Nuovo iPad, qualche impressione dettagliata

Una settimana fa sono riuscito a prendere il nuovo iPad sostituendo il precedente (a costo zero, ma questo è un altro discorso…) e mi sono dilettato ovviamente in tante prove d’utilizzo soprattutto legate al nuovo display e tutti i software che lo sfruttano al 100%. Effettivamente la differenza con lo schermo precedente è eccezionale, in termini di definizione e gamma dei colori, per il resto le novità sono poche e non decisive per il cambio da iPad 2, mentre in generale siamo dinnanzi a quello che è attualmente il tablet sul mercato che consiglierei.

Ad ogni modo mi sono dilettato nello scrivere su Uaag (che nonostante la bassa frequenza di aggiornamento, mi sta già dando qualche soddisfazione) circa 10.000 caratteri di impressioni assolutamente personali e non tecniche su questo dispositivo, con qualche consiglio e valutazione personali di sorta.

Bando alle ciance, ecco l’articolo!

Link: Il nuovo iPad: una recensione soggettiva

Un videodiario da San Francisco

Anche in questa occasione un videodiario ha sancito la fine della copertura di una trasferta, quella della GDC 2012, la manifestazione videoludica che forse preferisco in quanto più “ragionata” e con diverse conferenze interessanti da seguire.

L’aneddoto è stato quello che non appena arrivati nella città californiana abbiamo appreso la triste notizia del non funzionamento dell’audio della nostra telecamera professionale (probabilmente sballottata durante il viaggio o a causa del cambio di pressione/temperatura in volo), abbiamo girato in lungo e in largo la città alla ricerca di una soluzione ma, nella fretta di dover cominciare a girare sia per il diario che per le interviste e il resto, abbiamo utilizzato una soluzione ortodossa e di compromesso, ovvero registrare l’audio con il mio iPhone 4s e sincronizzarlo in post produzione.

Il risultato è stato meglio di quanto mi aspettassi, giocoforza però il diario è molto “classico” con poche parti simpatiche a causa del fatto di non poter liberamente parlare in ogni occasione. Rimangono però le immagini bellissime di San Francisco, che continuo a ritenere una delle poche città belle nel vero senso del termine presenti degli Stati Uniti.

Ecco il video, le riprese sono di Fabio Tomassini, ottimo neo acquisto che è venuto con me anche in Islanda per l’Eve Fan Fest 2012, il montaggio del solito bravissimo Alessandro Bazzucchini:

San Francisco Mon Amour

Riprendo in mano il blog per scrivere due righe su uno degli ultimi viaggi che ho fatto, ovvero quello di San Francisco in occasione della GDC 2012, fiera dedicata allo sviluppo dei giochi e probabilmente la più bella in termini di soddisfazioni giornalistiche.
Quando arrivi a San Francisco è facile farsi un’idea sbagliata di quello che gli Stati Uniti hanno da offrire, questo perché per larghi tratti è atipica se confrontata alle altre città americane. La sua vivacità culturale, la libertà sessuale e la commistione tra diversi generi architettonici le hanno fatto guadagnare l’appellativo di città tra le più europee nel suolo americano, a giusta ragione. Non te ne puoi non innamorare una volta che la visiti, con la sua particolare conformazione fatta di colline che dominano la città e offrono una vista mozzafiato sul mare, le sue strade di saliscendi dove verrebbe voglia di saltare con la macchina (soprattutto se di proprietà altrui), i suoi luoghi iconici come Union Square, Lombard street con le sue otto curve ripide (dove c’è anche un autovelox, velocità massima 8 kilomerti orari in alcuni punti) ed infine il Golden Gate Bridge, immancabile punto di riferimento per film, tuffi nel vuoto e per scattare foto mozzagiato all’alba ed al tramonto. Ovvio poi che ci sia anche il rovescio della medaglia tipico delle città statutinensi, dove basta spostarsi di due isolati per vedere purtroppo tanto degrado oppure la presenza di persone completamente fulminate che girovagano senza metà e parlano con loro stesse, ma se non ci fossero queste cose, che città cosmopolita sarebbe? Detto questo, ogni trasferta di Multiplayer.it coincide sempre con almeno un paio di giorni di “ambientamento”, i quali ci permettono di gustare e saggiare le bellezze del posto e caricare le batterie in vista della settimana infernale di appuntamenti e di nottate passate a scrivere; materiale per il videodiario che pubblicheremo nei prossimi giorni :)

Ignorate l’utilizzo della macchina, San Francisco viene vissuta molto meglio spostandosi a piedi per lunghe camminate oppure con i mezzi pubblici, il pezzo forte è ovviamente rappresentato dal mare e dal porto oltre ai posti citati qualche riga più sopra, la macchina può avere senso solo se ci si vuole spostare all’esterno, attraversare il bellissimo Golden Gate per raggiungere ad esempio a nord le Miur Woods e Napa Valley oppure a sud Half Moon Bay. I paninoni gustosi ma ipercalorici, come sa chi ha viaggiato almeno una volta negli Stati Uniti, vanno bene per i primi giorni, poi bisogna “buttarsi” su della buona carne e pesce. Pensate che da un po’ di tempo tutti i locali espongono una tabella con i valori nutrizionali di ogni pasto; ebbene, un panino di una qualsivoglia catena di fast food oscilla tranquillamente tra le 700 e le 1500 calorie, metteteci patatine, bibita ed altro e avrete superato la razione consigliata giornaliera con un solo pasto ;) Dulcis in fundo abbiamo avuto modo di fare una capatina in quello che da metà mondo teconologico viene considerata una mecca, e dall’altrà metà decisamente no. Stiamo parlando della sede di Apple, situata in un enorme campus a Cupertino e all’interno della quale lavorano oltre 30.000 persone. Grazie a Francesco, nostro caro amico che lavora per l’azienda californiana, siamo riusciti a fare un giro al suo interno, apprendere qualche aneddoto simpatico e fare spese nel Company Store, l’unico negozio al mondo che possiede gadget e abbigliamento brandizzato con la mela morsicata. Come probabilmente molti sapranno c’è estrema riservatezza e controllo nelle informazioni che vengono divulgate e nelle competenze di ogni dipendente, tanto da non essere riusciti ad ottenere alcuna informazione sui prossimi futuri prodotti, non possiamo nemmeno andare nel dettaglio negli aneddoti che abbiamo appreso, possiamo dirvi però che la mensa che serve tutti i dipendenti del campus è gestita da un italiano che aveva una pizzeria in quel di Cupertino, contattato un giorno da Steve Jobs in persona che gli ha proposto la posizione che a tutt’oggi ricopre.

Questo è quanto, spazio alle altre foto!

Vieni cu’mme

Ultimamente (ri)ascolto tantissimo questa canzone, cantata dai grandi e compianti Roberto Murolo e Mia Martini e scritta da Enzo Gragnaniello, canzone che ho scoperto essere apprezzata molto anche al di fuori delle mura campane e da chi capisce poco il napoletano.

Volevo condividerla quindi anche qui sul blog, in un video che mostra la traduzione in italiano (ricaricate la pagina se non si vede il video):

Dopo centinaia di volte che l’ho ascoltata, mi provoca sempre tanti (bei) brividi :)

Il Napoli è la squadra europea più “Cool”

Chi ogni tanto mi legge avrà già avuto modo di “apprezzare” i miei deliri entusiastici sui vari social network e legati alle ultime prestazioni del Napoli, e sa quanto sia legato a tripla mandata alla squadra di calcio della mia città.

Detto questo, volevo segnalare un articolo scritto su Grantland da un giornalista anglosassone e denominato “The Coolest Soccer Team in Europe, Why you should root for Napoli”, dedicato simbolicamente agli sportivi americani in procinto di scegliere quale squadra europea tifare quest’anno.

L’articolo è molto interessante/divertente, dice perfino grandi verità di una città dove vivono come affermo sempre il Bene, il Male e gli eccessi in entrambe le direzioni, caratteristiche che si riflettono anche sulla squadra di calcio e sul tifo, passionale, sentimentale e difficilmente eguagliato in tutto il mondo. Tifo che non a caso sta facendo “tendenza” presso tutti i tifosi amanti di calcio europei, grazie all’inferno dello stadio San Paolo e a quell’urlo “Champions!!!” alla fine dell’inno ufficiale della competizione; nessuno aveva pensato prima a proporlo con tanta forza e passione.

Di seguito l’articolo per intero tradotto in italiano da il Napolista, con bonus in calce il video dell’inno Champions di Napoli-Chelsea, la parte finale è da brividi:

La sorprendente vittoria per 3-1 sul Napoli del Chelsea in Champions League di martedì scorso sancisce tre cose importanti. Ha segnato formalmente il momento in cui tutti si sono resi conto che la Serie A ha raggiunto il livello della Premier League. Ha lanciato un migliaio di conti alla rovescia sulla fine di Andre Villas-Boas, al punto che hasandrevillasboasbeensackedyet.com (villasoboasèstatogiàlicenziato.com) è diventato una risorsa vitale per i giornalisti di calcio. Ed ha definito una volta per tutte lo status del Napoli come il club più alla moda in Europa e la risposta predefinita alla domanda: “Se sei un americano che cerca di entrare nel calcio europeo, quale squadra dovresti sostenere?”

Scherzi a parte, se sei un fan in cerca di un club, come non puoi considerare il Napoli a questo punto? Non solo gli Azzurri non sono inglesi – il che vuol dire che non ti confonderai nella massa di 40 milioni di ragazzi che scelgono un club di Premier League solo perché è quello che fanno tutti gli altri – e non solo sono una giovane squadra divertente e che va oltre le proprie possibilità, il Napoli è anche, per dirla con un blando eufemismo, una costellazione cosmica degli elementi che rendono lo sport incredibile. Sono gli outsider perenni che possono contare su una storia gloriosa. Sono l’oggetto dell’amore sofferto e continuamente deluso di una base enorme di fedeli tifosi, ma a memoria d’uomo sono anche stati la squadra vincente del più grande calciatore del mondo. Sono una squadra di folli alti e devastanti bassi – praticamente la summa dell’esperienza del tifoso nella sua forma più estrema e lirica, il tutto compresso in un unico club in una città terrificante e affascinante affacciata su un golfo e distesa ai piedi di un vulcano. Davvero, preferireste fare il tifo per l’Arsenal?

Se non sei ancora convinto, allora è per te, mio amico riluttante, che ho compilato il seguente elenco di aspetti della incredibile suggestione del Napoli.

1. Napoli

La maggior parte del potere economico e politico in Italia è concentrato al nord, intorno a Milano e Torino. Napoli è la capitale de facto del sud. Tutto quello che c’è da sapere su questa divisione ai fini calcistici è contenuta nel vecchio e brutto detto “L’Africa comincia a sud di Roma”, cioè, i napoletani non contano quando si tratta di valutare chi deve essere trattato come l’uomo bianco. Il calcio tende a fiorire in prossimità del denaro, il che significa che geograficamente i top club italiani – Milan, Inter, Juventus – sembra che stiano aspettando la sera per indossare uno smoking e cercare di intrufolarsi in Svizzera. Il Napoli incarna le speranze di tutti coloro che stanno dalla parte sbagliata di quella divisione geografico / culturale.

E la stessa Napoli è una città totalmente guasta, bella, lussureggiante, e pericolosa, gestita dalla camorra, con mucchi di rifiuti che bruciano per le strade (perché la camorra controlla la gestione dei rifiuti), branchi di cani selvatici … e, incidentalmente, un sacco di splendida architettura ed una infinita tradizione culturale che risale a prima dell’Impero Romano. Immaginatevi New Orleans, solo con il cattolicesimo alzato a 14 e vendette di sangue al posto dei giri turistici voodoo. Inoltre, c’è questa enorme baia baciata dal sole, con il Vesuvio che si profila in lontananza. Anche, Kiton Brioni. (??? N.d.t.) Questo per le vostre fantasie di calcio europeo è il luogo adatto in cui vivere.

Inoltre, se si visita per una partita, è possibile andare a vedere le rovine di Pompei, che ora includono la maggior parte della difesa del Chelsea.

2. Maradona

Fu a Napoli che Diego Maradona si trasformò da “talentuoso giocatore argentino, ma è difficile che si riesca a farlo rendere in Europa” a “figura di significato quasi religioso la cui sola vista fa sì che le persone sane di mente scoppino in pianto dirotto.” Il Napoli lo acquistò dal Barcellona per l’allora record mondiale (arrotondato alla valuta corrente) di 12 milioni di euro nel 1984. Ha trascinato l’Argentina alla vittoria della Coppa del Mondo nel 1986, ha portato Napoli a vincere il suo primo campionato di Serie A un anno dopo, lo ha fatto di nuovo nel 1990, è diventato un’icona per chiunque sia mai stato ingiustamente preso a calci o si sia sentito senza speranza o si sia ritrovato sul lato sbagliato della vita, e da allora si è lanciato in un’esistenza paragonabile ad un’astronave traballante con propulsione a cocaina, bottiglia di vino in mano.

Onestamente, è quasi impossibile contestualizzare quello che Maradona ha significato per l’Italia meridionale tra il 1984 e il 1991 – questo ragazzo rozzo e attaccabrighe che scioccò il mondo in nome di una regione che era sempre rimasta chiusa fuori dalla gerarchia calcistica del suo paese pazzo per il calcio. Cosa si potrebbe paragonare a tutto ciò? Se Michael Jordan avesse portato i Cubs alle World Series nel mezzo della Beatlemania, ci si sarebbe avvicinati, sebbene anche a un evento simile sarebbero mancate sfumature religiose alla statua lacrimante della Vergine Maria e lo strano motivo costante della Camorra. Maradona è stato punito con 15 mesi di squalifica per uso di stupefacenti nel 1991 e lasciò Napoli con la sua reputazione a pezzi. Ma questo posto, più di ogni altro club o città, è il posto dove accadde Maradona. Questa è l’eredità enorme e ingestibile con cui il club ha dovuto aver a che fare sin da allora.

3. Soldi

Il Napoli è sparito nel 2004, fallito e incapace di mettere in campo una squadra. (Ritenetevi avvisati: questo è il tipo di cose che accadono a Napoli). Il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis ricostruì il club nello stesso anno, ma non fu in grado di riacquistare la sua storia fino al 2006 (!). Da allora, hanno improvvisato con un budget basso – mai una saggia strategia nel calcio – ciononostante sono comunque riusciti a risalire dalla terza divisione (serie C) di nuovo in Serie A, dove sono attualmente, abbastanza sorprendentemente, al sesto posto. E ‘ al tempo stesso appropriato ed esilarante che le due squadre inglesi che hanno sconvolto quest’anno siano il Chelsea e il Manchester City, club di proprietà rispettivamente di un plutocrate russo e uno sceicco petroliere, e due rappresentanti di spicco del movimento che vuole il calcio come giocattolo di lusso dei milionari. Miliardari, non andate a Napoli a meno che non vogliate comprare degli abiti nuovi.

La squadra attuale che il Napoli ha messo insieme è una macchina veloce e fluida costruita per il contropiede che segna reti per puro divertimento. (Solo il Milan ha segnato di più finora in Serie A). E ‘costruita su qualcosa di simile al modello classico di Billy Beane (Brad Pitt in Moneyball, N.d.t.)- ricambi sottovalutati e giocatori giovani che il Napoli si è cresciuto in casa, ma si ha l’impressione che la dirigenza legga sonetti e parli con gli zingari piuttosto che consultare schemi e diagrammi. Nel 2007, hanno acquistato Ezequiel Lavezzi per 6 milioni di euro, circa un decimo di quello che il Chelsea ha sganciato per Fernando Torres, in un momento in cui era un attaccante non proprio di successo nella Premiera Division Argentina con il soprannome di El Pocho. Lavezzi volò in città e immediatamente segnò la prima tripletta del Napoli dopo 14 anni. Martedì scorso ha segnato un gol (DUE gol, N.d.t.) e si è ripetutamente lasciato dietro il terzino destro del Chelsea Branislav Ivanovic. Paffuti signor Nessuno con tatuaggi a forma di pistola che crescono su un grande palcoscenico sono tutto ciò che Napoli rappresenta.

(Inoltre, Aurelio De Laurentiis? E ‘uno scontroso tiranno che indossa occhiali da sole e spesso è soggetto a sfuriate clamorose: una volta disse al suo manager personale “Non ti picchio perché sei un uomo anziano”, ha chiamato Lionel Messi “un cretino” e ha minacciato di tagliare le palle all’agente di Lavezzi se quest’ultimo dovesse pensare di lasciare il club. Un paio di anni fa, quando molti dei giocatori del Napoli furono accostati a possibili trasferimenti in Inghilterra, la tattica di De Laurentiis per convincerli a restare fu quella di avvisarli che le donne inglesi “non si lavano le parti intime.” “Per loro”, disse in un tono paternamente preoccupato, “il bidet è un oggetto misterioso.” Questo è il genere di cose che accadono a Napoli.)

4. Edinson Cavani

Mi ci è voluto un po’ per apprezzare il miglior giocatore del Napoli. Le prime volte che l’ho visto giocare, ho pensato che sembrava un poco troppo languido o casuale, e mentre in Serie A c’è una grande tradizione di giocatori alla Andrea Pirlo mortalmente sonnacchiosi, non riuscivo a capacitarmi che lo stesso stile potesse appartenere ad un grande attaccante destinato a sopraffare i difensori avversari. Poi ho visto la sua tripletta contro la Juventus lo scorso gennaio. L’ultimo gol lo ha segnato con un tiro dello scorpione rasoterra, il tipo di mossa che una volta che l’hai visto, spazza via ogni dubbio sul giocatore capace di metterla in atto.

Cavani è una sorta di incrocio di laboratorio tra Pippo Inzaghi e Zlatan Ibrahimovic, dotato sia di quel misterioso istinto che alcuni giocatori hanno di essere sempre al posto giusto al momento giusto sia della capacità di segnare da qualsiasi angolazione con quello che sembra un repertorio completo di colpi di karate. Quel senso di languore che io pensavo di aver rilevato in un primo momento si è rivelato invece sottile furbizia, un modo di tenersi fuori dal gioco per poi piazzare la mossa vincente, il colpo mortifero. E ‘una gioia per gli occhi, e Cavani, che ha segnato 41 gol in 57 presenze in campionato per il Napoli, è probabilmente il giocatore meno celebrato del mondo del calcio – cosa che è sicuramente destinata a cambiare se decide di correre i suoi rischi con vagine straniere in futuro. Seguitelo prima che la paura salga!

5. Teatro italiano brillante di mascolinità calcistica

Potreste scegliere una squadra inglese. Ce ne sono molte buone. Ma vi perdereste l’estetica irresistibilmente divertente della Serie A fatta di uomini duri, competitivi, e spesso violenti che fanno la ruota come il pavone, che si legano attentamente i capelli in lussureggianti code di cavallo prima di scivolare nelle loro magliette rosa per scendere in campo, per poi celebrare le grandi vittorie piangendo e denudandosi fino a rimanere in mutande. Per gli americani abituati ai loro laconici eroi sportivi in completi giacca e cravatta di pessimo taglio, la favolosità pura della Serie A o risulta imbarazzantemente gay (se sei un bro che si tiene fuori da questo genere di cose), o diventa un’iniezione divertente di teatrino egocentrico in uno sport altrimenti serio. Ad ogni modo, ricordatevi che Mario Balotelli, l’attaccante del Manchester City con la capigliatura stile mohawk, fashion victim dagli elaborati orecchini, è venuto in Inghilterra dall’Inter e acquista significato solo nel contesto del calcio italiano. Tenere per il Napoli significa che invece di guardare coraggiosi centrocampisti inglesi accigliarsi nel freddo una settimana sì e l’altra pure, ve ne starete a guardare auto-indulgenti figurini di grande talento recitare una pubblicità infinita ad un’acqua di colonia. Questa è una vittoria, credetemi. Le loro fidanzate sono anche più belle delle vostre.

Per questo e molti altri motivi, ho eletto il Napoli vostro nuovo club europeo. Presto, innamoratevi ora prima che il Chelsea acquisti tutta la squadra e tutto si inverta di nuovo.
Di Brian Phillips per Grantland (traduzione Donatella Sapone)


XG1 / MADE IN NAPLES / inno Champions League di angeloXG1

Nuvole ruttanti – Te Lo Dice Multiplayer.it

Torna Te lo dice Multiplayer.it , la nostra rubrica video dove in poco meno di 15 minuti cerchiamo di parlare in maniera frivola di diversi argomenti legati ai videogiochi, spesso sotto forma di classifica.

UTorniamo in argomento videogiochi con una puntata dedicata ai titoli ispirati o basati sui fumetti americani. Ovviamente qui dentro ci sono finiti solo i peggiori!

Ecco il filmato:

Serie Z mon amour – Te lo dice Multiplayer.it

Torna Te lo dice Multiplayer.it , la nostra rubrica video dove in poco meno di 15 minuti cerchiamo di parlare in maniera frivola di diversi argomenti legati ai videogiochi, spesso sotto forma di classifica.

Una puntata diversa dal solito, focalizzata su una serie di pellicole cinematografiche di fantascienza di serie Z. Grandi effetti speciali e soprattutto grandi risate!

Ecco il filmato: