Il 25 Giugno del 1980 nasce Antonio in quel di Napoli, primogenito di quattro figli, e subito, nel Novembre dello stesso anno, assiste in macchina, e probabilmente provoca, il famoso terremoto che ancora oggi viene ricordato.

I primi passi li muove sul girello, schiantandosi a più riprese sulle ringhiere del balcone di casa propria e provocandosi diversi bernoccoli che ancora oggi ne dirigono le questionabili capacità cerebrali.

Prendendo parte alla primina, si vede affibiare valutazioni a dir poco eccentriche, come “benone” “bravo” e soprattutto “Super Campione”, frase bandita dopo essere stata adottata dalla sua maestra.

Verso i 7 anni vede in TV la pubblicità delle gomme Brooklyn, dove due persone, dopo averle masticate, si baciano. Ebbene, per diverso tempo non vorrà masticare gomme, per la paura di dover baciare per forza qualcuna.

Pur essendo molto piccolo, viene iniziato dal padre e dal nonno al fenomeno Napoli Calcio e Maradona, viene pittato e vestito di azzuro dopo la vittoria dello scudetto e viene acculturato settimanalmente con 90° Minuto. Da qui è nata l’estrema passione per il Napoli Calcio, che per fortuna non comprende (con questa intensità) il calcio in toto o le stupide interviste che spesso lo circondano. Tra le altre cose è stato per diverso tempo il vicepresidente del Club Napoli Internet, club riconosciuto con diverse migliaia di iscritti in tutto il mondo e con raduni e incontri dal vivo, tra i quali ricorda in particolare uno con un inglese tifoso anche dei Queens Park Rangers, con tanto di scambio di gardaglietto.

In pieno tam tam dei magnifici anni 80, con le splendide canzoni, cartoni animati e film che caratterizzavano quell’epoca, è costretto a mettersi anzitempo gli occhiali da vista, con montature improbabili che ne hanno limitato, in parte, il successo con le controparti femminili in quel periodo. Meno male che ne distruggeva con discreta frequenza, fino ad indossarne di decenti.

Durante le medie fa conoscenza con alcune persone che diventeranno amici storici per anni e anni, e comincia ad avere le prime pulsazioni e sbandate per l’altra barricata. Durante le feste spadroneggiavano canzoni come Because the Night e I Will Always Love You, foriere dei migliori (e peggiori dal punto di vista sentimentale) momenti del periodo.

Comincia il suo rapporto a stretto contatto con la casa a mare di Baia Felice, teatro di tantissime estati. E’ un luogo di di tranquillità, di ricordi indelebili, un porto sicuro nel quale approdare anche oggi, anche solo per qualche giorno.

Cerca di coltivare alcuni hobby e attività sportive, con ai primi posti proprio il calcetto, basket, ping pong e videogiochi, al tempo ancora questione per pochi e di certo non visti benissimo, ne dai compagni ne dai genitori.

Con gli altri tre fratelli, maschietti e più piccoli, spesso organizzava incontri 2 contro 2 di vario genere e natura, non si contano ovviamente i vetri distrutti, i letti disintegrati ma anche qualche cicatrice procurata o botta ricevuta.

Comincia il liceo scientifico, in un istituto che, quando andava bene, era raggiungibile in “soli” 50 minuti di autobus, in questi cinque anni dirà per la prima volta “Ti amo”, si beccherà la prima nota, diventerà rappresentate di classe, farà il primo viaggio all’estero, condividerà le prime esperienze di un certo peso, farà talvolta a botte con qualcuno.

Arriva ad avere un astio profondo per la categoria dei “mariuoli”, dopo il furto dello scooter avvenuto mentre ne era alla guida con un amico, con tanto di pugno in faccia a dir poco violento. Va sempre ripetendo che se mai dovesse incrociare sulla propria strada un ladro nel momento del misfatto, purtroppo potrebbe mettere a serio repentaglio la propria vita, per l’odio di cui sopra.

Si iscrive alla facoltà scienze per la laurea in informatica, appena inaugurata a Napoli, e subito si attiva per aprire una prima società quasi per gioco, che però dura più di due anni, nel frattempo comincia anche a scrivere per un sito amatoriale di videogiochi, Alternative-Reality.com, che rapidamente diventa uno dei due punti di riferimento in Italia sull’argomento. Nel frattempo diventa prima senior editor e poi caporedattore della sezione PC, nata da poco e della quale ha il compito di portare agli stessi livelli di quella console. Il primo 10 lo da a Sacrifice di Dave Parry, capolavoro.

Il nick Tanzen è scelto, è una canzone di Gigi d’Agostino, significa (ma l’ha scoperto successivamente) ballare in Tedesco e Kimono del Sole in Giapponese, gli piace come suona e quindi decide di adottarlo.

A 20 anni fa un esame di reti e si rende conto che è il primo che legge e da con piacere, si ributta a capofitto quindi nell’ambito lavorativo, studia e segue alcuni corsi specifici ottenendo un paio di certificazioni Cisco Systems e altre CompTia, diventa quindi istruttore e comincia ad esercitare in alcune Local Academy, ma anche a ragazzi di scuole superiori e corsi della regione per disoccupati cronici ed ex carcerati, indubbiamente un’esperienza importante e toccante.

Negli ultimi anni di vita del nonno paterno, che ha sempre avuto una considerazione particolare per lui, riesce a capirne qualche aspetto umano come non aveva mai fatto prima, rimane affascinato dalle sue storie del periodo della guerra, dove tra le altre cose aveva percorso mezza Italia a piedi o quasi ed era stato anche arrestato per volantinaggio partigiano. Si rammarica di avergli trasmesso poco quanto gli volesse bene.

Contestualmente il lavoro part time di scrittura aumenta nelle responsabilità e nelle soddisfazioni, e comincia a diventare semiprofessionale nel Dicembre 2002, quando Alternative-Reality.com passa sotto l’egidia di Multiplayer.it, testata giornalistica a tutti gli effetti. Già da un paio di anni era cominciato poi il ciclo fantastico dei viaggi in giro per il mondo per presenziare a press tour e fiere videoludiche, che nel corso degli anni lo porteranno a visitare posti negli Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania ma anche in Italia, esperienze di lavoro che hanno contribuito alle sue scelte di vita attuali.

A 23 anni apre insieme ad un’altra persona una società di informatica (Netprime), e dopo estenuanti mesi di business plan, ottiene con la società un finanziamento di 180.000 euro, la cui metà andrà restituita negli anni a seguire. L’ufficio è ubicato ad Aversa e le attività della società spaziano tra corsi di formazione ed installazioni di rete, regalando un bel po’ di soddisfazioni. Ad oggi ne è ancora socio al 50%, ma oramai gli interessi e le mire sono altrove, e non ci sono soldi e opportunità che tengono, al primo posto c’è la felicità personale.

A 25 anni finisce una storia importante (ma non la prima) durata quasi 5 anni. La conclusione, seppur inevitabile a causa di entrambi, è immediata e non facile, tanto da portarlo a decidere di partire diversi giorni prima di una fiera, in Giappone, completamente da solo, per visitare Tokyo e dintorni. Mai situazione fu più propizia per assorbire il colpo.

Da oltre un anno si è trasferito a Terni per lavorare full time con Multiplayer.it e vive da solo, una scelta drastica di vita derivata dal fatto che adora il suo lavoro (nonostante tutto), si diverte, ed è riuscito a trovare i propri spazi giusti in ogni frangente della sua vita. Rimane attaccatissimo alla sua città e a tutto quello che ne fa parte (beh, tranne certe cose evidenti).

Probabilmente non cambierebbe nulla, se non la mancanza del suo grande amico Giuseppe, venuto a mancare il 30 Ottobre per un tumore, che gli ha provocato profonda amarezza per come è avvenuta.

Sulla soglia dei 28 anni si sente bene a livello fisico, mentale e si trova in una condizione personale serena nonostante l’ultima storia importante (la terza) sia finita con diversi strascichi che ne hanno condizionato parzialmente anche le molto più brevi successive. Può contare su una famiglia che gli vuole bene (affetto ricambiato, anche se talvolta non sembra), su (alcuni) amici sinceri e guardare avanti (mai dimenticando il passato), allo scopo di far perdurare questa situazione e fare esperienza, sempre e comunque, di tutte le cose positive, negative o nelle quali sbaglierà, in fondo fanno parte di ognuno di noi.

Auguri! :D