Doom e l’arma definitiva Vuvuzela

Arrivo sicuramente in ritardo, ma tra le varie mod di Doom, uno degli sparatutto in prima persona che ha fatto la storia del genere, c’è quella in perfetto tema mondiale che vede la Vuvuzela come arma definitiva per eliminare i nemici, ecco un estratto:

Davvero insopportabile anche in questo contesto :D

Di speciale TopE3 (le standiste più belle) e Videodiario da Los Angeles

La copertura dell’E3 di Los Angeles è virtualmente conclusa, e come sempre in chiusura abbiamo raccolto e montato alcuni dei “dietro le quinte” di tutta la nostra copertura, con momenti davvero divertenti, e realizzato anche lo speciale per tutti i maschietti (e femminucce dalle ampie vedute :D) arrapati e non, quello sulle standiste più belle e simpatiche della fiera, che quest’anno decisamente non difettava in tal senso.

Bando alle parole e spazio a video, si parte dal TopE3 (che bel nome nevvero?):

e si chiude col Videodiairo:

Amazing Nature













I miei primi 30 anni

Ebbene si, sono arrivato anche io a questo bel numeretto :D

Voglio sfatare subito il tabù della crisi (soprattutto femminile) legata a questo numero o meglio decade, perché personalmente, come tanti miei coetanei, mi trovo di gran lunga nella fase migliore a livello fisico, mentale e di divertimento :)
Per restare fedele a questa accezione, il festeggiamento è cominciato a Las Vegas lo scorso fine settimana con alcuni amici e colleghi, proseguito ieri sera con quelli d’ufficio e infine a Napoli dove sono appena arrivato e dove festeggerò innanzitutto con la famiglia, poi con gli amici storici che conosco da sempre.

Al di là di questa parte che pur scrivendo molto cerco di vivere sempre senza andare troppo nei particolari, sono sul mio blog e proiettato online e quindi mi premeva sottolineare come quest’anno più degli altri mi sono arrivati auguri da persone che conosco marginalmente e quasi mai di persona, tramite i vari social network e soprattutto Facebook, dove un po’ alla volta sto rispondendo agli oltre 200 messaggi lasciati sulla bacheca, alcuni dei quali davvero eccezionali.
I più intraprendenti mi hanno mandato una mail o chiamato sul cellulare, e devo dire che la cosa mi ha fatto estremo piacere, il contatto con i lettori è una delle maggiori soddisfazioni del mio lavoro, avere un feedback diretto riguardo Multiplayer.it è la benzina per sentirsi vivi e alimentare sempre una grande passione, soprattutto perché non di rado capita di vedersi poi a qualche fiera o magari instaurare un rapporto di conoscenza e d’amicizia, cose che fanno immensamente bene allo spirito.

Questo post quindi vuole semplicemente essere di ringraziamento verso amici “reali” e lettori, e di eccitazione verso cosa accadrà in futuro, che al di là degli accadimenti positivi o negativi che siano, è sempre uno dei motivi per andare avanti…

Dulcis in fundo, ho aggiornato la semiseria biografia personale anche con gli ultimi accadimenti personali :)

Da Los Angeles a Las Vegas, passando per l’E3

Mi ricordo ancora perfettamente la prima volta che sono venuto a Los Angeles, era il 2001 e avevo 20 anni, ero così eccitato che la notte prima di partire non ho dormito e avevo un’adrenalina dentro indescrivibile, con la quale ho affrontato l’E3 -la fiera più importante al mondo sui videogiochi, nella quale è possibile veder e testare in anticipo tutte le produzioni e l’hardware che usciranno nei mesi/anni a venire- al massimo delle mie possibilità.

Quest’anno ci sono andato per la nona volta e sempre con lo stesso entusiasmo, ne vado fiero perché non è semplice avere gli stessi stimoli, si cresce, tendenzialmente si fanno ciclicamente cose identiche e la città per te non è più una novità, ti sei stufato di fare shopping nel tempo libero e riesci a muoverti in macchina e tra i km di strade senza l’ausilio di mappa o navigatore.

Dal punto di vista lavorativo sono però cambiate tante cose, 10 anni fa lavoravo part time per un sito amatoriale col quale eravamo se vogliamo tra i pionieri dell’informazione online sui videogiochi, oggi sono in una testata giornalistica sull’argomento, la più visitata in Italia tra le specializzate, dove ho un lavoro full time, diverse responsabilità e anche tante soddisfazioni. Quest’anno avevamo sponsor da diverse migliaia di euro e una meeting room direttamente in fiera che ci ha permesso di lavorare nettamente meglio con i video e in generale con una copertura eccezionale in fatto di articoli, tanto da superare il record di sempre in fatto di utenti unici mensili, ben oltre il milione e mezzo.
Tra i vari eventi extra fiera ma connessi alla stessa mi sono piaciuti il party di Dead Rising 2, dove ha suonato l’ottimo gruppo svedese dei “The Sounds” e c’era sushi in gran quantità, e l’anteprima di Toy Story 3 di Pixar. Un film davvero eccezionale che è cresciuto in maturità rispetto ai primi due ma che comunque mi ha fatto ridere dall’inizio alla fine, supportato da un comparto visivo sontuoso.

Dopo essermele un po’ cantate e suonate (a questa pagina l’immensa copertura completa dell’evento su Multiplayer.it) volevo sfatare ancora una volta il mito di Los Angeles come città incredibilmente bella e da visitare assolutamente prima di tante altre.
Al di là del fatto che dopo 10 anni l’ho trovata un po’ in decadenza (non a caso ha rischiato la bancarotta qualche tempo fa), è una città costruita male, divisa in ghetti, con troppi distretti squallidi come raramente si vedono altrove in Europa o in altre parti degli Stati Uniti, assolutamente incoerente per come segue le regole e leggi senza alcuno spirito critico o di interpretazione, dove bisogna regolarizzare fino all’ultimo capello onde evitare di mandare in palla il sistema.

Sia ben chiaro, vivere alcuni posti e abbracciare luoghi vivi nell’immaginario collettivo (Venice, Westwood, Bel Air e così via, piuttosto che la vera movida americana non turistica) e magari in condizioni economiche agiate rappresentano sicuramente un motivo di esaltazione, ma senza uscire dagli Stati Uniti esistono città decisamente più vivibili, amalgamate e complessivamente belle.

Quest’anno, con la scusa ufficiale che compio 30 anni (che poi in realtà faccio il prossimo 25 Giugno :D) mi sono diretto insieme a 5 amici/colleghi alla volta di Las Vegas in modalità distruzione diretta, perlopiù dopo una settimana più che intensa di lavoro: siamo partiti Venerdì dopo pranzo in aereo (il volo dura un’ora) per stare in giro fino al mattino dopo e tornar prima di pranzo e prima che la temperatura da forno a microonde del Nevada ci avesse ridotto ulteriormente in stracci.

Non me l’aspettavo così senza senso e folle, una sorta di mondo immaginario in mezzo al deserto, eccessiva in ogni suo aspetto e tenuta estremamente bene, dove la Venezia col cielo finto piuttosto che la Roma antica innestate in vari alberghi sono così insensate e pacchiane che alla fine non provocano disgusto, ma divertito stupore.

È una città nella quale gira una quantità di soldi impressionante, che non dorme mai, che ti piazza le roulette anche all’uscita del varco all’aeroporto, dove ci sono tante celebrità e una quantità impressionante di locali.

Nota per i maschi singoli e non, girando per i locali a caso, XS piuttosto che Beach Pool tanto per fare due nomi, troverete una quantità e bellezza di donne mai vista in nessuna parte del mondo, senza paura di essere smentito. Sulla loro natura, accessibilità e provenienza sociale non mi è dato disquisire in questa sede :D

Nota finale, all’interno di uno di questi locali ad un certo punto mi sono trovato Paris Hilton che ballava a mezzo metro di distanza, controllata da diversi buttafuori. Ad un certo punto una persona ha provato a farle una foto, ed è stata inghiottita dai buttafuori stessi, probabilmente in un buco nero.

La sua serata si è protratta bevendo sempre di più e ballando sui tavoli e divani, fino a quando mentre stavo lasciando il locale l’ho vista uscire dal bagno biascicando qualcosa, per poi venire coperta con un cappotto da parte dei buttafuori, che l’hanno accompagnata mentre barcollava presumibilmente verso la macchina.

Una scena abbastanza pietosa, ma decisamente coerente nel contesto :D

Epic Fail – Te lo dice Multiplayer.it

Dal serio al faceto, dopo il post di ieri che ha sancito il ritorno sul mio blog in seguito ad una bella assenza, è il turno di riprendere la segnalazione anche del Te lo dice Multiplayer.it, la nostra rubrica video dove in 10 minuti cerchiamo di parlare in maniera frivola di diversi argomenti legati ai videogiochi, spesso sotto forma di classifica.
C’è anche la nuova sigla, della quale ne andiamo sempre fieri :D

Questa volta è il turno di quei giochi, non necessariamente brutti, che prima dell’uscita avevano millantato di rivoluzionare il proprio genere o proporre qualcosa di realmente innovativo, ma che poi si sono rivelati giochi classici o addirittura delle fetecchie.

Ecco il filmato:

Amore Impossibile

Ho fatto passare volutamente un po’ di tempo prima di parlarne, era importante metabolizzare, fare considerazioni interiori e anche capire esattamente se oltre a qualche rimpianto ci fosse stato anche un rimorso per quanto accaduto. Adesso ne posso parlare in maniera relativamente tranquilla, anche se scrivere queste parole e ricordare allo stesso tempo fa un male incredibile, dal quale è impossibile sfuggire.

Sono stati 18 mesi fantastici, pensate a due culture profondamente differenti che si confrontano e talvolta perfino amalgamano, quella Italiana (e ancora più estrema Napoletana) e quella Giapponese, la culla della flessibilità e dell’arte di arrangiarsi contrapposta a quella dell’efficienza e onestà intellettuale, talvolta eccessiva e quasi costruita. Un mix esplosivo in un senso e nell’altro, che dava luogo a discussioni surreali, ma anche a cose indimenticabili, che ti si marchiano a fuoco sulla pelle.

D’altronde aver convissuto diversi mesi in Italia ed essere andato in Giappone quattro volte in 1 anno mi ha permesso di vivere situazioni straordinarie, entrare nella cultura di un popolo comunque eccezionale, carpirne le sfumature ed i disagi, vivere da Giapponese e far vivere da Italiana, cantare assieme ai Giapponesi o’ Sole Mio in un posto sperduto del Sol Levante o integrarmi perfettamente in una sessione del famoso karaoke fino al mattino, vedere una Giapponese vivere la vita Italiana mantenendo la sua integrità e capacità di pensare alla sua maniera, ma senza sentirsi a disagio.

Si è giunti quindi a parlare seriamente a qualcosa di più, perché se un mix così eterogeneo stava funzionando, significava che era qualcosa di speciale e irrinunciabile.

Ma cosa accade quando entrambi abbiamo un lavoro che reputiamo straordinario, e siamo attaccati e orgogliosi così pesantemente alla nostra cultura?

Che devi passare metà del tempo a capire, discutere, esprimere il proprio punto di vista e talvolta litigare per cercare di trovare una soluzione che poi non faccia pentire di averla presa, perché qui si gioca con i sentimenti, e con la propria felicità.

E se alla fine lei decide di mollare tutto per venire a stare con te, io non posso accettarlo a cuore leggero, ma far notare, pur essendo felice ed eccitato, tutta una serie di situazioni: la lingua, per essere imparata da una Giapponese necessita anni e anni e tante risorse economiche, perché la nostra grammatica, che ci crediate o meno, è decisamente più complessa e soprattutto varia da assimilare, perché una città come Terni, per quanto sia carina e vivibile, offre un millesimo di quello che offre Tokyo, perché il suo papà è appena venuto a mancare e non puoi lasciare più così istintivamente la famiglia che ha bisogno di te.

E così si è deciso di chiudere assieme prima che diventasse un ulteriore bagno di sangue fatto di attese, soluzioni difficili da trovare e problemi economici e logistici sempre più grandi, per telefono e su Skype in un bagno di lacrime, perfettamente a simboleggiare un rapporto, ostacolato da tante difficoltà esterne amplificate ogni giorno.

Si fa presto a bollare il tutto come un amore non così forte e profondo da affrontare tutto, ma talvolta bisogna prendersi anche delle responsabilità che fanno male, ammettere i propri errori e arrendersi a certe dinamiche e situazioni che la vita ci mette davanti, nella sua straordinaria capacità di regalare gioie, di farti sentire vivo ma anche di farti male dentro, darti una botta di realtà quando meno te l’aspetti.

Non è una sconfitta, io la chiamo esperienza, ed è importante farne sempre tanta per guardare avanti e al contempo avere dentro un fuoco di ricordi che saranno sempre indelebili e straordinari, anche se qualche volta ti gira decisamente il cazzo quando diventano a forza come tali.