Giappone, primo giorno: Arrivo e Kyoto

E’ così una nuova avventura in Giappone è cominciata, ho deciso di scrivere qualche riga (a puntate, ma che probabilmente andrà riducendosi nei prossimi giorni, quando comincerà la fiera), condita da foto, per raccontare e, devo dire la verità, fissare in pianta stabile alcune delle emozioni che ho vissuto, anche se ci penserà già il cervello a renderle indelebili…

La compagnia scelta per il viaggio, complice il miglior prezzo, è stata Air France, e il volo è filato liscissimo, con scalo a Parigi, poca attesa e ottimi film durante il tragitto, doppiati anche in Italiano. Ho dormito anche diverse ore, cosa strana perchè solitamente nei viaggi d’andata fatti in passato ero sempre sveglio e arzillo, per poi crollare nel ritorno. La stazione di destinazione è stata comunque Tokyo Narita, e la prima cosa che ho fatto è stata quella di prelevare il Japan Rail Pass, una sorta di abbonamento ferroviario che ad un costo decisamente inferiore al pagamento complessivo delle tratte singole, permette di girare per un numero fissato di giorni (nel mio caso 14) gratuitamente tra la maggior parte delle linee ferroviarie del paese. Con molta cortesia il dipendente che mi ha fornito il pass, ha prenotato anche per me i posti sui due treni che avrei preso da li a poco. Non prima però di passare dall’amato Starbucks Coffee e prendere il Mocha Frappuccino (è una delle cose che mi manca realmente quando ritorno in Italia, scherzo :–D) e notare come la signorina della cassa, al mio pagamento con un taglio grosso di yen (10.000), li ha fatti vedere alla sua collega, e nuovamente alla consegna del resto, quasi a crearsi un “alibi” in caso di eventuale perdita o richiesta dal parte del principale.
Soddisfatto per il Frappuccino, mi sono diretto in un’altra zona dell’aereoporto in attesa del Narita Express: circa 50 minuti di treno per giungere a Tokyo Station, nel centro di Tokyo. Durante l’attesa, ho “adocchiato” una ragazza Giapponese che stava già sul mio stesso volo. Destino ha voluto che tra le centinaia di posti a disposizione, avesse prenotato proprio quello accanto al mio e che parlasse inglese, i cinquanta minuti così sono passati in un lampo, tra quattro chiacchiere sui propri posti di provenienza e così via. Arrivati a Tokyo è stato subito il tempo di ripartire, i primi giorni infatti sono destinati a Kyoto, che non avevo mai visitato. Il treno si chiama Hikari e, dopo ben 2 ore e 50 minuti, sono arrivato a Kyoto Station. La stazione è qualcosa di imponente, immensa per grandezza e con a corredo un numero davvero elevato di negozi, pronti ad accogliere la manica di turisti e di persone che vi transitano. Un misto di moderno e di antico, che sul lato nord spunta al cospetto Kyoto Tower, un osservatorio alto poco più di 100 metri che permette una vista molto affascinante della città, che ovviamente non mi sono lasciato sfuggire. Camminando si trovano negozi di tutti i tipi e si raggiunge il cuore pulsante del business, fatto di palazzoni però non così soffocanti come quelli della capitale.
Il letto sul Tatami
Il mio Ryokan si trova invece nel distretto di Inari, e una volta arrivato alla stazione omonima, mi si è mostrato davanti uno spettacolo eccezionale. Inari infatti è un quartiere di quelli vecchio stile, con stradine antiche, gente in bicicletta, case minute e basse, si respira un’aria quasi diversa. Se avete visto un qualsiasi cartone animato Giapponese, non faticherete a capire di cosa sto parlando, è perfino identico il rumore che annuncia l’abbassamento delle sbarre per un imminente passaggio del treno, davvero una gioia immergersi in questa atmosfera.
Non poteva quindi essere diverso il Ryokan che ho scelto, il Karatachi. Ad accogliermi sono state due signore affabilissime, madre e figlia, che si sono dimostrate subito molto disponibili e piacevoli nei discorsi (pur masticando un inglese più che stentato) mettendomi subito a mio agio, e offrendomi del te verde.
La mia stanza è uno spettacolo: tavolino basso per la colazione, letto a terra con coperta ricamata a mano, stanza curata nei minimi particolari e fatta tutta di legno. Il bagno è condiviso, la doccia si trova al piano inferiore ed è ovviamente privata. Maiko, la più giovane delle due, ha una splendida bambina di cinque anni, Karen; la sera, quando sono tornato dal mio giro, le ho portato delle patatine e della cioccolata, ma purtroppo stava già dormendo, inutile dire che la madre mi ha ringraziato tantissimo…
Salendo verso il tempio Podista con la maglia del Napoli :D
Gran parte della giornata l’ho dedicata comunque alla visita di Inari Shrine, un tempio, circondato da vari altari su più livelli, a dir poco enorme: per raggiungere la sua estremità superiore bisogna fare, letteralmente, migliaia di scalini, ma ne vale sicuramente la pena, lo spettacolo è di quelli da ricordare, visto che il tutto si trova immerso nel verde e che ogni più piccolo particolare è curato nei minimi dettagli. E’ sempre bello vedere come ogni persona che passavo nella scalinata (sia in discesa che in salita) mi salutava o si inchinava (segno sempre dell’estrema gentilezza di questo popolo), tra le tante ce n’erano diverse che facevano jogging avanti e indietro, e qui mi sono imbattuto in un signore moderatamente anziano che vestiva una maglia del Napoli, dell’epoca di Maradona. Tifoso del calcio Italiano o più semplicemente gli piaceva com’era fatta la maglia? :–D

Ho messo nella galleria di Kyoto le “prime” 199 foto :–)

E’ l’ora del Giappone!

Ci siamo, domattina alle 9 partirò per Tokyo, dove mi aspettano sedici giorni tra vacanza e fiera (Tokyo Game Show).
L’itinerario quest’anno è bello complesso, prima Kyoto per tre giorni, poi Nara, cambio di albergo per stare due giorni in prossimità del Monte Fuji (e in un bellissimo hotel sul lago…) e quindi Tokyo, dove poi mi raggiungeranno altri due amici per passare gli ultimi giorni (in programma la visione di una partita di Baseball al Tokyo Dome, e una di Sumo :D) prima della fiera vera e propria.
Inutile dire che sono come sempre emozionato e felice, si preannuncia un’altra esperienza fantastica…appena posso, metterò qualche foto da li!

Piccola nota in calce, ho acquistato la Z1000 Kawasaki, nera. Ho dato indietro la mia moto e il 26 Settembre, quando tornerò, troverò la nuova per essere consegnata :)

Quale moto?

Era inevitabile, dopo un paio di anni di “rodaggio”, è arrivata la voglia di avere qualcosa di più, di passare al livello successivo, perché avere una moto e guidarla (a parte di non avere la testa che non funzioni perfettamente…) significa libertà, divertimento, sfogo.
Da queste parti ci sono poi molti motociclisti, e non nascondo che hanno influito molto sulla scelta e sulla mia voglia aumentata…
Ho quindi deciso di prenderne una nuova, nel periodo in cui sarò in Giappone lascerò la mia moto attuale in conto vendita, al ritorno molto probabilmente prenderò subito quella nuova.
Il problema rimane solo scegliere il modello e la tipologia, alla fine le mie scelte sono ricadute in casa Kawasaki, con la nuova z1000 oppure con la Ninja ZX-6r. Sono moto estremamente differenti, e sicuramente la Ninja è la più cattiva e appagante, ma al contempo la meno indicata in città, nei tratti medi e nei giri in coppia, la z1000 è ugualmente bellissima esteticamente, ma appunto meno appagante…

Qualche idea? :D

Kawasaki z1000:

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Kawasaki Ninja ZX-6r:

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Web 2.0, Social Networking, blogging?!?!

Queste parole altisonanti servono per descrivere la direzione verso la quale si sono diretti una buona parte dei siti Internet personali, alla ricerca esasperata di archiviare pubblicamente tutto quello che si fa nella propria vita.
Questo intervento non è per demonizzare questa cosa, anzi in parte ci sono entrato anche io :D

E così, oltre a questo sito, mi sono appoggiato ad alcuni dei migliori servizi online per quanto riguarda i video, grazie all’account creato su YouTube (chiamato youTanz :D) e le foto, che ha in Flickr un grandissimo esponente.

Ora tutte le mie gallerie fotografiche sono li, facilmente raggiungibili e commentabili, vediamo quale sarà il prossimo passo.

Cinque a Zero!

Dopo la prima giornata di campionato un po’ mi ero preoccupato, ma oggi il Napoli è stato semplicemente pefetto, partita ottima dal punto di vista tattico, tante verticalizzazioni, poche palle perse, Gargano e soprattutto Lavezzi semplicemente straordinari.
Quest’anno mi va benissimo anche la salvezza, è bello rivedere la propria squadra in Serie A dopo sei anni di purgatorio, che felicità!