima volta abbiamo giocato uno dei titoli più attesi dalla comunità videoludica, Diablo III, e all’interno della quale abbiamo conversato amabilmente tra di noi e con gli utenti, oltre che mostrare ovviamente il gioco.

Al di là degli ottimi dati di ascolto -3200 utenti unici con punte di 1500 in contemporanea, per fare un confronto quella di Travaglio ne aveva circa 4500- è sempre un’enorme soddisfazione vedere come la Superdiretta si sia evoluta e cresciuta nel corso degli anni dopo quella inaugurale di San Francisco fatta con una webcam e tanta improvvisazione…è anche una delle rubriche video che più ci mette in contatto con i nostri lettori, e queste cose ci piacciono tantissimo :)

Di seguito la diretta completa, per chi avesse la pazienza di guardarla in streaming:

In giro per Stoccolma

Bellissima e carissima, potrei finire già così la mia descrizione di Stoccolma, dove sono stato per un weekend lungo assieme a Manu qualche settimana fa.

La capitale svedese è davvero un gioiello da vedere e da visitare, il fatto che sia composta da tanti piccoli isolotti collegati o meno tra loro da ponti la rende unica e varia, ogni parte è differente e dispone di scorci bellissimi interni oppure sul mare. È una città di musei, ce ne sono tantissimi e alcuni davvero belli, come quello della tecnologia, di Nobel, dell’imponente nave Vasa, -affondata nel viaggio inaugurale del 1628- degli usi e costumi. Assolutamente consigliata è la Stockholm Card, che permette di accedere a gran parte di essi in maniera gratuita e vale l’alto costo del biglietto.

È una città fatta a misura d’uomo e di bicicletta, ci sono piste ciclabili ovunque e rappresentano un ottimo modo per visitarla tutta, mi è parso che la gente se la goda un bel po’ con orari dei negozi piuttosto rilassati e tante cose da fare la sera con i pub, la musica dal vivo, i bar/discoteca e di giorno i tanti baretti sul mare e i canali.

Si mangia bene carne, pesce ed asiatico, e si pagano tanti soldini: 60 euro in due dal Thai per un piatto a testa, due birre e una bottiglia d’acqua, in generale il costo è altissimo (in relazione agli standard italiani, s’intende) per il mangiare e in generale, controbilanciato non so di quanto dagli introiti.

In generale Stoccolma mi è piaciuta un bel po’, ha personalità, offre tanto da visitare ma non perde la sua connotazione di città abitabile, inutile dire che si è piazzata immediatamente tra le mete europee che più mi sono piaciute.

Poche chiacchiere comunque, anche perché è stato un weekend lungo bellissimo ma privo contatto pesante con la popolazione locale, spazio alle foto e al filmato di parte del cambio della guardia!