banner Napoletano di nascita, di spirito e per l'amore verso le passioni, in barba ai luoghi comuni. Felice di aver raggiunto un equilibrio e una tranquillità che nessuna cosa al mondo può intaccare...Cosa troverete qui dentro? Tutto quello che mi viene in mente, anche se di qualità medio-bassa, ovviamente :D Nella pagina Qualcosa su di me troverete un profilo molto più dettagliato, condito da un po' di scemenze.
Sep
29

I video del Giappone (parte 1, Fiera Tokyo)

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 10:00 | Categorie: Giappone, Indice, Video

Bando alle ciance e spazio subito ai filmati dal Giappone, nell’ordine i tre videodiari molto simpatici fatti assieme ai colleghi durante i giorni di fiera e per ultimo il video dello speciale standiste Giapponesi :–)

[video]http://www.youtube.com/v/E6dQ9nWkBl4[/video]
[video]http://www.youtube.com/v/cAX0V47B9qQ[/video]
[video]http://www.youtube.com/v/r9kYoeNYl2M[/video]
[video]http://www.youtube.com/v/6b_rSSvR9so[/video]

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Sep
27

Tempo di bilanci…

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 18:07 | Categorie: Giappone, Indice

Mentre l’ultimo giorno a Tokyo volgeva al termine e mi apprestavo a vivere il viaggio di ritorno (quasi 24 ore tra scali, attese e volo) ho cominciato a tracciare mentalmente un bilancio di questa ennesima esperienza che ho fatto. Solitamente vado in nostalgia qualche giorno quando ritorno a casa, perchè vivo di passioni e rimango legatissimo a tutto ciò che faccio, cosa che chiaramente esprime una parte dei miei pregi e allo stesso tempo difetti…
In realtà quello che ho provato ho cercato sempre di farlo trasparire, almeno in parte, attraverso i vari interventi che ho fatto in questi giorni, e devo dire che ho trovato diverse persone che li hanno condivisi, apprezzati, che in qualche modo hanno espanso la mia gioia nell’aver avuto la fortuna di visitare posti straordinari, incappare in situazioni irripetibili che, se vogliamo, contribuiscono sempre ad aumentare la propria esperienza, il proprio senso di civiltà e rispetto verso le altre culture, onestà e consapevolezza anche delle piccole cose, che contribuiscono a rendere una persona migliore.
Anche dal punto di vista, per così dire, sentimentale, provenivo da diversi mesi molto tribolati, nei quali ho dato una decisa inversione di tendenza al mio rapportarmi con l’esterno, alla voglia di costruire qualcosa e di accettare compromessi. Proprio per questo, le diverse cose belle che mi sono capitate in tal senso, soprattutto con Akiko e Waka e senza aver mosso praticamente un dito, sono state davvero importanti e l’unica cosa che rimpiango (ma solo in parte, perchè sono effettivamente compiute e perdureranno nel tempo, anche a distanza) è non averle vissute nei primi giorni, ma in realtà stavo inebriando la mia anima con altre sensazioni…

Il mio bilancio è chiuso e stracolmo di positività, è bello poter guardarsi indietro e percepire di avere mille ricordi straordinari sui quali sorridere e riscaldarsi il cuore, magari rafforzati da foto, filmati o conoscenze che durano nel tempo. E’ bello guardare avanti con la consapevolezza di crescere ogni giorno e di affrontare le cose sempre con gioia e cercando di dare sempre il massimo, magari evitando di commettere gli stessi errori.

Nei prossimi giorni pubblicherò su Youtube i videodiari che abbiamo fatto con Multiplayer.it (compreso lo speciale gnocche :–D) e un montaggio dei miei video che ho fatto a Kyoto, Monte Fuji e così via.

L’ultimo aneddoto però lo voglio raccontare, durante il volo Tokyo-Parigi avevo un posto vicino ad una ragazza francese, una modella a dir poco stupenda e anche apparentemente simpatica. Ho scambiato con lei quattro chiacchiere la prima oretta di viaggio, dopodichè, sullo stile della pubblicità della Becks, mi è apparso un bivio: “Dormo tutto il viaggio che sono distrutto e appagato da tutto, o ci provo?” Risultato, sonno profondo e sveglia a 45 minuti dell’arrivo del volo :–D

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Sep
26

Giappone, tredicesimo e quattordicesimo giorno: Tokyo e Odaiba

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 14:00 | Categorie: Giappone, Indice

La fiera e finita, ma la mattina è stata ancora dedicata alla scrittura degli ultimi articoli (ottima produzione quest’anno, più articoli nella metà del tempo), il pomeriggio i ragazzi sono andati a fare shopping (per me basta), io ne ho approfittato per recuperare le quattro nottate nelle quali ho dormito 4 ore al massimo e prepararmi alla serata. Cena tutti assieme, doccia e partenza a mezzanotte in direzione Roppongi. Arrivati li, tempo per un frappuccino e poi Gas Panic, club/bar/discoteca molto famoso e pieno di giovani. Poco dopo aver cominciato a ballare ho conosciuto Waka, ragazza molto carina e dolce che ha studiato inglese per diversi anni, con la quale si è creato subito feeling col passare del tempo, alla fine abbiamo ballato e siamo stati abbracciati tutto il tempo…
In prossimità dell’alba il locale ha chiuso e quindi siamo andati via, ci siamo scambiati cellulare ed email e ripromessi di vederci a pranzo il Lunedì, mannaggia, l’ultimo giorno…
Serata in generale divertentissima per tutti, eppure all’inizio qualcuno non voleva venire, ma in ogni fiera è oramai prassi divertirsi tutti assieme fino all’alba :–)
La Domenica è ovviamente cominciata dopo pranzo (visto che eravamo tutti collassati :–D) ed è stata dedicata interamente ad Odaiba, distretto facente parte della baia di Tokyo e raggiungibile attraversando il Rainbow Bridge, un ponte che ricorda da vicino quello di Brooklyn ed è molto bello a vedersi. La tappa principale non poteva non essere l’Onsen Monogatari, del quale sono oramai un abituè, ma è talmente bello che ci tornerei tranquillamente ogni anno. Bagni termali ai sali minerali, sauna, fonti calde all’aperto, rimanere qualche ora li dentro è un’esperienza assolutamente da provare, in un ambiente reso ancora più bello perchè come contorno c’era una ricostruzione del Giappone del 1800, nella quale era possibile aggirarsi in Kimono e mangiare avvolti da musiche e luci soffuse. Dulcis in fundo, mi sono fatto fare mezz’ora di massaggi a base di latte, dopo mi serviva solo un letto per andare a dormire, tanto era la sensazione di rilassamento :–)
Ci siamo, domani è l’ultimo giorno e la sera alle 22 si parte, sarà il momento si scrivere qualche impressione su questi straordinari quindici giorni…

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Sep
25

Giappone, undicesimo e dodicesimo giorno: Tokyo Game Show

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 15:00 | Categorie: Giappone, Indice

Il Tokyo Game Show è la fiera Giapponese più importante sui videogiochi e la terza globalmente. Si trova Chiba, poco fuori (ma sempre 1 ora di treno…) il centro ed è sicuramente uno spettacolo molto coreografico, condito da persone vestite nei modi più disparati, tanti giochi da provare e tante belle standiste (si sa che ho un debole per le Giapponesi…). Quest’anno tra i titoli più importanti abbiamo avuto modo di provare Winning Eleven 2008, Metal Gear Solid 4, Nights, Halo 3 e Lost Odissey, mentre c’erano davvero tanti titoli dedicati solo al mercato nipponico, ma è una cosa anche naturale visto dove si svolge la fiera. In generale poche cose da scrivere, se non che abbiamo realizzato il primo videodiario (che potete visionare su Multiplayer.it, presto lo metterò su Youtube) e che i due ragazzi vincitori del viaggio a Tokyo si sono divertiti davvero tanto. Sono relativamente piccoli (21 e 25 anni) e per loro è la prima volta in Giappone e ad una fiera di videogiochi, li ho visti proprio emozionati :–)
Il secondo giorno di fiera sveglia alle 7 (dopo aver dormito per “ben” 4 ore) e assalto alle varie postazioni di gioco con le telecamere per fare le videoanteprime dei vari titoli e una parte del secondo diario. Durante il giro mi sono imbattuto nella producer femminile del gioco Singstar, che avevo conosciuto a Los Angeles e con la quale avevo fatto un duetto cantando Losing My Religion dei Rem, mi ha fatto le feste e abbracciato, la mia performance ha lasciato il segno :–D
La fiera per noi è finita, ho scritto altri tre pezzi fino alle 2 di notte e ne scriverò gli ultimi Sabato mattina, dopodichè avremo altri 2 giorni pieni prima di partire, sabato sera si farà tanta baldoria per festeggiare…

Smile Slime! Stand Tecmo, come sempre sui generis Le postazioni di Metal Gear Solid 4

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Sep
23

Giappone, nono e decimo giorno: Kamakura e Tokyo

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 16:50 | Categorie: Giappone, Indice

La nona giornata è cominciata in maniera un po’ più rilassata, con la solita colazione da Mr. Donuts (ho raggiunto 61 punti con la scheda :–D) e poi giro attorno l’Hotel. Verso pranzo ci siamo divisi con Pietro, che è restato a Tokyo per vedere alcuni posti che non aveva ancora visitato (è la prima volta per lui in Giappone) mentre io e Andrea ci siamo diretti a Kamakura, una cittadina sulla costa sud del Giappone che dista circa un’ora da Tokyo stessa. Davvero molto carina, siamo stati catapultati nuovamente in una sorta di cartone animato con poche macchine, gente in bici, stradine piccole e atmosfera di quelle che piacciono a me :–)

Bella :)

La tappa più importante è stata il tempio Hasedere, che mi ha colpito molto rispetto agli altri per via dell’estrema cura riposta non solo nelle costruzioni, ma anche nella vegetazione che vi era attorno. Davvero uno spettacolo mozzafiato, all’interno abbiamo visitato anche alcune statue di Buddah giganti (che non era possibile fotografare) e abbiamo fatto una camminata attraverso alcuni cuniculi bassi con all’interno alcune miniature realizzate da artisti Giapponesi, davvero niente male. Un’altra camminata ce la siamo fatti verso il porto e la spiaggia, non balneabile ma piena di surfisti (tutti vestiti uguali) più o meno improvvisati che cercavano di cavalcare le onde che si formavano per via del vento piuttosto alto.
Tornati a Tokyo, è stato il turno di andare a Shinjuku, uno dei quartieri più popolati e vivi della città, dove abbiamo pescato un locale di ramen (i classici spaghettini in brodo che si vedono nei cartoni animati) davvero eccezionale, mangiando al bancone in un localino vecchio stile che abbiamo già inserito tra i posti preferiti e da ritornarci.
Proseguendo abbiamo fatto un giro per le stradine fino a mezzanotte, ripromettendoci di andare in qualche locale non appena possibile…
Il decimo giorno è stato ufficialmente il primo lavoro e sono arrivate subito le prime grane. Le telecamere spedite tramite corriere UPS erano bloccate in dogana, e quindi sono stato quasi 1 ora al telefono con una Giapponese che parlava a stento inglese per sbloccarle e non far ritardare la consegna.

La baia di Kamakura Nella grotta vicino il tempio

Il pomeriggio c’è stata la conferenza Konami (Winning Eleven e Meatl Gear Solid 4 su tutti) alla quale sono andati Andrea e Pietro, la sera invece sono andato assieme a Pierpaolo (arrivato in mattinata assieme ad Alessandro, Luca e i due vincitori del viaggio a Tokyo, Jonathan e Mirko) alla party/conferenza Sony in Shinagawa, dove abbiamo provato gli ultimi titoli per PlayStation 3 e mangiato e bevuto a sbafo, sia Giapponese che continentale :–D
Ovviamente tornato in albergo ho cominciato a scrivere i primi tre pezzi e sono andato a dormire alle 3 di notte. L’indomani la sveglia sarebbe stata alle 6 e 30…

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Sep
18

Giappone, settimo e ottavo giorno: Tokyo

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 15:00 | Categorie: Giappone, Indice

L’abboffata iniziale di emozioni dei primi giorni si è un po’ affievolita, Tokyo oramai la conosco abbastanza bene (come zone turistiche, ovviamente) e quindi si tratta perlopiù di conferme e di sperimentare cose un minimo nuove. In compagnia di Pietro e Andrea e dopo aver fatto colazione da Mr. Donuts (buonissimo) ci siamo diretti a Nakano, quartiere molto carino e costellato da negozietti locali. Al suo interno c’è uno dei Mandarake, catena famosa dedicata ai fumetti e videogiochi, presente con una miriade di negozi anche in questo quartiere. Immancabili gli acquisti di qualsiasi cosa anche di vagamente simpatico incontrassimo nella nostra sortita, ma in fondo si vive una volta sola…

Nakano Tokyo Dome dall'esterno

Dopo un rapido pranzo da Lotteria, ci siamo diretti verso Tokyo Dome City, uno splendido complesso che ospita lo stadio di baseball, negozi, bar, ristoranti e in generale trasmette un’atmosfera allegra, sana e divertente, che dovrebbe essere presa a modello (non mi stancherò mai di dirlo) anche per gli stadi nostrani, che spesso invece allontanano donne e famiglie e in generale si riducono alla fruizione sola della partita. Ovviamente non ci siamo fermati qui, e abbiamo acquistato tre biglietti per la partita Tokyo Giants-Red Carps, un incontro della Major League Giapponese. Inutile dire che ho comprato una maglia e la pallina della squadra, una volta entrati all’interno dello stadio mi ha colpito la sua architettura e l’estrema organizzazione in tutti i settori. L’immancabile particolare curioso è stato rappresentato dalla presenza di oltre cinquanta ragazze che facevano incessantemente avanti e indietro tra tutti i settori dello stadio, trasportando bibite, mangiare, snack e birre di diversa marca. Alcune avevano in spalla uno zaino enorme contenente birra, che versavano tramite un tubo, pensate a Ghostbuster e ne avrete un’idea…Anche se l’efficenza era estrema e non passavano più di 2 minuti tra la possibilità di comprare qualcosa e la successiva, onestamente mi hanno fatto un po’ pena queste ragazze, letteralmente massacrate dalla fatica e dal sudore a fine partita, tanto che ad una gli offerto alcuni fazzoletti per asciugarsi dal sudore…
Assistere ad una partita Giapponese di baseball è un’esperienza che almeno una volta va fatta, trasmette allegria grazie ai cori dei tifosi, che fanno casino dall’inizio alla fine anche su note di canzoni occidentali, che sono associate ad ogni giocatore. Lo sport in se non è male, ma dal mio punto di vista ci sono troppi tempi morti e il ritmo non è dei migliori. Detto questo, l’unico Home Run della partita è stato eseguito da Ogasawara, il numero 2 stampato sulla maglia che avevo comprato prima della partita :–D

Lancio perfetto!

L’ottavo giorno abbiamo deciso di portare un po’ in giro Pietro, prima volta per lui in Giappone, e quindi siamo andati nell’ordine ad Asakusa, zona piena di splendidi templi ma un po’ troppo commerciale e contornata da turisti e Ueno, quartiere che può fregiarsi di un bellissimo parco e di tante bancarelle dove acquistare prodotti tipici. Dopo un rapido passaggio in hotel per una doccia, ci siamo diretti a Shinjuku, quartiere mondano e stracolmo di giovani (anche di Lunedì…) dove tra le altre cose abbiamo cenato in un locale vecchio stile nel quale fanno un Ramen (gli spaghettini in zuppa che si vedono spesso nei cartoni animati) davvero squisito, assolutamente da provare.
Domani ultimo giorno di relax, poi si parte con le visite agli uffici Sony e Konami per visionare i loro nuovi giochi, ed il giorno successivo con la fiera, la pacchia sta per finire!

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Sep
17

Giappone, quinto e sesto giorno: Monte Fuji & Hakone

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 09:00 | Categorie: Giappone, Indice

Una cosa che avrei voluto fare alla fine non ho fatto, due anni fa nella mia prima vacanza extra lavoro a Tokyo, era visitare il Monte Fuji, quest’anno ho preparato tutto a puntino preventivamente, prenotando un tour guidato di due giorni.
La partenza, fissata per le 8 all’Hotel Okura di Shinjuku con un autobus da viaggio, mi ha fatto ricordare come sia snervante viaggiare per Tokyo con questo mezzo di locomozione. L’avevo già notato lo scorso anno quando siamo andati a vedere i videogiochi di Sony nel suo palazzone in centro, è una cosa impossibile muoversi in bus a causa del traffico e della miriade di semafori presenti, molto meglio metro e ferrovia!
Fortunatamente la situazione si è ristabilita una volta usciti dal centro e il viaggio è diventato molto più fluido e piacevole. La nostra guida si chiamava Amy-San (san sta per signore, signora, signorina etc. indistintamente) e non ha smesso di parlare letteralmente un secondo durante le diverse ore complessive di viaggio che c’erano tra le varie tappe. Anche se il desiderio di ammazzarla con il mitra o con un bazooka era molto alto, devo dire che è stata sempre gentilissima e ha spiegato diverse cose sulla città e dintorni, tra le tante mi ha colpito la spiegazione dei treni veloci che collegano le varie città in Giappone, che sono di tre tipi: Kodama (eco in Italiano), che coprono tutte le varie stazioni disponibili; Hikari (luce) solo quelle principali, e infine Nozomi (speranza) dei missili che fanno fermata solo in alcune delle stazioni più importanti. E’ in fase di sperimentazion un treno che va alla stratosferica velocità di 580 Km/h, che potrebbe rivelarsi, costi permettendo, notevolmente più conveniente di un aereo.
La zona del Monte Fuji si trova nella prefettura di Shizuoka e il colpo d’occhio è subito bellissimo (sto diventando ripetitivo…), con stradine al massimo di due corsie che tagliano a metà la montagna e permettono di raggiungerne quasi l’estremità. Amy-San ci ha spiegato come nelle zone periferiche le persone utilizzino le macchine molto di più che a Tokyo, perchè i collegamenti via treno sono molto meno fitti che in città, dove il sistema ferroviario è di gran lunga preferibile, visto anche l’elevato costo per prendere la licenza di guida (circa 2000 euro! tra scuola guida e tutto).

Ancora il Monte Fuji, spesso circondato da nuvole Tanzen tra le nuvole :D

La prima tappa è stata comunque il centro visitatori, dove sono riuscito a scattare qualche foto della montagna, che è effettivamente imponente, quasi a rappresentare una sorta di guardiano su tutte le zone circostanti. Peccato che spesso le nuvole ne abbiano coperto le visuale, e bisognava aspettare l’attimo giusto per poter catturare il momentum. Dopo la prima sosta, ci siamo diretti sulla montagna e siamo giunti alla cosiddetta quinta stazione, situata a 2300 metri di altitudine, immersi completamente nella nebbia e nella frescura. Ho avuto modo di comprare qualche gadget e visitare un tempio li vicino, ma era davvero difficile vedere oltre pochi metri. Il periodo ideale per tentare una scalata fino alla vetta va da Giugno ad Agosto, in questo caso ci siamo “accontentati” di salire per circa 2/3 dell’altezza complessiva. In realtà è a partire dalla discesa verso Hakone che è cominciata la parte del viaggio che mi ha provocato maggiori emozioni. Hakone è un distretto veramente mozzafiato, immerso in un verde rigoglioso, largamente incontaminato da tante cose che invece hanno invaso Tokyo. Si respira un’aria sana, genuina e tranquilla, tanto da far venire voglia di passeggiarci dentro per ore e ore senza una meta…

All’interno di questo distretto c’è il lago Ashi, che ha come sfondo proprio il Monte Fuji; sul lato nord, nel porto di Kojiri, abbiamo preso un traghetto che ci ha portato ad Hakone-En mediante un tragitto di 15 minuti aventi come sfondo un mare calmissimo e montagne ai lati, come se volessero allungare le proprie braccia in segno di protezione. Giunti a destinazione, ci siamo subito diretti verso la funivia che ci ha portato sulla sommità del monte Komagatake, posta a circa 1400 metri d’altezza. La temperatura era decisamente più bassa e soprattutto era uno spettacolo vedere le nuvole muoversi a notevole velocità, e quindi in un attimo far scorgere e fotografare l’immenso paesaggio ai piedi del monte, e subito dopo ricoprirci completamente, oscurando tutto quanto intorno. Una sensazione bellissima assieme a quella di sentire il vento in faccia, fermarsi e sporgersi verso il basso, ammirando il lago, le distese di verde e le casine varie arroccate, pensando, quando cacchio mi capiterà più nella vita?

Bella, nevvero? Hakone Sightseeing Boat

Scesi nuovamente al livello del mare, la prima parte del tour è giunta al termine, quelli che avevano prenotato un solo giorno sarebbero rientrati a Tokyo con il pullman, per me e altre sparute persone c’era una navetta ad aspettarci, che ci ha accompagnato al Prince Hotel, che avevo saggiamente (tra poco si capirà) scelto tra i tre disponibili. Questo Hotel è infatti un enorme complesso che si estende sulla riva del lago, ha un aspetto moderno ma non sfarzoso o pacchiano, ed è molto accogliente. La mia stanza curata nei minimi particolari, ampia, ben rifinita. Una volta che mi sono avvicinato alla finestra e ho tolto la tenda ho avuto la sorpresa migliore, una visuale completa del lago, una scena meravigliosa quasi vicina al tramonto che mi ha tolto il fiato per qualche secondo. Come se non bastasse, ogni camera aveva una scala esterna collegata ad un giardino, che permetteva di vedere ancora meglio il paesaggio. Dall’interno dell’hotel era possibile raggiungere anche un molo che affacciava direttamente al suo interno, inutile dire che mi ci sono diretto subito e che nel silenzio e nella calma sono rimasto fermo immobile e senza parlare per diversi minuti, spettacolo…
Alle 19 già cena, perchè, come se non bastasse, l’albergo era dotato di un Hot Spring completamente gratuito per i clienti.
Cosa sono gli hot springs? Bagni caldi (direi bollenti) pieni di sali minerali che si trovano all’aperto e al chiuso, accompagnati da bagni idromassaggio e da saune. Una vera e propria esperienza rilassante, rigorosamente da fare nudi in un ambiente accogliente. Non potevo prepararmi meglio per andare a dormire.
Durante la giornata ho fatto amicizia con Fumiri, ragazza che di lavoro fa anche lei la guida tra Nara e Kyoto (e che mi ha detto di non dirlo alla nostra, che sarebbe diventata nervosa, indovinate cosa ho fatto invece? Scherzo :–D) e Denis, ragazzone di colore del Minnesota che fa il fotografo professionista e che ha lavorato anche due mesi a Napoli e Roma :–)

Il giorno dopo mi sono svegliato, per un attimo, alle 5 , speranzoso di guardare l’alba sorgere sul lago, purtroppo il tempo molto nuvoloso me lo ha impedito, e mi sono riaddormentato per poi lasciare la stanza in orari più umani. Sono ritornato quindi da Hakone-En a Kojiri col traghetto, e la solita cosa particolare è che ero l’UNICO in tutta l’imbarcazione, mi sono quindi messo a prua a guidarla (…) fino a destinazione. Da qui ho preso poi una funivia che mi ha portato fino a Owakudani Station, poco sopra i 1000 metri d’altezza, per poi affrontare una piccola scalata di circa 400 metri, finalmente a piedi, in prossimità della vetta del monte Kanmurigatake, altro vulcano dormiente dal quale sgorgavano fumi di zolfo e acqua calda (un po’ come la solfatara a Napoli), interessante da vedere e fotografare. La giornata è proseguita a Gora, dove ho visitato il suo parco e ho provato, a pranzo, i Mejiri, alcune palle di riso dolciastro con all’interno i fagioli rossi. Detto così fa abbastanza schifo, il risultato invece non è male. Il resto del tempo l’ho impiegato per ritornare a Tokyo, non prima però di prendere la Tozan Line per raggiungere Odawara, una linea ferroviaria davvero suggestiva che passa attraverso i monti e i boschi, indovinate com’era il colpo d’occhio?

Falde vulcaniche sul monte Kanmurigatake Acqua calda che scorre

Le ultime forze le ho spese per andare ad Harajuku, il quartiere giovanile di Tokyo, per acquistare un paio di maglie e una camicia con relativa cravatta (non normale, quelle tipicamente fini Giapponesi :–D) e per ricongiungermi con Andrea e Pietro, i primi due colleghi/amici che mi hanno raggiunto e con i quali trascorrerò gli ultimi 3 giorni e mezza di vacanza, prima di dedicarmi al Tokyo Game Show. Domani, se tutto va bene, si va a vedere una partita di Baseball nel bellissimo Tokyo Dome.

Ho messo online anche la galleria fotografica completa di questi due giorni.

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Sep
15

Giappone, quarto giorno: Kyoto e Tokyo

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 13:00 | Categorie: Giappone, Indice

Questo giorno è stato un po’ di transizione perchè (un po’ a malincuore, lo ammetto) sono tornato a Tokyo, ma non sono mancati i soliti momenti piacevoli. Dopo la sveglia e aver consumato la solita abbondante colazione, è arrivato il momento dei saluti con le padrone del Ryokan, che mi hanno omaggiato di un borsellino e di tanti inchini, mi hanno chiesto anche se fossi sposato :–D Come mio ultimo regalo ho lasciato un portachiavi del Napoli, e la più anziana delle padrone, alla mia domanda se conoscessero la città, ha cominciato a cantare immediatamente O’ Sole Mio, strappandomi più di qualche risata. A questo punto, con la ripromessa di tornare il prossimo anno, mi sono diretto alla stazione di Kyoto per prendere il treno Hikari che mi avrebbe portato in poco meno di tre ore a Tokyo Station.
Kyoto è davvero una città fantastica, alcuni posti sono magici e per larghi tratti incontaminati, la gente mi è sembrata anche molto più rilassata e a tratti socievole, idem per le ragazze, con alcune davvero carine. Non manca una parte (la Downtown) che fa il verso alla capitale del Giappone, ma devo dire che le sensazioni che mi ha restituito sono ancora superiori e quasi mi sono pentito di esserci stato solamente tre giorni, per fortuna che ci sarà modo di rimediare :–)

Tornando a Tokyo, il sistema ferroviario è uno dei più avanzati al mondo, forse il più avanzato se parliamo delle varie linee metropolitane che collegano i distretti della città. Non sarete mai preoccupati se perderete un treno per spostarvi ad esempio da Takadanobaba a Shibuya, tre minuti dopo ne passerà un altro, tempo che “scandalosamente” salirà a cinque minuti dopo le 22.
Per farvi saggiare la complessità, provate a scaricare la mappa completa, in Inglese.
Pensate che, sulle linee più centrali, ogni porta dei vagoni è dotata di un doppio schermo televisivo, il primo con funzioni pubblicitarie mentre il secondo adibito alla segnalazione (sia in Giapponese che in Inglese) di tutte le fermate sulla stessa linea, della loro distanza in termini di minuti, di eventuali altri linee raggiungibili dalla stazione in transito e la porta d’uscita per ognuna di esse. Se non dovesse bastarvi tutto ciò, gran parte di queste informazioni vengono date, sempre in doppia lingua, anche mediante gli altoparlanti di ogni vagone. Talvolta non capisco perchè la gente si affanna sempre a prendere la metro, visto l’enorme efficienza e ricambio continuo dei treni…

Dopo essere passato in albergo a posare i bagagli e darmi una rinfrescata, sono andato a mangiare da “Lotteria” un pub Giapponese molto simpatico che come orario di chiusura ha scritto 8.00 – 26.00 (!) ovvero le due di notte, che appartengono allo stesso giorno lavorativo :–D
In seguito mi sono diretto ad Akihabara, la famosa città elettronica patria di tutto ciò che concerne fumetti, videogiochi, tecnologia di tutti i tipi, con centinaia (migliaia?) di negozi sparsi tra i vari piani, una vera e propria manna dal cielo per gli appassionati di queste cose. Ho visto il nuovo iPod Nano (bellissimo) e la solita impressionante quantità di videogiochi Otaku, alla fine, dopo un po’ di ricerca, ho beccato un negozietto che aveva l’ultima PSP Slim and Lite in edizione limitata con Final Fantasy VII Crisis Core, prodotta in soli 70.000 esemplari e esaurita in quasi tutti i negozi, al ritorno in Italia deciderò se venderla oppure tenermela.
Proseguendo nella camminata sono giunto a Ueno, altro distretto caratteristico e costellato da bancarelle e piccoli negozietti: ho adocchiato diverse paia di scarpe, ci ritornerò nei prossimi giorni…

Domattina si parte quasi all’alba per un tour di due giorni ai piedi del Monte Fuji, le aspettative sono alte, vediamo un po’ se verranno mantenute :–)

Nel frattempo ho riempito completamente la galleria fotografica di Kyoto.

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Sep
14

Giappone, terzo giorno: Kyoto, Arashiyama, Nara

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 13:00 | Categorie: Giappone, Indice

Sveglia alle 8 (oggi un po’ meglio, dai) e solita immensa colazione Giapponese, questa volta con alcune variazioni per quanto riguarda frutta e pesce. Fortunatamente il tempo era nuovamente soleggiato, quindi mi sono diretto a Kyoto Station per prendere la Jr Sagano Line in direzione Kameoka. Dopo qualche piccolo smarrimento dovuto al fatto che la maggior parte della segnaletica fosse Giapponese (ed è giusto così), sono giunto ad un piccolo porticciolo ai piedi del fiume Hozu. In questo posto è possibile intraprendere una traversata su una barca di legno “guidata” da tre marinai, due davanti e uno di dietro.

Durata, quasi 2 ore attraverso distese infinite di verde, vallate e anche alcune rapide, per poi giungere in prossimità del distretto di Arashiyama. Sono riuscito nell’intento di essere in barca con tutti Giapponesi, anche se uno, saputo che ero Italiano (mi hanno fatto compilare una scheda informativa nel momento dell’acquisto del biglietto) ha cominciato a parlarmi nel nostro idioma affermando di essere stato diverse volte in Italia, ed in realtà è stato molto gentile nel tradurmi alcune delle cose importanti che dicevano i conduttori della barca. La traversata è stata molto piacevole, con un bellissimo colpo d’occhio in più punti. Mi ha sorpreso l’abilità dei marinai, due dei quali erano chiaramente sopra i 50 anni e con una forza invidiabile, che anche in prossimità di passaggi strettissimi con ai lati rocce appuntite, riuscivano a far passare la barca ad alta velocità senza farla urtare. Anche qui sono successe due cose che mi hanno fatto sorridere non poco: a metà traversata c’era un fotografo completamente isolato da tutto e piazzato sopra ad una roccia che ci ha scattato qualche foto (che poi sarebbe stata spedita a chi fosse interessato) e soprattutto il fatto che, verso la fine della gita, si è affiancata un’altra barca a legna, questa volta a motore, che ci ha letteralmente attraccato di prepotenza e agganciato di lato…indovinate cosa c’era sopra? una sorta di ristorante mobile nel quale alcuni cuochi stavano cucinando varie pietanze, incredibile e inaspettato! Ho acquistato i cosiddetti Dango (non so come si scrive), alcune palline dolciastre appena cotte e immerse in una sorta di sciroppo, davvero buone. Prima di tornare sul treno, ne ho approfittato per visitare un po’ Arashiyama, paesino molto carino costellato da negozietti locali, è sempre bello vedere posti quando non sono contaminati da miariade di Mc Donald e affini…

Nara

Tornato a Kyoto, ho preso la JR Nara Line in direzione Nara, dove sarei arrivato dopo 45 minuti. Questa linea ferroviaria è molto bella perchè taglia una buona parte dell’entroterra circostante Kyoto, e quindi è possibile rifarsi un po’ gli occhi. Poco dopo la partenza del treno si è avvicinata una ragazza Giapponese e ha cominciato a parlarmi Inglese, sedendosi accanto a me. Onestamente non me l’aspettavo, avevo letto che sono molto riservate e difficilmente muovono il primo passo…ad ogni modo si chiama Akiko, ha studiato per 4 anni l’inglese abita in un paese molto rustico e incontaminato chiamato Iga, raggiungibile mediante un treno locale dalla fermata di Kizu. Abbiamo parlato di un po’ di cose, e mi ha invitato a visitare il proprio paese proprio perchè molto caratteristico, ma purtroppo il giorno dopo sarei dovuto ripartire…In prossimità della sua fermata ci siamo scambiati i contatti email e di msn, almeno ci si tiene in contatto per cose future :–)
Nara è famosa per il suo parco, immenso e con al suo interno templi, musei, onsen e altro, che arrivano fine ai piedi di una montagna. Ne ho girato una buona parte, per poi passeggiare attraverso alcune stradine piene di negozi tipici, e dove ho acquistato alcuni dolci locali, anche al vino, e un altro paio di altri regalini per Karen, mi ci sono affezionato!

Tornato nel Ryokan glieli ho consegnati subito e le sono piaciuti tantissimo, ci siamo fatti una foto insieme :–)

Con Karen, la figlia della padrona del Ryokan Vista rilassante...

Mannaggia, domani si parte in direzione Tokyo e quindi Monte Fuji, eppure Kyoto mi ha lasciato una grandissima impressione e l’idea di non averla vista e vissuta tutta a fondo…una buona scusa per ritornarci il prossimo anno, no? ;–)

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Sep
13

Giappone, secondo giorno: Kyoto

Scritto da TanZeN nel 2007 @ 20:00 | Categorie: Giappone, Indice

Sveglia alle 6.45 (ugh, ma non doveva essere una vacanza? :–)), doccia e colazione alla Giapponese: qualcosa di mai visto, che per grandezza rivaleggia con un pranzo completo: pesce di diverso tipo, spaghetti in salsa di soia, prosciutto, melone, tofu, verdure, uova, riso, te verde. Se non si inizia bene la giornata così…

Il motivo di una sveglia così di buona leva è perchè avevo prenotato un tour giornaliero per visitare alcuni dei punti più interessanti di Kyoto, sono stato infatti raccattato in un hotel al centro e portato in un pullman assieme a diversi turisti provenienti dai posti più disparati del mondo. Durante il tragitto Kim, la nostra guida, ci ha spiegato come la città sia la settima in ordine di popolazione del Giappone, con 1,47 milioni di abitanti, e che grazie al fatto di essere scappata per larghi tratti dalla distruzione delle guerre mondiali, ha la fortuna di possedere molti posti antichi praticamente intatti o che sono stati solo parzialmente ricostruiti. La topografia della città è inoltre estremamente chiara da apprendere, perchè tutte le strade si incontrano perpendicolarmente e per il fatto che è circondata ai quattro lati da montagne, con a sud quelle denominate blu per la sua vegetazione più scura e riconoscibile.
La prima tappa è stata il Nijo Castle, costruito nel 1603 e dimora nel corso degli anni dello Shogun, che nel periodo Edo deteneva il potere a tutti gli effetti. La complessità architettonica è meravigliosa, il tetto di gran parte delle dimore è costruito in bamboo e legno di cipresso, e per questo ogni 35 anni vi è una manutenzione per preservarlo. Le mura esterne sono volutamente basse, mentre la particolarità è rappresentata dal fatto che camminando per tutta la parte interna attorno alle varie sale, si emette un cigolio chiaramente avvertibile. Voluto, per non permettere nemmeno ai famosi Ninja del tempo di entrare nelle dimore dello Shogun senza fare rumore, grazie ad una tecnica semplice ma efficace che hanno pensato al momento della costruzione, dove il legno non è fissato completamente e ci sono delle parti in metallo che al passaggio emettono il cigolio stesso. Tra le mura del Nijo Castle è stato anche sancito il passaggio dei poteri nuovamente dallo Shogun all’imperatore nel 1854, l’anno dopo l’ingresso degli stranieri nel Giappone, dove c’è sempre stato un forte ostruzionismo allo scambio culturale, con un’unica città, Nagasaki, abitata da sparuti gruppi di tedeschi e cinesi. Per tutte queste cose il Nijo Castle è oggi patrimonio culturale dell’UNESCO.

Golden Pavillon

Seconda tappa è stata il Golden Pavillon, edificio composto da tre piani (con derivazioni samurai e zen) che ha la particolare caratteristica di essere ricoperto da foglie d’orate, che regalano un colpo d’occhio assolutamente irripetibile, complice anche lo splendido giardino che ruota attorno, un esempio perfetto di luogo dove trovare qualche momento di pace e rilassamento.
In questo posto ho fatto amicizia con Handy, proveniente dall’Australia. La cosa curiosa è che lavora come capo pasticciere in una pasticceria Italiana di Sidney, tenuta da un signore nato a Napoli che vende dolci Campani e Siciliani, come al solito il mondo è troppo piccolo :-D Ragazzo molto simpatico, abbiamo scambiato quattro chiacchiere durante tutto il corso della giornata.

L’ultima tappa mattutina è stata dedicata al palazzo imperiale, che si estende per oltre 11.000 metri quadrati. Kyoto è stata infatti capitale del Giappone per oltre 1000 anni, e quindi sono chiari i segni del passaggio dell’imperatore anche da queste parti. Particolarmente bella è la sala delle cerimonie, con il trono dell’imperatore stesso e all’esterno sulla sinistra un albero di ciliegio a simboleggiare la lealtà, e a destra uno di arancio a simboleggiare la longevità. Nota comune di tutti questi posti sono i splendidi giardini nei quali sono immersi, non oso immaginare cosa devono essere durante la stagione primaverile, con tutti i ciliegi fioriti…

Il pomeriggio abbiamo cominciato con lo Heian Shrine,dedicato all’omonima casta di Shogun. Ai lati sono raffigurati un drago blu, ed uno bianco, simboli di protezione, mentre sull’altare non è raffigurata nessuna divinità, perchè questo tempio, dotato tra le altre cose di un atrio immenso che ospita anche concerti, è shintoista e per questo ben accetto di tutte le religioni, anche quella cristiana. Chiunque può richiamare secondo un rito ben preciso il proprio dio ed esprimere un desiderio/augurio, cosa che ho fatto prontamente. Mi piace questa tolleranza completa, anche perchè al giorno d’oggi una persona sceglie la religione in base al posto dov’è nato e si ritrova a mantenerla tale, ed ognuno ha le sue convinzioni che possono tranquillamente essere supportate da fatti storici accaduti.
Più avanti era possibile anche estrarre un bastoncino per essere letti il proprio futuro dal punto di vista della fortuna. A questa cosa non sono stato interessato, quello che viene deve essere ancora scritto e sta unicamente a noi e ad una buona dose di culo (che aiuta gli audaci, pare).

Proseguendo è stato il turno di Sanjusangen-do, un tempio all’interno del quale c’è una parte dedicata al Kannon, ovvero le statua di Buddah. Nella sala centrale ce ne sono ben 1000, tutte leggermente differenti da loro e costruite tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo, con una gigante giusto al centro. Davanti a queste statue ci sono i 28 guardiani che le proteggevano e ai lati la divinità del vento e del lampo. Uno spettacolo davvero impressionante, che meriterebbe un approfondimento a parte.

A chiudere questo interessante tour c’è stata la visita del Kiyomizu Temple, particolarmente bello perchè si trova sulla cima di una collina dalla quale si può vedere tutta la città, e il percorso per raggiungerlo è composto da una stradina molto caratteristica e piena di negozi artigianali.

Salita verso il Kiyomizu Temple

Dopo aver salutato quindi Handy ed esserci scambiati i contatti (mi darà una mano il giorno che dovessi decidere di visitare l’Australia :–D), ho deciso di passare la serata a Gion, il quartiere rinomato per essere stato in passato usato dalle Geishe (e mi rendo conto che quanto scritto può essere frainteso :–D) per le loro esibizioni e che in realtà è molto accogliente e pieno di locali dove mangiare tipicamente Giapponese. Anche qui un bel colpo d’occhio, in parte rovinato dalla pioggia che è arrivata e che mi ha costretto a tornare anzitempo in albergo.

Qui l’ultima sorpresa, una volta tornato in camera mi ha bussato la padrona per portarmi un po’ di frutta assieme a Karen, che era venuta per ringraziarmi della cioccolata e delle patatine di ieri, dolcissima!

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